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Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

Il Decreto Legislativo n. 49 del 2014 ha recepito la Direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012 , sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE 2) che ha sostituito ed abrogato la Direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE 1)

La Direttiva 2012/19/UE (RAEE 2) è stata modificata dalla Direttiva (UE) 2018/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modifica le direttive 2000/53/CE sui veicoli fuori uso, 2006/66/CE su batterie e accumulatori e sui rifiuti di batterie e accumulatori, e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche 

Il testo così modificato della Direttiva 2012/19/UE (RAEE 2) è così strutturato:

TITOLO I PRINCIPI GENERALI

Articolo 1
Art. 1 Finalita’
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 2
Art. 2 Ambito di applicazione
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 3
Art. 3 Esclusioni
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 4
Art. 4 Definizioni
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 5
Art. 5 Progettazione dei prodotti
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 6
Art. 6 Criteri di priorita’ nella gestione dei RAEE
In vigore dal 12/04/2014

Articolo 7
Art. 7 Preparazione per il riutilizzo e riutilizzo
In vigore dal 12/04/2014

CAPO I SISTEMI DI GESTIONE DEI RAEE

Articolo 8
Art. 8 Obblighi dei produttori di AEE
In vigore dal 31/12/2023
Testi previgenti (1)
Articolo 9
Art. 9 I sistemi individuali
In vigore dal 02/02/2016
Testi previgenti (1)
Articolo 10
Art. 10 I sistemi collettivi
In vigore dal 31/12/2023
Testi previgenti (4)

 

CAPO II DEPOSITO PRELIMINARE ALLA RACCOLTA, RACCOLTA, TRATTAMENTO ADEGUATO E RECUPERO

Articolo 11
Art. 11 Deposito preliminare alla raccolta presso i distributori
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 12
Art. 12 Raccolta differenziata dei RAEE domestici
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 13
Art. 13 Raccolta differenziata dei RAEE professionali
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 14
Art. 14 Tasso di raccolta differenziata
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)
Articolo 15
Art. 15 Ritiro dei RAEE conferiti nei centri di raccolta
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 16
Art. 16 Ritiro e trasporto dei RAEE conferiti presso i distributori
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 17
Art. 17 Trasporto e avvio al trattamento dei RAEE raccolti
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 18
Art. 18 Trattamento adeguato
In vigore dal 29/08/2017
Testi previgenti (2)
Articolo 19
Art. 19 Obiettivi di recupero
In vigore dal 26/09/2020
Testi previgenti (1)

 

CAPO III AUTORIZZAZIONI, SPEDIZIONI E VENDITA A DISTANZA

Articolo 20
Art. 20 Autorizzazioni
In vigore dal 02/02/2016
Testi previgenti (1)
Articolo 21
Art. 21 Spedizione di RAEE
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 22
Art. 22 Obblighi inerenti la vendita a distanza
In vigore dal 12/04/2014

 

TITOLO III FINANZIAMENTO DELLA GESTIONE DEI RAEE

Articolo 23
Art. 23 Modalita’ di finanziamento dei RAEE provenienti dai nuclei domestici
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)
Articolo 24
Art. 24 Modalita’ di finanziamento della gestione dei RAEE professionali
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 24 bis
Art. 24-bis (Razionalizzazione delle disposizioni per i RAEE da fotovoltaico).
In vigore dal 06/07/2023
Testi previgenti (5)
Articolo 25
Art. 25 Garanzie finanziarie
In vigore dal 12/04/2014

 

TITOLO IV INFORMAZIONE E MONITORAGGIO

Articolo 26
Art. 26 Informazione agli utilizzatori
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 27
Art. 27 Informazione agli impianti di trattamento
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 28
Art. 28 Marchio di identificazione del produttore
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)
Articolo 29
Art. 29 Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 30
Art. 30 Rappresentante autorizzato
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)
Articolo 31
Art. 31 Monitoraggio e comunicazioni
In vigore dal 27/09/2020
Testi previgenti (1)
Articolo 32
Art. 32 Collaborazione amministrativa e scambio di informazioni
In vigore dal 12/04/2014

 

TITOLO V COORDINAMENTO, CONTROLLO E VIGILANZA

Articolo 33
Art. 33 Centro di coordinamento
In vigore dal 31/12/2023
Testi previgenti (2)
Articolo 34
Art. 34 Informazioni al Centro di coordinamento
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 35
Art. 35 Comitato di vigilanza e di controllo
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 36
Art. 36 Comitato d’indirizzo sulla gestione dei RAEE
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 37
Art. 37 Ispezione e monitoraggio
In vigore dal 12/04/2014

 

TITOLO VI SANZIONI, DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Articolo 38
Art. 38 Sanzioni
In vigore dal 02/02/2016
Testi previgenti (1)
Articolo 39
Art. 39 Modifica degli allegati
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 40
Art. 40 Disposizioni transitorie e finali
In vigore dal 01/01/2022
Testi previgenti (2)
Articolo 41
Art. 41 Disposizioni finanziarie
In vigore dal 12/04/2014
Articolo 42
Art. 42 Abrogazioni
In vigore dal 12/04/2014

 

Allegato
Allegato X
In vigore dal 12/04/2014

Allegato 1
Allegato I
In vigore dal 12/04/2014

Categorie di AEE rientranti nell’ambito di applicazione del presente decreto nel periodo indicato
nell’articolo 2, comma 1, lettera a).
1. Grandi elettrodomestici
2. Piccoli elettrodomestici
3. Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni
4. Apparecchiature di consumo e pannelli fotovoltaici
5. Apparecchiature di illuminazione
6. Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni)
7. Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport
8. Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infettati)
9. Strumenti di monitoraggio e di controllo
10. Distributori automatici

Allegato 2
Allegato II
In vigore dal 12/04/2014

Allegato 3
Allegato III
In vigore dal 12/04/2014

Allegato 4
Allegato IV
In vigore dal 12/04/2014

Allegato 5
Allegato V
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)

Allegato 6
Allegato VI
In vigore dal 26/05/2019
Testi previgenti (1)

(*) Ai sensi dell’articolo 19 della Legge 03/05/2019 n. 37 al punto 2:

– la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: “a) le AEE difettose sono rinviate al produttore o a un terzo che agisce a suo nome per riparazione sotto garanzia ai fini del riutilizzo; o”;

– lettera c), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “o da terzi che agiscono a suo nome”.

Allegato 7
Allegato VII
In vigore dal 12/04/2014

Allegato 8
Allegato VIII – REQUISITI TECNICI DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI CUI ALL’ARTICOLO 18, COMMA 2 DEL PRESENTE DECRETO
In vigore dal 02/02/2016
Testi previgenti (1)

Allegato 9
Allegato IX
In vigore dal 12/04/2014

Legge sulla “Gestione dei rifiuti” in Bulgaria


“Legge sulla “Gestione dei rifiuti” (ЗАКОН ЗА УПРАВЛЕНИЕ НА ОТПАДЪЦИТЕ) in Bulgaria

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Capitolo primo

GENERALE

Art. 1. (1) La presente legge regola la gestione ecologica dei rifiuti come insieme di diritti e obblighi, decisioni, azioni e attività relative alla loro formazione e trattamento, nonché le forme di controllo su tali attività.
(2) Questa legge definisce i requisiti per i prodotti che, nel processo di produzione o dopo il loro utilizzo finale, costituiscono rifiuti pericolosi o distribuiti in massa.
(3) La gestione dei rifiuti è effettuata al fine di prevenire, ridurre o limitare il loro impatto dannoso sulla salute umana e sull’ambiente .
Art. 2. (1) La presente legge si applica a:
1. rifiuti domestici;
2. scarti di produzione;
3. rifiuti edili ;
4. rifiuti pericolosi.
(2) La presente legge non si applica a:
1. rifiuti radioattivi;
2 . (modifica – SG n. 70 del 2008) i rifiuti ottenuti dall’esplorazione, estrazione, lavorazione e stoccaggio di risorse sotterranee;
3. le carcasse di animali;
4. feci animali e altre sostanze non pericolose utilizzate in agricoltura;
5. gas di scarico emessi nell’atmosfera;
6. acque reflue, ad eccezione dei rifiuti in forma liquida, compresi nella classificazione di cui all’Art. 3 ;
7. esplosivi esplosi.

Art. 3. La classificazione dei rifiuti per tipologia e proprietà è determinata con ordinanza del Ministro dell’ambiente e delle acque e del Ministro della sanità .

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Capitolo due.

OBBLIGHI DEI SOGGETTI CHE SVOLGONO ATTIVITÀ CONNESSE AI RIFIUTI

Art. 4. (1) Le persone le cui attività generano e/o trattano rifiuti adottano misure nella seguente sequenza per:
1. prevenzione o riduzione della quantità e delle proprietà pericolose dei rifiuti prodotti attraverso:
a) sviluppo e applicazione di moderne tecnologie rispettose dell’ambiente che risparmino l’uso delle risorse naturali primarie;
b) sviluppo tecnico e immissione sul mercato di prodotti progettati in modo tale che la loro produzione, utilizzo e smaltimento non aumentino le quantità o le proprietà pericolose dei rifiuti e i rischi di contaminazione con essi, o che tale impatto sia limitato al massimo;
c) sviluppo di metodi adeguati per lo smaltimento finale delle sostanze pericolose contenute nei rifiuti destinati al recupero;
2. riciclaggio, riutilizzo e/o estrazione di materie prime secondarie ed energia dai rifiuti, la cui formazione non può essere impedita;
3. smaltimento dei rifiuti qualora sia impossibile prevenirli, ridurli e/o utilizzarli.
(2) In caso di inquinamento le persone di cui al par. 1 intraprendere azioni immediate per limitarne gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente .
Art. 5. (1) I proprietari dei rifiuti sono responsabili dei rifiuti, nonché le persone di cui sono in possesso.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) La consegna e l’accettazione di rifiuti industriali, edili e pericolosi avviene solo sulla base di un contratto scritto con persone in possesso di un documento ai sensi dell’Art. 12 per i rifiuti con relativo codice secondo la normativa di cui all’Art. 3 .
(3) I proprietari di rifiuti ai sensi del par. 1 sono obbligati a:
1. per adempiere alla normativa per il trattamento dei rifiuti di diversa tipologia, origine e proprietà;
2. mantenere i propri impianti di trattamento dei rifiuti in condizioni permanenti e in normale funzionamento;
3. ad adottare tutte le misure per evitare di mescolare rifiuti pericolosi con altri rifiuti o rifiuti utilizzabili con rifiuti non utilizzabili;
4. organizzare lo stoccaggio in sicurezza dei rifiuti per i quali non esistono idonei mezzi di trattamento;
5. in presenza di rifiuti pericolosi, designare un responsabile e creare un’organizzazione per la loro gestione in sicurezza;
6. tenere la contabilità dei rifiuti secondo la procedura stabilita dalla presente legge e dai regolamenti sulla sua applicazione;
7. al momento della richiesta, fornire alle autorità di controllo l’accesso alle linee tecnologiche da cui provengono i rifiuti, agli impianti di trattamento dei rifiuti e alla documentazione dei rifiuti;
8. fornire istruzione e formazione periodica al personale che opera con rifiuti pericolosi;
9. prevedere e attuare le misure necessarie per non diffondere l’inquinamento dopo la chiusura degli oggetti e delle attività, nonché dell’impianto o dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti;
10. fornire i mezzi finanziari necessari per:
a) garantire l’attuazione dei programmi di gestione dei rifiuti;
b) il piano di monitoraggio;
c) chiudere l’impianto o l’impianto di smaltimento dei rifiuti;
d) monitoraggio e controllo postoperatorio;
11. predisporre un piano d’azione in caso di incidenti durante lo svolgimento delle attività con i rifiuti;
12. notificare alle autorità competenti le imminenti modifiche alle materie prime e ai processi tecnologici che porterebbero a un cambiamento nella quantità o nel tipo di rifiuti generati e nelle loro proprietà pericolose.
Art. 6. (1) I proprietari dei rifiuti li forniscono per la raccolta, il trasporto, il recupero o lo smaltimento a persone che hanno il diritto di svolgere le attività pertinenti, oppure li recuperano e/o smaltiscono essi stessi in conformità con questa legge.
(2) (modifica – SG n. 41 del 2010 ) È vietato l’abbandono, lo smaltimento non regolamentato, l’incenerimento o qualsiasi altra forma di trattamento incontrollato dei rifiuti.
Art. 7. (1) Le persone che richiedono un permesso di costruzione, contemporaneamente ai documenti di cui all’Art. 144, par. 1 della Legge sulla Pianificazione Territoriale, presentare anche informazioni sulla quantità e sul tipo di produzione e di rifiuti pericolosi che saranno generati dopo l’attuazione del progetto di investimento.
(2) Le informazioni di cui al par. 1 costituisce motivo per richiedere alla commissione statale di ammissione di ottenere un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 12 .
(3) (modifica – SG n. 41 del 2010 ) È vietato mettere in funzione le costruzioni ai sensi della legge sulla pianificazione territoriale senza autorizzazione per attività con rifiuti, quando ciò è richiesto ai sensi dell’Art. 12 .
(4) (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) È vietato l’apertura di discariche per rifiuti pericolosi e non pericolosi ai sensi della legge sulla pianificazione territoriale senza una certa detrazione per unità di rifiuti depositati ai sensi dell’art . . 71a .
Art. 8. Analisi della composizione e delle proprietà dei rifiuti al fine di stabilire i dati dichiarati e la classificazione dei rifiuti ai sensi dell’Art. 3 sono eseguiti da laboratori accreditati.
Art. 9. (1) Quando le cause dei rifiuti sono sconosciute, i costi per il ripristino della qualità dell’ambiente sono a carico delle persone in possesso dei rifiuti.
(2) Tutti i costi per il ripristino delle qualità ambientali e per l’individuazione della causa effettiva saranno da lui rimborsati.
(3) Se la causa non viene identificata entro 30 giorni, le persone interessate, su richiesta, ricevono assistenza dal Comune per la rimozione dei rifiuti secondo la procedura specificata nell’ordinanza ai sensi dell’art . 19 , e in caso di contaminazione con rifiuti pericolosi – secondo la procedura specificata nel Regolamento per l’organizzazione e le attività dell’impresa per la gestione delle attività di tutela ambientale (SG n. 3 del 2003).

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Capitolo tre.

TRATTAMENTO E TRASPORTO DEI RIFIUTI

Art. 10. I rifiuti, a seconda delle loro proprietà, composizione e altre caratteristiche, sono trattati e trasportati in modo tale da non ostacolare il loro successivo utilizzo razionale.
Art. 11. (1) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) Le persone che immettono sul mercato prodotti, dopo il cui utilizzo si formano rifiuti distribuiti in massa, definiti dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 , sono responsabili della raccolta differenziata e del raggiungimento dei rispettivi obiettivi di raccolta differenziata, riutilizzo, riciclo e recupero.
(2) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Le persone che immettono sul mercato merci imballate sono responsabili della raccolta differenziata dei rifiuti derivanti dall’uso di tali merci, nonché del raggiungimento dei seguenti obiettivi di riciclaggio e recupero :
1 . (modifica – SG n. 77 del 2005 ) almeno il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio deve essere recuperato o bruciato in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia;
2 . (modifica – SG. 77 del 2005 ) non meno del 55 per cento e non più dell’80 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio deve essere riciclato, riciclando non meno di:
a) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro;
b) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone;
c) 50 per cento del peso di rifiuti di imballaggio metallici;
d) il 22,5% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica, il cui riciclo produce solo plastica;
e) 15 per cento del peso degli scarti di legno derivanti dagli imballaggi.
(3) Gli obiettivi di cui al par. 2 sono realizzati per tappe, secondo i termini del § 9 delle disposizioni transitorie e finali.
(4) Le persone di cui al par. 1 e 2 svolgono i loro compiti:
1. individualmente, o
2. attraverso sistemi collettivi rappresentati da un organismo di recupero.
(5) Le persone di cui al par. 1 e 2, nonché tutti i loro distributori, compresi i soggetti che effettuano la vendita agli utenti finali e il produttore, sono tenuti a ritirare nel luogo di vendita o in altro luogo idoneo i rifiuti generati dall’uso del prodotti rilevanti.
(6) Le persone di cui al par. 1 e 2 possono esercitare le loro funzioni mediante sistemi collettivi previo rilascio di un’autorizzazione ai sensi del Capo Quinto, Sezione IV .
Art. 12. (Modifica – SG. n. 41 del 2010) (1) Per svolgere attività di recupero e/o smaltimento dei rifiuti, compreso il trattamento preliminare prima del recupero e/o smaltimento, è necessario quanto segue:
1. autorizzazione rilasciata ai sensi dell’Art. 37 , o
2. autorizzazione complessa rilasciata ai sensi del capitolo sette, sezione II della legge sulla protezione dell’ambiente.
(2) Non sono necessari permessi per:
1. attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi che non possiedono proprietà pericolose;
2. raccolta e deposito temporaneo dei rifiuti nel luogo di generazione;
3. raccolta e trasporto di rifiuti ai sensi del § 1 punti 18 e 19 delle norme aggiuntive;
4. stoccaggio di rifiuti non pericolosi rientranti nell’ambito di un’operazione designata con il codice R13 ai sensi del § 1, punto 17, lettera “n” delle norme aggiuntive.
(3) Per l’esercizio dell’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi che non possiedono proprietà pericolose viene rilasciata una licenza ai sensi del capitolo cinque, sezione III.
(4) Per le attività di cui al par. 2, commi 3 e 4, il direttore dell’ispettorato regionale sull’ambiente e sulle acque, nel cui territorio si trova la sede della persona, rilascia un documento di registrazione secondo un modello approvato dal Ministro dell’ambiente e delle acque, in conformità con l’ordine del capitolo quinto, sezione II .
(5) Il direttore dell’ispezione ambientale e idrica regionale rilascia un certificato sulla base di un modello approvato dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque, ai sensi del capitolo cinque, sezione III prima di rilasciare la licenza per l’attività di cui al par. 2, comma 1, quando le attività di gestione dei rifiuti vengono svolte nel territorio dell’ispettorato regionale ambientale e idrico competente.
(6) Nei casi in cui le attività di cui al par. 1 e sotto par. 2, commi 3 e 4, le persone possono presentare domanda per il rilascio dell’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 , comprendente tutte le attività o parte di esse, che elimina l’obbligo del rilascio di un titolo di registrazione per le attività oggetto dell’autorizzazione.
(7) Autorizzazione ai sensi del par. 1 o documento di registrazione ai sensi del par. 2 punti 3 e 4 per lo svolgimento di attività con i rifiuti è rilasciato a una persona fisica o giuridica registrata come commerciante ai sensi della legislazione bulgara o nazionale, a imprese statali e municipali, associazioni di comuni, cooperative e imprese a bilancio ai sensi del § 1 , punto 1 delle disposizioni aggiuntive della legge sulla contabilità, che soddisfano i requisiti della presente legge.
(8) Il paragrafo 2, punti 1 e 4 non si applica in caso di trasporto di rifiuti ai sensi del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 sul trasporto di rifiuti, di seguito denominato ” Regolamento 1013/2006″.
Art. 13. (Modifica -. SG. 36 del 2008, modifica -. SG. 41 del 2010) I requisiti che devono essere soddisfatti dai siti per l’ubicazione degli impianti di trattamento dei rifiuti sono determinati dall’ordinanza del Ministro dell’Ambiente e delle Acque, il Ministro dello Sviluppo Regionale e dei Lavori Pubblici, il Ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione e il Ministro della Sanità .
Art. 13a. (Nuova – SG. 95 del 2009, in vigore dal 08.11.2006 anni) (1) Non è consentito posizionare siti di trattamento dei rifiuti sul territorio della cintura I delle zone sanitarie e di sicurezza delle fonti d’acqua e degli impianti di potabilizzazione. approvvigionamento idrico domestico e intorno alle fonti d’acqua di acque minerali utilizzate per esigenze medicinali, profilattiche, potabili e igieniche.
(2) I siti di trattamento dei rifiuti non possono essere ubicati nella fascia media ed esterna (fascia II e fascia III) delle zone di protezione sanitaria dei depositi di acque minerali utilizzate per scopi medicinali, profilattici, potabili e igienici, se con ordinanze divieti e sono state introdotte restrizioni per l’istituzione di zone di protezione sanitaria emesse alle condizioni e in conformità con la Legge sull’acqua e le norme sulla sua attuazione.
(3) (Nuova – SG n. 30 del 2011, punto 1 dichiarato incostituzionale dalla RCS n. 3 del 2012 nella parte “generale” – SG n. 26 del 2012) Le attività di stoccaggio e trattamento preliminare dei rifiuti di imballaggi metallici , apparecchiature elettriche ed elettroniche obsolete, batterie ed accumulatori inutilizzabili e autoveicoli obsoleti è effettuata solo presso siti ubicati in territori definiti da piani generali di sviluppo delle attività di produzione e stoccaggio, presso porti per il trasporto pubblico di rilevanza nazionale e regionale e presso siti di infrastrutture ferroviarie con finalità economica. Ciascun sito deve soddisfare i requisiti normativi per la tutela della salute umana e dell’ambiente.
Art. 14. (1) Al termine dell’attività di trattamento dei rifiuti in un determinato sito prima della scadenza della relativa autorizzazione, l’autorità che l’ha rilasciata determina i requisiti per la liquidazione in sicurezza e la bonifica del sito.
(2) I requisiti di cui al par. 1 sono obbligatori per i soggetti che esercitano tale attività.
Art. 15. (1) Le strutture e gli impianti per lo smaltimento e l’utilizzo dei rifiuti sono costruiti e gestiti in modo da non mettere in pericolo l’ambiente a causa di inquinamento o danni.
(2) (modifica -. SG. 36 del 2008, modificata -. SG. 41 del 2010 ) Le condizioni e i requisiti per la costruzione e l’esercizio delle strutture e degli impianti di cui al par. 1 sono determinati con regolamenti del Ministro dell’ambiente e delle acque, concordati con il Ministro dello sviluppo regionale e dei lavori pubblici, il Ministro dell’agricoltura e dell’alimentazione e il Ministro della sanità .
Art. 16. (1) Il sindaco del comune organizza la gestione delle attività di gestione dei rifiuti generati sul suo territorio, in conformità con i requisiti della presente legge e del regolamento di cui all’Art. 19 .
(2) (modifica -. SG. 105 del 2008 , modificata -. SG. 41 del 2010 ) Il sindaco del comune garantisce le condizioni in cui ogni proprietario di rifiuti domestici è servito dalle persone di cui all’art . 12, par. 7 , ai quali è concesso il diritto di svolgere attività connesse alla loro raccolta, trasporto, utilizzo o smaltimento.
(3) Il sindaco del comune è responsabile di:
1 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) la fornitura di contenitori per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti domestici – contenitori, secchi e altri;
2 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) la raccolta dei rifiuti domestici e il loro trasporto in discariche o altri impianti e strutture per il loro recupero e/o smaltimento;
3. la pulizia delle strade, delle piazze, dei vicoli, dei parchi e degli altri territori degli insediamenti destinati all’uso pubblico;
4. (suppl. – SG n. 41 del 2010 ) la scelta del sito, la costruzione, la manutenzione, il funzionamento, la chiusura e il monitoraggio di discariche per rifiuti domestici e di costruzione o di altri impianti o impianti per l’utilizzo e/o lo smaltimento dei rifiuti domestici o rifiuti edili ;
5. la raccolta differenziata dei rifiuti domestici, compresi i rifiuti di imballaggio, determinando i luoghi in cui collocare gli elementi necessari del sistema di raccolta differenziata e cernita dei rifiuti di imballaggio;
6 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) la determinazione dei luoghi per lo stoccaggio dei contenitori, dei luoghi per la raccolta differenziata e dei luoghi per lo stoccaggio temporaneo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso;
7. organizzare la raccolta e il deposito degli autoveicoli fuori uso presso i luoghi di deposito temporaneo;
8. prevenire lo smaltimento dei rifiuti in luoghi non autorizzati e/o la creazione di discariche abusive;
9. determinare i luoghi in cui cambiare gli oli motore usati e informarne il pubblico;
10 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) la designazione dei luoghi per il posizionamento dei contenitori per la raccolta di pile e accumulatori inutilizzabili;
11 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) l’organizzazione delle attività per la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi dal flusso generale dei rifiuti domestici al di fuori dell’ambito di applicazione della normativa di cui all’Art. 24, par. 2 e 3 e loro consegna al recupero e/o smaltimento;
12 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) l’informazione al pubblico ai punti 5 – 7, 9 e 10;
13 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) garantire l’attuazione delle misure del Programma nazionale per la gestione delle attività relative ai rifiuti;
14 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) La raccolta differenziata e lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti biodegradabili, determinando i luoghi in cui posizionare gli elementi necessari del sistema per la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro conferimento per il riciclaggio, il recupero e/o lo smaltimento ;
15 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) la pulizia delle strade comunali dai rifiuti ai sensi dell’Art. 16c .
Art. 16a. (Nuova – SG n. 41 del 2010) I sindaci dei comuni con divisione regionale possono stipulare contratti con organizzazioni di recupero per ciascuna regione separatamente.
Art. 16б. (Nuova – SG n. 41 del 2010) Il sindaco del comune garantisce l’organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.
Art. 16в. (Nuova – SG n. 41 del 2010) I proprietari delle strade ai sensi dell’Art. 8 della Legge sulle strade sono responsabili di:
1. la pulizia dei rifiuti sulla strada, sul manto stradale, sulle strutture stradali, sulle aree di servizio, sui complessi di servizi stradali e sui punti di appoggio per la manutenzione ai sensi del § 1, punti 1 – 3, 6, 9 e 10 delle disposizioni aggiuntive del la legge sulle strade;
2. la fornitura di navi per la raccolta dei rifiuti e il loro trasporto ad un impianto per il loro trattamento.
Art. 17. (Modifica -. SG. n. 41 del 2010 ) Il sindaco del comune, autonomamente, quando non partecipa ad un’associazione regionale, o insieme agli altri sindaci dei comuni dell’associazione regionale, intraprende le azioni di aggiudicazione e svolgimento delle procedure preliminari. studi di progettazione per la realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti domestici e/o edili almeno tre anni prima dell’esaurimento del volume della discarica per rifiuti domestici e/o edili o della scadenza dell’impianto, come comunicato dall’autorità regionale competente per l’ambiente e ispezione dell’acqua.
Art. 18. (1) Il trattamento e il trasporto dei rifiuti dai cantieri edili e durante la demolizione o ricostruzione di edifici e impianti devono essere effettuati dai proprietari dei rifiuti, dall’imprenditore di costruzione o demolizione o da un’altra persona sulla base di un contratto scritto.
(2) Il sindaco del comune determina il percorso per il trasporto dei rifiuti e l’impianto/impianto per il loro trattamento.
Art. 19. (Supplemento – SG n. 41 del 2010 ) Il consiglio comunale adotta un’ordinanza che determina i termini e le condizioni per lo smaltimento, la raccolta, compresa la separazione, il trasporto, il sovraccarico, l’utilizzo e lo smaltimento dei rifiuti domestici, compresi quelli biodegradabili, da costruzione, pericolosi rifiuti generati da persone fisiche e rifiuti distribuiti in massa sul suo territorio, sviluppati in conformità con i requisiti di questa legge e dei regolamenti sulla sua attuazione, nonché il pagamento per la fornitura dei relativi servizi in conformità con la legge sulle tasse locali e commissioni .
Art. 19a. (Nuova – SG. 105 del 2008, modificata – SG. 41 del 2010) (1) I comuni compresi in ciascuna delle regioni di cui all’Art. 28, par. 4 , creare un sistema regionale di gestione dei rifiuti costituito da una discarica regionale e/o altri impianti di trattamento dei rifiuti.
(2) Il sistema regionale di gestione dei rifiuti mira a raggiungere il loro trattamento efficace in conformità con i requisiti dell’art . 4, par. 1 e adempimento degli obblighi previsti dall’art . 16 attraverso la partecipazione dei Comuni.
(3) I comuni membri dell’associazione regionale determinano la proprietà della discarica regionale e/o dell’impianto di trattamento dei rifiuti. L’immobile può essere:
1. del comune proprietario del terreno o titolare di un diritto edificatorio accertato sul terreno destinato alla costruzione;
2. comproprietà dei comuni – soci dell’associazione;
3. comproprietà tra il socio privato finanziatore e il comune, proprietario del terreno, e/oi comuni aderenti all’associazione.
(4) Il prezzo per il trattamento di una tonnellata di rifiuti immessi nel sistema regionale di gestione dei rifiuti è lo stesso per tutti i membri dell’associazione regionale ai sensi dell’Art. 19b, par. 1 e non può generare profitto per le associazioni.
(5) Un comune che non partecipa al sistema regionale di gestione dei rifiuti può utilizzare lo stesso o un altro alle condizioni e ai prezzi determinati dalla relativa associazione regionale.
Art. 19б.(Nuova – SG n. 41 del 2010) (1) I comuni compresi in ciascuna delle regioni di cui all’Art. 28, par. 4 , creare un’associazione regionale ai sensi della presente legge.
(2) Il consiglio comunale del rispettivo comune decide sulla partecipazione all’associazione ai sensi del par. 1, di cui copia è trasmessa al sindaco del comune nel cui territorio è prevista o ubicata la realizzazione di una discarica regionale.
(3) Il consiglio comunale di un comune di una regione ai sensi dell’Art. 28, par. 4 può deliberare l’adesione ad un’associazione di comuni di un’altra regione, a condizione che non venga ostacolata la creazione o il funzionamento dell’associazione regionale o del sistema regionale di gestione dei rifiuti nella propria regione, dopo aver presentato il parere positivo delle due associazioni regionali e dell’ispezione ambientale e idrica regionale.
(4) Possono far parte dell’associazione regionale solo i comuni.
(5) L’associazione regionale nasce dalla data della sua prima assemblea generale, i cui verbali sono trasmessi al Ministro dell’Ambiente e delle Acque per l’iscrizione in un apposito albo e al governatore regionale competente.
(6) L’associazione regionale è una persona giuridica con sede nel comune proprietario del terreno sul quale è stata costruita o è prevista la costruzione di una discarica regionale o che dispone di un diritto di costruzione stabilito.
(7) L’associazione regionale non forma né distribuisce utili, non acquisisce proprietà. La sua attività è sostenuta e assicurata dalle amministrazioni comunali competenti.
(8) Gli organi direttivi dell’associazione regionale sono l’assemblea generale e il presidente dell’associazione.
(9) I comuni possono ricevere finanziamenti per progetti nel campo della gestione dei rifiuti dai fondi europei, dal bilancio statale, dall’Impresa per la gestione delle attività di protezione ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e delle Acque o da altre fonti pubbliche nazionali di finanziamento solo dopo la creazione di un’associazione regionale.
(10) La disposizione del par. 9 non si applica nei casi in cui la regione interessata sia costituita da un solo comune.
(11) Un comune che rifiuta di partecipare, causa ritardi, ostacola la creazione o il funzionamento di un’associazione regionale e/o di un sistema regionale di gestione dei rifiuti, dovrà risarcire i danni e i benefici perduti agli altri comuni della rispettiva regione.
Art. 19в (Nuova – SG n. 41 del 2010) (1) L’assemblea generale dell’associazione regionale è composta dai sindaci dei comuni partecipanti.
(2) Il governatore regionale e, se la regione interessata ai sensi dell’Art. 28, par. 4 cade sul territorio di due o più regioni – i loro governatori regionali partecipano all’assemblea generale dell’associazione regionale senza diritto di voto.
(3) L’assemblea generale dell’associazione viene convocata dal suo presidente una volta ogni 6 mesi o su richiesta di una delle persone di cui al par. 1 o 2. La convocazione avviene mediante invito scritto con ordine del giorno rivolto ai soggetti sopra indicati, copia del quale è trasmesso al Ministro dell’Ambiente e delle Acque.
(4) L’assemblea generale si tiene se sono presenti i sindaci di tutti i comuni membri dell’associazione regionale.
(5) In mancanza del quorum, l’assemblea viene aggiornata un’ora dopo e si tiene se sono presenti almeno due terzi dei sindaci e rappresentano almeno due terzi degli abitanti di tutti i comuni membri del Consiglio associazione regionale.
Art. 19г. (Nuova – SG n. 41 del 2010 anni) (1) L’Assemblea generale decide su:
1. elezione del presidente;
2. accettazione di nuovi membri nell’associazione regionale;
3. esprimere un parere sull’adesione di un comune ad un’associazione di comuni;
4. determinazione dei singoli impianti di trattamento dei rifiuti, struttura e sviluppo del sistema regionale di gestione dei rifiuti;
5. aggiudicazione di appalti pubblici e selezione di fornitori e appaltatori per la realizzazione degli elementi del sistema regionale di gestione dei rifiuti;
6. svolgimento delle procedure per la selezione del/i gestore/i del sistema regionale di gestione dei rifiuti;
7. approvazione di un prezzo unico per il trattamento di una tonnellata di rifiuti inseriti nel sistema regionale di gestione dei rifiuti;
8. adozione di un programma di investimenti per lo sviluppo del sistema regionale di gestione dei rifiuti;
9. determinazione dell’ordine e delle modalità di riscossione e distribuzione del corrispettivo dovuto da parte degli utenti del sistema (Comuni – aderenti all’associazione regionale);
10. conclusione dei contratti e determinazione dei prezzi nei casi in cui il sistema regionale di gestione dei rifiuti è utilizzato da comuni esterni al consorzio regionale o da altri titolari di rifiuti;
11. l’attuazione del controllo sul funzionamento del sistema regionale di gestione dei rifiuti e sull’attività dell’operatore/i selezionato/i;
12. la proprietà della discarica regionale e/o dell’impianto di trattamento dei rifiuti;
13. regolamento interno per il funzionamento dell’associazione;
14. altre questioni relative all’attività dell’associazione regionale.
(2) Nei casi di cui all’Art. 19c, par. 4 l’assemblea generale delibera con la maggioranza di almeno due terzi dei sindaci presenti, che rappresentino almeno due terzi degli abitanti di tutti i comuni aderenti all’associazione regionale.
(3) Nei casi di cui all’Art. 19c, par. 5 l’assemblea generale delibera all’unanimità.
(4) Delle riunioni dell’assemblea generale viene redatto un verbale firmato dal presidente e dai sindaci presenti.
(5) Le decisioni dell’assemblea generale vengono annunciate in modo adeguato in ciascun comune e comunicate al ministro dell’Ambiente e delle Acque e al governatore regionale competente.
(6) Le decisioni dell’assemblea generale sono soggette a ricorso solo da parte dei comuni interessati ai sensi del codice di procedura amministrativa .
(7) Il comune che non si conforma alla decisione dell’assemblea generale entro il termine stabilito è responsabile dei danni e dei benefici perduti dei membri dell’associazione regionale.
Art. 19д. (Nuova – SG. 41 del 2010 anni) (1) Il presidente dell’associazione regionale è eletto tra le persone di cui all’Art. 19c, par. 1 per un mandato coincidente con il suo mandato di sindaco.
(2) Il presidente dell’associazione partecipa alle votazioni dell’assemblea generale su base paritaria con gli altri sindaci dei comuni.
Art. 19е. (Nuova – SG n. 41 del 2010) Il presidente dell’associazione:
1. rappresenta l’associazione;
2. prepara l’ordine del giorno delle riunioni dell’assemblea generale;
3. convoca e dirige le riunioni dell’assemblea generale;
4. mantiene informazioni attendibili sul numero dei residenti dei comuni membri dell’associazione regionale, sulla base dei dati ufficiali dell’Istituto nazionale di statistica;
5. organizza e dirige l’attuazione delle decisioni dell’assemblea generale;
6. svolge le altre attività assegnategli dall’assemblea generale.
Art. 20. (1) I rifiuti domestici provenienti da veicoli aerei, acquatici e terrestri che entrano nel paese devono essere trattati immediatamente dopo l’ingresso nel paese e, se tecnicamente possibile, smaltiti ai posti di frontiera.
(2) Le attività di cui al par. 1 sono effettuate da persone titolari di un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 .
(3) (modifica – SG. 88 del 2005 ) Le condizioni e la procedura per svolgere le attività di cui al par. 1 sono determinati con ordinanza del Ministro dei trasporti.
Art. 21. I rifiuti di produzione che non presentano proprietà pericolose sono trattati da:
1. il causante – nelle proprie strutture secondo il progetto dell’attività produttiva approvato dalle autorità competenti e in adempimento dell’art . 5, par. 3 ;
2. i soggetti ai quali è stata rilasciata l’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 , documento di registrazione ex Art. 12, par. 4 o una licenza ai sensi dell’Art. 54, par. 1;
3. operatori titolari di un’autorizzazione globale rilasciata ai sensi della legge sulla protezione dell’ambiente.
Art. 22. (1) Il trattamento dei rifiuti pericolosi viene effettuato da persone in possesso di un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 o un’autorizzazione complessa rilasciata ai sensi della legge sulla protezione dell’ambiente .
(2) La raccolta e lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti pericolosi devono essere effettuati separatamente in contenitori specializzati sul territorio sul quale il proprietario esercita un diritto reale.
(3) I rifiuti pericolosi sono imballati, etichettati e trasportati in conformità con gli atti giuridici internazionali per il trasporto di merci pericolose, ratificati dalla Repubblica di Bulgaria per legge.
Art. 23. (1) (Testo precedente dell’Art. 23 – SG. 41 del 2010 ) In caso di grave pericolo per la salute umana e l’ambiente derivante dalla formazione o attività con rifiuti pericolosi, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della sanità e del Ministro dell’ambiente e delle acque, determina con provvedimento le misure necessarie per eliminare il pericolo, anche in assenza delle condizioni di cui all’Art. 12 .
(2) (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) Su proposta del Ministro dell’ambiente e delle acque, con atto del Consiglio dei ministri, l’utilizzo fino al 10 per cento della capacità residua della discarica regionale, che è in funzione, è consentito, o la capacità di progettazione di un altro tipo di impianto regionale di trattamento dei rifiuti domestici per le esigenze di altre regioni, quando esiste una necessità giustificata e urgente relativa al raggiungimento degli obiettivi nazionali nell’ambito del Programma nazionale di gestione dei rifiuti. Le discariche e/o gli impianti, il cui utilizzo è consentito per le esigenze di altre regioni, devono essere costruiti con fondi, più del 50% dei quali provengono dal bilancio statale della Repubblica di Bulgaria o da altri finanziamenti nazionali o internazionali .
(3) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) I rifiuti destinati al trattamento sotto il par. 2, vengono recuperati e/o smaltiti secondo le tariffe di trattamento dei rifiuti domestici in struttura previste dal sistema regionale di riferimento.
Art. 24. (1) (Supplemento – SG n. 30 del 2011) I requisiti per il trattamento e il trasporto di rifiuti pericolosi, di costruzione e di produzione sono stabiliti dalle norme del Consiglio dei ministri.
(2) (Modifica e integrazioni -. SG. 41 del 2010 ) I requisiti per i prodotti, dopo il cui utilizzo si formano rifiuti distribuiti in massa, l’ordine e le modalità per la loro raccolta differenziata, riutilizzo, riciclaggio, recupero e/o lo smaltimento, compresi gli obiettivi per la loro raccolta differenziata, riciclaggio o utilizzo, sono determinati da regolamenti del Consiglio dei Ministri.
(3) (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) I requisiti per l’ordine e il metodo di inventario delle attrezzature contenenti policlorobifenili, la loro marcatura e pulizia, nonché per il trattamento e il trasporto dei rifiuti contenenti policlorobifenili, sono determinati dal regolamento. del Consiglio dei Ministri.
(4) (Nuova – SG. n. 41 del 2010 ) I requisiti per le attività di raccolta e trattamento dei rifiuti sul territorio delle strutture medico-sanitarie e dei centri nazionali per problemi di sanità pubblica sono determinati da un’ordinanza del Ministro della Salute concordata con il Ministro dell’Ambiente e dell’Acqua.

