{"id":1261,"date":"2019-03-17T04:01:27","date_gmt":"2019-03-17T04:01:27","guid":{"rendered":"http:\/\/tayros.bg\/?p=1261"},"modified":"2019-03-17T04:03:04","modified_gmt":"2019-03-17T04:03:04","slug":"ivafe-imposta-sul-valore-delle-attivita-finanziarie-detenute-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tayros.bg\/index.php\/2019\/03\/17\/ivafe-imposta-sul-valore-delle-attivita-finanziarie-detenute-allestero\/","title":{"rendered":"IVAFE &#8211; Imposta sul Valore delle Attivit\u00e0 Finanziarie detenute all\u2019Estero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/tayros.bg\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IVAFE.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1262\" src=\"http:\/\/tayros.bg\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IVAFE.jpg\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/tayros.bg\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IVAFE.jpg 630w, https:\/\/tayros.bg\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IVAFE-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>&#8220;Le <strong>persone fisiche residenti in Italia<\/strong> che <strong>detengono all\u2019estero<\/strong> <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>prodotti finanziari,<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>conti correnti e<\/strong><\/em><\/li>\n<li><em><strong>libretti di risparmio,<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em><strong>devono versare<\/strong> un\u2019imposta sul loro valore: l\u2019<strong>Ivafe<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>L&#8217;oggetto del tributo \u00e8 stato determinato in questo modo dalla<a href=\"http:\/\/www.mrcaporale.it\/dir\/?p=261\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> legge europea 2013-bis (legge del 30 ottobre 2014 n. 161<\/a>), in vigore dal 25 novembre 2014. Precedentemente, il riferimento era costituito dalle &#8220;attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero&#8221;.<\/em><\/strong><em>&#8220;<\/em><\/p>\n<p><strong>Le disposizioni della legge del 30 ottobre 2014 n. 161\u00a0hanno effetto a decorrere dal periodo d&#8217;imposta relativo all&#8217;anno 2014.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019imposta, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, \u00e8 pari all&#8217;1 per mille annuo per il 2012, all&#8217;1,5 per mille per il 2013, e al 2 per mille a decorrere dal 2014.<\/p>\n<p>Per<strong> i conti correnti<\/strong> e i <strong>libretti di risparmio<\/strong> detenuti all\u2019estero l\u2019imposta \u00e8 stabilita nella <strong>misura fissa di 34,20 euro per ciascun conto corrente o libretto di risparmio<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019imposta non \u00e8 dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti non \u00e8 superiore a 5.000 euro. A tal fine occorre tener conto di tutti i conti o libretti detenuti all\u2019estero dal contribuente presso lo stesso intermediario, a nulla rilevando il periodo di detenzione del rapporto durante l\u2019anno. Se il contribuente possiede rapporti cointestati, al fine della determinazione del limite di 5.000 euro si tiene conto degli importi a lui riferibili pro quota.<\/p>\n<p>Il valore dei prodotti finanziari \u00e8 costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui le stesse sono detenute, anche utilizzando la documentazione dell\u2019intermediario estero di riferimento per le singole attivit\u00e0 o dell\u2019impresa di assicurazione estera. Se al 31 dicembre le attivit\u00e0 non sono pi\u00f9 possedute, si fa riferimento al valore di mercato rilevato al termine del periodo di possesso.<\/p>\n<p>Per le attivit\u00e0 finanziarie che hanno una quotazione nei mercati regolamentati deve essere utilizzato questo valore. Per le azioni, obbligazioni e altri titoli o strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati e, comunque, nei casi in cui le attivit\u00e0 finanziarie quotate siano state escluse dalla negoziazione, occorre far riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso, anche se rideterminato ufficialmente.<\/p>\n<p>Se il titolo ha sia il valore nominale sia quello di rimborso, la base imponibile \u00e8 costituita dal valore nominale. Quando, invece, manca sia il valore nominale sia il valore di rimborso, la base imponibile \u00e8 costituita dal valore di acquisto dei titoli.<\/p>\n<p>Dall\u2019imposta dovuta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d\u2019imposta pari all\u2019ammontare dell\u2019eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui i prodotti finanziari, i conti correnti e i libretti di risparmio sono detenuti. Il credito non pu\u00f2 in ogni caso superare l\u2019imposta dovuta in Italia.<\/p>\n<p>Non spetta alcun credito d\u2019imposta se con il Paese nel quale \u00e8 detenuta l\u2019attivit\u00e0 finanziaria \u00e8 in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni (riguardante anche le imposte di natura patrimoniale) che prevede, per l\u2019attivit\u00e0, l\u2019imposizione esclusiva nel Paese di residenza del possessore. In questi casi, per le imposte patrimoniali eventualmente pagate all\u2019estero pu\u00f2 essere chiesto il rimborso all\u2019Amministrazione fiscale del Paese in cui le suddette imposte sono state applicate nonostante le disposizioni convenzionali.<\/p>\n<p>Il pagamento dell\u2019Ivafe segue le regole previste per l\u2019Irpef, comprese quelle riguardanti le modalit\u00e0 di versamento dell\u2019imposta in acconto e a saldo.<\/p>\n<p>I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201c4043\u201d denominato \u201cImposta sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato &#8211; art. 19, c. 18, DL. n. 201\/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214\/2011, e succ. modif. \u2013 SALDO\u201d<\/li>\n<li>\u201c4047\u201d denominato \u201cImposta sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato &#8211; art. 19, c. 18, DL. n. 201\/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214\/2011, e succ. modif. \u2013 ACCONTO PRIMA RATA\u201d<\/li>\n<li>\u201c4048\u201d denominato \u201cImposta sul valore delle attivit\u00e0 finanziarie detenute all&#8217;estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato &#8211; art. 19, c. 18, DL. n. 201\/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214\/2011, e succ. modif. \u2013 ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>In dichiarazione, i dati sulle attivit\u00e0 finanziarie detenute all\u2019estero vanno indicati, a partire dal 2014, nel <a href=\"http:\/\/tayros.bg\/index.php\/2019\/03\/17\/dichiarazione-redditi-persone-fisiche-2019-quadro-rw-investimenti-e-attivita-finanziarie-allestero-monitoraggio-ivie-ivafe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quadro RW<\/a>. Precedentemente, il contribuente era chiamato a compilare la Sezione XV B del quadro RM del modello Unico Persone fisiche, indicando il controvalore in euro degli importi in valuta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le persone fisiche residenti in Italia che detengono all\u2019estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, devono versare un\u2019imposta sul loro valore: l\u2019Ivafe. L&#8217;oggetto del tributo \u00e8 stato determinato in questo modo dalla legge europea 2013-bis (legge del 30 ottobre 2014 n. 161), in vigore dal 25 novembre 2014. 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