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Capitolo quattro

GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RIFIUTI

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Sezione I.
Informazioni e registri pubblici (titolo modificato – SG n. 41 del 2010)

Art. 25. (1) Le persone la cui attività è correlata alla produzione e/o al trattamento di rifiuti produttivi e/o pericolosi, nonché le persone titolari di un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 o documento di registrazione ex Art. 12 e che svolgono attività di trattamento dei rifiuti domestici e/o edili, sono tenuti a tenere libri contabili certificati dall’ispettorato regionale ambientale e idrico.
(2) In caso di sospensione dell’attività di singoli impianti o impianti, le persone di cui al par. 1 tenere i libri contabili per un periodo di 5 anni e per i rifiuti pericolosi – 30 anni.
(3) In caso di chiusura completa delle attività di tutti gli impianti e strutture in un determinato sito, le persone di cui al par. 1 consegna i libri contabili alle amministrazioni comunali, che li conservano nei termini del comma 1. 2.
(4) Le persone di cui al par. 1 e i titolari della licenza di cui all’Art. 54, par. 1 , redigere e presentare all’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque rapporti annuali sui rifiuti in conformità con i requisiti della presente legge e del regolamento di cui all’Art. 27, par. 1 .
(5) Le persone di cui al par. 4 fornire alle autorità competenti, su richiesta, la documentazione relativa alla segnalazione e le informazioni sulla loro attività.
(6) Le persone che immettono sul mercato prodotti, il cui utilizzo dà luogo a rifiuti distribuiti in massa, forniscono informazioni e tengono registri secondo le disposizioni di cui all’Art. 24, par. 2 .
Art. 26. (Modifica – SG. 41 del 2010 anni) (1) Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato tiene registri pubblici di:
1. le autorizzazioni di cui all’Art. 37 , i documenti di registrazione di cui all’Art. 12, par. 4 e i siti e le attività chiusi;
2. soggetti che commercializzano pile e accumulatori, anche integrati in elettrodomestici e autoveicoli;
3. soggetti che immettono in commercio apparecchiature elettriche ed elettroniche;
4. i soggetti di cui all’Art. 84, par. 1 .
(2) Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo tiene un registro pubblico delle licenze rilasciate ai sensi del capitolo cinque, sezione III .
(3) Il registro di cui al par. 1, punto 1 contiene informazioni su:
1. nome della persona;
2. codice identificativo uniforme;
3. numero del permesso o della carta di circolazione e data di rilascio;
4. indirizzo secondo la registrazione del tribunale;
5. persona di contatto, comprensiva di telefono, fax ed e-mail;
6. indirizzo dei luoghi in cui sono consentite le attività;
7. codice rifiuti secondo la normativa di cui all’Art. 3 ;
8. codice e denominazione dell’attività autorizzata ai sensi del § 1, punto 8, 17, 18, 19 o 21 delle norme aggiuntive.
(4) Il registro di cui al par. 1, punto 2 contiene informazioni su:
1. numero di registrazione e nome della persona;
2. codice identificativo uniforme;
3. marchi che la persona utilizza nel Paese;
4. indirizzo postale, comprensivo di codice postale, città, nome e numero di via/viale e indirizzo Internet;
5. persona di contatto, comprensiva di telefono, fax ed e-mail;
6. tipologia di batterie e accumulatori che immette sul mercato: portatili, automobilistici, industriali;
7. modalità di adempimento degli obblighi – individualmente o attraverso un sistema collettivo, compreso il nome dell’organizzazione utilizzatrice di cui sono membri.
(5) Il registro di cui al par. 1, punto 3 contiene informazioni su:
1. numero di registrazione e nome della persona;
2. codice identificativo uniforme;
3. marchi che la persona utilizza nel Paese;
4. indirizzo postale, comprensivo di codice postale, città, nome e numero di via/viale e indirizzo Internet;
5. persona di contatto, comprensiva di telefono, fax ed e-mail;
6. categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche che immette sul mercato;
7. modalità di adempimento degli obblighi – individualmente o attraverso un sistema collettivo, compreso il nome dell’organizzazione utilizzatrice di cui sono membri.
(6) Il registro di cui al par. 1, punto 4 contiene informazioni su:
1. numero di registrazione e nome del commerciante o dell’intermediario;
2. status della persona – commerciante o intermediario;
3. sede e indirizzo della direzione;
4. persona di contatto, comprensiva di telefono, fax ed e-mail;
5. tipologia, codice e denominazione dei rifiuti commercializzati.
Art. 26. . (Nuova – SG. 41 del 2010 anni) (1) Le persone che immettono sul mercato batterie e accumulatori, compresi quelli incorporati in apparecchi e veicoli a motore, sono iscritte nel registro di cui all’Art. 26, par. 1, comma 2, alle condizioni e secondo la procedura specificata nel relativo regolamento all’art . 24, par. 2.
(2) Le persone che immettono sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche devono essere iscritte nel registro di cui all’Art. 26, par. 1, comma 3 , alle condizioni e secondo la procedura specificata nel relativo regolamento di cui all’Art. 24, par. 2 .
Art. 27. (1) (Supplemento – SG n. 41 del 2010 ) Il Ministro dell’ambiente e delle acque, d’intesa con il Ministro dello sviluppo regionale e dei lavori pubblici e il Ministro della sanità, determina mediante ordinanza l’ordine e i campioni secondo al quale fornisce le informazioni sull’attività relativa ai rifiuti, nonché la procedura per la tenuta del registro pubblico di cui all’Art. 26, par. 1, punto 1 .
(2) La procedura per la tenuta del registro pubblico ai sensi dell’Art. 26, par. 2 è determinato dal regolamento di cui all’Art. 61 .
(3) Le informazioni sulle attività relative ai rifiuti devono comprendere: quantità, proprietà e origine dei rifiuti, nonché altri dati determinati dal regolamento ai sensi del par. 1.
(4) (Nuova – SG n. 105 del 2008 ) Le autorità statali, tra cui l’Istituto nazionale di statistica, l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia nazionale delle entrate, le autorità di polizia stradale, l’Agenzia esecutiva “Amministrazione automobilistica”, l’Agenzia statale per la metrologia e la Supervisione Tecnica e la Commissione per la Tutela dei Consumatori forniscono informazioni all’Agenzia Esecutiva per l’Ambiente secondo i requisiti e nei termini delle norme di cui al par. 1 e dell’Art. 24 .
(5) (Nuova – SG. 105 del 2008 ) Sono obbligate a fornire informazioni all’Agenzia esecutiva per l’ambiente tutte le persone fisiche o giuridiche che svolgono attività di gestione dei rifiuti o le cui attività generano rifiuti, comprese le persone che immettono sul mercato prodotti, dopo la utilizzo del quale si formano i rifiuti diffusi in massa.
(6) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’Agenzia delle dogane e l’Agenzia nazionale delle entrate forniscono, su richiesta scritta all’Agenzia esecutiva per l’ambiente, informazioni sulle quantità dei prodotti sotto i codici specifici specificati dall’attuale per il relativo anno Nomenclatura combinata della Repubblica di Bulgaria e elenco delle persone che svolgono attività con essa.
(7) (Nuova – SG. 105 del 2008, par. 6 precedente modificato – SG n. 41 del 2010) Le informazioni di cui al par. 4, 5 e 6 serve esclusivamente ai fini della presente legge, adottando a tal fine le necessarie misure organizzative e tecniche. Solo le persone che hanno firmato una dichiarazione giurata di riservatezza sono autorizzate a lavorare con tali informazioni nei casi in cui ciò sia richiesto dalla legge.

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Sezione II.
Programmi e finanziamenti

Art. 28. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque sviluppa e presenta al Consiglio dei Ministri un programma nazionale per la gestione delle attività relative ai rifiuti.
(2) Per il programma di cui al par. 1 viene effettuata una valutazione ecologica ai sensi della legge sulla tutela dell’ambiente .
(3) Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque presenta una relazione annuale al Consiglio dei Ministri contestualmente alla relazione sull’attuazione del piano d’azione della Strategia ambientale nazionale. Se necessario, il programma viene aggiornato.
(4) (Nuova – SG n. 105 del 2008 ) Con il programma di cui al par. 1, sono definite le regioni, compresi i comuni che utilizzano un deposito regionale comune.
Art. 29. (1) I programmi di gestione dei rifiuti sono sviluppati e attuati da:
1. il sindaco del comune per il territorio del rispettivo comune;
2 . (suppl. – SG. 41 del 2010 ) le persone che svolgono attività con rifiuti per le quali è necessaria un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 e un’autorizzazione globale rilasciata ai sensi del capitolo sette, sezione II della legge sulla protezione dell’ambiente;
3 . (modifica -. SG. 41 del 2010 ) le persone il cui numero medio di dipendenti supera le 10 persone e le cui attività costituiscono:
a) rifiuti di produzione che non possiedono proprietà pericolose e che in quantità totale superano 1 m 3 o 1000 kg al giorno;
b) rifiuti pericolosi;
c) rifiuti edili, che in totale superano i 10 m 3 al giorno;
4. i soggetti di cui all’Art. 11, par. 4 , in conformità a quanto previsto dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 .
(2) I programmi di cui al par. 1, punto 1 sono parte integrante dei programmi ambientali comunali e sono sviluppati, adottati e rendicontati in conformità con il capitolo cinque della legge sulla protezione dell’ambiente.
(3) I programmi di cui al par. 1:
1. sono sviluppati e accettati per un lungo periodo, determinato in base allo sviluppo previsto della produzione e delle altre attività, ma non inferiore a 3 anni;
2. vengono aggiornati quando cambiano le condizioni di fatto e/o di diritto.
(4) (Nuova – SG. 105 del 2008 , modificata – SG. 41 del 2010 ) I programmi di cui al par. 1 sono sviluppati in coerenza con il Programma Nazionale per la gestione delle attività relative ai rifiuti e comprendono le misure previste nel piano d’azione del Programma Nazionale.
Art. 30. (1) (Modifica -. SG. 105 del 2008 , modificata e integrata -. SG. 41 del 2010 ) Le persone di cui all’Art. 29, par. 1, punti 2 e 3 presentano il progetto di programma all’ispezione ambientale e idrica regionale per l’approvazione o l’approvazione.
(2) (modifica -. SG. 77 del 2005 , modificata -. SG. 41 del 2010 ) Entro 14 giorni dal ricevimento, il direttore dell’ispettorato regionale dell’ambiente e delle acque conferma con una decisione motivata i progetti presentati o li restituisce. con prescrizioni inderogabili per adeguarli alle disposizioni della presente legge e dello statuto in materia di attuazione.
(3) (Modifica -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, modificata e integrata -. SG. 105 del 2008, modificata -. SG. 41 del 2010) I programmi preparati dalle persone ai sensi dell’art . 29, par. 1, comma 2 , che svolgono attività sul territorio di più di un’ispezione ambientale e delle acque regionale, sono approvate dal direttore dell’ispezione ambientale e delle acque regionale, sul cui territorio si trova la sede legale delle persone iscritte nel relativo registro.
(4) (Modifica – SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008) Il direttore dell’ispezione regionale per l’ambiente e le acque, sul cui territorio si trova la sede del registro delle imprese, approva il progetto di il programma dopo aver ricevuto i pareri di accordo da parte degli ispettorati regionali dell’ambiente e delle acque, sui cui territori si svolgono le attività.
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) I programmi preparati dalle persone ai sensi dell’Art. 29, par. 1, comma 3 , che svolgono attività sul territorio di più ispezioni ambientali e idriche regionali, sono approvate dal direttore di ciascuna ispezione ambientale e idrica regionale, sul cui territorio vengono svolte le attività.
(6) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro 14 giorni dalla presentazione dei progetti dei programmi di cui al par. 3 e 5, il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque può chiedere al richiedente di eliminare le irregolarità e/o fornire informazioni aggiuntive.
(7) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro 14 giorni dalla notifica ai sensi del par. 6 il richiedente elimina le irregolarità e/o fornisce le informazioni aggiuntive.
(8) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro 14 giorni dalla rimozione delle irregolarità e/o dalla fornitura di informazioni aggiuntive, il direttore dell’ispezione regionale per l’ambiente e le acque concorda un parere o conferma con decisione i progetti presentati.
(9) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque rifiuta di concordare o approvare il progetto di programma presentato con una decisione motivata, quando sono soddisfatti i requisiti di cui al par. 7.
(10) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Dopo il rifiuto emesso ai sensi del par. 9 le persone di cui all’Art. 29, par. 1, punti 2 e 3 possono presentare un nuovo programma ai sensi del par. 1.
(11) (Prec. 5 -. SG. 41 del 2010 ) Una copia dei programmi deve essere consegnata all’ispettorato regionale dell’ambiente e delle acque entro un mese dalla loro accettazione.
(12) (Prec. 6 – SG. 41 del 2010) I programmi predisposti dalle persone di cui all’Art. 29, par. 1, comma 3 , sono sottoposti ai Comuni nel cui territorio viene svolta l’attività, al fine di inserirli nei programmi di cui all’Art. 29, par. 1, punto 1.
(13) (Prec. 7 – SG. 41 del 2010 ) L’autorità che ha approvato il programma di gestione dei rifiuti e le ispezioni ambientali e idriche regionali ha espresso un parere sulla sua approvazione ai sensi del par. 4, effettua verifiche periodiche sulla sua attuazione.
(14) (Nuova – SG. 77 del 2005, par. precedente 8 – SG. 41 del 2010) I programmi di gestione dei rifiuti delle persone di cui all’Art. 11, par. 1 e 2 saranno elaborati e approvati secondo la procedura prevista dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 .
Art. 31. (1) I programmi di gestione dei rifiuti prevedono misure per raggiungere i seguenti obiettivi:
1. ridurre o limitare la produzione di rifiuti, nonché il grado della loro pericolosità;
2. riciclaggio, rigenerazione o altre forme di utilizzo;
3. smaltimento rispettoso dell’ambiente;
4. pulire il vecchio inquinamento con i rifiuti.
(2) I programmi di cui al par. 1 includono:
1. analisi dello stato e previsione della tipologia, origine, proprietà e quantità dei rifiuti prodotti e sottoposti a trattamento;
2. gli obiettivi, le fasi e le scadenze per il loro raggiungimento;
3. i metodi e le strutture per il trattamento o lo stoccaggio sicuro;
4. descrizione degli impianti di trattamento specializzati, nonché dei terreni idonei al trattamento dei rifiuti;
5. schema per lo spostamento dei rifiuti verso gli impianti di trattamento;
6. decisioni specifiche del territorio o dell’impresa interessata per la gestione delle attività relative ai rifiuti;
7. i mezzi finanziari per l’attuazione del programma;
8. misure per la realizzazione di strutture ed impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti in luoghi ubicati il più vicino possibile alla fonte della loro formazione, e utilizzando i metodi e le tecnologie più adeguate;
9. un piano per rendere operativi gli impianti e le strutture per lo smaltimento dei rifiuti, comprese misure specifiche, mezzi e termini per la loro attuazione, in conformità con i requisiti della presente legge e dei regolamenti sulla sua attuazione;
10. misure per il trattamento dei rifiuti biodegradabili con l’obiettivo di ridurne progressivamente le quantità ed evitarne il conferimento in discarica;
11. coordinamento con altri programmi legati all’attività;
12. sistema di reporting e controllo delle performance;
13. sistema di valutazione dei risultati e aggiornamento del programma;
14. informazioni di contatto con le persone autorizzate responsabili della gestione dei rifiuti;
15 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) informazioni da parte delle persone che svolgono attività di raccolta dei rifiuti sugli impianti a cui consegnano i rifiuti per il recupero e/o lo smaltimento.
(3) Nello sviluppo dei programmi di gestione dei rifiuti nei comuni vengono coinvolti anche rappresentanti di movimenti e organizzazioni ambientaliste pubbliche. Il sindaco del comune fornisce l’accesso pubblico al programma di gestione dei rifiuti municipali.
(4) I siti con strutture e impianti e i terreni di cui al par. 2, punti 3 e 4.
(5) (modifica – SG n. 41 del 2010) Il programma nazionale di cui all’Art. 28, par. 1 prevede anche misure per realizzare una rete di impianti e impianti che garantisca il trattamento dei rifiuti:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) attraverso le migliori tecniche disponibili;
2. nelle strutture/impianti ubicati più vicini al luogo della loro formazione, utilizzando i metodi e le tecnologie più adeguate, garantendo un elevato grado di protezione della salute umana e dell’ambiente.
Art. 32. La relazione annuale sull’attuazione dei programmi di cui all’Art. 29, par. 1 è sottoposto all’organismo che ha adottato i programmi ed è inviato al competente ispettorato ambientale e idrico regionale entro il 31 marzo dell’anno successivo.
Art. 33. I costi di trattamento e trasporto dei rifiuti sono a carico di:
1. i proprietari di rifiuti, che siano serviti da soggetto che ha ricevuto l’autorizzazione prevista dall’art . 37 , documento di registrazione ex Art. 12, par. 4 o una licenza ai sensi dell’Art. 54, par. 1 ;
2. i soggetti che immettono in commercio prodotti, a seguito del cui utilizzo si forma rifiuto massivo, secondo l’ordine dell’art . 36 .
Art. 34. (1) Ogni anno, con la legge sul bilancio statale della Repubblica di Bulgaria, su proposta del Ministro dell’Ambiente e delle Acque, vengono determinati i fondi mirati per la costruzione di impianti e impianti per il trattamento dei rifiuti domestici, di massa -rifiuti distribuiti e pericolosi, nonché per la pulizia e la bonifica di luoghi contaminati da rifiuti.
(2) Vengono finanziati solo i programmi e progetti per la costruzione di impianti e impianti per il trattamento dei rifiuti che rispettano la sequenza di misure introdotta nell’art . 4 , e che sono approvati dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque.
(3) Gli impianti e gli impianti per il trattamento dei rifiuti, che sono stati costruiti o sono in costruzione con i fondi previsti dalla legge sul bilancio statale della Repubblica di Bulgaria o con altri finanziamenti nazionali o internazionali, vengono utilizzati in conformità con le misure previste dalla piano d’azione del Programma nazionale per la gestione delle attività relative ai rifiuti ex Art. 28, par. 1 .
(4) Se le strutture e gli impianti non vengono utilizzati secondo i requisiti del par. 3, i comuni rimborsano i fondi del bilancio statale o dei programmi internazionali dell’impresa per la gestione delle attività di protezione ambientale.
Art. 35. (1) Gli importi di:
1. i compensi di cui all’Art. 36 ;
2. le multe e le sanzioni pecuniarie di cui al capo sesto – quando i decreti penali sono emessi dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque o da funzionari da lui autorizzati.
(2) Gli importi delle multe e delle sanzioni patrimoniali di cui al capitolo sei devono essere versati al bilancio del rispettivo comune – quando i decreti penali sono stati emessi dal sindaco del comune.
(3) I fondi di cui al par. 1 e 2 vengono spesi per progetti e impianti di trattamento dei rifiuti.
Art. 36. (Modifica -. SG. 41 del 2010 ) L’imposta sui prodotti nella quantità e secondo le modalità determinate dalla legge del Consiglio dei ministri è pagata da:
1. i soggetti di cui all’Art. 11, par. 1 e 2 , che non rispettano l’ordinanza dell’art . 11, par. 4 gli obblighi e gli obiettivi in materia di raccolta differenziata, riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti secondo la presente legge e la disciplina di cui all’Art. 24, par. 2 ;
2. i soggetti di cui all’Art. 11, par. 4, comma 1 , che non hanno dimostrato al Ministro dell’Ambiente e delle Acque, al di là di ogni dubbio, di aver adempiuto agli obblighi e agli obiettivi di cui al comma 1;
3. i soggetti di cui all’Art. 11, par. 4 comma 2 i membri di un’organizzazione di recupero che non le versano il compenso convenuto;
4. le organizzazioni di recupero che non hanno dimostrato al Ministro dell’Ambiente e delle Acque al di là di ogni dubbio di aver adempiuto agli obblighi e agli obiettivi di cui al punto 1 delle persone di cui all’Art. 11, par. 4, punto 2 , i loro membri.

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Capitolo cinque

AUTORIZZAZIONE E CONTROLLO ATTIVITÀ RIFIUTI

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Sezione I.
Autorizzazioni per attività con rifiuti

Art. 37. (Modifica -. SG. 77 del 2005 , modificata -. SG. 41 del 2010 ) Le autorizzazioni per lo svolgimento di attività di recupero e/o smaltimento dei rifiuti, compreso il trattamento preliminare prima del recupero o dello smaltimento, vengono rilasciate:
1. dal direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico, nel cui territorio si svolgono le attività;
2. dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque o da un funzionario da lui autorizzato, quando le attività sono svolte sul territorio di più ispezioni regionali sull’ambiente e sulle acque.
Art. 38. (1) (Modifica -. SG. 77 del 2005 -. SG. 105 del 2008 -. SG. 41 del 2010) Per il rilascio dell’autorizzazione ai sensi dell’art . 37 le persone di cui all’Art. 12, par. 7 presentare una domanda indicando:
1. il termine per il quale viene presentata la domanda;
2. l’ubicazione dei siti di smaltimento dei rifiuti;
3. la tipologia, composizione, proprietà, quantità e provenienza dei rifiuti da trattare;
4. le attività richieste e il relativo codice;
5. i metodi e le tecnologie che verranno applicate;
6. le strutture e gli impianti che verranno utilizzati, nonché la loro capacità;
7. le misure di sicurezza che verranno adottate;
8. il responsabile della gestione, indirizzo, telefono e fax per eventuali contatti;
9. l’elenco del personale dirigente necessario per posizione, mansione, qualifica e numero;
10. le condizioni alle quali le attività saranno svolte dal richiedente;
11 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) le categorie di dispositivi o i tipi di batterie e accumulatori secondo la normativa pertinente di cui all’Art. 24, par. 2 , nei casi in cui è richiesta un’autorizzazione per lo svolgimento di attività con apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso o con batterie e accumulatori inutilizzabili.
(2) (modifica -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 41 del 2010 ) La domanda, insieme alla documentazione allegata, deve essere presentata all’autorità competente ai sensi dell’Art. 37 . La domanda viene presentata in formato cartaceo ed elettronico.
(3) La domanda ai sensi del par. 1, nonché le istanze di cui all’Art. 43, par. 3, comma 3 , Art. 44, par. 1 e dell’Art. 45, par. 3 sono presentati secondo campioni approvati dal Ministro dell’Ambiente e dell’Acqua.
Art. 39. (1) (Testo precedente dell’Art. 39 – SG n. 77 del 2005) Alla domanda ex Art. 38 si applicano:
1. documento di compenso pagato;
2. programma approvato per la gestione delle attività relative ai rifiuti – per i soggetti di cui all’Art. 29, par. 1, punti 2 e 3 ;
3. (modificata e integrata – SG n. 77 del 2005, modificata – SG n. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, modificata – SG n. 105 del 2008, modificata – SG n. 41 del 2010) uniforme codice identificativo e, per le persone straniere, un documento rilasciato in conformità alla legislazione nazionale attestante lo status giuridico del richiedente rilasciato fino a tre mesi prima della presentazione della domanda;
4. progetto della tecnologia per lo smaltimento o il recupero dei rifiuti;
5. progetto per la bonifica definitiva e la cura del sito dopo la chiusura dell’attività;
6. piano di emergenza;
7 . (modifica -. SG. 77 del 2005, integrata -. SG. 41 del 2010 ) la decisione sulla valutazione dell’impatto ambientale (VIA) o la decisione di non effettuare una VIA ai sensi della legge sulla protezione dell’ambiente e/o decisione sulla valutazione di compatibilità ex Art. 31 della Legge sulla Diversità Biologica;
8. (modifica -. SG. 41 del 2010 , modificata -. SG. 98 del 2010 , in vigore dal 01.01.2011) certificato sanitario dell’ispezione sanitaria regionale (RZI) – per le persone che svolgono attività con rifiuti pericolosi provenienti da esseri umani attività di ricerca medica o affine sul territorio dell’ispezione pertinente, o dal Ministro della sanità – quando le attività sono svolte sui territori di più di un RZI;
9 . (modifica -. SG. 41 del 2010 ) i documenti di cui all’Art. 51, par. 1, comma 6 – per le attività di trasporto di rifiuti pericolosi nei casi di cui all’Art. 12, par. 6 ;
10. una dichiarazione autenticata del richiedente che non è imparentato ai sensi della presente legge con una persona il cui permesso è stato revocato o gli è stato negato il rilascio del permesso prima della scadenza di un anno dalla revoca o dal rifiuto;
11 . (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) Piano per il monitoraggio e il controllo delle discariche di rifiuti, degli impianti di incenerimento dei rifiuti e degli impianti di coincenerimento dei rifiuti;
12 . (Nuova SG. 41 del 2010 , modificata – SG. 30 del 2011 ) certificata dall’autorità competente, una copia – un modello di un efficace piano di sviluppo dettagliato e nei casi di cui all’art . 13a, par. 3 – e disegno o altro documento attestante che ciascuno degli immobili nel cui territorio è situato un sito è situato in territori definiti da piani generali di sviluppo delle attività di produzione e stoccaggio, ovvero in porti per il trasporto pubblico di rilevanza nazionale e regionale e su oggetti dell’infrastruttura ferroviaria con scopo economico;
13 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) una copia autenticata di un atto notarile o di un contratto di locazione, accompagnato da un altro documento attestante la proprietà dell’immobile, rilasciato dai servizi competenti nel cui territorio si trova il sito, contenente i dati sull’indirizzo del sito, terreno, numero della planimetria e altri dati descrittivi quando l’immobile è fuori regolamento;
14 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) alcune detrazioni per una tonnellata di rifiuti depositati ai sensi dell’Art. 71a per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi mediante messa in discarica.
(2) (Nuova – SG. N. 77 del 2005 ) Se il richiedente è una persona straniera, il documento sotto il par. 1 punto 3 viene presentata anche in traduzione legalizzata e i documenti di cui al par. 1, punti 2, 4, 5, 6, 10 e 11, in lingua straniera, sono presentati in traduzione.
Art. 40. (1) L’autorità di cui all’Art. 37 può richiedere una volta al richiedente di eliminare le irregolarità e/o fornire ulteriori informazioni alla domanda quando ciò sia necessario per chiarire i fatti e le circostanze ai sensi dell’Art. 38 e dell’Art. 39 e/o al fine di eliminare le irregolarità.
(2) Nei casi di cui al par. 1 l’autorità di cui all’Art. 37 ne dà comunicazione al richiedente entro 15 giorni dal ricevimento della domanda.
(3) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Entro due mesi dalla notifica ai sensi del par. 2 il richiedente rettifica le irregolarità o fornisce informazioni complementari.
Art. 41. (1) L’autorità di cui all’Art. 37 valuta la conformità della domanda di rilascio dell’autorizzazione ai requisiti della presente legge.
(2) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Per rilasciare le autorizzazioni per le attività di gestione dei rifiuti, l’autorità competente o una persona da essa autorizzata ispeziona il sito.
(3) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro 15 giorni dalla presentazione della domanda per il rilascio dell’autorizzazione per svolgere attività di incenerimento o coincenerimento che soddisfano i requisiti di legge, o dalla rimozione di irregolarità e/o fornitura di ulteriori informazioni nei casi di cui all’Art. 40, par. 1 , l’autorità competente ai sensi dell’Art. 37, commi 1 e 2, di concerto con i Comuni, rende pubblica e consente l’accesso alla domanda agli interessati paritetici per un mese.
Art. 42. (1) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) L’autorità a cui è stata presentata la domanda decide entro due mesi dal ricevimento della domanda o dalla rimozione delle irregolarità e/o dalla fornitura di ulteriori informativa o dalla scadenza del termine di un mese previsto dall’art . 41, par. 3 , rilasciando o rifiutando motivatamente il rilascio di un permesso.
(2) Nella decisione di cui al par. 1, l’autorità competente determina le condizioni per lo svolgimento delle attività relative ai rifiuti al fine di rispettare questa legge.
(3) L’autorità competente rifiuta di rilasciare un permesso quando:
1. la domanda e/o la documentazione ad essa allegata ai sensi dell’Art. 39 non soddisfano i requisiti normativi;
2. la domanda è stata presentata fino a un anno dopo la scadenza del precedente permesso, durante il quale il richiedente ha commesso violazioni amministrative per le quali è stato punito due o più volte con un decreto penale effettivo ai sensi del capo sesto, sezione II ;
3. è stato accertato che il richiedente ha utilizzato dati falsi;
4 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) vi è inadempimento dell’art . 39, par. 2;
5 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) il sito e le attività che verranno svolte su di esso non soddisfano i requisiti minimi della normativa di cui all’Art. 24, par. 2;
6 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) La domanda è presentata da un’organizzazione di recupero.
Art. 43. (1) Il permesso è rilasciato per il periodo specificato nella domanda, ma non superiore a 5 anni.
(2) (modifica – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente o una persona da essa autorizzata controlla almeno una volta all’anno le persone in possesso dell’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 , per accertare la conformità delle condizioni di gestione dei rifiuti con quelle previste dall’autorizzazione rilasciata.
(3) L’autorizzazione rilasciata per attività con rifiuti termina con:
1. la scadenza del suo termine;
2. la sua revoca entro il periodo della sua validità;
3. l’emissione di un provvedimento dell’autorità competente su richiesta del titolare dell’autorizzazione con cui si chiede la cessazione dell’attività prima della scadenza del suo termine.
(4) Dopo la scadenza del permesso, l’autorità che lo ha rilasciato controlla l’adempimento delle condizioni relative alla liquidazione in sicurezza dell’attività e al ripristino (bonifica) del terreno.
Art. 44. (1) Al più tardi due mesi prima della scadenza del permesso, la persona presenta una richiesta di proroga della sua durata.
(2) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Alla domanda sotto il par. 1 la persona richiede:
1. dichiarazione che non vi è stata alcuna modifica nelle condizioni alle quali è stata rilasciata l’autorizzazione;
2. approvato programma aggiornato per la gestione delle attività relative ai rifiuti – per i soggetti di cui all’Art. 29, par. 1, punti 2 e 3 .
(3) L’autorità competente decide entro un mese sulla richiesta di proroga dell’autorizzazione.
(4) In caso di mancata presentazione dei documenti necessari ai sensi del par. 2 entro il termine stabilito, la persona richiede il rilascio di un’autorizzazione ai sensi dell’Art. 37 .
Art. 45. (1) Il permesso rilasciato deve essere modificato e/o integrato dall’autorità competente su:
1. modifica dei requisiti normativi relativi all’autorizzazione;
2. imminenti cambiamenti nelle materie prime o nei processi tecnologici, a seguito dei quali si verificheranno cambiamenti nella quantità, composizione e proprietà dei rifiuti;
3. cambiamenti attesi nella composizione e nelle proprietà dei rifiuti pericolosi destinati al trattamento in un determinato impianto, o dei processi tecnologici per il trattamento;
4. mutamenti delle circostanze di cui all’Art. 38, par. 1, punto 8 ;
5. la necessità di integrarlo con nuovi dati, attività, siti o condizioni in cui le attività verranno sviluppate.
(2) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Entro un mese dal verificarsi di un cambiamento nelle circostanze in cui è stata rilasciata la licenza, la persona presenta una richiesta di modifica e/o integrazione della licenza, insieme alla documenti rilevanti ai sensi dell’Art. 38 e/o 39 attestante la variazione.
(3) Nei casi di cui al par. 1, commi 2 e 3, le persone presentano domanda di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione entro e non oltre due mesi prima che avvenga la modifica.
(4) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità di cui al par. 1 può richiedere una volta al richiedente di eliminare le irregolarità e/o fornire informazioni aggiuntive alla domanda di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione, quando ciò sia necessario per chiarire i fatti e le circostanze di cui all’art . 38 e 39 e/o al fine di eliminare irregolarità.
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Nei casi sotto il par. 4 l’autorità di cui al par. 1 ne dà comunicazione al richiedente entro 15 giorni dal ricevimento della domanda.
(6) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro un mese dalla notifica ai sensi del par. 5 il richiedente elimina le irregolarità e/o fornisce le informazioni aggiuntive.
(7) (Prec. 4 -. SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente entro un mese decide sulla richiesta di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione.
(8) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente rifiuta di modificare e/o integrare l’autorizzazione quando:
1. la domanda e/o la documentazione ad essa allegata ai sensi del par. 2 non soddisfano i requisiti normativi;
2. è stato accertato che il richiedente ha utilizzato dati falsi;
3. nei casi di cui al par. 1, comma 5, il sito e le attività che sullo stesso verranno svolte non soddisfano i requisiti minimi previsti dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 ;
4. i requisiti di cui al par. 6.
Art. 46. (1) (modifica -. SG. 105 del 2008, modificata -. SG. 41 del 2010) Una persona fisica o giuridica ai sensi dell’Art. 12, par. 7, viene rilasciata un’unica autorizzazione per tutte le attività svolte, indipendentemente dal numero di siti in cui vengono svolte le attività di smaltimento dei rifiuti consentite e dal numero di tipologie di rifiuti a cui si applica l’autorizzazione.
(2) Per un sito vengono rilasciate tante autorizzazioni quante sono le persone che svolgono attività di trattamento dei rifiuti sul suo territorio.
(3) (modifica – SG. 41 del 2010 ) I diritti derivanti dalle autorizzazioni rilasciate e dalla procedura aperta per il loro rilascio vengono trasferiti in caso di cambiamento del titolare mantenendo le condizioni della licenza dopo aver informato l’autorità competente, che ex officio riflette il cambiamento.
Art. 47. (1) L’autorità competente revoca l’autorizzazione rilasciata quando:
1. sono state presentate informazioni false che sono servite da base per la sua pubblicazione;
2. a seguito di una violazione grave o sistematica della presente legge, delle norme sulla sua attuazione o delle condizioni definite nell’autorizzazione, la salute umana è messa in pericolo e l’ambiente è danneggiato o inquinato oltre i limiti consentiti.
(2) In caso di revoca dell’autorizzazione ai sensi del par. 1, il trasgressore non ha diritto di chiedere una nuova autorizzazione per il periodo di un anno dalla data della sua revoca.
Art. 48. (1) Le decisioni dell’autorità competente sono comunicate per iscritto ai richiedenti entro 7 giorni dalla loro emissione.
(2) L’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione per l’attività di gestione dei rifiuti informa il pubblico in modo adeguato di ciascuna autorizzazione rilasciata, nonché delle modifiche e/o integrazioni apportate alle autorizzazioni rilasciate, entro 10 giorni dalla data del loro rilascio. .
Art. 49. Contro il permesso rilasciato e contro la decisione di modificare e/o integrare il permesso rilasciato ovvero di rifiutare di rilasciare, modificare e/o integrare il permesso è impugnabile nell’ordine:
1. (modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006) il codice di procedura amministrativa – nei casi in cui è stato emesso dal direttore dell’ispezione regionale per l’ambiente e l’acqua;
2. (modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006) Il codice di procedura amministrativa – nei casi in cui è stato emanato dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque.

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Sezione II.
Documenti di registrazione per attività con rifiuti

Art. 50. (Modifica -. SG n. 77 del 2005, modificata -. SG n. 105 del 2008, modificata -. SG n. 41 del 2010) Per il rilascio di un documento di registrazione ai sensi dell’art . 12, par. 4 le persone di cui all’Art. 12, par. 7 presentare una domanda su un modulo approvato dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque, in cui si afferma:
1 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) le persone da cui i rifiuti sono accettati per il trasporto;
2. la tipologia, quantità e provenienza dei rifiuti con cui verranno svolte le attività;
3. (abrogato – SG n. 41 del 2010)
4. il responsabile della gestione, indirizzo, numero di telefono e fax a cui rivolgersi.
Art. 51. (1) Al ricorso ex Art. 50 si applicano:
1 . (modificata e integrata – SG n. 77 del 2005, modificata – SG n. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, modificata – SG n. 105 del 2008, modificata – SG n. 41 del 2010) identificazione uniforme codice del richiedente, per le persone straniere – un documento rilasciato in conformità alla legislazione nazionale attestante lo status giuridico del richiedente, rilasciato fino a tre mesi prima della presentazione della domanda;
2 . (abrogata – SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, nuova – SG. 30 del 2011) nei casi di cui all’Art. 13a, par. 3 – disegno o altro documento attestante che ciascuno degli immobili nel cui territorio è situato un sito è situato in territori definiti da piani generali di sviluppo delle attività di produzione e stoccaggio, ovvero in porti per i trasporti pubblici di importanza nazionale e regionale e su oggetti dell’infrastruttura ferroviaria con scopo economico;
3 . (modifica -. SG. 105 del 2005, in vigore dal 01.01.2006) certificato ai sensi dell’Art. 87, par. 6 del Codice di procedura tributaria e assicurativa;
4. documento di compenso pagato;
5 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) copie dei contratti scritti con le persone a cui vengono consegnati i rifiuti, in possesso di un documento di autorizzazione ai sensi dell’Art. 12, par. 1 per il recupero e/o smaltimento dei rifiuti con relativo codice, secondo la disciplina di cui all’Art. 3 ;
6 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Per le attività di trasporto di rifiuti pericolosi su strada devono essere presentati i seguenti documenti:
a) copia della carta di circolazione del veicolo;
b) copia del ticket di ispezione tecnica superata;
c) copia dell’attestato del consulente per la sicurezza per il trasporto di merci pericolose;
d) copia del certificato di superamento dell’esame da parte del conducente del mezzo di trasporto ai sensi dell’Accordo europeo per il trasporto internazionale di merci pericolose ADR;
e) un documento attestante l’idoneità tecnica del mezzo di trasporto – per la conformità del mezzo di trasporto ai requisiti degli accordi internazionali sul trasporto di merci pericolose;
7 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Per le attività di trasporto di rifiuti pericolosi su ferrovia devono essere presentati i seguenti documenti:
a) copia dell’attestato di consulente per la sicurezza, rilasciato secondo modello conforme al Regolamento per il trasporto ferroviario di merci pericolose (RID) , valido per il trasporto ferroviario;
b) documento attestante l’idoneità del mezzo di trasporto, secondo i requisiti indicati nel RID;
8. (Nuova – SG. 41 del 2010) per le attività di trasporto di rifiuti pericolosi da mezzi di trasporto in corpi idrici, deve essere presentata una copia di un documento attestante l’idoneità delle attrezzature galleggianti usate e delle attrezzature per la raccolta dei rifiuti pericolosi. .
(2) (Nuova – SG. 77 del 2005 ) Se il richiedente è una persona fisica o giuridica straniera, è tenuto a presentare un documento ai sensi del par. 1, commi 2 e 3, rilasciato da un’autorità competente, un estratto di un registro o un documento equivalente di un’autorità giudiziaria o amministrativa del Paese in cui è stabilita.
(3) (Nuova – SG. 77 del 2005 ) Se il richiedente è una persona fisica o giuridica straniera, il documento di cui al par. 1 punto 1 viene presentata anche in una traduzione legalizzata e i documenti di cui al par. 1, punti 2 e 3, in lingua straniera, sono presentati in traduzione.
(4) (Prec. 2 -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 63 del 2010 ) La domanda, insieme alla documentazione allegata, deve essere presentata al direttore dell’ispezione ambientale regionale e delle acque nel cui territorio la persona è domiciliata.
Art. 52. (1) (modifica -. SG. 63 del 2010 ) Il documento di registrazione o il rifiuto motivato viene rilasciato dal direttore dell’ispettorato regionale per l’ambiente e le acque, sul cui territorio si trova la sede della persona, entro 14 giorni dal la data di presentazione della domanda.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) L’autorità di cui al par. 1 rifiuta il rilascio della carta di registrazione se almeno uno dei requisiti di cui all’Art. 50 e 51 o quando la domanda è presentata da un organismo di recupero.
(3) (modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006) Il rifiuto di cui al par. 1 è soggetto a ricorso ai sensi del Codice di procedura amministrativa entro 14 giorni dalla sua notifica.
Art. 53. (1) Alla cessazione dell’attività, la persona di cui all’Art. 50 notifica all’autorità competente entro un mese.
(2) (Modifica e integrazione – SG. 41 del 2010) Nei casi di cui al par. 1, l’autorità competente con ordinanza cancella la persona di cui all’Art. 50 del registro ex Art. 26, par. 1, comma 1 e revoca il documento di registrazione rilasciato.
Art. 53a. (Nuova – SG. 30 del 2011) Se viene riscontrata una violazione di uno dei requisiti di cui all’art . 60, par. 7 , dopo che è stata irrogata all’impresa individuale o alla persona giuridica una sanzione pecuniaria ai sensi dell’Art. 106, par. 4, comma 3 , l’autorità competente revoca il documento di registrazione rilasciato.

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Sezione III.
Licenza di attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi

Art. 54. (1) (modifica -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi che non hanno proprietà pericolose, è svolta da persone giuridiche e persone fisiche bulgare e straniere, registrate come commercianti ai sensi della legge sul commercio o della legislazione nazionale e in possesso di una licenza per questa attività, rilasciata dal Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo o da una persona da lui autorizzata Vice Ministro, in questa sezione.
(2) (Nuova – SG n. 30 del 2011, punto 1 dichiarato incostituzionale dalla RCS n. 3 del 2012 nella parte “generale” – SG n. 26 del 2012) Si svolgono attività con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi solo in siti ubicati in territori definiti da piani generali di sviluppo delle attività di produzione e stoccaggio, nei porti per il trasporto pubblico di importanza nazionale e regionale e in oggetti dell’infrastruttura ferroviaria con finalità economica. Ciascun sito deve soddisfare i requisiti normativi per la tutela della salute umana e dell’ambiente.
(3) (Prec. 2 – SG. 30 del 2011) Non è richiesta alcuna licenza per:
1 . (modifica -. SG. 30 del 2011 ) Vendita di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi da parte di persone che li ricevono come rifiuti tecnologici dalla propria produzione o dai propri rottami di deprezzamento, quando l’acquirente è autorizzato ai sensi dell’Art. paragrafo . 1;
2. vendita di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi di carattere domestico da parte di persone fisiche, quando l’acquirente è autorizzato ai sensi del par. 1.
(4) (Modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009, precedente comma 3 -. SG. 30 del 2011 ) Sul rilascio di una licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, i commercianti di cui al par. 1 presentare domanda secondo il modulo previsto dal regolamento di cui all’Art. 61 al Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo.
(5) (Prec. par. 4 modificato – SG n. 30 del 2011) Alla domanda di cui al par. 4 si applicano:
1 . (modificata e integrata -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, modificata -. SG. 41 del 2010) dichiarazione di essere un commerciante, indicando un’identificazione uniforme codice, e per le persone straniere – copia di un documento rilasciato ai sensi della legislazione nazionale attestante lo status giuridico del richiedente;
2 . (modifica – SG. 30 del 2011 ) originale o copia autenticata dal richiedente di un contratto di locazione o di un atto notarile, accompagnato da uno schizzo o altro documento di certificazione rilasciato dall’autorità competente, contenente i dati sull’ubicazione dell’immobile , nel cui territorio si trova il sito, e dati dai quali risulta evidente che soddisfa i requisiti del par. 2;
3 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) il certificato rilasciato dal direttore dell’ispettorato regionale dell’ambiente e delle acque per l’ubicazione del sito o un permesso ai sensi dell’Art. 37 ;
4 . (modifica -. SG. 105 del 2005, in vigore dal 01.01.2006) certificato ai sensi dell’Art. 87, par. 6 del Codice di procedura tributaria e assicurativa;
5 . (abrogata – SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, nuova – SG. 30 del 2011) dichiarazione di conformità ai requisiti di cui all’art . 60, par. 8 ;
6 . (modifica -. SG. 30 del 2011 ) la dichiarazione del richiedente di non essere una persona correlata al commerciante la cui licenza è stata revocata o il rilascio della licenza è stato rifiutato, entro i termini di cui all’Art. 59, par. 1, comma 1, lettere “b” e “c” e che ricorrono le circostanze di cui all’Art. 59, par. 1, comma 1, lettere “d” ed “e” ;
7. documento per compenso pagato.
(6) (Nuova -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, precedente comma 5, modificata -. SG. 30 del 2011) Se il richiedente è una persona straniera, è tenuto a presentare un documento ai sensi del par. 5, comma 4, rilasciato da un’autorità competente, un estratto di un registro o un documento equivalente di un’autorità giudiziaria o amministrativa del Paese in cui è stabilita.
(7) (Nuova -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, precedente comma 6, modificata -. SG. 30 del 2011) Se il richiedente è una persona straniera, il documento di cui al par. 5 n. 1 viene presentata anche in una traduzione ufficiale, mentre i documenti di cui al par. 5, punti 4, 5 e 6, che sono in lingua straniera – e in traduzione.
(8) (Prec. 5 -. SG. 77 del 2005, precedente par. 7 -. SG. 30 del 2011) In caso di irregolarità nella documentazione e/o nella necessità di fornire ulteriori informazioni, il richiedente dovrà essere notificato entro 14 giorni dalla data di presentazione della domanda. Il richiedente dovrà sanare le irregolarità e/o fornire le informazioni aggiuntive entro 14 giorni dalla data della notifica.
(9) (Prec. 6 – SG. N. 77 del 2005, precedente par. 8 modificato – SG. 30 del 2011) Se le irregolarità non vengono rimosse e/o le informazioni aggiuntive non vengono fornite entro il termine secondo parà. 8 documenti non vengono considerati.
(10) (Prec. 7 – SG. n. 77 del 2005, precedente par. 9 modificato – SG. 30 del 2011) Nei casi di cui al par. 8 documenti si considerano presentati a partire dalla data di rimozione delle irregolarità e/o di fornitura delle informazioni aggiuntive.
Art. 55. (1) (modifica – SG n. 30 del 2011) Il certificato di cui all’Art. 54, par. 5, punto 3 contiene i dati relativi al richiedente, all’ubicazione del sito e alla sua conformità ai requisiti della presente legge e dello statuto sulla sua attuazione, nonché dati sulla tipologia di rifiuti con cui verrà svolta l’attività e sul soggetto preposto alla loro gestione.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) Per il rilascio del certificato, la persona presenta una domanda al direttore dell’ispettorato ambientale e idrico regionale competente, nella quale dichiara i dati di cui al par. 1 e si applica:
1 . (Nuova SG. 41 del 2010, modificata – SG. 30 del 2011) i documenti di cui all’Art. 54, par. 5, punto 2 ;
2 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) un documento attestante l’adempimento degli obblighi ai sensi del capitolo sesto della legge sulla protezione dell’ambiente.
(3) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Il direttore dell’ispezione ambientale e idrica regionale competente o una persona da lui autorizzata effettua un’ispezione sul posto e accerta la conformità del sito con i requisiti della presente legge. e gli atti normativi dello statuto sulla sua attuazione rilasciano il certificato di cui al par. 1 entro 14 giorni dalla presentazione della domanda.
(4) (modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006) Il direttore dell’ispettorato regionale dell’ambiente e delle acque rifiuta di rilasciare il certificato quando ritiene che il sito non soddisfa i requisiti normativi. Il rifiuto è soggetto a ricorso ai sensi del Codice di procedura amministrativa .
Art. 56. (1) (Modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009, modificata -. SG. 30 del 2011) La domanda e i documenti di cui all’Art. 54, par. 4 e 5 sono esaminati presso il Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo da una commissione interdipartimentale entro due mesi dalla data della loro presentazione.
(2) (Modifica – SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) La commissione interdipartimentale comprende un numero uguale di rappresentanti del Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e delle Acque e del Ministero della Salute. Interno, proposta dal Ministro interessato. Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo determina con ordinanza il presidente, il segretario e i membri della commissione.
(3) I rappresentanti delle organizzazioni professionali dei commercianti di metalli ferrosi e non ferrosi hanno il diritto di partecipare alle riunioni della commissione ai sensi del par. 1.
(4) (modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) La Commissione ai sensi del par. 1 esamina i documenti presentati per il rilascio di una licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ai sensi della regolamentazione di cui all’Art. 61 e in conformità alle norme di funzionamento approvate dal Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo.
(5) (Modifica -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Dopo aver esaminato le domande, la commissione prepara una proposta motivata al Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo per il rilascio della licenza o per il rifiuto del rilascio della licenza. .
(6) (modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Entro un mese dalla proposta di cui al par. 5 Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo o un viceministro da lui autorizzato rilascia o rifiuta il rilascio della licenza con provvedimento motivato.
Art. 57. (1) (modifica -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) La licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi viene rilasciata secondo un modello approvato dal Ministro dell’Economia, dell’Energia e turismo.
(2) (modifica -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008) La licenza contiene: numero e data di rilascio; nome del commerciante; sede e indirizzo della direzione; identificativo unico; un elenco con la descrizione dei siti in cui viene svolta l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi.
(3) La licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi è a tempo indeterminato.
(4) (Supplemento – SG n. 30 del 2011) I diritti derivanti dalla licenza non possono essere trasferiti e/o ceduti. Nei casi di successione legale ai sensi del diritto commerciale, i diritti derivanti dalla licenza passano al successore legale.
(5) Non è consentito esercitare attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi mediante autorizzazione, tranne nei casi in cui il commerciante è rappresentato da un dipendente autorizzato nominato con contratto di lavoro.
Art. 58. (1) (Modifica -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) La domanda di modifica e/o integrazione della licenza deve essere presentata al Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo e i documenti attestanti la modifica , che vengono esaminati secondo la procedura e nei termini di cui all’Art. 56 e la disciplina ex Art. 61 . In caso di cambiamento delle circostanze, la persona è obbligata a richiedere l’iscrizione delle modifiche nella licenza entro un mese.
(2) (modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Al momento della presentazione dei documenti e al ricevimento della licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, per integrare e / o modificare di una licenza rilasciata per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, devono essere pagate le tariffe specificate nella tariffa tariffaria, che vengono riscosse presso il Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo ai sensi della legge sulle tasse statali .
(3) Nel registro pubblico ai sensi dell’Art. 26, par. 2 , vengono iscritti, dopo la loro entrata in vigore, anche i provvedimenti di rifiuto del rilascio della licenza e quelli di revoca o di cessazione della licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi.
Art. 59. (1) (Modifica – SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009, modificata – SG n. 41 del 2010) Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo o da lui autorizzato il Vice Ministro con ordinanza:
1. rifiuta di rilasciare una licenza per attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi quando:
a) esiste una proposta motivata di rifiuto da parte della commissione interdipartimentale dell’esame dei documenti per il rilascio di una licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi;
b) la domanda per il rilascio della licenza è stata presentata prima della scadenza di un anno dal provvedimento di rifiuto del rilascio della licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, a meno che il provvedimento di rifiuto non sia stato annullato dal tribunale come illegale;
c) la domanda per il rilascio della licenza è stata presentata prima della scadenza del termine di due anni dall’ordinanza di revoca della licenza ai sensi del comma 2, a meno che l’ordinanza di revoca non sia stata annullata dal tribunale in quanto illegittima;
d) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) la domanda per l’integrazione della licenza con un sito è stata presentata dallo stesso commerciante prima della scadenza di un anno dall’ordine di cancellare lo stesso sito ai sensi del punto 4, a meno che l’ordine perché la cancellazione del sito è stata annullata dal tribunale in quanto illegale;
e) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) La domanda di rilascio di una licenza o di integrazione di una licenza comprende un sito rivendicato per il quale esiste una controversia pendente davanti al tribunale, a causa della cancellazione o della revoca della licenza in cui è incluso;
f) (ex b. “d”, modificata – SG. n. 30 del 2011 ) la domanda per il rilascio della licenza è presentata da una persona imparentata con i richiedenti di cui alle lettere “b” e “c” o la domanda per l’integrazione una persona imparentata con il richiedente di cui alla lettera “d” ha presentato una licenza con un sito se i termini previsti non sono scaduti;
2. revoca la licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, quando:
a) (aggiunto – SG. 41 del 2010, abrogato – SG. 30 del 2011)
b) vengano presentati dati falsi, utilizzati per rilasciare, modificare o integrare la licenza;
c) (modifica e integrazione -. SG. 30 del 2011 ) L’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi viene svolta su un sito non registrato nella licenza o cancellato, ad eccezione dei casi di cui Arte . 54, par. 3, punto 1 ;
d) vi sia una proposta motivata del Ministro dell’Ambiente e delle Acque;
e) le condizioni e l’ordine per lo svolgimento delle attività commerciali con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi sono sistematicamente violati;
f) (modifica – SG. 30 del 2011 ) l’attività commerciale viene svolta con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi in violazione dell’art . 60, par. 3 o 4 ;
g) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) la base giuridica per l’utilizzo dell’unico sito indicato nella licenza ha cessato di esistere;
h) (Nuova – SG. 30 del 2011) entro 12 mesi dall’entrata in vigore dell’ordinanza di cancellazione del sito, è stata accertata una violazione ai sensi del comma 4 del sito registrato nella licenza dello stesso sito mediante constatazione atto di un organismo di controllo commerciante;
3. revoca la licenza per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi in caso di:
a) una richiesta scritta del commerciante autorizzato;
b) cancellazione del commerciante dal registro delle imprese ;
c) l’operatore non ha ricevuto la licenza entro un mese dalla notifica scritta del suo rilascio;
4 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) cancella il sito inserito nella licenza quando:
a) disponibilità di una proposta motivata del Ministro dell’Ambiente e delle Acque;
b) stabilito dalla commissione di cui all’Art. 56, par. 1 mancanza di base giuridica per l’utilizzo dell’immobile su cui è situato il sito, purché non sia l’unico iscritto nella licenza;
c) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) Mancanza di un registro degli acquisti e delle importazioni e/o di un registro delle vendite ed esportazioni di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ai sensi dell’Art. 60, par. 2 ;
d) esercitare attività commerciale con a bordo rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi mediante autorizzazione;
e) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) che esercita un’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi senza documenti di origine ai sensi dell’Art. 60, par. 3 e 4 ;
f) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) svolgere attività in violazione dell’art . 60, par. 6 ;
g) (Nuova – SG. 30 del 2011) svolgere attività senza aver effettuato la videosorveglianza 24 ore su 24.
(2) (Nuova – SG. 41 del 2010, modificata – SG. 30 del 2011) Nell’ordinanza sotto il par. 1, commi 2 e 4 contiene un ordine di esecuzione preliminare. Quando l’esercente presenta una fideiussione bancaria a favore del Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo nei casi di cui al par. 1, punto 2 per un importo di BGN 100.000, e sotto il par. 1 comma 4 per un importo di 20.000 BGN, l’esecuzione preliminare è sospesa. Nel caso in cui l’ordinanza di cui al par. 1, commi 2 e 4, viene confermato dal tribunale con decisione effettiva, la fideiussione bancaria viene svincolata a favore dell’autorità di cui alla sentenza precedente e da questa amministrata.
(3) (Modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006, precedente comma 2, modificata -. SG. 41 del 2010) Le ordinanze di cui al par. 1, commi 1, 2 e 4, nonché le ordinanze di rifiuto di integrazione e/o modifica della licenza sono impugnabili ai sensi del Codice di procedura amministrativa .
(4) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo o il Vice Ministro da lui autorizzato rilascia un duplicato della licenza in caso di smarrimento, furto o distruzione, su richiesta del commerciante e dichiarazione secondo l’ordine determinato dal regolamento di cui all’Art. 61 .
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro 7 giorni dal ricevimento dell’ordine di revoca o di cessazione della licenza per svolgere attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, il commerciante è tenuto a consegnare al Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo l’originale della licenza.
(6) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) Entro 7 giorni dal ricevimento dell’ordinanza ai sensi del par. 1, comma 4, il professionista è tenuto a presentare al Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo l’originale della licenza per la registrazione del sito cancellato. In questo caso non è dovuta alcuna commissione.
Art. 60. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Il commerciante autorizzato tiene a disposizione in ogni sito iscritto nella licenza un registro degli acquisti e delle importazioni e un registro delle vendite e delle esportazioni, nonché una copia autenticata della licenza . L’operatore autorizzato è tenuto ad annotare in modo accurato e veritiero nell’apposito registro tutte le circostanze immediatamente successive all’operazione di ricezione e/o spedizione di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010) I registri di cui al par. 1 vengono apposti e sigillati dal sindaco del comune in cui si trova il sito entro 7 giorni dalla loro presentazione, il quale annota la data della sigillatura in un apposito registro. I registri sono tenuti secondo l’ordine e il modello approvato con il regolamento di cui all’Art. 61 .
(3) (modifica -. SG. 41 del 2010, modificata -. SG. 30 del 2011) Attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, quali cavi e conduttori elettrici di qualsiasi tipo e dimensione, elementi dell’elettronica infrastrutture di comunicazione, elementi e parti del materiale rotabile, la ferrovia, compresi gli impianti di sicurezza, di segnalazione e di comunicazione e tutte le installazioni correlate, tutti gli elementi e parti dell’infrastruttura stradale, come segnaletica stradale, guardrail, chiusini metallici, parti della strada gli impianti e gli impianti di illuminazione o di irrigazione idrica, nonché dei monumenti culturali contenenti metalli o di parti o elementi di essi, è effettuato in presenza di un certificato di origine rilasciato dalle persone di cui all’art . 54, par. 3, punto 1 e contratto scritto concluso.
(4) (modifica -. SG. 30 del 2011 ) I rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, che sono rifiuti tecnologici di produzione propria o di rottami propri di deprezzamento, vengono venduti solo dalle persone di cui all’art . 54, par. 3 comma 1 dei commercianti autorizzati sulla base di un contratto scritto con allegato il certificato di origine e dei rifiuti domestici – sulla base di un contratto scritto con allegata dichiarazione di origine. I privati non possono vendere rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi non domestici. L’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi tra rivenditori autorizzati viene svolta sulla base di un contratto scritto, con la consegna contestuale della merce da parte del venditore all’acquirente e una dichiarazione con i numeri di serie compilati dei certificati di origine di i rifiuti da lui acquistati.
(5) I documenti di cui al par. 3 e 4 dovranno essere redatti e compilati secondo la modulistica approvata con il regolamento di cui all’Art. 61.
(6) (modifica – SG. 30 del 2011 ) I rifiuti di cui al par. 3 vengono trattati e conservati separatamente dagli altri.
(7) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) Nei casi in cui il commerciante autorizzato possiede anche un documento ai sensi dell’Art. 12, par. 1 o 4 , i rifiuti provenienti da imballaggi metallici, apparecchiature elettriche ed elettroniche obsolete, pile e accumulatori inutilizzabili, autoveicoli obsoleti e rifiuti ottenuti dopo il loro trattamento preliminare sono depositati in sito separato o in parti separate del sito. In caso di successivo conferimento di rifiuti da imballaggi metallici e rifiuti da metalli ferrosi e non ferrosi, formatisi dopo il trattamento preliminare di apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, pile e accumulatori inutilizzabili, autoveicoli fuori uso per attività commerciale , recupero e riciclaggio, sono riportati separatamente per codice e nome secondo la normativa di cui all’Art. 3 .
(8) (Nuova – SG. 30 del 2011 ) Il commerciante autorizzato è tenuto a garantire la videosorveglianza 24 ore su 24 in ciascun sito entro un mese dall’ottenimento della licenza o dalla sua aggiunta con un nuovo sito e a conservare i registri. durante un anno.
(9) (Nuova – SG n. 41 del 2010, precedente par. 7, addendum – SG n. 30 del 2011) Entro tre mesi dalla sospensione dell’attività o dal ricevimento di un ordine ai sensi dell’art . 59, par. 1, commi 2, 3 e 4, il commerciante è tenuto a smaltire le quantità disponibili di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché ad adottare le misure necessarie per pulire il sito.
Art. 61. Le modalità per l’esercizio dell’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi sono determinate con ordinanza del Consiglio dei ministri.
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Sezione IV.
Autorizzazione delle organizzazioni di recupero

Art. 62. (1) Autorizzazione di un’organizzazione di recupero ad adempiere agli obblighi di cui all’Art. 11 e la normativa di cui all’Art. 24, par. 2 è emanato dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque.
(2) Per rilasciare un permesso ai sensi dell’Art. 11, par. 6, l’organizzazione di recupero presenta una domanda secondo il modello all’autorità competente ai sensi del par. 1.
(3) La forma della domanda ai sensi del par. 2 è determinato con ordinanza del Ministro dell’Ambiente e delle Acque.
(4) Alla domanda di cui al par. 2 si applicano i seguenti documenti:
1 . (modificata -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008, modificata -. SG. 41 del 2010) il codice identificativo uniforme del richiedente;
2. (abrogato – SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008)
3 . (modifica -. SG. 105 del 2005, in vigore dal 01.01.2006) certificato ai sensi dell’Art. 87, par. 6 del Codice di procedura tributaria e assicurativa;
4. (abrogato – SG n. 41 del 2010)
5 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) ha concluso contratti preliminari scritti con persone in possesso di un permesso o di un documento di registrazione ai sensi dell’Art. 12 , per la raccolta e il trasporto dei rifiuti e con i Comuni, attraverso i quali l’adempimento degli obblighi previsti dalla presente legge e dalle norme di cui all’Art. 24, par. 2 ;
6 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) ha concluso contratti preliminari scritti con persone in possesso dell’autorizzazione ai sensi dell’Art. 12 , per il trattamento preliminare, il riciclaggio e/o l’utilizzo dei rifiuti, attraverso il quale l’adempimento degli obblighi dei membri dell’organizzazione di utilizzo ai sensi della presente legge e delle norme di cui all’Art. 24, par. 2 ;
7. programma di cui all’Art. 29, par. 1, punto 4 ;
8. documento di compenso pagato;
9 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) atto costitutivo dell’organizzazione di recupero;
10 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) una dichiarazione autenticata del richiedente secondo cui una persona ai sensi della presente legge non è imparentata con una persona il cui permesso è stato revocato o è stato negato il rilascio di tale permesso prima della scadenza un anno dalla revoca o dal rifiuto;
11 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) progetto di contratto tra l’organizzazione di recupero ed i suoi membri.
(5) L’organizzazione di recupero dei rifiuti di imballaggio presenta un certificato autenticato di registrazione del marchio.
(6) L’atto costitutivo dell’organizzazione di recupero contiene inoltre condizioni che garantiscono l’adempimento dei seguenti requisiti:
1. rispetto del principio di uguaglianza e possibilità di partecipazione dei soggetti di cui all’Art. 11 , che intendono adempiere agli obblighi previsti dalla presente legge e dalla normativa in materia prevista dall’Art. 24, par. 2 attraverso il sistema collettivo ai sensi dell’art . 11, par. 4, punto 2 ;
2. i fondatori dell’organizzazione utilizzatrice non hanno diritto di trattenere vantaggi con l’atto costitutivo;
3. di non contenere disposizioni restrittive che impediscano la libera partecipazione dei soggetti di cui all’Art. 11 , fatta salva la limitazione della partecipazione ad un solo organismo per il recupero della relativa tipologia di rifiuti distribuiti massivamente;
4 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) contiene disposizioni proibitive per:
a) distribuzione degli utili;
b) emissione di obbligazioni e azioni con cedole;
c) concessione di finanziamenti e garanzie creditizie a terzi, nonché assunzione di obbligazioni cambiarie;
d) emissione di azioni al portatore;
e) inclusione nell’oggetto dell’attività sociale di attività diverse da quelle espressamente previste al § 1, comma 26 delle norme aggiuntive;
f) la trasformazione dell’ente mediante fusione, fusione, scissione, separazione o trasferimento di tutto il patrimonio dell’unico proprietario del capitale.
(7) (Modifica e integrazione – SG. 41 del 2010 ) La domanda e il programma di cui all’Art. 29, par. 1, comma 4 , sono presentate su supporto cartaceo ed elettronico.
Art. 62a. (Nuova – SG. 41 del 2010 anni) (1) I diritti derivanti dall’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’Art. 62 non sono trasferibili e/o cedibili.
(2) L’organizzazione di recupero non può essere trasformata mediante fusione, fusione, scissione, scissione, scissione di un’impresa individuale o trasferimento di tutti i beni all’unico proprietario del capitale.
(3) L’organizzazione di recupero non può stipulare un contratto di revisione con un revisore registrato che è suo dipendente o azionista.
(4) L’organizzazione utilizzatrice non può avere un oggetto di attività diverso da quello indicato nel § 1, punto 26 delle norme aggiuntive.
Art. 62б(Nuova – SG. 41 del 2010 anni) (1) L’organizzazione di recupero dei rifiuti di imballaggio presenta la domanda ai sensi dell’Art. 62, par. 2 ha concluso contratti preliminari scritti con non meno di 10 comuni con popolazione complessiva non inferiore a 200.000 abitanti.
(2) Alla domanda ex Art. 62, par. 2 l’organizzazione di recupero dei rifiuti di imballaggio presenta un piano certificato dal sindaco del comune per la collocazione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti, specificato con parametri specifici (volume, tipologia) e computo metrico.
(3) I contratti definitivi devono corrispondere ai contratti preliminari di cui al par. 1.
(4) I contratti di cui al par. 1 e 3 devono soddisfare criteri e requisiti minimi previsti dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 per la tipologia di rifiuti della distribuzione massiva interessata.
Art. 62в (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) Entro tre mesi dal ricevimento dell’autorizzazione ai sensi dell’Art. 62, par. 1, l’organizzazione di recupero dei rifiuti di imballaggio presenta all’autorità competente i contratti definitivi conclusi secondo i contratti presentati ai sensi dell’Art. 62, par. 4, punto 5 e Art. 62b, par. 1 .
Art. 63. (1) (Modifica e integrazioni – SG n. 41 del 2010) L’autorità di cui all’Art. 62, par. 1 valuta se la domanda e la documentazione ad essa allegata, necessaria per il rilascio dell’autorizzazione, soddisfano i requisiti della presente legge e del regolamento sulla sua attuazione.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente o un funzionario da essa autorizzato può chiedere al richiedente di eliminare le irregolarità e/o fornire ulteriori informazioni alla domanda, quando ciò è necessario per chiarire i fatti ai sensi Art. 62 .
(3) Nei casi di cui al par. 2, l’autorità competente informa il richiedente entro un mese dal ricevimento della domanda.
(4) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Entro due mesi dalla notifica ai sensi del par. 3 il richiedente elimina le irregolarità e/o fornisce le informazioni aggiuntive.
Art. 64. (1) Entro un termine massimo di due mesi dal ricevimento della domanda o dalla rimozione delle irregolarità e/o dalla fornitura di informazioni aggiuntive, l’autorità di cui all’Art. 62, par. 1 rilascia o rifiuta motivatamente il rilascio di un permesso.
(2) L’autorità competente rifiuta di rilasciare un permesso quando:
1 . (modifica -. SG. 77 del 2005 , modificata -. SG. 41 del 2010 ) la domanda e/oi documenti ad essa allegati ai sensi dell’Art. 62 non soddisfano i requisiti normativi;
2 . (modifica -. SG. 77 del 2005 , modificata -. SG. 41 del 2010 ) l’autorizzazione del richiedente è stata revocata ai sensi dell’Art. 68 fino ad un anno prima della presentazione della presente domanda;
3 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) i requisiti dell’art . 63, par. 4 .
Art. 65. (1) Il permesso è rilasciato per il periodo specificato nella domanda, ma non superiore a 5 anni.
(2) Il permesso rilasciato cessa di essere valido:
1. alla scadenza del suo termine;
2. con il suo ritiro durante il periodo della sua validità;
3. su richiesta dell’organizzazione di recupero.
Art. 66. (1) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Entro tre mesi prima della scadenza dell’autorizzazione, l’organizzazione di recupero presenta una richiesta su supporto cartaceo ed elettronico per la proroga della durata di validità dell’autorizzazione.
(2) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Alla domanda sotto il par. 1 applicare:
1. certificato ex Art. 87, par. 6 del Codice di procedura tributaria e assicurativa;
2. programma aggiornato ex Art. 29, par. 1, comma 4 secondo quanto previsto dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2 su supporti cartacei ed elettronici;
3. documento di compenso pagato.
(3) (Modifica -. SG. 41 del 2010 ) Entro due mesi dal ricevimento della domanda o dalla rimozione delle irregolarità e/o dalla fornitura di informazioni aggiuntive, l’autorità di cui all’Art. 62, par. 1 rilascia o rifiuta motivatamente la proroga della durata del permesso.
(4) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente valuta se la domanda ai sensi del par. 1 e la documentazione ad esso allegata soddisfano i requisiti della presente legge e dello statuto in materia di sua attuazione.
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente può chiedere al richiedente, entro un mese dal ricevimento della domanda, di eliminare le irregolarità e/o fornire ulteriori informazioni alla domanda e i documenti ad esso allegati, quando ciò sia necessario per chiarire i fatti e le circostanze di cui al par. 2.
(6) (Prec. par. 4, modificato -. SG n. 41 del 2010) Entro due mesi dall’obbligo di cui al par. 5 il richiedente elimina le irregolarità e/o fornisce le informazioni aggiuntive.
Art. 67. (1) Il permesso rilasciato deve essere modificato e/o integrato dall’autorità competente in caso di modifica:
1. delle relative prescrizioni normative;
2 . (modifica -. SG. 34 del 2006, in vigore dal 01.01.2008) relativa allo stato attuale del registro delle imprese dell’organizzazione di recupero;
3. nel programma di cui all’Art. 29, par. 1, punto 4 .
(2) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Nei casi sotto il par. 1 l’impresa utilizzatrice presenta all’autorità competente entro un mese dal verificarsi della modifica, su supporto cartaceo ed elettronico, una richiesta di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione unitamente alla documentazione attestante la relativa modifica.
(3) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente entro un mese decide sulla richiesta di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione.
(4) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) In caso di rifiuto motivato di modificare e/o integrare l’autorizzazione, l’organizzazione utilizzatrice richiede il rilascio di una nuova autorizzazione in conformità con le disposizioni della presente legge.
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente valuta se la domanda ai sensi del par. 2 e la documentazione ad esso allegata soddisfano i requisiti della presente legge e dello statuto in materia di sua attuazione.
(6) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente può, entro un mese dal ricevimento della domanda, richiedere al richiedente di eliminare le irregolarità e/o fornire ulteriori informazioni alla domanda e ai documenti ad essa allegati. , quando ciò sia necessario per chiarire i fatti nei documenti di cui al par. 2.
(7) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Entro due mesi dalla richiesta di cui al par. 6 il richiedente elimina le irregolarità e/o fornisce le informazioni aggiuntive.
(8) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente rifiuta di modificare e/o integrare l’autorizzazione quando:
1. la domanda di modifica e/o integrazione e/o la documentazione ad essa allegata non soddisfano i requisiti normativi;
2. i requisiti del par. 7.
Art. 68. L’autorità competente revoca l’autorizzazione rilasciata quando:
1. sono state presentate informazioni false che sono servite da base per la sua pubblicazione;
2. azioni o inazioni da parte dell’organizzazione utilizzatrice hanno portato ad un sostanziale mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla presente legge o dalle norme di cui all’Art. 24, par. 2 ;
3. vi sia una violazione grave o sistematica della presente legge, delle norme sulla sua attuazione o delle condizioni definite nell’autorizzazione;
4 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) l’organizzazione utilizzatrice ha distribuito gli utili ai suoi azionisti e/o soci;
5 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) vi è inadempimento dell’art . 62b .
Art. 69. (1) Le decisioni dell’autorità competente sono comunicate per iscritto al richiedente entro 7 giorni dalla loro emissione.
(2) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente e l’organizzazione di recupero informano adeguatamente il pubblico sul rilascio dell’autorizzazione, nonché sulle sue successive modifiche e integrazioni o sulla revoca dell’autorizzazione.
Art. 70. (Modifica -. SG. 30 del 2006 , in vigore dal 07.12.2006 ) Il permesso rilasciato, la decisione di modificarlo e/o integrarlo o di rifiutare di rilasciare, modificare o integrare un permesso sono impugnabili con ordinanza di il codice di procedura amministrativa .
Art. 71. (Modifica – SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente o una persona da essa autorizzata controlla almeno una volta all’anno le organizzazioni di recupero in possesso dell’autorizzazione ai sensi dell’Art. 62 , in merito all’adempimento degli obblighi derivanti da tale legge, dalla disciplina di cui all’Art. 24, par. 2 e dal permesso.

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Sezione IV.
a) Finanziamento dello smaltimento dei rifiuti in discarica (Nuova – SG n. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011)

Art. 71a. (Nuova – SG. N. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) (1) Per le attività di smaltimento dei rifiuti tramite messa in discarica, ogni proprietario della discarica è tenuto a versare mensilmente su un conto bancario i fondi esteri dell’ente regionale competente per l’ambiente e l’acqua. ispezione, sul cui territorio si trova la discarica.
(2) I fondi accumulati durante il periodo operativo del deposito ai sensi del par. 1 sono utilizzati per le attività di chiusura e assistenza postoperativa della discarica secondo l’autorizzazione o l’autorizzazione complessa di cui all’Art. 12, par. 1 e/o il progetto di bonifica approvato dalle competenti autorità ambientali.
(3) Il conto di cui al par. 1 ha un saldo transitorio alla fine di ogni anno solare.
(4) L’ordine e il metodo di calcolo delle detrazioni sono determinati da un’ordinanza del Ministro dell’Ambiente e dell’Acqua e del Ministro delle Finanze.
(5) Entro il 10 del mese in corso il titolare del deposito trasferisce sul conto di cui al par. 1 le trattenute mensili del mese precedente.
(6) L’importo delle detrazioni per una tonnellata di rifiuti conferiti in discarica viene aggiornato ogni tre anni.
(7) I fondi di cui al par. 2 per lo svolgimento delle attività di chiusura e di assistenza post-operativa della discarica non può essere inferiore ai fondi determinati ai sensi dell’ordinanza del regolamento di cui al par. 4.
Art. 71б. (Nuova – SG. N. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) (1) Per l’adempimento dell’obbligo di chiusura e cura post-operativa del sito della discarica o di una sezione o cella di essa, nel presenza delle condizioni necessarie per la chiusura secondo la disciplina di cui all’Art. 15, par. 2 il proprietario della discarica presenta una domanda al Ministro dell’Ambiente e delle Acque o ad un funzionario da lui autorizzato per spendere le somme dal conto di cui all’Art. 71a, par. 1 .
(2) L’ordine e le modalità di spesa delle somme dal conto ai sensi dell’Art. 71a, par. 1 sono determinati dal regolamento di cui all’Art. 71a, par. 4 .
Art. 71в. (Nuova – SG n. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) I proprietari di discariche per rifiuti inerti sono esentati dagli obblighi di cui all’Art. 71a .
Art. 71г.(Nuova – SG. n. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) I requisiti dell’art . 71a non si applicano alle discariche in cui vengono depositati congiuntamente rifiuti minerari secondo la legge sul sottosuolo e sui rifiuti ai sensi dell’Art. 2, par. 1 , quando:
1. la quantità di rifiuti minerari depositati o previsti per lo smaltimento è predominante, e
2. Per l’attuazione delle attività di chiusura e di assistenza post-operativa presso la discarica, viene fornita una garanzia finanziaria in conformità con la Legge sulle risorse sotterranee .
Art. 71д. (Nuova – SG n. 41 del 2010) Entro un periodo massimo di tre mesi dalla cessazione dell’attività della discarica, il proprietario inizierà le attività di chiusura della discarica secondo il piano di chiusura della discarica.
Art. 71е.(Nuova – SG. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) (1) Le persone i cui rifiuti vengono smaltiti depositandoli in una discarica regionale o comunale effettuano detrazioni nell’importo e nell’ordine determinati dalla legge del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e delle Acque e del Ministro delle Finanze.
(2) Detrazioni ai sensi del par. 1 mira a ridurre la quantità di rifiuti conferiti in discarica e a incoraggiarne il riciclaggio e il recupero.
(3) I fondi accumulati ai sensi del par. 1 sono spesi per attività di realizzazione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti domestici, garantendo l’attuazione da parte dei Comuni delle prescrizioni di legge e di statuto in materia di attuazione.
Art. 71ж. (Nuova – SG. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) Detrazioni ai sensi dell’Art. 71a, par. 1 e dell’Art. 71e, par. 1 , quando effettuate dai Comuni, costituiscono elementi delle spese di cui all’Art. 66, par. 1, comma 3 della Legge sulle imposte e tasse locali.
Art. 71з. (Nuova – SG n. 41 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) I requisiti di questa sezione non si applicano alle discariche di rifiuti che sono pienamente incluse nei programmi per la rimozione del danno ambientale, adottati con decisione del Ministro dell’Ambiente. e Acqua, in conformità con la legge sulla protezione dell’ambiente e la legge del Consiglio dei ministri ai sensi del § 9 delle disposizioni transitorie e finali della legge sulla protezione dell’ambiente.

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Sezione V.
Trasporto transfrontaliero di rifiuti (Titolo modificato – SG n. 41 del 2010)

Art. 72. (Modifica – SG. 41 del 2010) (1) Il trasporto di rifiuti all’interno della Comunità europea con o senza transito attraverso paesi terzi, l’importazione nella Comunità da paesi terzi, l’esportazione dalla Comunità verso paesi terzi, come e il transito attraverso la Comunità da e verso paesi terzi dei rifiuti sono effettuati alle condizioni e in conformità al Regolamento 1013/2006 .
(2) L’autorità competente per l’attuazione del regolamento 1013/2006 sul trasporto di rifiuti ai sensi dell’art . 53 del regolamento.
(3) L’autorità competente ai sensi del par. 2 tiene un registro speciale delle notifiche emesse ai sensi del Regolamento 1013/2006 per il trasporto di rifiuti da, verso e attraverso il territorio della Repubblica di Bulgaria, per l’importazione o l’esportazione da o verso paesi non membri dell’Unione Europea , nonché le relazioni-dichiarazioni annuali ai sensi dell’Art. 83.
(4) Tutte le notifiche ai sensi del par. 3 e i documenti ai sensi del Regolamento 1013/2006 relativi alle spedizioni di rifiuti sono presentati in bulgaro o inglese. Nei casi in cui i documenti sono presentati in inglese, l’autorità competente ha il diritto di richiedere una traduzione ufficiale in bulgaro.
Art. 73. (Modifica – SG. 41 del 2010 anni) (1) Per il trasporto di rifiuti, per i quali è richiesta la notifica scritta ai sensi del regolamento 1013/2006 , la persona designata come notificante ai sensi dell’Art. 2, comma 15 del Regolamento 1013/2006 , trasmette all’autorità competente di cui all’Art. 72, par. 2 documento di compenso versato e la documentazione di cui all’Art. 4 del Regolamento 1013/2006 , tra cui:
1. codice identificativo uniforme o numero di iscrizione all’albo di cui all’Art. 26, par. 1, comma 4 del notificante, e per le persone straniere – un documento rilasciato in conformità alla legislazione nazionale attestante lo status giuridico del notificante, rilasciato fino a tre mesi prima della data della sua presentazione;
2. codice identificativo uniforme del/i vettore/i, e per le persone straniere – un documento rilasciato in conformità alla legislazione nazionale attestante lo status giuridico del/i vettore/i, rilasciato fino a tre mesi prima della data della sua presentazione;
3. copia della relativa autorizzazione, documento di registrazione o licenza per attività con rifiuti in base alle attività richieste nella notifica;
4. copia del contratto firmato ai sensi dell’Art. 5 del Regolamento 1013/2006 .
(2) Nei casi in cui è richiesta una garanzia finanziaria o un’assicurazione equivalente ai sensi dell’Art. 6 del Regolamento 1013/2006 , dovrà essere presentata sotto forma di fideiussione bancaria, fideiussione assicurativa o polizza assicurativa.
(3) In caso di trasporto di rifiuti nella Repubblica di Bulgaria per operazioni temporanee di recupero o smaltimento, la garanzia finanziaria o l’assicurazione equivalente copre il valore dei costi fino al completamento del trasporto, certificato dall’emissione di un certificato ai sensi dell’art . 15, lettera “e” del Regolamento 1013/2006.
(4) In caso di notifica generale ai sensi dell’Art. 13 del Regolamento 1013/2006 per i trasporti dalla Repubblica di Bulgaria, la garanzia finanziaria o l’assicurazione equivalente deve coprire l’intero quantitativo di rifiuti indicato nella notifica, ammettendo una garanzia finanziaria parziale per parte della quantità di rifiuti nei casi di cui al par. . 7.
(5) Quando la garanzia finanziaria di cui all’Art. 6 del Regolamento 1013/2006 è presentata sotto forma di fideiussione bancaria, il garante bancario si impegna irrevocabilmente, incondizionatamente e alla prima richiesta scritta del Ministro dell’Ambiente e delle Acque a trasferire l’importo della fideiussione bancaria a favore e a spese del Ministero dell’Ambiente e delle Acque. La garanzia bancaria è incondizionata e irrevocabile e deve essere emessa da una banca estera con rating AA dell’agenzia di rating Moody’s o da una banca bulgara. La garanzia bancaria emessa da una banca straniera deve essere girata da una banca bulgara.
(6) La polizza assicurativa ai sensi dell’Art. 6 del Regolamento 1013/2006 è rilasciato da un’impresa di assicurazione titolare di licenza rilasciata ai sensi del Codice delle Assicurazioni . La polizza assicurativa prevede la stipulazione del pagamento dell’intero importo del sinistro assicurato a favore del Ministero dell’Ambiente e delle Acque previa prima richiesta scritta.
(7) È consentito effettuare contemporaneamente tanti trasporti quanti sono coperti dalla garanzia finanziaria parziale. In questo caso ogni trasporto successivo potrà partire dopo aver ricevuto il certificato di cui all’Art. 16, lettera “e” del Regolamento 1013/2006.
Art. 74. (Modifica – SG. n. 41 del 2010 anni) (1) Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato, previa approvazione delle condizioni per il trasporto, rilascia un consenso scritto per la sua esecuzione apponendo una firma , timbro e data nella notifica.
(2) L’autorità di cui al par. 1 emette ordinanza motivata nei seguenti casi:
1. quando consente il trasporto di cui all’articolo 9, comma 1, lettera “b” del Regolamento 1013/2006 con l’imposizione di determinate condizioni ai sensi dell’Art. 10 del regolamento;
2. in caso di opposizione ai sensi dell’Art. 9, comma 1, lettera “c” del Regolamento 1013/2006;
3. in caso di revoca del consenso ex Art. 9, comma 8 del Regolamento 1013/2006.
(3) Le ordinanze di cui al par. 2 sono trasmessi dall’autorità di cui al cpv. 1 al notificante ai sensi del codice di procedura civile .
(4) Le ordinanze di cui al par. 2 sono impugnabili ai sensi del Codice di procedura amministrativa . L’impugnazione del provvedimento con cui l’autorità competente revoca il consenso ex Art. 9, comma 8 del Regolamento 1013/2006 non ne sospende l’attuazione.
Art. 75. (modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) Il trasporto di rifiuti destinati allo smaltimento nella Repubblica di Bulgaria è vietato, tranne nei seguenti casi:
1. in caso di obbligo di ritiro dei rifiuti ai sensi dell’Art. 22 e 24 del Regolamento 1013/2006 ;
2. durante il trasporto dei residui ottenuti dal trattamento dei rifiuti provenienti dalla Bulgaria verso altri paesi per i quali non esistono impianti di riciclaggio in Bulgaria; in tal caso il trasporto del saldo viene effettuato con una nuova comunicazione.
(2) È vietato trasportare rifiuti destinati al recupero nella Repubblica di Bulgaria se il gestore dell’impianto in cui è previsto il recupero ha recuperato una quantità inferiore di rifiuti di origine bulgara rispetto alla quantità di rifiuti trasportati nella Repubblica di Bulgaria. la Repubblica di Bulgaria per il recupero nello stesso impianto.
Art. 76. (modifica – SG. 41 del 2010 anni) (1) Qualsiasi trasporto di rifiuti verso la Repubblica di Bulgaria è effettuato alle seguenti condizioni:
1. gli impianti per l’utilizzo finale dei rifiuti abbiano una capacità sufficiente;
2. i gestori degli impianti di cui al comma 1 devono essere muniti delle relative autorizzazioni, documenti di registrazione o licenze per attività con rifiuti secondo la notifica;
3. i gestori degli impianti di cui al comma 1 devono possedere l’autorizzazione per il trattamento dei residui dei rifiuti utilizzati o garantire il trattamento dei residui in modo rispettoso dell’ambiente.
(2) L’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 invia una richiesta per l’adempimento delle circostanze di cui al par. 1 via fax o con altro mezzo tecnico al direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico, nel cui territorio è situato l’impianto di trattamento dei rifiuti.
(3) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque, sul cui territorio si trova l’impianto di trattamento dei rifiuti, entro tre giorni dal ricevimento della richiesta ai sensi del par. 2 effettua un sopralluogo e trasmette il proprio parere via fax o con altro mezzo tecnico.
(4) L’autorità di cui all’Art. 72, par. 2 rifiuta il trasporto nella Repubblica di Bulgaria con un ordine motivato quando:
1. uno o più dei requisiti di cui al par. 1;
2. il notificatore o il destinatario dei rifiuti è stato sanzionato due o più volte per trasporto illecito di rifiuti, stabilito ai sensi del Regolamento 1013/2006.
(5) L’ordinanza ai sensi del par. 4 è soggetto a ricorso ai sensi del Codice di procedura amministrativa . Il ricorso non sospende l’esecuzione.
Art. 77. (Modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) Il trasporto di rifiuti tra la Repubblica di Bulgaria e i paesi che non fanno parte dell’Unione europea viene effettuato attraverso gli uffici doganali designati con un ordine congiunto del direttore della l’Agenzia “Dogane” e il Ministro dell’Ambiente e dell’Acqua.
(2) In caso di trasporto di rifiuti tra la Repubblica di Bulgaria e paesi non membri dell’Unione Europea, l’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 trasmette copia della notifica e copia del provvedimento emesso ai sensi dell’Art. 74, par. 2 o par. 3 al direttore dell’Agenzia delle dogane e al direttore del relativo ispettorato ambientale e idrico regionale.
Art. 78. (Modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) In caso di modifiche sostanziali ai sensi dell’Art. 17 del Regolamento 1013/2006 nelle condizioni di trasporto per le quali è stato prestato il consenso è necessaria una nuova notifica.
(2) Sono considerate essenziali le seguenti modifiche rispetto alla notifica emessa:
1. aumentare la quantità di rifiuti specificata nella notifica, oppure
2. una modifica del percorso se i paesi di transito sono diversi da quelli originariamente indicati nella notifica, oppure
3. proroga del termine di trasporto specificato nella notifica.
Art. 79. (Modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) L’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 rilascia l’autorizzazione al gestore degli impianti di recupero nei casi e alle condizioni dell’art . 14 del Regolamento 1013/2006 .
(2) L’autorizzazione ai sensi del par. 1 è rilasciato solo per gli impianti di recupero rifiuti indicati negli Allegati III, IIIA e IIIB del Regolamento 1013/2006 , e che non sono destinati ad operazioni di recupero intermedio.
(3) Per rilasciare l’autorizzazione ai sensi del par. 1 il gestore dell’impianto di recupero rifiuti compila una domanda alla quale sono allegati i seguenti documenti:
1. codice identificativo univoco;
2. copia dell’autorizzazione rilasciatagli ai sensi dell’Art. 37 per lo svolgimento di attività con rifiuti o un’autorizzazione complessa rilasciata ai sensi della legge sulla tutela dell’ambiente , nei casi in cui ciò sia richiesto;
3. descrizione della tecnologia utilizzata nell’impianto, compresi i codici delle attività di recupero.
(4) Nella domanda ai sensi del par. 3 sono indicati:
1. il nome, la sede e l’indirizzo gestionale del gestore dell’impianto di utilizzo;
2. i rifiuti che verranno recuperati, come specificato negli allegati III, IIIA e IIIB del Regolamento 1013/2006 , nonché il corrispondente codice tratto dal catalogo europeo dei rifiuti;
3. descrizione della composizione chimica dei rifiuti, quando possibile;
4. la quantità di rifiuti destinati al recupero;
5. informazioni sulla quantità, composizione e trattamento dei residui derivanti dall’utilizzo;
6. durata di validità del permesso richiesto.
(5) Con l’autorizzazione di cui al par. 1 Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato attribuisce un numero di registrazione unico all’impianto di recupero e invia una copia del permesso al gestore dell’impianto. L’autorizzazione di cui al par. 1 non potrà entrare in vigore oltre il 31 dicembre 2014.
(6) L’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 invia via fax o con l’ausilio di altro mezzo tecnico una richiesta sull’adempimento delle circostanze di cui al par. 3 e 4 al direttore dell’ispettorato regionale dell’ambiente e delle acque, sul cui territorio è situato l’impianto di trattamento dei rifiuti.
(7) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque, sul cui territorio si trova l’impianto di trattamento dei rifiuti, entro tre giorni dal ricevimento della richiesta ai sensi del par. 6 effettua un sopralluogo ed invia il proprio parere via fax o con altro mezzo tecnico.
(8) Nell’emettere una notifica per i rifiuti destinati ad operazioni intermedie di recupero, l’Art. 14, comma 4 del Regolamento 1013/2006 si applica se l’impianto di utilizzazione finale dispone di autorizzazione ai sensi del par. 1.
Art. 80. (modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) In caso di modifica dei dati ai sensi dell’articolo 79, par. 3 e 4 , nonché in caso di modifica dell’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’Art. 37 o un’autorizzazione complessa rilasciata ai sensi della legge sulla tutela dell’ambiente , il gestore dell’impianto presenta al Ministro dell’Ambiente e della Gestione una domanda di cambiamento delle circostanze, alla quale allega prova scritta attestante il cambiamento avvenuto , entro il termine di cui all’Art. 45, par. 2 . L’autorità competente decide sulla richiesta di cambiamento delle circostanze entro un mese.
(2) L’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 revoca l’autorizzazione rilasciata per il consenso preliminare al verificarsi di una delle condizioni di cui all’Art. 47, par. 1 . In questo caso, il notificante non può richiedere una nuova autorizzazione entro un anno dalla data di ritiro dell’autorizzazione.
(3) Prorogare la durata del permesso rilasciato entro il termine di cui all’Art. 44, par. 1, viene presentata domanda di proroga, alla quale è allegata la dichiarazione che non è intervenuta alcuna modifica delle condizioni alle quali è stata rilasciata l’autorizzazione. In questo caso l’autorità competente prende una decisione entro un mese.
(4) L’autorizzazione rilasciata per la modifica e/o l’integrazione ai sensi del par. 1 o il rifiuto di rilasciare, modificare, integrare o prorogare la durata del permesso previo consenso è impugnabile ai sensi del codice di procedura amministrativa.
Art. 81. (Modifica -. SG. 41 del 2010 ) In caso di trasporto illegale di rifiuti ai sensi dell’Art. 2, comma 35 del Regolamento 1013/2006, le autorità di cui all’Art. 94a, par. 2 o i funzionari da loro autorizzati informano immediatamente per iscritto il Ministro dell’ambiente e delle acque e il direttore dell’ispezione regionale competente sull’ambiente e sulle acque, nel luogo in cui è stato effettuato il trasporto illegale.
Art. 82. (Modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) Nei casi di cui all’Art. 22, comma 2 e Art. 24, punto 2 del Regolamento 1013/2006, il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato obbliga il notificatore a trasportare i rifiuti nella Repubblica di Bulgaria e a trattarli in modo rispettoso dell’ambiente. L’ordine in questo caso accompagna la spedizione dei rifiuti fino alla destinazione finale.
(2) Nei casi di cui all’Art. 24, punto 3 del Regolamento 1013/2006, il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato obbliga il destinatario con ordine a trattare i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente. L’ordine in questo caso accompagna la spedizione dei rifiuti fino alla destinazione finale.
(3) L’ordinanza ai sensi del par. 1 è inviato al notificante e nei casi di cui al par. 2 – al destinatario, ai sensi del codice di procedura civile .
(4) Le ordinanze di cui al par. 1 e 2 sono soggetti a ricorso ai sensi del Codice di procedura amministrativa . Il ricorso non sospende l’esecuzione.
(5) Se le spese per gli obblighi di cui al par. 1 e 2 sono ripresi dal Ministro dell’Ambiente e delle Acque, sono soggetti al rimborso integrale da parte del colpevole ai sensi del par. 1 e 2.
Art. 83. (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Chiunque effettua trasporti transfrontalieri di rifiuti per i quali non è richiesta la notifica ai sensi del regolamento 1013/2006 presenta una relazione-dichiarazione annuale al Ministero dell’Ambiente e delle Acque.
Art. 84. (modifica -. SG. 41 del 2010 anni) (1) Chiunque esercita l’attività commerciale ai sensi dell’Art. 2 n. 12 o come intermediario ai sensi dell’Art. 2, comma 13 del Regolamento 1013/2006 , presenta al Ministro dell’Ambiente e delle Acque domanda di iscrizione nell’albo di cui all’Art. 26, par. 1, punto 4 , in cui si afferma:
1. codice identificativo uniforme, denominazione, sede e indirizzo della direzione;
2. tipologia, codice e nome dei rifiuti da commercializzare.
(2) Alla domanda di cui al par. 1 viene presentato un documento per la tariffa pagata.
(3) In caso di incompletezza dei documenti presentati ai sensi del par. 1 o 2, il Ministro dell’Ambiente e delle Acque, entro 15 giorni, ne dà comunicazione scritta alla persona e fissa un termine per la sua rimozione.
(4) Entro 15 giorni dalla presentazione della domanda ai sensi del par. 1 o dall’eliminazione delle incompletezze di cui al par. 3 Il Ministro dell’ambiente e delle acque o un funzionario da lui autorizzato rilascia certificati agli iscritti nel registro di cui al par. 1 commercianti e intermediari.
Art. 85. (Modifica – SG. n. 41 del 2010 ) Le persone registrate ai sensi dell’Art. 84 comunicano al Ministro dell’Ambiente e delle Acque ogni variazione della loro registrazione entro 7 giorni dal loro verificarsi.
Art. 86. (Modifica -. SG. 41 del 2010 ) L’autorità competente ai sensi dell’Art. 72, par. 2 rifiuta l’iscrizione nel registro con provvedimento motivato:
1. quando il ricorrente, entro un anno prima della presentazione della domanda, ha commesso violazioni amministrative per le quali è stato punito due o più volte con decreto penale effettivo ai sensi del capo sesto, sezione II ;
2. in caso di mancata rimozione dell’incompletezza della documentazione presentata ai sensi dell’Art. 84 , par. 1 o 2 entro il periodo specificato.
Art. 87. (Modifica – SG. 41 del 2010 anni) (1) La registrazione di un commerciante o intermediario iscritto nel registro viene cancellata:
1. quando il ricorrente, entro un anno prima della presentazione della domanda, ha commesso violazioni amministrative per le quali è stato punito due o più volte con decreto penale effettivo ai sensi del capo sesto, sezione II;
2. su richiesta del commerciante, rispettivamente del broker;
3. alla cessazione della persona giuridica, alla morte della persona iscritta o alla sua messa sotto interdizione;
4. in caso di mancata comunicazione tempestiva delle modifiche di cui all’Art. 85 .
(2) Cancellazione della registrazione ai sensi del par. 1 è effettuato con ordinanza del Ministro dell’Ambiente e delle Acque.
Art. 88. (Modifica – SG. n. 41 del 2010) Ordinanze ai sensi dell’Art. 86 e dell’Art. 87, par. 2 sono soggetti a ricorso ai sensi del Codice di procedura amministrativa . L’appello contro gli ordini non ne impedisce l’esecuzione.
Art. 89. (Modifica – SG n. 41 del 2010 ) Possono notificare solo i commercianti e gli intermediari iscritti nel registro di cui all’Art. 26, par. 1, punto 4 .
Art. 90. (Modifica – SG. n. 41 del 2010) Per le notifiche, i permessi e i documenti di registrazione rilasciati ai sensi di questa sezione vengono riscosse le tariffe determinate dalla tariffa per le tasse riscosse nel sistema del Ministero dell’Ambiente e delle Acque approvato dal il Consiglio dei ministri.
Art. 91. (Modifica – SG. 41 del 2010 ) La procedura e il metodo per calcolare l’importo delle garanzie finanziarie in questa sezione e per fornire le relazioni-dichiarazioni annuali ai sensi dell’Art. 83 sono determinati con ordinanza del Consiglio dei ministri.

Sezione V
a) Trasporto di rifiuti (Nuova – SG n. 105 del 2008, abrogata – SG n. 41 del 2010)

Art. 91a. (Nuova – SG n. 105 del 2008, abrogata – SG n. 41 del 2010)

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Sezione VI.
Controllo della gestione dei rifiuti

Art. 92. (1) (modifica -. SG n. 41 del 2010 ) Il sindaco del comune o un funzionario da lui autorizzato vigila:
1 . le attività relative alla formazione, raccolta, compresa la separazione, stoccaggio, trasporto, utilizzo e smaltimento dei rifiuti domestici e edili;
2. le attività di smaltimento dei rifiuti produttivi e pericolosi e l’attuazione di programmi per la loro gestione;
3. rispetto degli altri requisiti determinati dall’ordinanza ex Art. 19 .
(2) Il sindaco del comune organizza e vigila sulla chiusura, sulla bonifica dei terreni e sul successivo monitoraggio delle discariche ubicate sul territorio del rispettivo comune.
Art. 93. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque o un funzionario da lui autorizzato esercita il controllo sul rispetto dei requisiti per il trattamento dei rifiuti e delle condizioni dell’autorizzazione, secondo la documento di registrazione, per:
1. le attività relative alla formazione, raccolta, compresa la separazione, lo stoccaggio, il trasporto, l’utilizzo e/o lo smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio;
2. le strutture e gli impianti per lo stoccaggio, l’utilizzo e/o lo smaltimento dei rifiuti.
(2) L’autorità di cui al par. 1 esercita il controllo sull’attuazione dei programmi di cui all’Art. 29, par. 1 .
(3) L’autorità di cui al par. 1 controlla la comunicazione e la fornitura di informazioni ai sensi del Capitolo Quattro, Sezione I.
(4) (Modifica – SG. n. 41 del 2010 ) In base alle violazioni riscontrate durante l’ispezione, il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque o un funzionario da lui autorizzato emette prescrizioni obbligatorie ai sensi della presente legge e delle norme statutarie. agisce sulla sua attuazione e fissa le scadenze per la loro attuazione.
Art. 93a. (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque o un funzionario da lui autorizzato esercita il controllo in relazione alla corretta fatturazione e al tempestivo pagamento della tassa sul prodotto ai sensi dell’art . 36 comma 1 dei soggetti di cui all’Art. 11, par. 1 .
Art. 94. (Modifica -. SG. 41 del 2010 ) Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato esercita il controllo sul rispetto delle condizioni delle autorizzazioni e dei documenti di registrazione di cui al capitolo cinque e sulle attività di trattamento dei rifiuti nei casi in cui questi vengono svolte le attività sul territorio di più ispezioni ambientali e idriche regionali, nonché i programmi per la loro gestione.
Art. 94a. (Nuova – SG n. 41 del 2010 anni) (1) Il Ministro dell’ambiente e delle acque, il Ministro degli affari interni, il Ministro dei trasporti, delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, il direttore dell’Agenzia delle dogane o i funzionari da loro autorizzati vigilano sui trasporti transfrontalieri. trasporto di rifiuti ai sensi della presente legge e del Regolamento 1013/2006 nell’ambito delle proprie competenze.
(2) Il controllo di cui al par. 1 si attua attraverso:
1. il direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico, nel cui territorio si trova il luogo di origine dei rifiuti, o persone da lui autorizzate – per i casi di cui all’Art. 50, comma 3, lettera “a” del Regolamento 1013/2006 ;
2. il direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico, nel cui territorio si trova la destinazione del trasporto, o persone da lui autorizzate – per i casi di cui all’art . 50, comma 3, lettera “b” del Regolamento 1013/2006 ;
3. le autorità doganali e le autorità della Direzione Principale “Polizia di Frontiera” – per i casi di cui all’Art. 50, comma 3, lettera “c” del Regolamento 1013/2006 ;
4. (modifica – SG n. 44 del 2012, in vigore dal 01.07.2012) i funzionari dell’Agenzia esecutiva “Amministrazione automobilistica”, l’Agenzia esecutiva “Amministrazione ferroviaria”, l’Agenzia esecutiva “Amministrazione marittima” e gli organi della Direzione principale ” Polizia di frontiera” e la Direzione principale “Polizia nazionale” – per i casi di cui all’Art. 50, comma 3, lettera “d” del Regolamento 1013/2006 .
(3) Gli organi e le persone di cui al par. 2, commi 3 e 4, può, in caso di dubbio sulla conformità dei rifiuti alla documentazione che li accompagna o sulla tipologia dei rifiuti, chiedere l’intervento dell’ispettorato ambientale e idrico regionale competente, nel cui territorio viene effettuato l’ispezione. In questo caso, il direttore dell’ispettorato ambientale e idrico regionale competente o un funzionario da lui autorizzato fornisce assistenza immediata.
(4) Il direttore dell’ispezione regionale dell’ambiente e delle acque può nei casi di cui al par. 2, punto 1 o 2 per richiedere assistenza alle autorità del Ministero degli affari interni. In questo caso, le autorità del Ministero degli affari interni forniscono assistenza immediata.
Art. 95. (Modifica -. SG. 70 del 2004, in vigore dal 01.01.2005, modificata -. SG. 41 del 2010) (1) (Modificata -. SG. 98 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) L’amministratore dell’ispettorato sanitario regionale o un funzionario da lui autorizzato esercita il controllo sulle attività di trattamento dei rifiuti pericolosi nelle strutture medico-sanitarie.
(2) Nell’effettuare le ispezioni, le autorità di cui al par. 1 redigere un verbale di constatazione.
(3) In caso di violazioni accertate, le autorità di controllo emanano una prescrizione obbligatoria e fissano un termine per l’eliminazione delle violazioni.
Art. 96. (1) (Modifica -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo, il Ministro dell’Ambiente e delle Acque, il Ministro degli Interni, il Sindaco del Comune di l’ubicazione del sito o i funzionari da loro autorizzati esercitano il controllo del rispetto dei termini e delle condizioni per lo svolgimento dell’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, in conformità con i loro poteri.
(2) (Modifica -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Ogni sei mesi vengono effettuati controlli documentali, il commerciante autorizzato presenta un rapporto sulla disponibilità, sugli acquisti e sulle vendite di rifiuti neri e non metalli ferrosi secondo le tariffe e le posizioni doganali secondo la nomenclatura combinata della Repubblica di Bulgaria, secondo il modello approvato nel regolamento ai sensi dell’Art. 61 . La relazione è presentata al Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo entro 15 giorni dalla scadenza del semestre.
(3) Per le violazioni riscontrate durante i controlli di cui al par. 2 e all’Art. 97 l’organismo di controllo di cui al par. 1 notifica entro 14 giorni la commissione di cui all’Art. 56, par. 1 inviando tutta la documentazione.
(4) (modifica -. SG. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) Nei casi di cui all’Art. 59, par. 1, comma 2, la commissione di cui all’Art. 56, par. 1 propone al Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo la revoca della licenza.
Art. 97. (1) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) Gli organi di controllo di cui all’Art. 92 , 93 , 93a , 94 , 95 e 96 effettuano controlli documentali e/o controlli in loco, secondo la loro competenza.
(2) (Supplemento – SG. 41 del 2010 ) Gli organi di controllo di cui all’Art. 92 , 93 , 93 bis , 94 e 95 effettuano almeno una volta all’anno un controllo della documentazione richiesta dalla presente legge e dallo statuto sulla sua applicazione, dei soggetti le cui attività generano rifiuti e/o svolgono attività con rifiuti.
(3) L’ispezione in loco è indipendente dall’ispezione di cui al par. 2 ed è effettuato almeno una volta all’anno nel luogo di svolgimento dell’attività e alla presenza degli indagati o delle persone che lavorano per lui. In assenza di tali soggetti, l’ispezione viene effettuata con la partecipazione di almeno un testimone.
(4) Il funzionario che effettua l’ispezione in loco ha il diritto di:
1. di accesso ai locali ove viene svolta l’attività controllata;
2. esigere la presentazione dei documenti che, secondo i requisiti legali, dovrebbero trovarsi nel luogo dell’ispezione;
3. richiedere spiegazioni scritte e orali a tutti coloro che lavorano per la persona indagata;
4. attrarre esperti nel settore rilevante quando la verifica è complessa o richiede conoscenze particolari.
(5) Se durante l’ispezione in loco viene rilevata la mancanza di documenti attestanti la conformità ai requisiti stabiliti, alla persona ispezionata viene concesso un termine di 7 giorni per la loro presentazione.
(6) Nell’effettuare i controlli, le autorità di controllo di cui al par. 1 redigere protocolli e/o atti conoscitivi per l’accertamento di violazioni amministrative.
Art. 98. (Modifica -. SG. n. 41 del 2010 ) L’autorità di cui all’Art. 94a, par. 2 commi 1 e 2 disciplina il trasporto transfrontaliero di rifiuti e dispone dei poteri di cui all’Art. 97 .
Art. 98a. (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Le autorità doganali effettuano la vigilanza doganale e il controllo del trasporto transfrontaliero di rifiuti in conformità con la presente legge e la legislazione doganale e possono intraprendere le azioni pertinenti ai sensi dell’art . 102a .
Art. 98б. (Nuova – SG. 41 del 2010 , modificata –. SG. 44 del 2012 , in vigore dal 01.07.2012 ) Gli organi della Direzione principale “Polizia di frontiera” e della Direzione principale “Polizia nazionale” esercitano il controllo sui confini transfrontalieri. trasporto in conformità con la presente legge, la legge sul Ministero dell’Interno e il regolamento sulla sua attuazione e può intraprendere le azioni appropriate ai sensi dell’Art. 102a .
Art. 98в. (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) Gli organi dell’Agenzia esecutiva “Amministrazione automobilistica”, dell’Agenzia esecutiva “Amministrazione ferroviaria” e dell’Agenzia esecutiva “Amministrazione marittima” esercitano il controllo sul trasporto transfrontaliero di rifiuti in conformità con la presente legge, i pertinenti atti giuridici internazionali, ratificati dalla Repubblica di Bulgaria per legge, la Legge sui trasporti stradali , la Legge sulla circolazione stradale , la Legge sui trasporti ferroviari , la Legge sugli spazi marittimi, sulle vie navigabili interne e sui porti della Repubblica di Bulgaria e la statuto sulla loro attuazione e potrà assumere i provvedimenti rilevanti ai sensi dell’Art. 102a .
Art. 98г. (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) Le autorità e le persone di cui all’Art. 94a, par. 2 può effettuare controlli e ha diritto di accesso al registro di cui all’Art. 72, par. 3 .
Art. 99. Il controllo della conformità dei prodotti, in seguito al loro utilizzo, che danno origine ai rifiuti diffusi in massa, ai requisiti della normativa di cui all’Art. 24, par. 2 è esercitato da:
1. (modifica -. SG. 95 del 2005, in vigore dal 01.03.2006, modificata -. SG n. 41 del 2010) Il presidente dell’Agenzia statale per la supervisione metrologica e tecnica o da lui autorizzato, un funzionario in relazione con vigilanza del mercato dei prodotti per i quali sono stati determinati i requisiti essenziali ai sensi dell’Art. 7 della Legge sui Requisiti Tecnici dei Prodotti;
2 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) il presidente della Commissione per la tutela dei consumatori o un funzionario da lui autorizzato in relazione al controllo dei prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione della legge sulla tutela dei consumatori ;
3 . (modifica – SG n. 41 del 2010) il Ministro della sanità o un funzionario da lui autorizzato in relazione al controllo dei prodotti definiti dalla legge.

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Capitolo sei

ESECUZIONE DI MISURE AMMINISTRATIVE E SANZIONI AMMINISTRATIVE

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Sezione I.
Misure amministrative coercitive

Art. 100. (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Al fine di prevenire e fermare le violazioni amministrative ai sensi della presente legge, nonché per prevenire ed eliminare le loro conseguenze dannose, l’autorità competente o un funzionario da essa autorizzato applica misure amministrative obbligatorie. .
Art. 101. (1) Il Ministro dell’Ambiente e dell’Acqua sospende:
1. le attività di raccolta, stoccaggio, trasporto, utilizzo o smaltimento dei rifiuti;
2. l’esercizio di impianti per lo smaltimento o il recupero di rifiuti pericolosi.
(2) Il direttore dell’ispezione ambientale e idrica regionale:
1. emana ordini di rimozione dei rifiuti a spese del trasgressore e di ripristino della qualità dell’ambiente;
2. sospende le attività di trattamento e trasporto dei rifiuti;
3. sospende l’esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti.
(3) (Nuova – SG. 41 del 2010 , integrata – SG. 30 del 2011 ) Il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo sospende l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ad un certo livello sito in caso di mancata sanatoria della violazione entro 7 giorni dalla sua scoperta, esclusi i casi di cui all’Art. 59, par. 1, punto 4 .
Art. 102. (1) L’applicazione di una misura amministrativa coercitiva viene eseguita con un ordine motivato dell’autorità ai sensi dell’Art. 101 .
(2) Nell’ordinanza ai sensi del par. 1, vengono determinate la tipologia della misura amministrativa coercitiva e le modalità della sua attuazione.
(3) L’ordinanza ai sensi del par. 1 è consegnato all’interessato ai sensi del codice di procedura civile .
(4) (Modifica -. SG. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006) L’ordinanza ai sensi del par. 1 può essere impugnato ai sensi del Codice di procedura amministrativa .
Art. 102a. (Nuova – SG. N. 41 del 2010 anni) (1) Al fine di prevenire violazioni amministrative della legge e del regolamento 1013/2006 , nonché per prevenire e superare le loro conseguenze, le autorità di controllo competenti ai sensi dell’Art. 94a, par. 2 , applicano, secondo la loro competenza, le seguenti misure amministrative coercitive:
1. sospensione temporanea del trasporto;
2. trasloco in luogo idoneo, a spese del trasportatore del veicolo stradale, insieme ai rifiuti;
3. restituzione dei rifiuti al Paese di spedizione;
4. trattamento ecologico dei rifiuti.
(2) Le misure amministrative coercitive di cui al par. 1, commi 1 e 2, vengono effettuati interrompendo la circolazione del trasporto e, nel caso del trasporto su strada, ritirando il documento che attesta l’immatricolazione del veicolo, in attesa del parere del Ministro dell’Ambiente e delle Acque o da lui autorizzato in materia di rifiuti e trasporti.
(3) Il parere di cui al par. 2 contiene istruzioni per:
1. il pagamento di una garanzia pecuniaria, la corrispondente multa o sanzione pecuniaria o la chiusura del procedimento penale amministrativo;
2. le ulteriori misure da adottare in merito al trasporto dei rifiuti.
(4) Le misure amministrative coercitive di cui al par. 1, commi 1 e 2, si applicano con provvedimento motivato della relativa autorità competente ai sensi dell’Art. 94a, par. 1 o funzionari da lui autorizzati. Una copia della relativa ordinanza insieme a una copia di tutti i documenti disponibili deve essere inviata immediatamente al Ministro dell’Ambiente e delle Acque e al direttore dell’ispezione regionale ambientale e idrica competente via fax o utilizzando altro mezzo tecnico.
(5) Le misure amministrative coercitive di cui al par. 1, commi 3 e 4, si applicano con provvedimento motivato del Ministro dell’ambiente e delle acque. Copia del provvedimento è immediatamente trasmessa all’autorità o alla persona competente ai sensi dell’Art. 94a, par. 2, ha effettuato l’ispezione, tramite fax o utilizzando altro mezzo tecnico.
(6) L’importo della garanzia pecuniaria è determinato dall’ordinanza ai sensi del par. 4 e non può essere inferiore all’importo minimo della sanzione pecuniaria prevista per la violazione in questione, né superiore all’importo massimo della sanzione pecuniaria prevista per tale violazione.
(7) La garanzia viene svincolata al termine del procedimento penale amministrativo o decade con l’entrata in vigore del decreto penale.
(8) La parte non utilizzata della garanzia deve essere restituita all’importatore immediatamente dopo aver completato le procedure di cui al par. 7.
(9) L’importo della garanzia necessaria per pagare la multa, rispettivamente la sanzione patrimoniale, sarà depositato sul conto bancario del Ministero dell’Ambiente e delle Acque.
(10) Le misure amministrative coercitive sono impugnabili ai sensi del codice di procedura amministrativa . Il ricorso non sospende l’esecuzione.
Art. 102б. (Nuova – SG. 41 del 2010, modificata – SG. 33 del 2011, in vigore dal 27.05.2011) In caso di dubbio che la violazione amministrativa della legge in relazione ai requisiti del regolamento 1013 /2006 ai sensi dell’arte . 102a, par. 1 costituisce reato ex Art. 353d del codice penale, il Ministro dell’Ambiente e delle Acque o un funzionario da lui autorizzato informa immediatamente del caso le autorità competenti della Procura e il Ministero degli Affari Interni e invia copia di tutti i documenti.
Art. 103. In caso di inadempimento degli obblighi previsti dalla presente legge o dalle norme di cui all’Art. 24, par. 2 l’autorità competente ai sensi dell’Art. 99 adotta i provvedimenti nell’ordine e nei modi determinati dalla normativa applicabile.

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Sezione II.
Violazioni amministrative e sanzioni

Art. 104. (1) (modifica – SG n. 41 del 2010) Una persona fisica che:
1. smaltire i rifiuti in luoghi non autorizzati;
2. viola le norme per lo smaltimento dei rifiuti domestici e edili nelle discariche designate;
3. viola quanto previsto dall’art . 5, par. 3;
4. non ha consegnato l’autoveicolo fuori servizio in depositi temporanei o centri di smontaggio o non lo ha depositato su beni di sua proprietà;
5. smaltire i rifiuti della grande distribuzione contrassegnati dal contrassegno per la raccolta differenziata, secondo la normativa di cui all’Art. 24, par. 2 nei contenitori per i rifiuti domestici misti e nei contenitori per la raccolta dei rifiuti collocati in immobili – di proprietà statale o comunale, o li mescola con altri materiali o rifiuti in modo da renderne difficile il successivo riciclaggio o utilizzo, quando nel particolare insediamento è presente un sistema per la raccolta differenziata dei relativi rifiuti distribuiti massivamente;
6 . (Nuova – SG. 77 del 2005 , integrata – SG. 30 del 2011 ) brucia illegalmente pneumatici di automobili o cavi elettrici allo scopo di estrarre rifiuti da metalli ferrosi e non ferrosi, brucia o produce altre forme di rifiuti non regolamentati disposizione.
(2) (modifica – SG. n. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 1 la sanzione pecuniaria va da BGN 600 a BGN 2.000.
(3) Per i casi apparentemente irrilevanti di violazioni amministrative relative all’inquinamento ambientale, accertati durante la loro commissione, gli organi autorizzati infliggono sul posto ai colpevoli una multa da 10 a 50 BGN contro ricevuta.
(4) (modifica – SG n. 41 del 2010) Una persona fisica che:
1. (modifica -. SG. 30 del 2011 ) si rifiuta di compilare un documento ai sensi dell’Art. 60, par. 4 ;
2. cede a soggetto privo di licenza rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi di natura domestica;
3. esercita senza licenza attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, se il fatto non costituisce reato;
4 . (Nuova – SG. 30 del 2011 ) vende rifiuti in violazione dell’art . 60, par. 3 .
(5) (modifica – SG. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 4 la sanzione pecuniaria va da BGN 2.800 a BGN 8.000.
Art. 104a. (Nuova – SG. N. 77 del 2005) (1) (Modifica – SG. N. 41 del 2010) Per violazioni di questa legge che non costituiscono reato, le persone fisiche, i sindaci dei comuni o i funzionari sono puniti con una multa di 2.000 BGN. a 20.000 BGN, mentre le persone giuridiche o le ditte individuali sono punite con una sanzione pecuniaria da 2.000 a 40.000 BGN.
(2) In caso di violazione ripetuta, l’importo della multa o della sanzione pecuniaria è pari al doppio dell’importo ai sensi del par. 1.
(3) In casi chiaramente minori di violazioni commesse da persone fisiche, la multa è di 100 BGN.
(4) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 5.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. violare i requisiti di cui all’Art. 26a, par. 1 o 2;
2. fornire dati falsi richiesti per la registrazione.
Art. 104б. (Nuova – SG. N. 41 del 2010) (1) Per le violazioni di cui all’Art. 19a, par. 1 i sindaci dei comuni e/o i funzionari sono puniti con una multa da 5.000 a 10.000 BGN.
(2) Il sindaco del comune che non adempie al suo obbligo di convocare tempestivamente la prima assemblea generale dell’associazione regionale ai sensi dell’Art. 19b, par. 1 , è punito con la multa da 5.000 a 10.000 lev.
(3) Presidente di un’associazione regionale ai sensi dell’Art. 19b, par. 1 chi non adempie all’obbligo di convocare l’assemblea generale è punito con la multa da 5.000 a 10.000 lev.
Art. 104в. (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) In caso di mancato rispetto di una prescrizione ai sensi dell’Art. 93, par. 4 e dell’Art. 95, par. 3 viene inflitta una multa o una sanzione patrimoniale per un importo da 500 a 2.000 lev.
Art. 105. (Modifica –. SG. 41 del 2010 ) Un’impresa individuale o una persona giuridica è punita con una sanzione pecuniaria da 1.400 a 4.000 lev se:
1. smaltisce rifiuti in luoghi non autorizzati e/o viola le norme per lo smaltimento dei rifiuti domestici o edili;
2. viola i termini e le condizioni per la consegna, la raccolta, compresa la separazione, il trasporto e il trasbordo, dei rifiuti domestici e edili secondo i requisiti del regolamento di cui all’Art. 19;
3. viola l’Art. 11, par. 5 .
Art. 106. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 2.000 a 6.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. (suppl. – SG n. 41 del 2010 ) viola l’Art. 5, par. 2 e 3 o Art. 6, par. 1 ;
2 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) non tiene registri dei rifiuti o non fornisce documenti relativi alla segnalazione e alle informazioni per la gestione delle attività relative ai rifiuti, in conformità con i requisiti della presente legge e del regolamento di cui all’art . 27, par. 1 ;
3 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) non adempie all’obbligo previsto dall’art . 29, par. 1, par. 3 e/o 4;
4 . (Nuova – SG n. 77 del 2005) non ha classificato i rifiuti prodotti dalla sua attività ai sensi della normativa di cui all’Art. 3 ;
5 . (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) non effettua una nuova classificazione dei rifiuti generati dalla sua attività quando le materie prime e/o i processi tecnologici vengono modificati, il che comporta una modifica della composizione e proprietà dei rifiuti secondo l’ordine del regolamento di cui all’Art. 3 ;
6 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) non fornisce informazioni e non conserva registrazioni ai sensi di questa legge e delle disposizioni di cui all’Art. 24, par. 2 ;
7 . (Nuova – SG. 41 del 2010) ha fornito false informazioni e/o tenuto registrazioni false ai sensi della presente legge e delle disposizioni di cui all’Art. 24, par. 2 ;
8 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) non ha consentito l’accesso ai locali e ai documenti del funzionario che ha effettuato l’ispezione.
(2) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. viola le norme relative alla raccolta, compreso lo stoccaggio separato e temporaneo, il trasporto, l’utilizzo o lo smaltimento dei rifiuti domestici e edili;
2. viola le prescrizioni in materia di raccolta differenziata, trasporto e trattamento dei rifiuti in base alla tipologia, alle proprietà e alla compatibilità dei rifiuti;
3. brucia illegalmente o effettua un’altra forma di smaltimento non regolamentato dei rifiuti domestici;
4. non soddisfa le condizioni definite nell’autorizzazione dell’autorità competente.
(3) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 7.000 a 20.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. viola l’Art. 4 e/o Art. 5, par. 3, punti 2, 7 e 8 ;
2. tratta e/o trasporta rifiuti senza autorizzazione o documento di registrazione, quando richiesti;
3. viola le prescrizioni per la costruzione e l’esercizio di strutture e impianti per l’utilizzo o lo smaltimento dei rifiuti;
4 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) viola i requisiti per il trasporto transfrontaliero di rifiuti ai sensi del regolamento 1013/2006 , nonché il capitolo cinque, sezione V della legge, se la violazione non costituisce reato;
5 . (Nuova – SG. 30 del 2011 ) viola qualcuno dei requisiti di cui all’Art. 60, par. 7 .
(4) In caso di violazione ripetuta, sarà irrogata una sanzione pecuniaria come segue:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 1 – per un importo compreso tra 4.000 e 12.000 BGN;
2 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 2 – per un importo da 6.000 BGN a 20.000 BGN;
3 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 3 – per un importo da 14.000 BGN a 40.000 BGN.
(5) (abrogato – SG. 77 del 2005)
(6) (modifica – SG. 41 del 2010 ) Una persona giuridica o una ditta individuale è soggetta a una sanzione patrimoniale da 10.000 a 50.000 BGN quando:
1. (modifica -. SG n. 41 del 2010 ) immette sul mercato batterie e accumulatori:
a) contenenti mercurio o cadmio al di sopra dei valori specificati secondo la normativa di cui all’Art. 24, par. 2 ;
b) che non siano contrassegnati secondo quanto previsto dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2;
2 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) immette sul mercato parti e componenti di autoveicoli che:
a) contenere piombo, mercurio, cromo esavalente e cadmio in misura superiore ai limiti consentiti, secondo quanto prescritto dalla presente legge e dalla relativa normativa di cui all’art . 24, par. 2 ;
b) non sono contrassegnati riguardo all’idoneità al riutilizzo e al recupero, nonché alla possibilità di essere smontati prima di un successivo trattamento;
3 . (modifica – SG n. 77 del 2005, in vigore dal 01.01.2007) immette e distribuisce sul mercato imballaggi non contrassegnati con indicazioni sull’identità dei materiali da cui sono realizzati;
4. (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) immette e distribuisce sul mercato imballaggi che contengono metalli pesanti – piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, al di sopra del contenuto massimo consentito e/o non soddisfano gli altri requisiti definiti nella regolamento ex Art. 24, par. 2 ;
5 . (ex Art. 4 -. SG. 77 del 2005, modificata -. SG. 41 del 2010) immette sul mercato altri prodotti che non soddisfano i requisiti stabiliti dalla presente legge e/o dalle disposizioni di cui all’art . 24, par. 2 ;
6 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) immette sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche:
a) che non sia contrassegnato secondo quanto previsto dalla normativa di cui all’Art. 24, par. 2;
b) nonché le lampade elettriche con filamento incandescente e gli apparecchi di illuminazione domestici contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati o eteri di difenile polibromurato, quando ciò è vietato.
(7) In caso di ripetuta violazione ai sensi del par. 6, la persona giuridica o l’impresa individuale è soggetta ad una sanzione pecuniaria pari al 60% del prezzo di mercato dell’importo totale dei prodotti importati e/o fabbricati e commercializzati.
(8) (abrogato – SG. 77 del 2005)
(9) La persona di cui al par. 6 si impegna a sostenere le spese di recupero e/o smaltimento dei rifiuti derivanti dai prodotti.
(10) (Nuova – SG n. 41 del 2010) Un’organizzazione di recupero che:
1. non soddisfa le condizioni per l’autorizzazione di cui all’Art. 62 ;
2. non ha fornito informazioni e non ha tenuto registrazioni ai sensi della presente legge e della disciplina di cui all’Art. 24, par. 2 ;
3. ha fornito informazioni false e/o tenuto registrazioni false ai sensi della presente legge e della disciplina di cui all’Art. 24, par. 2 ;
4. non ha consentito l’accesso ai locali e ai documenti del funzionario che ha effettuato l’ispezione.
(11) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 10 la sanzione pecuniaria è di importo doppio.
Art. 107. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 7.000 a 20.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. costruisce e/o gestisce un impianto di incenerimento dei rifiuti che:
a) viola i requisiti tecnici durante la costruzione degli impianti riguardanti la massa di composti organici nelle ceneri pesanti e nelle scorie, la temperatura nella camera di combustione, il tempo di permanenza della miscela di gas omogenea e il suo contenuto di ossigeno durante la combustione dei rifiuti liquidi;
b) non fornisce le necessarie misurazioni delle emissioni di sostanze nocive e dei parametri operativi;
2. accetta i rifiuti in un sito o impianto per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti pericolosi senza garantire il loro stoccaggio separato da altri materiali ausiliari e consentendo la loro fuoriuscita incontrollata;
3 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) consente lo smaltimento di rifiuti che non sono stati precedentemente trattati, non corrispondono alla classe della discarica e/o non soddisfano i criteri per lo smaltimento;
4. consente lo smaltimento dei rifiuti vietati per lo smaltimento, tra cui:
a) liquido, corrosivo o ossidante;
b) esplosivo, altamente infiammabile o infiammabile in condizioni di discarica;
c) (modifica -. SG. 8 del 2011, in vigore dal 25.01.2011) Infettivi ospedalieri e altri rifiuti clinici provenienti da strutture sanitarie e veterinarie;
d) pneumatici fuori uso – interi, esclusi quelli utilizzati come materiale per la costruzione di discariche, e/o tagliati, ad eccezione dei pneumatici di bicicletta e dei pneumatici con diametro esterno superiore a 1400 mm;
5. consente il funzionamento improprio della discarica e l’incendio dei rifiuti in essa contenuti;
6. consente la diluizione o la miscelazione dei rifiuti produttivi e pericolosi con altri rifiuti o sostanze al fine di raggiungere i criteri di accettazione dei rifiuti per la rispettiva discarica;
7. non controlla:
a) rifiuti in ingresso negli impianti e impianti di smaltimento;
b) la tecnologia di smaltimento;
c) l’inquinamento delle componenti ambientali durante l’esercizio e dopo la cessazione dell’attività di smaltimento dei rifiuti;
d) l’attività di chiusura degli impianti e degli impianti di smaltimento dei rifiuti;
8. non attua il programma di controllo e monitoraggio delle discariche o degli impianti e impianti per il trattamento dei rifiuti e per la chiusura e bonifica dell’impianto di smaltimento dei rifiuti e per il monitoraggio e controllo post-operativo;
9. non sottopone all’approvazione dell’autorità competente il progetto di adeguamento della discarica ai requisiti della relativa ordinanza di cui all’Art. 15, par. 2 e/o non attua tempestivamente le misure per la sua attuazione;
10. non adotta misure per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle strutture sanitarie, nonché le azioni necessarie per il loro corretto stoccaggio, trasporto e smaltimento;
11 . (suppl. – SG n. 41 del 2010) smaltisce i rifiuti pericolosi provenienti da strutture sanitarie in luoghi non regolamentati e/o in contenitori per la raccolta dei rifiuti domestici o della distribuzione collettiva;
12. deposita i rifiuti pericolosi provenienti da strutture sanitarie all’aperto o in modo da comportare la contaminazione delle componenti dell’ambiente o la diffusione di infezioni, malattie, o creare i presupposti per l’insorgere del pericolo di epidemie;
13 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) consente la miscelazione di rifiuti pericolosi provenienti da attività mediche con altri rifiuti, sostanze e materiali pericolosi e impedisce il successivo smaltimento e/o utilizzo tecnologico;
14 . (Nuova – SG. 41 del 2010) sottoporre allo smaltimento i rifiuti pericolosi non trattati provenienti da strutture mediche;
15 . (Nuova – SG. 41 del 2010 ) tratta i rifiuti provenienti da strutture sanitarie in violazione dei requisiti del regolamento di cui all’Art. 24, par. 4 .
(2) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) In caso di violazione ripetuta viene imposta una sanzione patrimoniale da 14.000 a 40.000 BGN.
(3) (abrogato – SG. 77 del 2005)
(4) Una persona giuridica o una ditta individuale che, durante il funzionamento di un impianto di incenerimento dei rifiuti, supera le norme stabilite per le emissioni consentite di sostanze nocive nell’aria atmosferica, determinate dalla relativa ordinanza ai sensi dell’art . 15, par. 2 , la sanzione pecuniaria sarà imposta secondo la procedura e le modalità specificate nella legge sulla protezione dell’ambiente e nel regolamento sulla sua attuazione.
(5) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Una persona giuridica o un’impresa individuale che non effettua pagamenti mensili sul conto bancario ai sensi dell’Art. 71a, par. 1 , nei casi in cui ciò sia richiesto, è punito con una sanzione patrimoniale pari al doppio delle somme non depositate sul conto.
(6) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Il funzionario che non rispetta il divieto di cui all’Art. 7, par. 4 è punito con la multa da 1.000 a 5.000 lev.
(7) (Nuova – SG. 41 del 2010 ) Una persona giuridica o un’impresa individuale che gestisce una discarica di rifiuti senza una certa detrazione per unità di rifiuti depositati ai sensi dell’art . 71a .
Art. 108. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) L’impresa individuale o la persona giuridica che viola le norme sull’imballaggio e l’etichettatura dei rifiuti pericolosi è punita con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev. .
(2) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 7.000 a 20.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. i rifiuti pericolosi o di produzione siano smaltiti in luoghi non autorizzati a tale scopo;
2. viola i requisiti per il trattamento e il trasporto dei rifiuti produttivi e pericolosi;
3. cede rifiuti produttivi e/o pericolosi a soggetti sprovvisti dell’autorizzazione prevista dall’art . 37 o documento di registrazione ex Art. 12, par. 4 per le attività con i relativi rifiuti o non li smaltisce né li recupera entro i termini del § 1, punto 21 delle disposizioni aggiuntive;
4. raccoglie e immagazzina i rifiuti pericolosi in contenitori che non soddisfano i requisiti di chiusura ermetica, etichettatura dei rifiuti in essi contenuti o sono costituiti da materiali che interagiscono con i rifiuti;
5. accetta rifiuti pericolosi o di produzione senza essere accompagnati dalla descrizione delle loro proprietà, composizione, idoneità al trattamento, proprietà pericolose e misure di sicurezza nel maneggiarli, ovvero non effettua i necessari controlli, prelievi e analisi al momento dell’accettazione;
6 . (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) mescola rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi, nonché pericolosi con altre sostanze e materiali, compresa la diluizione di rifiuti pericolosi, tranne quando questo fa parte della tecnologia di recupero e smaltimento e della persona possiede l’autorizzazione per attività con rifiuti ai sensi dell’Art. 12 .
(3) In caso di violazione ripetuta, sarà irrogata una sanzione pecuniaria come segue:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 1 – per un importo da 6.000 BGN a 20.000 BGN;
2 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 2 – per un importo da 14.000 BGN a 40.000 BGN.
(4) (abrogato – SG. 77 del 2005)
Art. 108a. (Nuova – SG. 41 del 2010 anni) (1) Per il trasporto di rifiuti definiti illegali ai sensi dell’Art. 2, comma 35 del Regolamento 1013/2006 , ovvero per violazione dei divieti di cui all’Art. 75, le persone fisiche sono punite con la multa da 5.000 a 25.000 BGN, mentre le persone giuridiche e le imprese individuali sono soggette a una sanzione pecuniaria da 10.000 a 50.000 BGN.
(2) Per violazione dell’art . 15, lettere “c”, “d” ed “e” , Art. 16 , 17 , 18 , 19 , 20 , 22 , 24 , artt. 35, comma 3, lettera “c” , Art. 38, comma 3, lettera “b” e Art. 42, comma 3, lettera “c” del Regolamento 1013/2006, le persone fisiche sono punite con la sanzione pecuniaria da 1.000 a 5.000 BGN, mentre le persone giuridiche e le imprese individuali sono punite con una sanzione pecuniaria da 2.000 a 20.000 BGN.
(3) Per l’inosservanza delle misure amministrative coercitive di cui all’Art. 102 e 102a le persone fisiche sono punite con la multa da 1.000 a 10.000 BGN, mentre le persone giuridiche e le imprese individuali sono punite con una sanzione pecuniaria da 2.000 a 20.000 BGN.
Art. 109. (Modifica – SG. 41 del 2010 ) (1) Con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. non adotta le misure necessarie per garantire la raccolta e il trattamento differenziato delle pile e degli accumulatori da essa immessi sul mercato;
2. vende batterie e accumulatori portatili, ma non fornisce un luogo per la raccolta di batterie e accumulatori portatili inutilizzabili nel territorio in cui viene effettuata la vendita;
3. getta le batterie e gli accumulatori inutilizzabili nei contenitori dei rifiuti domestici o li mescola con altri rifiuti;
4. smaltire le batterie inutilizzabili in luoghi non autorizzati e/o travasare l’elettrolito dalle stesse;
5. raccoglie e deposita nei punti di raccolta le batterie inutilizzabili prive di elettrolito in quantità superiore al 5 per cento del totale delle batterie raccolte;
6. non garantisce l’utilizzo o la cessione per l’utilizzo delle pile e degli accumulatori da lui raccolti entro il termine legale;
7. smaltire le batterie e gli accumulatori inutilizzabili, loro parti o materiali che possono essere riciclati e/o recuperati.
(2) In caso di ripetuta violazione ai sensi del par. 1 viene inflitta una sanzione patrimoniale da 6.000 a 20.000 BGN.
Art. 110. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. violano deliberatamente l’integrità delle lampade a scarica di gas e dei tubi a fascio elettronico fuori uso, a meno che non abbiano l’autorizzazione prevista dall’art . 12, par. 1 per questa attività;
2. posizionare all’aperto i contenitori per la raccolta e lo stoccaggio delle lampade usate;
3. gettare le apparecchiature elettriche ed elettroniche obsolete nei contenitori dei rifiuti domestici o mescolarle con altri rifiuti;
4. provvedere allo smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, di parti o materiali delle stesse che possono essere riciclati e/o riutilizzati;
5. non smaltire i rifiuti non riutilizzabili, di riciclaggio e/o di recupero derivanti dal trattamento preliminare delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita secondo quanto previsto dalla presente legge e dai regolamenti di attuazione della stessa;
6. non prevedere e non fornire nel territorio in cui si effettua la vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche, un luogo per la raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso generate nell’ambiente domestico.
(2) (modifica – SG. n. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 1 viene inflitta una sanzione patrimoniale da 6.000 a 20.000 BGN.
(3) (abrogato – SG. 77 del 2005)
Art. 111. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. utilizza i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue per esigenze agricole quando:
a) (suppl. – SG. 41 del 2010 ) la concentrazione di uno o più metalli pesanti e arsenico nel suolo o nei sedimenti supera la concentrazione massima consentita;
b) i sedimenti sono rifiuti pericolosi ai sensi del § 1 comma 4 delle disposizioni aggiuntive;
c) non prevede il trattamento preliminare dei sedimenti provenienti da fosse settiche e altri impianti simili di trattamento delle acque reflue;
d) non ha il consenso del proprietario del terreno;
2. utilizza o rende disponibili i fanghi per l’uso su:
a) pascoli o colture foraggere, se i pascoli saranno utilizzati per il pascolo e il foraggio sarà raccolto meno di 45 giorni dopo l’utilizzo dei fanghi;
b) (modifica – SG n. 41 del 2010) i terreni su cui vengono coltivati frutti, ortaggi e vigneti, ad eccezione degli alberi da frutto;
c) terreni destinati alla coltivazione di colture ortofrutticole a diretto contatto con il suolo e consumate crude – per un periodo di 10 mesi prima e durante la raccolta;
3. utilizza fanghi senza garantire l’analisi del terreno da parte di laboratori accreditati prima del primo utilizzo dei fanghi e poi ogni 5 anni fino alla cessazione definitiva del loro utilizzo.
(2) (modifica – SG. n. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 1 viene inflitta una sanzione patrimoniale da 6.000 a 20.000 BGN.
(3) (abrogato – SG. 77 del 2005)
Art. 112. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) È punito con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev un’impresa individuale o una persona giuridica che:
1. trasferisce o smaltisce autoveicoli fuori uso in luoghi non destinati a tale scopo;
2. effettua la raccolta, il deposito, il trasporto, l’utilizzazione e/o lo smaltimento di autoveicoli fuori uso, di componenti e materiali degli stessi, senza disporre della relativa autorizzazione di cui all’art . 37 , documento di registrazione ex Art. 12 o licenza rilasciata ai sensi del capo quinto, sezione III ;
3. smonta autoveicoli fuori uso presso luoghi di deposito temporaneo o ne estrae parti e componenti, ovvero raccoglie altre tipologie di rifiuti che non provengono da autoveicoli fuori uso, loro componenti e materiali.
(2) (modifica – SG. n. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 1 viene inflitta una sanzione patrimoniale da 6.000 a 20.000 BGN.
(3) (abrogato – SG. 77 del 2005)
Art. 113. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 3.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. immagazzina gli oli usati e i prodotti petroliferi usati in siti di stoccaggio temporaneo che non soddisfano i requisiti della presente legge e dei regolamenti sulla sua attuazione;
2. mescola oli per motori e trasmissioni con altri oli usati e prodotti petroliferi usati;
3. cambia gli oli usati in luoghi non attrezzati allo scopo e in contenitori non rispondenti ai requisiti;
4. miscela oli contenenti policlorobifenili e trifenili con altri oli usati;
5. immagazzina gli oli usati e i prodotti petroliferi usati in magazzini aperti;
6 . (Nuova – SG n. 41 del 2010) immagazzina e/o smaltisce gli oli usati e i prodotti petroliferi usati in modo da inquinare il suolo;
7 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) tratta, compresa la combustione, gli oli usati e i prodotti petroliferi usati in modo tale da superare le norme stabilite per le emissioni consentite di sostanze nocive nell’aria atmosferica;
8 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) mescola oli usati e prodotti petroliferi usati con carburanti, liquidi refrigeranti, liquido dei freni e solventi;
9. (Nuova – SG. 41 del 2010) smaltire gli oli usati e i prodotti petroliferi usati nei contenitori per la raccolta dei rifiuti domestici.
(2) (Modifica – SG. 41 del 2010 ) Con una sanzione pecuniaria da 7.000 a 10.000 lev è punita l’impresa individuale o la persona giuridica che:
1. non ha fornito informazioni circa le apparecchiature in suo possesso contenenti policlorobifenili e trifenili;
2. non rispetta i termini fissati nel piano di pulizia e/o smaltimento delle apparecchiature in suo possesso contenenti policlorobifenili, approvato con ordinanza del direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico, nel cui territorio si trova l’apparecchiatura .
(3) In caso di violazione ripetuta, sarà irrogata una sanzione pecuniaria come segue:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 1 – per un importo da 6.000 BGN a 20.000 BGN;
2 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 2 – per un importo da 14.000 BGN a 40.000 BGN.
(4) (abrogato – SG. 77 del 2005)
(5) La persona giuridica o l’impresa individuale che smaltisce oli usati e prodotti petroliferi usati nelle acque superficiali, nelle acque costiere e nei sistemi fognari è soggetta ad una sanzione patrimoniale nell’ordine e nelle modalità specificate nella Tutela dell’Ambiente La legge e gli atti normativi statutari sulla sua attuazione.
Art. 114. (1) (modifica -. SG. 41 del 2010 ) L’impresa individuale o la persona giuridica che non presenta un rapporto sulle prestazioni alle autorità competenti entro il termine è punita con una sanzione pecuniaria per un importo di BGN. da 3.000 a 10.000 BGN del suo obbligo di recupero o riciclaggio dei rifiuti e/o degli altri obblighi previsti dalla presente legge e dal relativo regolamento ai sensi dell’Art. 24, par. 2 .
(2) (modifica – SG. 63 del 2010 ) Una persona giuridica o un’impresa individuale che non ha pagato l’imposta sui prodotti ai sensi dell’Art. 36 , nei casi in cui ciò sia richiesto, è punito con una sanzione patrimoniale pari al doppio dell’imposta sui prodotti non pagata.
(3) In caso di violazione ripetuta viene imposta una sanzione pecuniaria come segue:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 1 – per un importo da 6.000 BGN a 20.000 BGN;
2. al par. 2 – in quattro volte la tariffa del prodotto non pagato.
(4) (abrogato – SG. 77 del 2005)
Art. 115. (1) Un’impresa individuale o una persona giuridica è punita con una sanzione pecuniaria che:
1. esercita senza licenza attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi;
2. vende a soggetti senza licenza rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, ottenuti come rifiuti tecnologici dalla propria produzione o da propri rottami di ammortamento;
3 . (integrata – SG. 41 del 2010, modificata – SG. 30 del 2011) esercita l’attività commerciale con i rifiuti ai sensi dell’Art. 60, par. 3 senza certificato di origine e/o contratto scritto;
4. entro un mese dal verificarsi del cambiamento delle circostanze, non ha chiesto l’iscrizione del cambiamento nella licenza;
5 . (modifica -. SG. 41 del 2010 ) subito dopo aver effettuato l’operazione di ricezione e/o spedizione di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, non registra nel relativo registro tutte le circostanze, secondo i requisiti della regolamento ex Art. 61 ;
6. inserisce dati errati nei registri degli acquisti e delle importazioni e delle vendite ed esportazioni di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi;
7. (modifica – SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) non ha presentato al Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo rapporti sulla disponibilità, sugli acquisti e sulle vendite di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi nel termine richiesto;
8 . (sup – SG. 30 del 2011 ) non ha presentato entro i termini i registri degli acquisti, delle importazioni e delle vendite ed esportazioni di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi e/o l’originale o una copia autenticata della licenza specificati dalle autorità di controllo per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi o le registrazioni di cui all’Art. 60, par. 8 ;
9. non fa accedere alle autorità di controllo i luoghi dove svolge la propria attività, e non presenta i documenti da queste richiesti, che a norma di legge è tenuto a conservare;
10 . (Nuova SG. 41 del 2010 , modificata – SG. 30 del 2011 ) conclude un contratto o accetta un certificato o una dichiarazione con tutti i dati richiesti che identificano le persone o i rifiuti acquistati non inseriti;
11. (Nuova – SG. 41 del 2010 ) non smaltisce le quantità disponibili di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi entro tre mesi dalla cessazione dell’attività e/o non adotta le misure necessarie per la bonifica il sito interessato;
12. (Nuova SG n. 41 del 2010, modificata – SG n. 30 del 2011) non ha presentato al Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo la licenza revocata, risolta o la licenza per la cancellazione della registrazione di un sito in 7 -giorni dal ricevimento del relativo ordine;
13 . (Nuova – SG. n. 41 del 2010 ) viola le disposizioni di cui all’Art. 101, par. 3 ;
14 . (Nuova SG. n. 41 del 2010, modificata – SG. n. 30 del 2011 ) viola qualcuno dei requisiti di cui all’Art. 60, par. 6 .
(2) (modifica -. SG. 41 del 2010, modificata -. SG. 30 del 2011) Per le violazioni di cui al par. 1 commi 1, 2 e 3 vengono inflitte sanzioni patrimoniali da 30.000 a 100.000 lev, negli altri casi di cui al par. 1 – da 2.000 BGN a 6.000 BGN.
(3) (modifica – SG. 41 del 2010 ) In caso di ripetuta violazione del par. 1 commi 1, 2 e 3 viene inflitta una sanzione patrimoniale da 60.000 a 200.000 lev, negli altri casi ai sensi del par. 1 – da BGN 4.000 a BGN 12.000.
Art. 116. (1) (modifica – SG n. 41 del 2010) Il funzionario che:
1. non ha adempiuto ai suoi obblighi di organizzare l’attuazione delle misure di cui all’Art. 31, par. 1 nei programmi di gestione dei rifiuti;
2. non ha presentato un programma di gestione dei rifiuti all’ispezione regionale ambientale e idrica competente e non lo ha aggiornato in conformità con la presente legge e il regolamento sulla sua attuazione;
3. non ha effettuato le azioni necessarie nei casi in cui le cause dei rifiuti sono sconosciute;
4. non ha effettuato il controllo sulla gestione dei rifiuti ai sensi dell’Art. 92 .
(2) (modifica – SG n. 41 del 2010) Il funzionario che:
1 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) non ha garantito l’organizzazione e l’attuazione di un sistema per la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi dal flusso dei rifiuti domestici diversi da quelli di cui all’Art. 16, par 3 n. 11 , nonché rifiuti domestici, compresi i rifiuti di imballaggio;
2. non adempie agli obblighi di organizzare la raccolta e il deposito degli autoveicoli fuori uso presso i luoghi di deposito temporaneo;
3. (abrogato – SG n. 41 del 2010)
4. non organizza la gestione di un impianto di trattamento dei rifiuti entro 6 mesi dalla data di rilascio del permesso di uso edilizio;
5. consentire lo smaltimento di rifiuti in luoghi non autorizzati e/o la creazione di discariche abusive;
6 . (suppl. – SG n. 41 del 2010 ) non ha determinato i luoghi per il cambio degli oli motore usati sul territorio comunale e non ne ha informato il pubblico;
7 . (modifica – SG. 41 del 2010 ) non ha stabilito i luoghi per la collocazione dei contenitori per la raccolta di pile e accumulatori inutilizzabili nelle proprietà comunali nel territorio del comune;
8 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) non ha stabilito i luoghi per la collocazione dei contenitori, i luoghi per la raccolta differenziata e i luoghi per lo stoccaggio temporaneo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso nelle proprietà comunali sul territorio della comune;
9 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) non organizza la costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti nei termini specificati nel Programma nazionale per la gestione delle attività relative ai rifiuti di cui all’art . 28, par. 1 .
(3) (modifica – SG n. 41 del 2010) Il funzionario che:
1. consentire la messa in servizio di impianti che generano rifiuti senza soddisfare i requisiti per l’accettazione dell’impianto;
2. ha rilasciato un permesso per la raccolta, lo stoccaggio, il trasporto, l’utilizzo o lo smaltimento dei rifiuti in violazione dei requisiti di questa legge;
3. designare un sito per l’ubicazione di impianti di trattamento dei rifiuti senza condurre l’indagine necessaria o quando i risultati mostrano che la costruzione del sito metterà in pericolo la salute umana e l’ambiente e/o violerà i requisiti di questa legge e dei regolamenti sull’attuazione del suo
4. non ha adempiuto agli obblighi relativi alla determinazione dei requisiti per la liquidazione in sicurezza delle attività e il ripristino dei terreni al termine dell’attività di trattamento rifiuti;
5. autorizzare la messa in servizio di impianti ed impianti per il recupero o lo smaltimento di rifiuti pericolosi, quando non sono rispettate le prescrizioni della presente legge;
6. esentare dal controllo doganale i rifiuti trasportati oltre confine di Stato in violazione della normativa vigente;
7 . (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) non adotta misure tempestive per prevenire il trasporto illegale di rifiuti, per fermare temporaneamente il trasporto o per eliminare altre conseguenze delle violazioni.
(4) In caso di violazione ripetuta viene inflitta un’ammenda come segue:
1 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 1 – per un importo da 2.800 BGN a 8.000 BGN;
2 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 2 – per un importo da 6.000 BGN a 20.000 BGN;
3 . (modifica – SG n. 41 del 2010) sotto il par. 3 – per un importo da 14.000 BGN a 40.000 BGN.
Art. 116a. (Nuova – SG n. 41 del 2010) Il sindaco di un comune che non intraprende le azioni previste dall’art . 17 o non intraprende le azioni di preparazione, costruzione, chiusura e cura post-operativa del sito della discarica e di altre strutture per il trattamento dei rifiuti domestici e/o edili entro il termine legale, sarà punito con una multa di BGN 20.000.
Art. 117. (Modifica – SG. n. 41 del 2010 ) Dopo l’identificazione dei trasgressori ai sensi dell’Art. 9, par. 1, alle persone fisiche viene inflitta una multa da 3.000 a 10.000 BGN, alle persone giuridiche e alle imprese individuali una sanzione patrimoniale da 6.000 a 20.000 BGN.
Art. 117a. (Nuova – SG n. 41 del 2010) I decreti penali che impongono una multa fino a 500 lev o una sanzione pecuniaria fino a 2.000 lev compresi non sono impugnabili.
Art. 118. (1) (Modifica – SG n. 77 del 2005, suppl. – SG n. 88 del 2005, suppl. – SG n. 41 del 2010) Violazioni ai sensi dell’Art. 104, par. 1, 2 e 3 , Art. 104a , 104b e 104c , artt. 105114 , artt. 116 , 116 bis e 117 , ad eccezione di quelli specificati nell’art . 119 , sono stabiliti con atto del direttore dell’ispettorato regionale ambientale e idrico o di un funzionario da lui designato, nonché da un funzionario designato dal sindaco del comune interessato.
(2) (Modifica -. SG. n. 41 del 2010 ) I decreti penali di cui al par. 1 sono emanati rispettivamente dal Ministro dell’ambiente e delle acque o da un funzionario da lui autorizzato, nonché dal sindaco del comune o da un funzionario da lui autorizzato.
(3) (Modifica – SG. n. 77 del 2005, modificata -. SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009, modificata -. SG n. 41 del 2010 .) Violazioni ai sensi dell’art . 104, par. 4 e 5 , artt. 115 sono stabiliti con atto della relativa autorità competente ai sensi dell’Art. 96, par. 1 , ed i decreti penali sono emanati dal Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo o da funzionari da lui autorizzati.
(4) L’accertamento delle violazioni, l’emissione, l’appello e l’esecuzione dei decreti penali vengono effettuati in conformità con la Legge sulle violazioni e sanzioni amministrative .
Art. 118a. (Nuova – SG. N. 41 del 2010 anni) (1) Violazioni ai sensi dell’Art. 108a sono stabiliti da un atto dell’autorità competente ai sensi dell’Art. 94a, par. 2 , ed i decreti penali sono emanati dal Ministro dell’ambiente e delle acque o da funzionari da lui autorizzati.
(2) L’accertamento delle violazioni, l’emissione, l’appello e l’esecuzione dei decreti penali vengono effettuati in conformità con la Legge sulle violazioni e sanzioni amministrative.
Art. 118б. (Nuova -. SG. 41 del 2010) (1) (Modifica -. SG. 98 del 2010, in vigore dal 01.01.2011) Violazioni ai sensi dell’Art. 107, par. 1, commi da 13 a 15 , sono stabiliti anche da un atto dell’autorità competente ai sensi dell’Art. 95, par. 1 ed i decreti penali sono emanati dal direttore dell’ispettorato sanitario regionale o da funzionari da lui autorizzati.
(2) L’accertamento delle violazioni, l’emissione, l’appello e l’esecuzione dei decreti penali vengono effettuati in conformità con la Legge sulle violazioni e sanzioni amministrative.
Art. 119. (Modifica – SG n. 41 del 2010 ) Per imporre la sanzione per violazione ai sensi dell’Art. 106, par. 6 – 9 l’autorità competente ai sensi dell’Art. 99 compie gli atti nell’ordine e nei modi determinati dalla normativa in materia.

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Disposizioni aggiuntive

§ 1. Ai sensi della presente legge:
1. Per ” rifiuto ” si intende la sostanza, l’oggetto o la parte di oggetto di cui il detentore si disfa o intende disfarsi o ha l’obbligo di disfarsi e rientra in almeno una delle seguenti categorie:
a) residui ottenuti nel processo produttivo o dopo il consumo di prodotti non elencati di seguito – codice Q1;
b) prodotti non conformi agli standard pertinenti – codice Q2;
c) prodotti con durata di conservazione scaduta o massima efficienza – codice Q3;
d) materiali che, a causa di incidenti, calamità o altri infortuni, siano stati versati, dispersi, perduti o comunque danneggiati, compromettendone irreparabilmente le qualità originarie, compresi i materiali e le attrezzature contaminati da incidente – codice Q4;
e) materiali contaminati a seguito di azioni previste (residui delle operazioni di pulizia, imballaggi, contenitori e simili) – codice Q5;
f) parti inutilizzabili (batterie usate, catalizzatori esauriti e simili) – codice Q6;
g) sostanze che non possiedono più le qualità e proprietà necessarie e non possono essere utilizzate come previsto (acidi contaminati, solventi contaminati, sali di raffreddamento esausti e simili) – codice Q7;
h) residui di attività industriali (scorie, fanghi di distillazione e simili) – codice Q8;
i) residui delle attività di depurazione (sedimenti da scrubber, polveri da filtri a maniche, filtri esauriti e simili) – codice Q9;
k) residui di macchine tagliatrici e lucidatrici (trucioli, scorie e simili) – codice Q10;
l) residui dell’estrazione e dell’arricchimento delle materie prime (residui dell’industria mineraria, prodotti petroliferi usati e simili) – codice Q11;
m) materiali miscelati con sostanze nocive (oli contaminati da policlorobifenili e simili) – codice Q12;
n) tutti i materiali, sostanze o prodotti il cui utilizzo è vietato dalla legge – codice Q13;
o) prodotti di cui il proprietario non trova ulteriore utilizzo (oggetti non necessari provenienti dall’agricoltura, dalla casa, dal commercio, dagli uffici, dai negozi e simili) – codice Q14;
p) materiali, sostanze o prodotti contaminati ottenuti a seguito di attività di ripristino della superficie terrestre – codice Q15;
p) altri materiali, sostanze o prodotti, non compresi nelle categorie di cui alle lettere “a” – “p”, dai quali il loro proprietario rilascia, intende rilasciare o è obbligato a rilasciare – codice Q16.
2. I ” rifiuti domestici ” sono i rifiuti prodotti come risultato dell’attività vitale delle persone nelle case, negli edifici amministrativi, sociali e pubblici. Ad essi sono equiparati anche i rifiuti degli esercizi commerciali e delle attività accessorie alla produzione artigianale, degli esercizi ricreativi e di intrattenimento, quando non hanno carattere di rifiuti pericolosi e allo stesso tempo la loro quantità o composizione non ne impedisce il trattamento insieme ai rifiuti domestici.
3. Per ” rifiuti industriali ” si intendono i rifiuti generati dall’attività industriale delle persone fisiche e giuridiche.
4. Per ” rifiuti pericolosi ” si intendono i rifiuti la cui composizione, quantità e proprietà creano un rischio per la salute umana e per l’ambiente, hanno una o più proprietà che li definiscono pericolosi e/o contengono componenti che li rendono pericolosi e/o sono definiti come pericolosi tale secondo la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento .
5. Per ” rifiuti edili ” si intendono i rifiuti ottenuti a seguito delle attività di costruzione nei cantieri, nonché i rifiuti derivanti dalla demolizione o ricostruzione di edifici e impianti.
6. ” Causatore di rifiuti ” è una persona fisica o giuridica la cui attività genera rifiuti – un causante primario e/o chiunque effettui operazioni preliminari di trattamento, miscelazione o altre operazioni che portano a un cambiamento nelle proprietà o nella composizione dei rifiuti.
7. Per ” trattamento dei rifiuti ” si intende la raccolta, lo stoccaggio, il recupero o lo smaltimento dei rifiuti e tutte le operazioni intermedie, nonché il loro riutilizzo, riciclaggio e recupero o produzione di energia e materiali dai rifiuti.
8. Per ” smaltimento dei rifiuti ” si intende qualsiasi delle seguenti operazioni, indicate dal codice corrispondente:
a) smaltimento (in superficie o sotterraneo) – codice D1;
b) trattamento di terreni e suoli contaminati (ad esempio, biodegradazione di liquidi o sedimenti nei suoli) – codice D2;
c) iniezione profonda (ad esempio iniezione di rifiuti in pozzi, depositi salini e serbatoi naturali pompabili) – codice D3;
d) interramenti superficiali (ad esempio, stoccaggio di rifiuti liquidi o sedimenti in fosse, bacini di decantazione, lagune e altre strutture simili) – codice D4;
e) discariche appositamente progettate (ad esempio smaltimento in celle separate, sigillate e isolate le une dalle altre e dall’ambiente) – codice D5;
f) smaltimento dei rifiuti nei corpi idrici, esclusi mari/oceani – codice D6;
g) smaltimento dei rifiuti nei mari e negli oceani, incl. iniezione sottomarina – codice D7;
h) trattamento biologico, non specificato altrove, in cui si formano composti o miscele finali che vengono neutralizzati da una qualsiasi delle operazioni di cui alle lettere “a” – “m” – codice D8;
i) trattamento fisico-chimico, non menzionato in un’altra operazione di smaltimento (ad esempio evaporazione, essiccazione, calcinazione, trattamento con microonde e altri), in cui si ottengono composti o miscele, che vengono smaltiti secondo una qualsiasi delle operazioni di cui alle lettere ” a” – “m”) – codice D9;
k) combustione del suolo (incenerimento) – codice D10;
l) incenerimento in mare – codice D11;
m) stoccaggio permanente (ad esempio stoccaggio in contenitori nelle miniere e altri) – codice D12;
n) (suppl. – SG n. 41 del 2010) miscelazione prima della consegna allo smaltimento nell’ambito di una delle operazioni di cui alle lettere “a” – “m” – codice D13. In assenza di un altro codice D appropriato, questo codice può includere il pretrattamento prima dello smaltimento, come cernita, frantumazione, compattazione, pellettizzazione, essiccazione, taglio, condizionamento o separazione prima di essere sottoposto a qualsiasi operazione con i codici D1 – D12.;
o) riconfezionamento prima della loro consegna allo smaltimento in una qualsiasi delle operazioni di cui alle lettere “a” – “n” – codice D14;
p) stoccaggio fino all’esecuzione di alcuna delle operazioni di smaltimento di cui alle lettere “a” – “o”, salvo lo stoccaggio temporaneo fino alla raccolta dei rifiuti dal luogo di loro formazione – codice D15.
9. Il ” riciclaggio dei rifiuti ” è un’attività volta a ripristinare o ripristinare le proprietà della materia prima.
10. Il ” trattamento dei rifiuti ” è un’attività che modifica le proprietà o la composizione dei rifiuti, trasformandoli in materie prime per la produzione di prodotti finali o in prodotti finali.
11. Per “ smaltimento dei rifiuti ” si intende una modalità nella quale non è previsto alcun ulteriore trattamento dei rifiuti e rappresenta lo stoccaggio dei rifiuti per un periodo superiore a tre anni – per i rifiuti destinati al recupero, e ad un anno – per i rifiuti destinati allo smaltimento, in modo tale da non rappresentare un pericolo per la salute umana e l’ambiente.
12. I ” rifiuti voluminosi ” sono rifiuti che si generano dopo l’utilizzo di prodotti provenienti da numerose fonti sul territorio nazionale e che, per le loro caratteristiche, richiedono una gestione speciale.
13. Per ” rifiuti metallici ferrosi e non ferrosi ” si intendono i rifiuti tecnologici ottenuti dall’estrazione, lavorazione o lavorazione meccanica di metalli non ferrosi e ferrosi e loro leghe, macchine, attrezzature, particolari e costruzioni rottamati di un impianto produttivo, edile o domestico. natura, ad eccezione dei rifiuti pericolosi.
14. Per ” rifiuti domestici di metalli ferrosi e non ferrosi ” si intendono i rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ottenuti a seguito delle attività quotidiane delle persone nelle abitazioni, negli edifici amministrativi, sociali e pubblici. Ad essi sono equiparati i rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ottenuti da esercizi commerciali, attività artigianali, esercizi ricreativi e di intrattenimento.
15. Per “ violazione recidiva ” si intende la violazione commessa entro un anno dall’entrata in vigore del decreto penale con il quale l’autore del reato è stato punito per una violazione dello stesso tipo.
16. Il ” riutilizzo ” è l’utilizzo dei rifiuti come un prodotto che è già stato utilizzato una volta nella stessa forma per lo stesso scopo.
17. Per ” recupero dei rifiuti ” si intende una qualsiasi delle seguenti operazioni, indicate dal codice corrispondente:
a) il loro utilizzo come combustibile o in altro modo per ottenere energia – codice R1;
b) purificazione o rigenerazione di solventi – codice R2;
c) riciclo o recupero di sostanze organiche non utilizzate come solventi, anche mediante compostaggio e altri processi di conversione biologica – codice R3;
d) riciclaggio o recupero di metalli e composti metallici – codice R4;
e) riciclo o recupero di altri materiali inorganici – codice R5;
f) rigenerazione di acidi e basi – codice R6;
g) recupero di componenti utilizzati per ridurre l’inquinamento – codice R7;
h) recupero di componenti da catalizzatori – codice R8;
i) riraffinazione degli oli o altro riutilizzo degli oli – codice R9;
k) coltivazione della superficie terrestre, favorendo l’agricoltura o migliorando la qualità dell’ambiente – codice R10;
l) utilizzo dei rifiuti ottenuti con alcuni dei metodi di recupero di cui alle lettere “a” – “k” – codice R11;
m) (suppl. – SG n. 41 del 2010) scambio di rifiuti per il recupero con uno dei metodi di cui alle lettere “a” – “l” – codice R12. In assenza di un altro codice R appropriato, questo codice può includere il pretrattamento prima del recupero, come smantellamento, disassemblaggio, cernita, frantumazione, compattazione, pellettizzazione, essiccazione, taglio, condizionamento, riconfezionamento, separazione, raggruppamento o miscelazione prima di essere sottoposto a qualsiasi delle operazioni con codici R1 – R11.;
n) stoccaggio dei rifiuti fino all’esecuzione di alcuna delle operazioni di cui alle lettere “a” – “m”, salvo lo stoccaggio temporaneo fino alla loro raccolta dal luogo di generazione – codice R13.
18. Per ” raccolta ” si intende la consegna, l’accumulo, la cernita e/o la miscelazione dei rifiuti ai fini del trasporto – codice C.
19. Per “ trasporto ” si intende il trasporto di rifiuti, comprese le attività accessorie di carico, ricarico e scarico, quando effettuato dal gestore come attività autonoma – codice T.
20. Per ” gestione dei rifiuti ” si intendono le operazioni di raccolta, trasporto, smaltimento e utilizzo dei rifiuti, compreso il controllo su tali operazioni, nonché le attività svolte dopo la chiusura dei siti in cui sono ubicati gli impianti di trattamento dei rifiuti.
21. Per “ deposito temporaneo ” si intende l’attività relativa allo stoccaggio dei rifiuti presso siti nel luogo della loro formazione o con la loro raccolta presso siti per un periodo non superiore a:
a) tre anni in caso di successiva cessione per recupero;
b) un anno in caso di successiva consegna allo smaltimento.
22. Per ” violazione grave ” si intendono le azioni o inazioni del richiedente che hanno portato a impatti che superano le norme consentite per l’impatto su componenti dell’ambiente o sulla salute umana, stabilite e documentate nell’ordinanza pertinente dalle autorità competenti.
23. (modifica – SG n. 41 del 2010) “ Violazione sistemica ” è la commissione di tre o più violazioni per le quali sono state inflitte sanzioni amministrative alle persone con decreti penali entrati in vigore.
24. Per ” attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi ” si intende l’attuazione di operazioni di smaltimento di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché attività connesse (raccolta, trasporto, stoccaggio, nonché attività accessorie quali smistamento, lavorazione meccanica e altro).
25. Sono “ parti correlate ”:
a) coniugi, parenti in linea diretta – senza restrizioni, parenti in linea collaterale – fino al quarto grado compreso, e parenti in linea diretta – fino al terzo grado compreso;
b) datore di lavoro e lavoratore;
c) i soggetti uno dei quali partecipa alla gestione dell’impresa dell’altro;
d) soci;
e) una società e una persona che possiede più del 5% delle quote e delle azioni emesse con diritto di voto della società;
f) i soggetti la cui attività è controllata direttamente o indirettamente da terzi;
g) i soggetti che controllano congiuntamente, direttamente o indirettamente, un terzo;
h) le persone di cui una sia rappresentante commerciale dell’altra.
26. L’“ Ente di recupero ” è una persona giuridica registrata ai sensi del Codice Commerciale , che non distribuisce utili e che gestisce le attività di raccolta differenziata, riciclaggio e recupero dei rifiuti massivamente distribuiti.
27 . (modifica -. SG. 63 del 2006, in vigore dal 08.04.2006) Il ” prezzo di mercato ” è il prezzo ai sensi del § 1 comma 8 delle disposizioni aggiuntive del Codice di procedura fiscale e assicurativa.
§ 1a. (Nuova – SG n. 41 del 2010 ) La legge introduce le disposizioni:
1. Direttiva 2006/12/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 sui rifiuti.
2. Direttiva 2006/66/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 settembre 2006 su pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva 91/157/CEE.
3. Direttiva 2000/76/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 dicembre 2000 sull’incenerimento dei rifiuti .
4. Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 sullo smaltimento dei rifiuti.
5. Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE ).
6. Direttiva 94/62/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
7. Direttiva 2004/12/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004 che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio .
8. Direttiva 2005/20/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2005 che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
9. Direttiva 2000/53/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000 relativa ai veicoli fuori uso.
10. Direttiva del Consiglio 75/439/CEE del 16 giugno 1975 sullo smaltimento degli oli usati .
11. Direttiva 96/59/CE del Consiglio del 16 settembre 1996 sullo smaltimento dei policlorobifenili e dei policlorotrifenili (PCB/PCT) .
12. Direttiva 2002/95/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003 relativa alla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
13. Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, sulla protezione dell’ambiente, e in particolare del suolo, in caso di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura .
14. Direttiva del Consiglio 91/689/CEE del 12 dicembre 1991 sui rifiuti pericolosi.
15. Direttiva del Consiglio 78/176/CEE del 20 febbraio 1978 sui rifiuti derivanti dalla produzione di biossido di titanio .
16. Direttiva 82/883/CEE del Consiglio, del 3 dicembre 1982, sulle procedure per il monitoraggio e il controllo degli ambienti interessati dai rifiuti derivanti dalla produzione di biossido di titanio .
17. Direttiva 92/112/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1992, sulle procedure per l’armonizzazione dei programmi per la riduzione e l’eventuale eliminazione dell’inquinamento causato dai rifiuti derivanti dalla produzione di biossido di titanio .
§ 2. Il Ministro dell’Ambiente e delle Acque è l’autorità nazionale competente e il coordinatore di tutti gli accordi internazionali relativi all’oggetto della presente legge, di cui è parte la Repubblica di Bulgaria.

Disposizioni transitorie e finali

§ 3. Autorizzazioni all’esercizio di attività con rifiuti, rilasciate ai sensi dell’Art. 37 della legge abrogata sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente rimarranno in vigore fino alla loro data di scadenza, ma non oltre tre anni dall’entrata in vigore della presente legge.
§ 4. Licenze per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, rilasciate ai sensi dell’ordinanza abrogata sull’attività commerciale con rifiuti e rottami di metalli ferrosi e non ferrosi e loro leghe (promulgata, SG n. 92 del 1997; 10 del 2001; abrogata n. 47 del 2001) e l’ordinanza sull’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi (promulgata SG n. 47 del 2001; modificata n. 82 del 2001). in vigore fino alla loro data di scadenza.
§ 5. (1) Il regolamento sull’attuazione della presente legge sarà emanato entro un anno dalla sua entrata in vigore.
(2) Le leggi emanate sulla base della legge abrogata sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente si applicano fino all’emanazione delle leggi di cui al par. 1, in quanto non contraddicono tale legge.
§ 6. I programmi adottati ai sensi dell’Art. 28, par. 1 della legge abrogata sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente restano in vigore fino alla loro data di scadenza, ma non oltre tre anni dall’entrata in vigore della presente legge.
§ 7. I programmi di cui all’Art. 29, par. 1 sarà elaborato e adottato entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.
§ 8. La presente legge abroga la legge sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente (promulgata, SG n. 86 del 1997; modificata, n. 56 del 1999, n. 27 e 28 del 2000, n. 91 del 2002 ).
§ 9. (1) L’articolo 11 , par. 3 si applica come segue:
1. dal 1 gennaio 2004 al 31 dicembre 2004 – almeno il 20 per cento dei rifiuti di imballaggio viene riciclato;
2. dal 1 gennaio 2005 al 31 dicembre 2005 – almeno il 25% dei rifiuti di imballaggio viene riciclato;
3. (modifica – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2006 non meno di:
a) il 35 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene recuperato o bruciato in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia;
b) il 34% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) l’8% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato;
d) il 26% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone generati nello stesso periodo viene riciclato, e
f) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato;
4. (modifica – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007 non meno di:
a) il 39 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene recuperato o bruciato in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 38% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 12% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato;
d) il 33% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone generati nello stesso periodo viene riciclato, e
f) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato;
5 . (modifica – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2008 non meno di:
a) il 42 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio prodotti nello stesso periodo viene recuperato o incenerito in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 42% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 14,5% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato solo in plastica;
d) il 40% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato;
6. (modifica – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009 non meno di:
a) il 46 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio prodotti nello stesso periodo viene recuperato o incenerito in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 45% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 17% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato esclusivamente in plastica;
d) il 46% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato;
7 . (modifica – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 non meno di:
a) il 48 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio prodotti nello stesso periodo viene recuperato o incenerito in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 47% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 19% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato esclusivamente in plastica;
d) il 51% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato;
8 . (Nuova – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 non meno di:
a) il 50 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene recuperato o bruciato in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 49% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 20% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato esclusivamente in plastica;
d) il 55% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato;
9 . (Nuova – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 non meno di:
a) il 53 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio prodotti nello stesso periodo viene recuperato o incenerito in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico;
b) il 52% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 22% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato esclusivamente in plastica;
d) il 59,6% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) il 15% del peso dei rifiuti di imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato;
10 . (Nuova – SG n. 77 del 2005) dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 non meno di:
a) il 56% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene recuperato o incenerito in impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia,
b) il 54,9% del peso dei rifiuti di imballaggio generati nello stesso periodo viene riciclato;
c) il 22,5% del peso dei rifiuti di imballaggio in plastica generati nello stesso periodo viene riciclato solo in plastica;
d) il 60% del peso dei rifiuti di imballaggio in vetro generati nello stesso periodo viene riciclato;
e) il 60 per cento del peso dei rifiuti di imballaggio di carta e cartone prodotti nello stesso periodo viene riciclato;
f) il 50% del peso dei rifiuti di imballaggio metallici generati nello stesso periodo viene riciclato, e
g) Il 15% del peso dei rifiuti da imballaggio in legno generati nello stesso periodo viene riciclato.
(2) (modifica – SG n. 77 del 2005) Gli obiettivi di cui all’Art. 11, par. 2 si conseguono annualmente a partire dal 1 gennaio 2014.
§ 10. La disposizione dell’art . 36, par. 1 riguardante i rifiuti di imballaggio si applica dal 1° gennaio 2004.
§ 11. (1) La disposizione dell’art . 73 comma 4 si applica fino all’entrata in vigore del Trattato di adesione della Repubblica di Bulgaria all’Unione europea.
(2) La disposizione dell’art . 73, comma 5 si applica fino al 31 dicembre 2014.
§ 12. (1) La disposizione dell’art . 107, par. 1, comma 4, lettera “a” per le strutture indicate in appendice alla presente legge, si applica dal 1° gennaio 2015.
(2) La disposizione dell’art . 107, par. 1, comma 4, lettera “d” si applica come segue:
1. per i pneumatici fuori uso – dall’entrata in vigore della normativa in materia ex Art. 15, par. 2 ;
2. per pneumatici triturati fuori uso – dal 16 luglio 2006.
§ 13. Alla legge sulla protezione dell’ambiente (promulgata, SG n. 91 del 2002; modificata, n. 98 del 2002) sono apportate le seguenti modifiche :
1. In ogni punto del testo le parole “Legge sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente” sono sostituite da “Legge sulla gestione dei rifiuti”.
2. Il comma 12 delle disposizioni transitorie e finali è abrogato.
§ 14. Nell’art . 37, par. 2 della legge sulle risorse sotterranee (promulgata, SG n. 23 del 1999; modificata, n. 28 del 2000, n. 108 del 2001, n. 47 del 2002) le parole “dell’articolo 10, comma 2, articoli 13, 14 e 37 della legge sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente” saranno sostituiti da “ai sensi della legge sulla gestione dei rifiuti”.
§ 15. Nell’art . 20, comma 16 della legge sulla protezione dagli effetti nocivi delle sostanze, dei preparati e dei prodotti chimici (promulgata, SG n. 10 del 2000; modificata, n. 91 del 2002) le parole “Legge sulla limitazione dell’impatto nocivo dei rifiuti sull’ambiente” sono sostituite dalla “Legge sulla gestione dei rifiuti”.
§ 16. Al § 2 delle disposizioni transitorie della legge sui tributi statali (promulgata, G.U., n. 104 del 1951; modificata n. 89 del 1959, n. 21 del 1960, Gazzetta dello Stato, n. 53 del 1973 87 del 1974, n. 21 del 1975, n. 21 del 1990, n. 55 del 1991, n. 100 del 1992, n. 69 e 87 del 1995, nn. 37, 100 e 104 del 1996, nn. 82 e 86 del 1997, n. 133 del 1998, n. 81 del 1999, n. 97 del 2000, n. 62, 63 e 90 del 2002) le parole “Legge sulla limitazione dell’impatto dannoso dei rifiuti sull’ambiente” Ambiente” sono sostituiti da “Legge sulla gestione dei rifiuti”.
§ 17. Nell’art . 20, comma 20 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (promulgata, SG n. 153 del 1998; modificata, n. 1 del 1999; modificata, n. 44, 62, 64 103 e 111 del 1999, n. 63, 78 e 102 del 2000, n. 109 del 2001, nn. 28, 45 e 117 del 2002, nn. 37 e 42 del 2003) le parole “Legge per limitare l’impatto nocivo dei rifiuti sull’ambiente” sono sostituite dalla “Legge sul Gestione dei rifiuti”.
§ 18. (Nuova – SG n. 77 del 2005 ) Le apparecchiature contenenti policlorobifenili devono essere pulite e/o smaltite entro il 31 dicembre 2010.
§ 19. (Nuova – SG n. 77 del 2005) La disposizione dell’art . 106, par. 6, punto 3 si applica fino all’entrata in vigore del Trattato di adesione della Repubblica di Bulgaria all’Unione europea.
§ 20. (Precedente § 18 – SG n. 77 del 2005, modificata – SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009) L’attuazione della presente legge spetta al Ministro dell’ambiente e dell’acqua e al Ministro dell’economia, dell’energia e del turismo.
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La legge è stata adottata dalla XXXIX Assemblea Nazionale il 17 settembre 2003 ed è stata timbrata con il sigillo ufficiale dell’Assemblea Nazionale.

Disposizioni transitorie e finali
ALLA LEGGE SULL’ATTIVITÀ MEDICA VETERINARIA

(PUBBLICATA – SG. N. 87 DEL 2005, IN VIGORE DAL 02.05.2006)
§ 27. La legge entra in vigore entro 6 mesi dalla sua promulgazione nella Gazzetta dello Stato , ad eccezione:
1. comma 22 , che entra in vigore il 26 ottobre 2005;
2. articoli 259275 , che entrano in vigore dal 1° gennaio 2006;
3. articoli 56 , 61 e 192 , che entrano in vigore dal 1° ottobre 2006;
4. articoli 5254 , Art. 60 , artt. 6776 , artt. 77, par. 3 , Art. 78-100 , artt . _ 112 , 175 , artt. 195, par. 3, commi 2 – 4 , Art. 199, par. 4, commi 2 – 4 , Art. 269 , 289 , 330339 , 342 , artt. 343, par. 5 , Art. 382, par. 1 , Art. 401 e 410 e § 18 , in vigore dal 1 gennaio 2007.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA LEGGE SULLE MISURE

(PUBBLICATA – SG. N. 95 DEL 2005, IN VIGORE DAL 01.03.2006)
§ 66. La legge entra in vigore tre mesi dopo la sua promulgazione nella ” Gazzetta dello Stato “, ad eccezione dei § 48 e 49 , che entrano in vigore dal giorno della promulgazione della legge nella ” Gazzetta dello Stato “.

Disposizioni transitorie e finali
DEL CODICE DI PROCEDURA FISCALE- ASSICURATIVA

(PUBBLICATA – SG. N. 105 DEL 2005, IN VIGORE DAL 01.01.2006)
§ 88. Il Codice entra in vigore il 1° gennaio 2006, ad eccezione dell’art . 179, par. 3 , Art. 183, par. 9 , § 10, comma 1, lettera “e” e comma 4, lettera “c” , § 11, comma 1, lettera “b” e § 14, comma 12 delle disposizioni transitorie e finali che entrano in vigore dal giorno di promulgazione del codice nella “ Gazzetta dello Stato ”.

Disposizioni transitorie e finali
DEL CODICE DI PROCEDURA AMMINISTRATIVA

(PUBBLICATA – SG n. 30 del 2006, in vigore dal 07.12.2006)
§ 142. Il Codice entra in vigore tre mesi dopo la sua promulgazione nella Gazzetta dello Stato , ad eccezione di:
1. titolo terzo, § 2, punto 1 e § 2, punto 2 – riguardante l’abrogazione del capo terzo, sezione II “Ricorso giudiziario”, § 9, punti 1 e 2 , § 11, punti 1 e 2 , § 15 , § 44, punti 1 e 2 , § 51, punto 1 , § 53, punto 1 , § 61, punto 1 , § 66, punto 3 , § 76, punti 1 – 3 , § 78 , § 79 , § 83 , punto 1 , § 84 punti 1 e 2 , § 89 punti 1 – 4 , § 101 punto 1 , § 102 punto 1 , § 107 , § 117 punti 1 e 2 , § 125 , § 128 punti 1 e 2 , § 132, punto 2 e § 136, punto 1 , nonché § 34 , § 35, punto 2 , § 43, punto 2 , § 62, punto 1 , § 66, punti 2 e 4 , § 97 , punto 2 e § 125, punto 1 – riguardante la sostituzione della parola “distretto” con “amministrativo” e la sostituzione delle parole “tribunale cittadino di Sofia” con “tribunale amministrativo – città di Sofia”, che entrano in vigore dal 1 marzo 2007;
2. comma 120 , che entra in vigore dal 1° gennaio 2007;
3. comma 3 , che entra in vigore il giorno della promulgazione del codice nella “Gazzetta dello Stato”.

Disposizioni transitorie e finali
ALLA LEGGE SUL REGISTRO DI COMMERCIO

(PUBBLICATA – SG. N. 34 DEL 2006, MODIFICATA – SG. N. 80 DEL 2006, MODIFICATA – SG. N. 53 DEL 2007, IN VIGORE DAL 01.01.2008)
§ 56. (modifica – SG n. 80 del 2006 , modificata – SG n. 53 del 2007 ) La presente legge entra in vigore il 1 gennaio 2008, ad eccezione dei § 2 e § 3 , che entrano in vigore dal giorno della promulgazione della legge nella “Gazzetta dello Stato”.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE SULL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

(PUBBLICATA – SG. N. 63 DEL 2006, IN VIGORE DAL 01.01.2007)
§ 26. La presente legge entra in vigore il giorno dell’entrata in vigore del Trattato di adesione della Repubblica di Bulgaria all’Unione europea, ad eccezione dei § 3 , § 16, punti 1 e 3 , § 17 , 18 , 19 , 20 , 21 , 22 , 23 e 24 , che entrano in vigore il giorno della promulgazione della legge nella “Gazzetta dello Stato”.

Disposizioni finali
ALLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA LEGGE SULLA PESCA E L’ACQUACOLTURA

(PUBBLICATO – SG n. 36 del 2008)
§ 73. Nella legge sulla gestione dei rifiuti (promulgata, SG n. 86 del 2003; modificata, n. 70 del 2004, n. 77, 87, 88, 95 e 105 del 2005 e n. 30, 34 e 63 del 2006 ) ovunque le parole “il Ministro dell’agricoltura e delle foreste” sono sostituite da “il Ministro dell’agricoltura e dell’alimentazione”.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE DI MODIFICA DELLA LEGGE SUL TURISMO

(PUBBLICATA – SG n. 82 del 2009, in vigore dal 16.10.2009)
§ 58. Nella legge sulla gestione dei rifiuti (promulgata, SG n. 86 del 2003; modificata, n. 70 del 2004, nn. 77, 87, 88, 95 e 105 del 2005, nn. 30, 34, 63 e 80 del 2006, n. 53 del 2007 e nn. 36, 70 e 105 del 2008) le parole “il Ministro dell’Economia”, “il Ministro dell’Economia” e “il Ministero dell’Economia” sono sostituite da “ il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo”, “il Ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo” e “il Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo”.
§ 59. La legge entra in vigore il giorno della sua promulgazione nella Gazzetta dello Stato.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA LEGGE SULL’ACQUA

(PUBBLICATO – SG n. 95 del 2009)
§ 13. Il paragrafo 8 entrerà in vigore il 1° gennaio 2007, i § 9 e 12 entreranno in vigore l’11 agosto 2006, il § 10, punto 1 entrerà in vigore il 23 giugno 2009, e il § 10, punto 2 entra in vigore il 24 settembre 2009.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA LEGGE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

(PUBBLICATA – SG. N. 41 DEL 2010, MODIFICATA – SG. N. 30 DEL 2011)
§ 105. (In vigore dal 01.01.2011) (1) I requisiti dell’art . 71a non si applicano alle discariche regionali o comunali per le quali, al 1° gennaio 2011, la capacità residua della discarica è inferiore al 10 per cento della capacità totale della discarica in esercizio.
(2) I requisiti di cui all’Art. 71a non si applicano alle discariche per i quali il termine per la chiusura della loro attività è anteriore al 1° gennaio 2012.
§ 106. Le operazioni R12 e R13 non sono considerate conformi agli obiettivi delle norme di cui all’Art. 24, par. 2 .
§ 107. Nei restanti testi della legge la parola “autorizzato” è sostituita da “autorizzato”.
§ 108. (1) Le decisioni ai sensi dell’Art. 19b, par. 2 e 3 dovranno essere adottate entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
(2) (Modifica -. SG. 30 del 2011 ) Entro tre anni dall’entrata in vigore della presente legge, i comuni delle regioni di cui all’Art. 28, par. 4 , ove esistano associazioni costituite e accordi conclusi ai sensi del precedente ordine dell’art . 19a , creare associazioni regionali secondo i requisiti di questa legge. Le associazioni regionali e gli accordi stipulati sono soggetti a risoluzione secondo le disposizioni della legislazione bulgara, e la proprietà e gli altri rapporti sorti durante e in occasione della loro costituzione o conclusione sono regolati mediante accordo tra le parti. Qualora i Comuni scelgano di mantenere le associazioni e le convenzioni costituite, si applica quanto previsto dall’art . 19b, par. 9 .
(3) (modifica – SG n. 30 del 2011) Nel termine di cui al par. 2 le disposizioni dell’art . 19b, par. 9 non si applica alle associazioni regionali e agli accordi stipulati ai sensi del precedente ordine dell’art . 19a .
§ 109. (1) Le procedure per il rilascio dell’autorizzazione per la raccolta e lo stoccaggio temporaneo nel luogo di produzione o per il trasporto di rifiuti pericolosi avviate alla data di entrata in vigore della presente legge saranno interrotte d’ufficio dall’autorità competente e verrà rimborsato l’importo della quota versata.
(2) Le autorizzazioni rilasciate per svolgere attività di trasporto di rifiuti pericolosi rimangono valide fino alla data di scadenza, ma non oltre tre anni dall’entrata in vigore della presente legge.
§ 110. Le organizzazioni per il recupero dei rifiuti di imballaggio, che hanno ricevuto autorizzazioni prima dell’entrata in vigore della presente legge, adeguano le loro attività ai requisiti dell’art . 62b entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge.
§ 111. Le autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’Art. 37 e documenti di registrazione ex Art. 52 degli organismi di recupero restano in vigore per un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
§ 117. Le disposizioni del § 50 (ad eccezione dell’art . 71e ), § 105 e § 112, punto 2 entreranno in vigore il 1° gennaio 2011.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA NORMATIVA SANITARIA

(PUBBLICATA – SG n. 98 del 2010, in vigore dal 01.01.2011)
§ 121. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2011, ad eccezione di:
1. paragrafi 1 , 16 , 20 , 29 , 30 , 32 , 33 , 34 , 35 , 42 , 44 , § 56, punti 1 e 2 , § 65 , 68 , 70 , 76 , 80 , 81 , 90 , 92 , 96 , § 102, punti 3, 4, 5, 7 e 8 , § 105, punti 1, 3 e 5 , § 107, punti 1, 2, 3, 4, 6, lettera “a”, t 7, 10, 11, 13 e 15, lettera “a” , § 109 , 110 , 112 , 113, § 115 , punto 5 , § 116, punti 4 e 6 , § 117, punti 5 e 7 e § 118, punto 1 , che immettono in vigore il giorno della promulgazione della legge nella “Gazzetta dello Stato”;
2. comma 102, punti 1, 2 e 6 , che entrano in vigore dal 1° marzo 2011;
3. paragrafi 22, punto 1 (relativo all’articolo 36, paragrafo 1, seconda frase), § 37 , § 48, punto 2 , § 51 e 59 , che entrano in vigore il 1° luglio 2011;
4. comma 107, comma 15, lettera “b” , che entra in vigore il 30 settembre 2011.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE SULL’AGENZIA BULGARA PER LA SICUREZZA ALIMENTARE

(PUBBLICATA – SG n. 8 del 2011, in vigore dal 25.01.2011)
§ 30. La legge entra in vigore il giorno della sua promulgazione nella Gazzetta dello Stato.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA LEGGE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

(PUBBLICATA – SG. N. 30 DEL 2011, MODIFICATA – SG. N. 99 DEL 2011, IN VIGORE DAL 01.01.2012)
§ 17. (1) (modifica -. SG. 99 del 2011, in vigore dal 01.01.2012) I siti autorizzati per l’attività commerciale con rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi devono essere conformi ai requisiti dell’art . 54, par. 2 entro 10 mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
(2) Le persone titolari di una licenza presentano entro il termine di cui al par. 1 presso il Ministero dell’Economia, dell’Energia e del Turismo, uno schizzo o altro documento di certificazione rilasciato dall’autorità competente per ciascuno degli immobili sul cui territorio è presente un sito, indicato nella licenza, contenente i dati per l’adempimento degli obblighi requisiti ex Art. 54, par. 2 . Nel caso in cui non vengano presentati i documenti per alcuni dei siti inseriti nella licenza, la persona dichiara la loro cancellazione dalla licenza.
(3) In caso di mancato adempimento del requisito di cui al par. 2, la licenza viene revocata d’ufficio, e il provvedimento contiene un ordine di esecuzione preliminare, ed entro tre mesi dal ricevimento del provvedimento di risoluzione, l’operatore economico è tenuto a sospendere l’attività, a realizzare le quantità disponibili di rifiuti ferrosi e non metalli ferrosi e adottare le misure necessarie per ripulire il/i sito/i.
(4) In caso di mancato rispetto dei requisiti di cui all’Art. 60, par. 8, entro il termine di 9 mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il relativo sito sarà cancellato d’ufficio e il provvedimento dovrà contenere un provvedimento di esecuzione preliminare.
§ 18. (1) (modifica -. SG. 99 del 2011, in vigore dal 01.01.2012) I siti esistenti per lo svolgimento delle attività di stoccaggio e trattamento preliminare dei rifiuti provenienti da imballaggi metallici, apparecchiature elettriche ed elettroniche obsolete, batterie inutilizzabili e gli accumulatori e gli autoveicoli fuori uso siano adeguati ai requisiti dell’art . 13a, par. 3 entro 10 mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
(2) Le persone che svolgono le attività con i rifiuti di cui al par. 1, presentano all’autorità competente istanza di modifica e/o integrazione dell’autorizzazione di cui sono titolari ai sensi dell’Art. 12, par. 1, comma 1 ai sensi dell’Art. 45 ovvero una richiesta di rilascio di un nuovo documento di registrazione ai sensi dell’Art. 50 entro il termine di cui al par. 1. Il precedente documento di registrazione resta valido fino all’emissione di quello nuovo, e comunque non oltre la scadenza del termine di cui al comma 1. 1.
(3) Nei casi di cui all’Art. 13a, par. 3 l’autorità competente effettua un sopralluogo e, entro due mesi dalla presentazione della domanda o dalla rimozione delle irregolarità e/o dalla presentazione delle informazioni aggiuntive, emette un provvedimento modificando e/o integrando l’autorizzazione o rifiutando di modificare e/o integrare motivatamente l’autorizzazione ex Art. 45, par. 8 .
(4) L’appello contro la decisione ai sensi del par. 3 non ne sospende l’esecuzione.
(5) In caso di mancato adempimento del requisito di cui al par. 2 l’autorizzazione di cui all’Art. 12, par. 1, comma 1 e/o il documento di registrazione di cui all’Art. 12, par. 4 rimangono in vigore fino alla scadenza del termine di cui al par. 1. L’attività del sito è sospesa entro tre mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 1. 1.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE MODIFICA ED INTEGRAZIONE DEL CODICE PENALE

(PUBBLICATA – SG n. 33 del 2011, in vigore dal 27.05.2011)
§ 46. La legge entra in vigore un mese dopo la sua promulgazione nella “Gazzetta dello Stato”, ad eccezione dei § 21 e del § 22 , che entrano in vigore tre mesi dopo la sua promulgazione nella “Gazzetta dello Stato”.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE SUL BILANCIO DELLO STATO DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA PER L’ANNO 2012.

(PUBBLICATA – SG. N. 99 DEL 2011, IN VIGORE DAL 01.01.2012)
§ 100. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2012, ad eccezione del § 76 , che entra in vigore il 15 dicembre 2011.

Disposizioni transitorie e finali
DELLA LEGGE CHE MODIFICA LA LEGGE SUL MINISTERO DEGLI AFFARI INTERNI

(PUBBLICATA – SG. N. 44 DEL 2012, IN VIGORE DAL 01.07.2012)
§ 54. (1) La Direzione principale “Polizia nazionale” creata da questa legge è il successore dei beni, delle passività, dei diritti e degli obblighi della Direzione principale “Polizia criminale” e della Direzione principale “Polizia di sicurezza”.
(2) La rappresentanza procedurale nelle controversie pendenti della Direzione principale “Polizia criminale” e della Direzione principale “Polizia di sicurezza” è svolta dal direttore della Direzione principale “Polizia nazionale”.
§ 55. Con l’entrata in vigore della presente legge, i rapporti d’ufficio e di lavoro dei dipendenti pubblici e delle persone che lavorano secondo il diritto del lavoro nella Direzione principale “Polizia criminale” e nella Direzione principale “Polizia di sicurezza” saranno convertiti in i rapporti giuridici ufficiali e lavorativi dei dipendenti pubblici e delle persone che lavorano con un rapporto di lavoro nella direzione principale “Polizia nazionale”.
§ 56. Gli statuti emanati prima dell’entrata in vigore della presente legge si applicano fino all’emanazione dei nuovi atti corrispondenti, in quanto non la contraddicono.
§ 57. L’anzianità di servizio acquisita ai sensi della legge sui dipendenti pubblici e del Codice del lavoro da parte dei dipendenti ai sensi del § 64 delle disposizioni transitorie e finali della legge sulle modifiche e integrazioni alla legge sul Ministero degli Interni (SG, n. 93 del 2009), è considerato lavorare per lo stesso datore di lavoro, rispettivamente per l’autorità che ha il potere di nomina.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
§ 70. La legge entra in vigore il 1 luglio 2012.
Appendice al § 12, par. 1
Poro- Tipo di co- Posizione- Operatore
giorno il canottaggio noi dell’organizzazione
NO la moglie
1 2 3 4
1. Discarica di fanghi Devnya, “Polimeri” –
Comune di Devnya, AD, Devnya
Regione Varna
2. Fanghi di carbone- frazione di Padina, generale “Solvay
caduto di Avren, Sodi” – AD,
“Pendenza” Regione Varna Devnya
3. Discarica di carbone villaggio di Ezerovo, ob- “TEC Varna” –
Villaggio bieloslavo, EAD, villaggio di Ezero-
Regione Varna vo, comune
Beloslav
4. Discarica di carbone Svishtov, distretto “Svilosa” –
Veliko Tarnovo d.C., Svistov
5. Discarica di carbone Oryajo superiore- “Pianta di zucchero-
città, distretto di” -AD, Gor-
Veliko Tarnovo di Orjahovica
6. Discarica di carbone visto, “Vidahim” –
Regione di Vidin d.C., Vidin
7. Discarica di carbone Stratagemma, “Riscaldamento-
Contea di Ruse zione – Astuzia” –
EAD, TPP-
Est – Ruse
8. Discarica di carbone federa, “Riscaldamento-
“Kudin Dol” Regione di Pernik zione – Pernik” –
EAD, Pernik
9. Discarica di carbone federa, “Riscaldamento-
“7 settembre” Regione di Pernik zione – Pernik” –
EAD, Pernik
10. Discarica di carbone Villaggio Kamenik, ob- TPP “Bobov
“Kamenik” Regione di Boboshevo, dol” – EAD,
distretto di Küsten- il villaggio di Golemo Selo,
dil Comune di Bobov
metter il fondo a
11. Discarica di carbone Galabovo, distretto “Brickell” –
Stara Zagora EAD, Galabovo
12. Discarica di carbone Sliven, “Riscaldamento-
Regione di Sliven zione – Sliven” –
EAD, Sliven
13. Discarica di carbone “Faggio superiore”, TPP “Maritsa
Dimitrovgrad, 3″-EAD,
Regione di Haskovo Dimitrovgrad
14. Discarica di carbone “Galdushki TPP “Maritsa
prati”, 3″-EAD,
Dimitrovgrad, Dimitrovgrad
Regione di Haskovo

Atti rilevanti della legislazione europea

DIRETTIVA 1999/31 DEL CONSIGLIO del 26 aprile 1999 sullo smaltimento dei rifiuti
DIRETTIVA 96/59/CE DEL CONSIGLIO del 16 settembre 1996 sullo smaltimento dei policlorobifenili e dei policlorotrifenili
DIRETTIVA 94/62/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio
DIRETTIVA 94/67/CE DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 1994 sull’incenerimento dei rifiuti pericolosi
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 1991 sui rifiuti pericolosi
DIRETTIVA 86/278/CEE DEL CONSIGLIO del 12 giugno 1986 sulla protezione dell’ambiente, e in particolare del suolo, in caso di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura
DIRETTIVA 75/439/CEE DEL CONSIGLIO del 16 giugno 1975 sullo smaltimento degli oli usati
DIRETTIVA 75/442/CEE DEL CONSIGLIO del 15 luglio 1975 sui rifiuti
REGOLAMENTO (CEE) N. 259/93 DEL CONSIGLIO del 1 febbraio 1993 sul monitoraggio e il controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno, da e verso la Comunità Europea
REGOLAMENTO (CE) N. 1547/1999 DELLA COMMISSIONE del 12 luglio 1999 che stabilisce procedure di controllo ai sensi del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio da applicare al trasporto di determinati tipi di rifiuti verso determinati paesi per i quali non esiste la decisione C dell’OCSE (92)39 finale si applica
REGOLAMENTO (CE) N. 1420/1999 DEL CONSIGLIO del 29 aprile 1999 che stabilisce le regole e le procedure generali da applicare alle spedizioni di alcuni tipi di rifiuti verso alcuni paesi non OCSE

Normativa nazionale ed unionale sulla esportazione transfrontaliera dei rifiuti


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Norme di riferimento

A livello nazionale, la spedizione transfrontaliera di rifiuti è disciplinata dall’art. 194 (Spedizioni transfrontaliere) del Testo Unico Ambientale, Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152 , che rinvia ai regolamenti comunitari che regolano la materia (Regolamento (CE) n. 1013/2006 e Regolamento (CE) n. 1418/2007 ), nonché, per l’importazione di rifiuti da paesi terzi, agli accordi bilaterali di cui agli articoli 41 (Importazioni di rifiuti destinati allo smaltimento) e 43 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 e dal decreto di cui al comma 4.

Le norme di riferimento sono:

Normativa dell’Unione europea sulla gestione dei rifiuti: Direttiva 2008/98/CE

Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) Parte IV (Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati)

Normativa nazionale sul rilascio delle autorizzazioni per effettuare il trattamento dei rifiuti – Iscrizioni all’Albo Gestori Ambientali

Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento;

Decisione OCSE relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero

Regolamento (CE) n. 1013/2006 sulle spedizioni di rifiuti

Regolamento (CE) n. 1418/2007 relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero verso alcuni paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti

SISPED – Sistema informatico di raccolta dati per le ispezioni sulle spedizioni di rifiuti autorizzate con procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006, adottato con Decreto Ministeriale 22 dicembre 2016 – Adozione del Piano nazionale delle ispezioni di stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti in conformità dell’art. 34 (Ispezioni) della direttiva 2008/98/CE (relativa ai rifiuti )

Decreto Ministeriale 370 del 3 settembre 1998 “Regolamento recante norme concernenti le modalità di prestazione della garanzia finanziaria per il trasporto transfrontaliero di rifiuti

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Regolamento (CE) n. 1013/2006

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 disciplina, a livello unionale,  la  spedizioni di rifiuti.

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 va ad integrare  la disciplina di cui alla:

Negli anni il Regolamento (CE) n. 1013/2006 è  più volte modificato.

Noi faremo riferimento alla versione consolidata allo 01/11/2021 del Regolamento (CE) n. 1013/2006

Il primo comma dell’art.1 del REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi istituisce, per le spedizioni di rifiuti, le

        • procedure e
        • i regimi di controllo 

in funzione

        • dell’origine
        • della destinazione 
        • dell’itinerario di spedizione
        • del tipo di rifiuti spediti 
        • del tipo di trattamento da applicare ai rifiuti nel luogo di destinazione.

Il secondo comma dell’art.1 del REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi si applica alle spedizioni di rifiuti:

d) in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso paesi terzi  TITOLO VI 

Il terzo comma dell’art.1 del REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 stabilisce le esclusioni dall’ambito d’applicazione del regolamento.

Quindi, per quanto attiene l’esportazione dei rifiuti, questa può essere

Gli Stati aderenti al Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti (The OECD Control System for waste recovery) sono:

Australia
Austria
Belgio
Canada
Cile
Colombia (La Colombia è diventata un paese aderente all’OCSE/LEGAL/0266 con un calendario specifico per l’attuazione. Pertanto attualmente non partecipa al sistema di controllo della decisione.)
Costa Rica
Repubblica Ceca
Danimarca
Estonia
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Ungheria
Islanda (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Irlanda
Israele
Italia
Giappone
Corea
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Messico
Olanda
Nuova Zelanda
Norvegia (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Polonia
Portogallo
Repubblica Slovacca
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Turchia
Regno Unito
Stati Uniti

Tutti Stati Membri dell’OCSE

Per l’esportazione di rifiuti:

  • verso Paesi dell’Unione Europea: il primo comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 fissa un quadro procedurale generale, basato su una procedura che si fonda su un sistema di notificazioni ed autorizzazioni (CAPO 1 – Notifica e autorizzazione preventive scritte),  disponendo che sono soggetti alla procedura di notifica e autorizzazione preventive scritte :
    • tutti i rifiuti destinati ad operazioni di smaltimento;
    •  i rifiuti destinati ad operazioni di recupero se elencati nel punto b) del primo comma dell’Articolo 3.

Vedi: Spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006

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SISPED – Sistema informatico di raccolta dati per le ispezioni sulle spedizioni di rifiuti autorizzate con procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006

Con Decreto Ministeriale 22 dicembre 2016 – Adozione del Piano nazionale delle ispezioni di stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti in conformità dell’art. 34 (Ispezioni) della direttiva 2008/98/CE (relativa ai rifiuti ) è stato istituito il SISPED – Sistema informatico di raccolta dati per le ispezioni sulle spedizioni di rifiuti autorizzate con procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006

Art. 1

  1. E’ adottato il Piano nazionale delle ispezioni di stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti in conformita’ dell’art. 34 della direttiva 2008/98/CE, nonche’ delle spedizioni di rifiuti e del relativo recupero o smaltimento.
  2. Il Piano, contenuto nell’Allegato al presente decreto, ne costituisce parte integrante.

Allegato al Decreto Ministeriale 22 dicembre 2016 – Adozione del Piano nazionale delle ispezioni di stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti in conformità dell’art. 34 della direttiva 2008

Il Sistema informatico di raccolta dati, SISPED, raccoglie i dati relativi alle spedizioni di rifiuti, autorizzate con procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta, e permette la pianificazione delle ispezioni da parte degli organi di controllo.

Il Manuale operativo sul SISPED – Sistema informatico di raccolta dati per le ispezioni sulle spedizioni di rifiuti autorizzate con procedura di notifica ed autorizzazione preventiva scritta mira a fornire una descrizione sintetica del funzionamento del SISPED e si rivolge ai seguenti soggetti, a vario titolo coinvolti nell’attuazione del Piano nazionale delle ispezioni:

  • Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) già Ministero della Transizione Ecologica;
  • Autorità Competenti (AC) di spedizione, destinazione e transito delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, di cui all’art. 194, comma 6, del D. Lgs. 152/2006;
  • Notificatori e impianti di destinazione;
  • Organi di controllo (OC) preposti alle attività ispettive all’interno del territorio nazionale e presso le frontiere dell’Unione Europea.

Sistema informatico di raccolta dati è accessibile tramite la pagina web https://sso.mite.gov.it/ssoservice/XUI/?goto=%2Fssoservice%2Fcdcservlet%3FTARGET%3Dhttps%253A%252F%252Fsisped.mase.gov.it%253A443%252FSISPED%252FSISPED.htm%26RequestID%3D1702286373788%26MajorVersion%3D1%26MinorVersion%3D0%26ProviderID%3Dhttps%253A%252F%252Fsisped.mase.gov.it%253A443%252Famagent%26IssueInstant%3D2023-12-11T09%253A19%253A33Z#login/

 

Normativa di riferimento


DECRETO 22 dicembre 2016  Adozione del Piano nazionale delle ispezioni di stabilimenti, imprese, intermediari e commercianti in conformità dell’art. 34 della direttiva 2008/98/CE, nonché delle spedizioni di rifiuti e del relativo recupero o smaltimento. (17A00047) (GU Serie Generale n.7 del 10-01-2017)

REGOLAMENTO (UE) N. 660/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014 recante modifica del regolamento (CE) n. 1013/2006 relativo alle spedizioni di rifiuti

REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 giugno 2006 relativo alle spedizioni di rifiuti

DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152  ART. 194 (spedizioni transfrontaliere)

 

Spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006


Regolamento (CE) n. 1013/2006

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Regolamento (CE) n. 1013/2006

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 disciplina, a livello unionale,  la  spedizioni di rifiuti.

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 va ad integrare  la disciplina di cui alla:

Il secondo comma dell’art.1 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 stabilisce che questi si applica alle spedizioni di rifiuti:

d) in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso paesi terzi  TITOLO VI 

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Spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006

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Quadro riassuntivo

Come vedremo successivamente in dettaglio, per effettuare una spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi-Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria)

  1. è necessaria la trasmissione di una notifica scritta all’autorità competente di spedizione, che
    • se la notifica è adeguatamente compilata, entro tre giorni lavorativi la inoltra all’autorità competente di destinazione.
    • se la notifica non è adeguatamente compilata, entro tre giorni lavorativi dal ricevimento della stessa, può chiedere al notificatore informazioni.
  1. L’autorità competente di destinazione, se la notifica  è adeguatamente compilata, dopo averla ricevuta, deve inviare entro tre giorni lavorativi l’originale al notificatore ed una copia alle autorità competenti interessate;
  2. Nel termine di trenta giorni dalla data di conferma del ricevimento della notifica da parte dell’autorità competente di destinazione, le autorità competenti di spedizione, transito e destinazione devono rilasciare l’autorizzazione scritta alla movimentazione di rifiuti, oppure sollevare le proprie obiezioni motivate, altrimenti la spedizione si intenderà autorizzata tacitamente.
    Nel caso in cui, invece, le autorità competenti decidano di rilasciare un’autorizzazione preventiva, il termine è ridotto a sette giorni. Si tratta, in questi casi, di decisioni con validità limitata revocabili in qualsiasi momento.
  3. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione scritta, il notificatore deve compilare il documento di movimento ed inviarne una copia all’autorità di destinazione.
  4.  il notificatore  potrà, poi, nei tre giorni seguenti, effettuare la spedizione.
    Ogni trasporto deve essere accompagnato dall’originale del documento di movimento, che dev’essere consegnato all’impianto di destinazione, Inoltre, è necessario il documento di notifica contenente le autorizzazioni scritte e le condizioni aggiuntive.
  5. Il destinatario, nel termine di tre giorni dalla ricezione dei rifiuti è tenuto ad inviare il documento di movimento compilato e firmato dal notificatore alle autorità competenti, per confermare di aver ricevuto i rifiuti.
  6. Nel termine di un anno a partire da quella data, deve inviare copia al notificatore ed alle autorità competenti della certificazione di smaltimento o recupero dei rifiuti ricevuti.

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Quadro normativo

Per quanto attiene la spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea valgono:

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Obblighi generali

Il CAPO 3 (Obblighi generali) del Titolo II del Regolamento (CE) n. 1013/2006 dispone in merito a:

    • Articolo 19 Divieto di miscelazione dei rifiuti durante la spedizione
    • Articolo 20 Conservazione dei documenti e delle informazioni
    • Articolo 21 Accesso del pubblico alle notifiche

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Quadro procedurale generale

La spedizione transfrontaliera di rifiuti disciplinata nel Regolamento (CE) n. 1013/2006, è fondata su una procedura che si fonda su un sistema di notificazioni ed autorizzazioni.

Il CAPO 5 (Disposizioni amministrative generali) del Titolo II del Regolamento (CE) n. 1013/2006 dispone in merito a:

  • Articolo 26 Forma delle comunicazioni
  • Articolo 27 Lingua
  • Articolo 28 Disaccordo in merito alla classificazione dei rifiuti
  • Articolo 29 Spese amministrative
  • Articolo 30 Accordi per le zone di confine

Il primo comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 fissa un quadro procedurale generale, basato, appunto, su procedura che si fonda su un sistema di notificazioni ed autorizzazioni (CAPO 1 – Notifica e autorizzazione preventive scritte),  disponendo che sono soggetti alla procedura di notifica e autorizzazione preventive scritte i rifiuti    destinati ad operazioni di:

Il secondo comma comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006  stabilisce che:

Se la quantità dei rifiuti spediti supera 20 kg, sono soggette agli obblighi generali d’informazione di cui all’Articolo 18 (Rifiuti che devono essere accompagnati da determinate informazioni) le spedizioni dei seguenti rifiuti destinati al recupero:

Il terzo comma comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006  stabilisce che i rifiuti elencati nell’allegato III (ELENCO DEI RIFIUTI SOGGETTI AGLI OBBLIGHI GENERALI DI INFORMAZIONE DI CUI ALL’ARTICOLO 18 («ELENCO VERDE»)), in casi eccezionali, se presentano una delle caratteristiche di pericolo di cui all’allegato III della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi (la Direttiva 91/689/CEE è stata abrogata dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008 , relativa ai rifiuti e quindi, per far riferimento alle caratteristiche di pericolo dei rifiuti bisogna far riferimento all’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE )sono soggetti alle disposizioni che sarebbero ad essi applicabili se fossero elencati nell’allegato IV (ELENCO DEI RIFIUTI SOGGETTI ALLA PROCEDURA DI NOTIFICA E AUTORIZZAZIONE PREVENTIVE SCRITTE («ELENCO AMBRA»). Tali casi sono trattati a norma dell’Art. 58 (Modifiche degli allegati).

Il quarto comma comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006  stabilisce che: ” Le spedizioni di rifiuti esplicitamente destinati alle analisi di laboratorio allo scopo di accertare le loro caratteristiche fisiche o chimiche o di determinare la loro idoneità ad operazioni di recupero o smaltimento non sono soggette alla procedura di notifica e autorizzazione preventive scritte di cui al paragrafo 1. In luogo di tale procedura si applicano le regole procedurali di cui all’articolo 18. Il quantitativo di rifiuti che fruiscono dell’esenzione riservata ai rifiuti esplicitamente destinati alle analisi di laboratorio è determinato in base alla quantità minima ragionevolmente necessaria per effettuare correttamente l’analisi in ciascun caso particolare e non deve superare i 25 kg.”

Il quinto comma comma dell’Articolo 3 del Regolamento (CE) n. 1013/2006  stabilisce che: “Le spedizioni di rifiuti urbani non differenziati (voce 20 03 01) provenienti dalla raccolta domestica, inclusi i casi in cui tale raccolta comprende anche rifiuti provenienti da altri produttori, destinati a impianti di recupero o smaltimento sono soggette, a norma del presente regolamento, alle stesse disposizioni previste per le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento.”

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Notifica

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Autorità competenti

L’articolo 2, punto 19), del Regolamento (CE) n. 1013/2006 definisce «autorità competente di spedizione»: l’autorità competente per la zona dalla quale si prevede che la spedizione avrà inizio o nella quale essa ha inizio;

L’articolo 2, punto 20), del Regolamento (CE) n. 1013/2006 definisce «autorità competente di destinazione»: l’autorità competente per la zona verso la quale è prevista o ha luogo la spedizione, o nella quale si effettua il carico a bordo dei rifiuti prima del recupero o dello smaltimento in una zona non soggetta alla giurisdizione di alcun paese;

L’articolo 2, punto 21), del Regolamento (CE) n. 1013/2006 definisce «autorità competente di transito»: l’autorità competente per qualsiasi paese, diverso da quello dell’autorità competente di spedizione o di destinazione, attraverso il cui territorio è prevista o ha luogo la spedizione di rifiuti;

Per l’Italia, il comma 6, dell’art. 194 (Spedizioni transfrontaliere) del Testo Unico Ambientale, Decreto Legislativo n. 152 del 2006 dispone che:
“Ai sensi e per gli effetti del regolamento (CE) n. 1013/2006:
a) le autorità competenti di spedizione e di destinazione sono
le regioni e le province autonome;
b) l’autorità di transito è il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare”

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Notificatore

L’articolo 2, punto 15), lettera a) del Regolamento (CE) n. 1013/2006, nel caso di spedizioni provenienti da uno Stato membro, definisce notificatore:
“la persona fisica o giuridica soggetta alla giurisdizione di tale Stato membro, che intenda effettuare o far effettuare una spedizione di rifiuti e a cui spetta l’obbligo della notifica. Il notificatore è una delle persone o degli organismi sottoelencati, conformemente al seguente ordine gerarchico:
i) il produttore iniziale; o
ii) il nuovo produttore abilitato che effettua operazioni prima della spedizione; o
iii) un raccoglitore abilitato che ha formato, riunendo vari piccoli quantitativi di rifiuti dello stesso tipo e provenienti da fonti diverse, la spedizione in partenza da un’unica località notificata; o
iv) un commerciante registrato che è stato autorizzato per iscritto dal produttore iniziale, dal nuovo produttore o dal raccoglitore abilitato di cui ai punti i), ii) e iii) ad agire per suo conto in qualità di notificatore;
v) un intermediario registrato, che è stato autorizzato per iscritto dal produttore iniziale, dal nuovo produttore o dal raccoglitore abilitato di cui ai punti i), ii) e iii) ad agire per suo conto in qualità di notificatore;
vi) qualora tutti i soggetti di cui ai punti i), ii), iii), iv) e v), se applicabili, siano sconosciuti o insolventi, il detentore.

Qualora il notificatore di cui ai punti iv) o v) non ottemperi a uno degli obblighi di riprendere i rifiuti di cui agli articoli da 22 a 25, il produttore iniziale, il nuovo produttore o il raccoglitore abilitato di cui rispettivamente ai punti i), ii) o iii) che ha autorizzato tale commerciante o intermediario ad agire per suo conto è considerato il notificatore ai fini dei suddetti obblighi in materia di ripresa dei rifiuti. Nel caso di spedizioni illegali, notificate da un commerciante o da un intermediario di cui ai punti iv) o v), la persona specificata nei punti i), ii) o iii) che ha autorizzato tale commerciante o intermediario ad agire per suo conto è considerata il notificatore ai fini del presente regolamento.

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Procedura di notifica

L’Articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 dispone che il notificatore che intende spedire rifiuti di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a) o lettera b), trasmette una notifica scritta preventiva all’autorità competente di spedizione, che provvede ad inoltrarla, e, se trasmette una notifica generale, relativa a più spedizioni, esso si conforma all’articolo 13.

  1. La notifica copre la spedizione di rifiuti dal luogo di spedizione iniziale, compreso il recupero o lo smaltimento intermedio e non intermedio.

    Qualora le operazioni intermedie o non intermedie successive siano effettuate in un paese diverso dal primo paese di destinazione, l’operazione non intermedia e la relativa destinazione sono indicate nella notifica e si applica l’articolo 15, lettera f) del Regolamento (CE) n. 1013/2006.

  1. Ciascuna notifica deve riguardare un solo codice di identificazione dei rifiuti, fatta eccezione per:

    a) i rifiuti non classificati sotto una voce specifica degli allegati III, III B, IV o IV A. In tal caso, dev’essere specificato un solo tipo di rifiuti;
    b) le miscele di rifiuti non classificati sotto una voce specifica degli allegati III, III B, IV o IV A tranne quelli elencati nell’allegato III A. In tal caso, il codice di ciascuna parte di rifiuti dev’essere specificato in ordine di importanza.
  1. All’atto della notifica il notificatore compila il documento di notifica e, se pertinente, il documento di movimento. Il documento di notifica e il documento di movimento sono rilasciati al notificatore dall’autorità competente di spedizione:

a) il documento di notifica che figura nell’ALLEGATO I A – (Documento di notifica per i movimenti/spedizioni transfrontalieri di rifiuti) Qualora il notificatore non sia il produttore iniziale ai sensi dell’articolo 2, punto 15), lettera a), punto i), provvede affinché anche tale produttore o una delle persone di cui all’articolo 2, punto 15), lettera a), punti ii) o iii), ove possibile, firmi il documento di notifica di cui all’ALLEGATO I A.
Il notificatore fornisce sul documento di notifica, o vi allega, le informazioni e i documenti elencati nell’Allegato II, Parte 1   INFORMAZIONI DA FORNIRE SUL, O ALLEGARE AL, DOCUMENTO DI NOTIFICA; e

b) il documento di movimento che figura nell’ALLEGATO I B – (Documento di movimento per i movimenti/spedizioni transfrontalieri di rifiuti).
Il notificatore fornisce sul documento di movimento, o vi allega, le informazioni e i documenti elencati di cui all’Allegato II, Parte 2   INFORMAZIONI DA FORNIRE SUL, O ALLEGARE AL, DOCUMENTO DI MOVIMENTO, nei limiti del possibile al momento della notifica.
  1. Informazioni e documenti aggiuntivi
    Se richiesto da una delle autorità competenti interessate, il notificatore fornisce informazioni e documenti aggiuntivi. L’elenco delle informazioni e dei documenti aggiuntivi che possono essere richiesti figura nell’allegato II, Parte 3   INFORMAZIONI E DOCUMENTI AGGIUNTIVI CHE POSSONO ESSERE RICHIESTI DALLE AUTORITÀ COMPETENTI.
  2. Al momento della notifica deve essere fornita alle autorità competenti interessate la prova dell’esistenza del contratto che il notificatore deve stipulare, secondo le modalità di cui all‘articolo 5 (contratto) del Regolamento (CE) n. 1013/2006, con il destinatario per il recupero o lo smaltimento dei rifiuti notificati o una dichiarazione che ne certifica l’esistenza ai sensi dell’ALLEGATO I A.
    Il notificatore o il destinatario forniscono copia del contratto o prova considerata adeguata dall’autorità competente interessata su richiesta della stessa autorità competente.
  3. Deve essere costituita una garanzia finanziaria o un’assicurazione equivalente secondo, secondo le modalità di cui all‘articolo 6 (garanzia finanziaria) del Regolamento (CE) n. 1013/2006,
    Il notificatore rilascia una dichiarazione in tal senso compilando la corrispondente parte del documento di notifica di cui all’ALLEGATO I A.
    La garanzia finanziaria o l’assicurazione equivalente (o, qualora l’autorità competente lo consenta, una prova di detta garanzia o assicurazione o una dichiarazione che ne certifichi l’esistenza) è fornita come elemento del documento di notifica all’atto della notifica o, qualora l’autorità competente lo consenta in virtù della normativa nazionale, entro un certo termine prima dell’inizio della spedizione.

La notifica si considera debitamente compilata quando l’autorità competente di:

  • spedizione ha accertato che il documento di notifica e il documento di movimento sono stati compilati a norma del primo comma dell’Articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 (articolo 4, secondo comma, punto 2);
  • destinazione ha accertato che il documento di notifica e il documento di movimento sono stati compilati e che il notificatore ha fornito le informazioni e i documenti elencati nell’allegato II, parti 1 e 2, nonché le informazioni e i documenti aggiuntivi richiesti a norma del terzo comma dell’Articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1013/2006, di cui all’allegato II, parte 3 (articolo 4, secondo comma, punto 3).

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Trasmissione della notifica da parte dell’autorità competente di spedizione (Articolo 7 del Regolamento (CE) n. 1013/2006)

L’autorità competente di spedizione:
  • se riceve una notifica debitamente compilata (ha accertato che il documento di notifica e il documento di movimento sono stati compilati a norma del primo comma dell’Articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1013/2006) ne trattiene una copia e la trasmette, nel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento ,   all’autorità competente di destinazione con copia alle eventuali autorità competenti di transito e informa il notificatore dell’avvenuta trasmissione.
    L’autorità competente di spedizione può decidere, entro tre giorni lavorativi dal ricevimento di una notifica debitamente compilata a norma dell’articolo 4, secondo comma, punto 2), di non inoltrare la notifica se ha obiezioni nei confronti della spedizione a norma degli articoli 11 e 12. L’autorità competente di spedizione deve informare immediatamente il notificatore della sua decisione e di tali obiezioni.
  • se riceve una notifica non debitamente compilatanel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento, chiede al notificatore informazioni e documenti a norma dell’articolo 4, secondo comma, punto 2).
    Ricevute le informazioni e/o dei documenti richiesti,  l’autorità competente di spedizione dispone di tre giorni lavorativi dal ricevimento delle informazioni e/o dei documenti richiesti per trattenere una copia della notifica e  trasmetterla   all’autorità competente di destinazione con copia alle eventuali autorità competenti di transito e informa il notificatore dell’avvenuta trasmissione.
  • Se, entro 30 giorni dal ricevimento della notifica, l’autorità competente di spedizione non l’ha trasmessa all’autorità competente di destinazione, essa fornisce una spiegazione motivata al notificatore su richiesta di quest’ultimo. Ciò non vale nel caso in cui la notifica non è debitamente compilata e  non sia stato dato seguito dal notificatore alla richiesta, da parte dell’autorità competente di spedizione, di  informazioni e documenti a norma dell’articolo 4, secondo comma, punto 2).

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Richieste di informazioni e documenti da parte delle autorità competenti interessate (Primo comma, Articolo 8 del Regolamento (CE) n. 1013/2006)

Se, dopo la trasmissione della notifica da parte dell’autorità competente di spedizione, una delle autorità competenti interessate ritiene che siano necessarie informazioni e documenti aggiuntivi di cui all’articolo 4, secondo comma, punto 3), essa, nel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento della notifica, chiede informazioni e documenti al notificatore e informa le altre autorità competenti di tale richiesta.
In tal caso le autorità competenti interessate dispongono di tre giorni lavorativi dal ricevimento delle informazioni e dei documenti richiesti per informare l’autorità competente di destinazione.

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Ricevimento della notifica da parte dell’autorità competente di destinazione (Articolo 8 del Regolamento (CE) n. 1013/2006)

L’autorità competente di destinazione se:
  • considera che la notifica è stata debitamente compilata, essa, nel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento della notifica, invia una conferma di ricevimento al notificatore con copia alle altre autorità competenti interessate.
  • entro 30 giorni dal ricevimento della notifica non conferma il ricevimento della notifica al notificatore con copia alle altre autorità competenti interessate, deve fornire al notificatore, su richiesta di quest’ultimo, una spiegazione motivata.

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Autorizzazioni da parte delle autorità competenti di destinazione, spedizione e transito e termini per il trasporto, il recupero o lo smaltimento (Articolo 9 del Regolamento (CE) n. 1013/2006)

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Autorizzazioni

Ai sensi del primo comma dell’art. 9 del Regolamento (CE) n. 1013/2006,   le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito dispongono di un termine di 30 giorni dalla data di trasmissione della conferma di ricevimento da parte dell’autorità competente di destinazione di cui all’articolo 8 per prendere una delle seguenti decisioni scritte debitamente motivate in relazione alla spedizione notificata:

a) autorizzazione senza condizioni;
b) autorizzazione corredata delle condizioni di cui all’articolo 10 (Condizioni cui sono subordinate le spedizioni) del Regolamento (CE) n. 1013/2006;
c) obiezioni ai sensi degli articoli 11 e 12 del Regolamento (CE) n. 1013/2006:
    • 11 – Obiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento 
    • 12 – Obiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati al recupero
Se nel suddetto termine di 30 giorni non è sollevata alcuna obiezione si presume che vi sia l’autorizzazione tacita dell’autorità competente di transito.


Le autorità competenti di destinazione, spedizione e, se del caso, transito:

  • notificano la loro autorizzazione scritta apponendo il loro timbro, firma e data sul documento di notifica o sulle copie dello stesso;
  • trasmettono per iscritto la loro decisione e le relative motivazioni al notificatore nel termine di 30 giorni dalla data di trasmissione della conferma di ricevimento con copia alle altre autorità competenti interessate.
L’autorizzazione scritta ad una spedizione prevista scade dopo un anno civile dalla data di rilascio o dalla data successiva indicata nel documento di notifica. Tuttavia, questa disposizione non si applica se le autorità competenti interessate indicano un termine più breve.

L’autorizzazione tacita ad una spedizione prevista scade dopo un anno civile dal termine di 30 giorni dalla data di trasmissione della conferma di ricevimento

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Spedizione

Ai sensi del sesto comma dell’art. 9 del Regolamento (CE) n. 1013/2006, la spedizione prevista può essere effettuata
  • durante il periodo di validità delle autorizzazioni tacite o scritte rilasciate da tutte le autorità competenti
  • solo dopo aver ottemperato agli obblighi imposti dall’articolo 16 (Obblighi da osservare dopo il rilascio dell’autorizzazione alla spedizione), lettere a) e b) del Regolamento (CE) n. 1013/2006

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Obblighi da osservare dopo il rilascio dell’autorizzazione alla spedizione (Articolo 16 del Regolamento (CE) n. 1013/2006)

Una volta ottenuta dalle autorità competenti interessate l’autorizzazione a una spedizione notificata, tutte le imprese interessate compilano, nelle apposite voci, il documento di movimento o, nel caso di notifica generale, i documenti di movimento, lo firmano o li firmano e ne conservano copia.

Le imprese interessate devono rispettate le seguenti condizioni:

a) compilazione del documento di movimento da parte del notificatore: quando il notificatore ha ricevuto l’autorizzazione dalle competenti autorità di spedizione, destinazione e transito o, per quanto concerne l’autorità di transito, può presumerne l’autorizzazione tacita, inserisce la data effettiva di spedizione e compila le voci restanti del documento di movimento per quanto possibile;
b) informazione preventiva circa la data effettiva di inizio della spedizione: il notificatore invia copia firmata del documento di movimento compilato, come indicato alla lettera a), alle autorità competenti interessate ed al destinatario almeno tre giorni lavorativi prima che la spedizione abbia inizio.

Ulteriori obblighi sono previsti ai punti c, d ed e dell’art. 16 del Regolamento (CE) n. 1013/2006

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Termini per il trasporto, il recupero o lo smaltimento

Ai sensi del settimo comma dell’art. 9 del Regolamento (CE) n. 1013/2006, il recupero o lo smaltimento di rifiuti inerente a una spedizione prevista è completato entro un anno civile dal ricevimento dei rifiuti da parte dell’impianto, a meno che le autorità competenti interessate non indichino un termine più breve.

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Revoca dell’autorizzazione

Ai sensi dell’ottavo  e nono comma dell’art. 9 del Regolamento (CE) n. 1013/2006, le autorità competenti interessate revocano l’autorizzazione se vengono a conoscenza del fatto che:

a) la composizione dei rifiuti non è conforme a quella notificata; o
b) le condizioni imposte alla spedizione non sono rispettate; o
c) i rifiuti non sono recuperati o smaltiti conformemente alla licenza rilasciata all’impianto che effettua tale operazione; o
d) i rifiuti saranno o sono stati spediti, recuperati o smaltiti secondo modalità non conformi alle informazioni fornite sui, o allegate ai, documenti di notifica e di movimento.

La revoca dell’autorizzazione è trasmessa ufficialmente al notificatore, con copia alle altre autorità competenti interessate e al destinatario.

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Spedizioni all’interno della Comunità con transito attraverso paesi terzi

Il CAPO 6 del Titolo II del Regolamento (CE) n. 1013/2006 dispone in merito a “Spedizioni all’interno della Comunità con transito attraverso paesi terzi” distinguendo tra:

 

  • Articolo 31 Spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento
  • Articolo 32 Spedizioni di rifiuti destinati al recupero

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Modifiche apportate alla spedizione dopo il rilascio dell’autorizzazione

Ai sensi  dell’art. 17 del Regolamento (CE) n. 1013/2006:
“1.   Se intervengono modifiche essenziali delle modalità e/o condizioni della spedizione autorizzata, compresi cambiamenti nei quantitativi previsti, nell’itinerario, nelle tappe, nella data di spedizione o nel vettore, il notificatore ne informa immediatamente le autorità competenti interessate nonché il destinatario e, se possibile, prima che abbia inizio la spedizione.

2.  In tali casi è trasmessa una nuova notifica, a meno che tutte le autorità competenti interessate non ritengano che le modifiche proposte non richiedano una nuova notifica.

3.   Qualora le modifiche coinvolgano autorità competenti diverse da quelle interessate dalla notifica iniziale, è trasmessa una nuova notifica.”

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Notifica generale relativa a più spedizioni

Il notificatore può presentare una notifica generale relativa a più spedizioni, alle condizioni previste  dall’art. 13 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 se, per ciascuna spedizione:

a) i rifiuti hanno caratteristiche fisiche e chimiche sostanzialmente simili; e
b) i rifiuti sono spediti allo stesso destinatario e allo stesso impianto; e
c) le spedizioni seguono lo stesso itinerario indicato nel documento di notifica.

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Impianti di recupero titolari di autorizzazione preventiva

Ai sensi ed alle condizioni di cui all’art. 14 del Regolamento (CE) n. 1013/2006, le autorità competenti di destinazione aventi giurisdizione su determinati impianti di recupero possono decidere di rilasciare autorizzazioni preventive a tali impianti.
Tali decisioni hanno una validità limitata e possono essere revocate in qualsiasi momento.

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Rifiuti che devono essere accompagnati da determinate informazioni

L’art. 18 del Regolamento (CE) n. 1013/2006 dispone obblighi procedurali per la spedizione di rifiuti di cui all’articolo 3, paragrafi 2 e 4.

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Obbligo di riprendere i rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termine come previsto

  • CAPO 4 – Obblighi di riprendere i rifiuti
    • Articolo 22 Ripresa dei rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termine come previsto
    • Articolo 23 Spese per la ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termine
    • Articolo 24 Ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illegale
    • Articolo 25 Spese per la ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illegale

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Esportazione di rifiuti destinati al recupero verso Paesi Terzi ai quali si applica la decisione OCSE sul Controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero

A livello unionale, la spedizione transfrontaliera di rifiuti è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 1013/2006 sulle spedizioni di rifiuti.

Il secondo comma dell’art.1 del Regolamento (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi si applica alle spedizioni di rifiuti:

d) in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso paesi terzi  TITOLO VI 

Quindi, per quanto attiene l’esportazione dei rifiuti, questa può essere

Gli Stati aderenti al Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti (The OECD Control System for waste recovery) sono:

Australia
Austria
Belgio
Canada
Cile
Colombia (La Colombia è diventata un paese aderente all’OCSE/LEGAL/0266 con un calendario specifico per l’attuazione. Pertanto attualmente non partecipa al sistema di controllo della decisione.)
Costa Rica
Repubblica Ceca
Danimarca
Estonia
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Ungheria
Islanda (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Irlanda
Israele
Italia
Giappone
Corea
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Messico
Olanda
Nuova Zelanda
Norvegia (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Polonia
Portogallo
Repubblica Slovacca
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera (Paese l’EFTA Parte della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento)
Turchia
Regno Unito
Stati Uniti

Tutti Stati Membri dell’OCSE.

Come abbiamo visto, quindi, ai sensi del Regolamento (CE) N. 1013/2006, per l’esportazione di rifiuti verso Paesi ai quali  si applica la decisione OCSE 

Il primo comma dell’Articolo 38 del Regolamento (CE) N. 1013/2006 dispone che:
“In caso di esportazione dalla Comunità di rifiuti elencati negli allegati III, III A, III B, IV e IV A e di rifiuti o di miscele di rifiuti non classificati sotto una voce specifica negli allegati III, IV o IV A destinati al recupero in paesi ai quali si applica la decisione OCSE con o senza transito attraverso paesi ai quali si applica la decisione OCSE, si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni del titolo II (SPEDIZIONI ALL’INTERNO DELLA COMUNITÀ CON O SENZA TRANSITO ATTRAVERSO PAESI TERZI), con gli adattamenti e le integrazioni elencati nei paragrafi 2, 3 e 5.”

Vedi: “Spedizione di rifiuti verso Paesi dell’Unione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1013/2006

Regolamento (CE) n. 1418/2007 relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero verso alcuni paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti

A livello unionale, la spedizione transfrontaliera di rifiuti è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 1013/2006 sulle spedizioni di rifiuti.

Il secondo comma dell’art.1 del Regolamento (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi si applica alle spedizioni di rifiuti:

d) in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso paesi terzi  TITOLO VI 

Quindi, per quanto attiene l’esportazione dei rifiuti, questa può essere

Gli Stati aderenti al Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti (The OECD Control System for waste recovery) sono:

Australia
Austria
Belgio
Canada
Cile
Colombia (La Colombia è diventata un paese aderente all’OCSE/LEGAL/0266 con un calendario specifico per l’attuazione. Pertanto attualmente non partecipa al sistema di controllo della decisione.)
Costa Rica
Repubblica Ceca
Danimarca
Estonia
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Ungheria
Islanda
Irlanda
Israele
Italia
Giappone
Corea
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Messico
Olanda
Nuova Zelanda
Norvegia
Polonia
Portogallo
Repubblica Slovacca
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera
Turchia
Regno Unito
stati Uniti

Tutti Stati Membri dell’OCSE.

Come abbiamo visto, quindi, ai sensi del Regolamento (CE) N. 1013/2006, per l’esportazione di rifiuti verso Paesi ai quali non si applica la decisione OCSE 

  • destinati allo smaltimento vige un divieto tendenzialmente assoluto di esportazione;
  • destinati al recupero, l’Articolo 37 (Procedure di esportazione dei rifiuti elencati nell’allegato III o III A), la cui esportazione non è vietata a norma dell’articolo 36, elencati negli allegati 
    • III (ALLEGATO III ELENCO DEI RIFIUTI SOGGETTI AGLI OBBLIGHI GENERALI DI INFORMAZIONE DI CUI ALL’ARTICOLO 18 («ELENCO VERDE»)) o
    • III A (ALLEGATO III A MISCELE DI DUE O PIÙ RIFIUTI ELENCATI NELL’ALLEGATO III E NON CLASSIFICATI SOTTO UNA VOCE SPECIFICA DI CUI ALL’ARTICOLO 3, PARAGRAFO 2)
      prevede che  “la Commissione, entro venti giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento, invia una richiesta scritta a ognuno dei paesi ai quali non si applica la decisione OCSE chiedendo:
      i)  conferma scritta che detti rifiuti possono essere esportati dalla Comunità a fini di recupero in tale paese; e
      ii)  un’indicazione dell’eventuale procedura di controllo alla quale i rifiuti verrebbero assoggettati nel paese di destinazione.
      I paesi ai quali non si applica la decisione OCSE possono scegliere una delle opzioni seguenti:
      a) il divieto; o

      b) una procedura di notifica e autorizzazione preventive scritte secondo le modalità di cui all’articolo 35; oppure
       c) nessun controllo nel paese di destinazione.
      2.   Prima della data di applicazione del presente regolamento, la Commissione adotta un regolamento che tiene conto di tutte le risposte ricevute in virtù del paragrafo 1 e informa il comitato istituito a norma dell’articolo 18 della direttiva 2006/12/CE.
      Se un paese non ha inviato la conferma di cui al paragrafo 1 o se, per una qualunque ragione, un paese non è stato contattato, si applica il paragrafo 1, lettera b).
      La Commissione aggiorna periodicamente il regolamento adottato.
      3.   Se nella risposta un paese indica che determinate spedizioni di rifiuti non sono soggette ad alcun controllo, a tali spedizioni si applica, mutatis mutandis, l’articolo 18.
      4.   Allorché i rifiuti sono esportati, essi sono destinati a operazioni di recupero in impianti che, ai sensi della normativa nazionale applicabile, funzionano o sono autorizzati a funzionare nel paese di destinazione.
      5.   In caso di spedizioni di rifiuti non classificati sotto una voce specifica nell’allegato III o di spedizioni di miscele di rifiuti non classificati sotto una voce specifica nell’allegato III o III A o di spedizioni di rifiuti classificati nell’allegato III B e purché l’esportazione non sia vietata in virtù dell’articolo 36, si applica il paragrafo 1, lettera b), del presente articolo.”

Ai sensi del comma 2 dell’art. 37 del Regolamento (CE) N. 1013/2006, sulla base delle risposte ottenute dai paesi non O.C.S.E.,  è stato emanato il Regolamento CE n. 801/2007, poi sostituito con il Regolamento (CE) n. 1418/2007 della Commissione, del 29 novembre 2007 , relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, elencati nell’allegato III o III A del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, verso alcuni paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti.

Modificato da 

REGOLAMENTO (CE) N. 740/2008 DELLA COMMISSIONE del 29 luglio 2008
REGOLAMENTO (UE) N. 837/2010 DELLA COMMISSIONE del 23 settembre 2010
REGOLAMENTO (UE) N. 661/2011 DELLA COMMISSIONE dell’8 luglio 2011
REGOLAMENTO (UE) N. 674/2012 DELLA COMMISSIONE del 23 luglio 2012
REGOLAMENTO (UE) N. 57/2013 DELLA COMMISSIONE del 23 gennaio 2013
REGOLAMENTO (UE) N. 519/2013 DELLA COMMISSIONE del 21 febbraio 2013
REGOLAMENTO (UE) N. 733/2014 DELLA COMMISSIONE del 24 giugno 2014
REGOLAMENTO (UE) 2021/1840 DELLA COMMISSIONE del 20 ottobre 2021
REGOLAMENTO (UE) 2022/520 DELLA COMMISSIONE del 31 marzo 2022

Noi faremo riferimento alla Versione consolidata del Regolamento (CE) n. 1418/2007 

In base all’Articolo 1 del Regolamento (CE) n. 1418/2007, l’Allegato al Regolamento stabilisce le procedure per che l’esportazione di rifiuti destinati al recupero di cui allallegato III o III A del regolamento (CE) n. 1013/2006, la cui esportazione a norma dell’articolo 36 dello stesso non è vietata, verso determinati paesi ai quali non si applica la decisione C(2001) 107 def. del consiglio dell’OCSE relativa alla revisione della decisione C(92) 39 def. sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero.

Per ogni Stato indicato, l’Allegato al  Regolamento (CE) n. 1418/2007  elenca

  • i rifiuti per quei è vietata l’esportazione;
  • i rifiuti per la cui esportazione è richiesta la notifica e l’autorizzazione scritta preventiva;
  • i rifiuti non assoggettati ad alcun controllo;
  • indicazione di altre eventuali procedure di controllo previste dalla normativa nazionale applicabile.

 

 

Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento


La Convenzione di Basilea

La “Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento”   è stata negoziata sotto l’egida del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ed è stata adottata il 22 Marzo 1989 ed è entrata in vigore il 5 Marzo 1992.

La “Convenzione di Basilea”:

  • ha lo scopo di ridurre, regolandoli,  i movimenti dei rifiuti pericolosi  fra Paesi;
  • impedire il trasferimento di rifiuti pericolosi dai Paesi sviluppati (appartenenti all’OCSE) a Paesi in via di sviluppo (non OCSE);
  • richiede alle parti di garantire la gestione e lo smaltimento di tali rifiuti con modalità sane dal punto di vista ambientale.

L’Unione Europea, oltre agli Stati membri, è parte nella “Convenzione di Basilea”, approvata dalla Comunità europea, con la Decisione del Consiglio  93/98/CEE, del 1° febbraio 1993 (sulla conclusione, a nome della Comunità, della convenzione sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento (convenzione di Basilea)).

La decisione è stata applicata dal 1 febbraio 1993. L’accordo si applica dall’8 maggio 1994.

L’UE ha ratificato la modifica del divieto che impedisce l’esportazione di rifiuti verso paesi non membri dell’OCSE, sebbene tale emendamento non sia ancora entrato in vigore a livello internazionale.

La “Convenzione di Basilea”  è stata integrata nel diritto dell’Unione Europea  tramite il Regolamento (CE) n. 1013/2006 (del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 disciplina la  spedizioni di rifiuti) ed i suoi successivi emendamenti.

Le parti aderenti alla “Convenzione di Basilea” si impegnano  a:

  • ridurre al minimo le quantità trasportate;
  • trattare e smaltire i rifiuti il più vicino possibile al luogo in cui vengono generati;
  • Prevenire o ridurre al minimo la generazione di rifiuti alla fonte;
  • non esportare (o importare) rifiuti pericolosi o altri rifiuti verso (o da) uno stato non firmatario;
  • non esportare rifiuti a meno che lo stato di importazione non abbia dato previo consenso per iscritto a tale importazione specifica;
  • comunicare informazioni riguardanti movimenti internazionali proposti verso gli stati interessati per mezzo di un modulo di notifica; ciò consentirà a tali stati di valutare gli effetti dei rifiuti pericolosi o altri rifiuti sulla salute umana e sull’ambiente;
  • consentire movimenti internazionali di rifiuti solo se il loro movimento e smaltimento non comportano alcun pericolo;
  • imballare, etichettare e trasportare i rifiuti movimentati, in conformità con le disposizioni internazionali, e garantire che essi siano accompagnati da un documento di movimento dal punto in cui ha inizio il movimento al punto di smaltimento.

Le parti possono imporre requisiti supplementari che siano coerenti con la convenzione

La “Convenzione di Basilea” introduce procedure di notifica relativamente a:

  • movimenti internazionali tra le parti;
  • movimenti internazionali da una parte attraverso il territorio di uno stato non firmatario.

Spedizioni illegali

In caso di rifiuti esportati illegalmente, le parti firmatarie della convenzione hanno l’obbligo di re-importarli.

Gestione ambientale corretta

Le parti concordano di collaborare per l’adozione di pratiche corrette per la gestione ambientale di rifiuti pericolosi e altri rifiuti.

Risoluzione delle controversie

Le parti si impegnano a risolvere eventuali controversie attraverso modalità di negoziazione pacifiche di loro scelta. Se non viene individuata una soluzione, la controversia viene sottoposta alla Corte internazionale di giustizia o a un collegio arbitrale composto da tre parti.

Segreteria

La segreteria facilita la cooperazione e la condivisione delle informazioni tra le parti.

Sviluppo di capacità

I centri regionali o subregionali di tutto il mondo forniscono attività di formazione e di sviluppo delle capacità.

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Allegati alla Convenzione di Basilea

La “Convenzione di Basilea” contiene otto allegati:

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Conferenza delle Parti

La Conferenza delle Parti (Conference of the Parties (COP)) è stata istituita ai sensi dell’articolo 15 della Convenzione. È l’organo direttivo della Convenzione di Basilea ed è composto dai governi dei Paesi che l’hanno accettata, ratificata o aderito. L’attuazione della Convenzione viene portata avanti attraverso le decisioni adottate nelle sue riunioni.

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Parti della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento

Partecipante Firma, Successione alla firma (d) Ratifica, Accettazione (A), Approvazione (AA), Adesione (a) Entrata in vigore
Afghanistan 22/03/1989 25/03/2013 23/06/2013
Albania 29/06/1999 (a) 27/09/1999
Algeria 15/09/1998 (a) 14/12/1998
Andorra 23/07/1999 (a) 21/10/1999
L’Angola 06/02/2017 (a) 07/05/2017
Antigua e Barbuda 05/04/1993 (a) 04/07/1993
Argentina 28/06/1989 27/06/1991 05/05/1992
Armenia 01/10/1999 (a) 30/12/1999
Australia 05/02/1992 (a) 05/05/1992
Austria 19/03/1990 01/12/1993 04/12/1993
Azerbaigian 01/06/2001 (a) 30/08/2001
Bahamas 12/08/1992 (a) 10/11/1992
Bahrein 22/03/1989 15/10/1992 13/01/1993
Bangladesh 01/04/1993 (a) 30/06/1993
Barbados 24/08/1995 (a) 22/11/1995
Bielorussia 10/12/1999 (a) 03/09/2000
Belgio 22/03/1989 01/11/1993 30/01/1994
Belize 23/05/1997 (a) 21/08/1997
Benin 04/12/1997 (a) 04/03/1998
Bhutan 26/08/2002 (a) 24/11/2002
Bolivia (Stato Plurinazionale di) 22/03/1989 15/11/1996 13/02/1997
Bosnia Erzegovina 16/03/2001 (a) 14/06/2001
Botswana 20/05/1998 (a) 18/08/1998
Brasile 01/10/1992 (a) 30/12/1992
Brunei Darussalam 16/12/2002 (a) 16/03/2003
Bulgaria 16/02/1996 (a) 16/05/1996
Burkina Faso 04/11/1999 (a) 02/02/2000
Burundi 01/06/1997 (a) 04/06/1997
Capo Verde 07/02/1999 (a) 30/09/1999
Cambogia 02/03/2001 (a) 31/05/2001
Camerun 02/09/2001 (a) 10/05/2001
Canada 22/03/1989 28/08/1992 26/11/1992
Repubblica Centrafricana 24/02/2006 (a) 25/05/2006
Chad 10/03/2004 (a) 08/06/2004
Cile 31/01/1990 08/11/1992 09/11/1992
Cina67 _ 22/03/1990 17/12/1991 05/05/1992
Colombia 22/03/1989 31/12/1996 31/03/1997
Comore 31/10/1994 (a) 29/01/1995
Congo 20/04/2007 (a) 19/07/2007
Isole Cook 29/06/2004 (a) 27/09/2004
Costa Rica 07/03/1995 (a) 05/06/1995
Costa d’Avorio 01/12/1994 (a) 01/03/1995
Croazia 05/09/1994 (a) 07/08/1994
Cuba 03/10/1994 (a) 01/01/1995
Cipro 22/03/1989 17/09/1992 16/12/1992
Cechia 8 30/09/1993 (d) 01/01/1993
Repubblica Democratica Popolare di Corea 10/07/2008 (a) 08/10/2008
Repubblica Democratica del Congo 06/10/1994 (a) 04/01/1995
Danimarca 22/03/1989 02/06/1994 (AA) 07/05/1994
Gibuti 31/05/2002 (a) 29/08/2002
Dominica 05/05/1998 (a) 03/08/1998
Repubblica Dominicana 10/07/2000 (a) 08/10/2000
Ecuador 22/03/1989 23/02/1993 24/05/1993
Egitto 9 01/08/1993 (a) 04/08/1993
El Salvador 22/03/1990 13/12/1991 05/05/1992
Guinea Equatoriale 07/02/2003 (a) 05/08/2003
Eritrea 10/03/2005 (a) 08/06/2005
Estonia 21/07/1992 (a) 19/10/1992
Swaziland 08/08/2005 (a) 06/11/2005
Etiopia 12/04/2000 (a) 07/11/2000
Unione Europea 22/03/1989 02/07/1994 (AA) 08/05/1994
Finlandia 22/03/1989 19/11/1991 (A) 05/05/1992
Francia 22/03/1989 07/01/1991 (AA) 05/05/1992
Gabon 06/06/2008 (a) 04/09/2008
Gambia 15/12/1997 (a) 15/03/1998
Georgia 20/05/1999 (a) 18/08/1999
Germania 10 23/10/1989 21/04/1995 20/07/1995
Ghana 30/05/2003 (a) 28/08/2003
Grecia 22/03/1989 04/08/1994 02/11/1994
Grenada 15/10/2021 (a) 13/01/2022
Guatemala 22/03/1989 15/05/1995 13/08/1995
Guinea 26/04/1995 (a) 25/07/1995
Guinea-Bissau 02/09/2005 (a) 10/05/2005
Guyana 04/04/2001 (a) 07/03/2001
Haiti 22/03/1989
Honduras 27/12/1995 (a) 26/03/1996
Ungheria 22/03/1989 21/05/1990 (AA) 05/05/1992
Islanda 28/06/1995 (a) 26/09/1995
India 15/03/1990 24/06/1992 22/09/1992
Indonesia 20/09/1993 (a) 19/12/1993
Iran (Repubblica Islamica del) 01/05/1993 (a) 04/05/1993
Iraq 02/05/2011 (a) 31/07/2011
Irlanda 19/01/1990 07/02/1994 08/05/1994
Israele 22/03/1989 14/12/1994 14/03/1995
Italia (*) 22/03/1989 07/02/1994 08/05/1994
Giamaica 23/01/2003 (a) 23/04/2003
Giappone 17/09/1993 (a) 16/12/1993
Giordania 22/03/1989 22/06/1989 (AA) 05/05/1992
Kazakistan 03/06/2003 (a) 01/09/2003
Kenia 01/06/2000 (a) 30/08/2000
Kiribati 07/09/2000 (a) 06/12/2000
Kuwait 22/03/1989 10/11/1993 01/09/1994
Kirghizistan 13/08/1996 (a) 11/11/1996
Repubblica Democratica Popolare del Laos 21/09/2010 (a) 20/12/2010
Lettonia 14/04/1992 (a) 13/07/1992
Libano 22/03/1989 21/12/1994 21/03/1995
Lesoto 31/05/2000 (a) 29/08/2000
Liberia 22/09/2004 (a) 21/12/2004
Libia 12/07/2001 (a) 10/10/2001
Liechtenstein 22/03/1989 27/01/1992 05/05/1992
Lituania 22/04/1999 (a) 21/07/1999
Lussemburgo 22/03/1989 07/02/1994 08/05/1994
Madagascar 02/06/1999 (a) 31/08/1999
Malawi 21/04/1994 (a) 20/07/1994
Malaysia 08/10/1993 (a) 01/06/1994
Maldive 28/04/1992 (a) 27/07/1992
Mali 05/12/2000 (a) 05/03/2001
Malta 19/06/2000 (a) 17/09/2000
Isole Marshall 27/01/2003 (a) 27/04/2003
La Mauritania 16/08/1996 (a) 14/11/1996
Maurizio 24/11/1992 (a) 22/02/1993
Messico 22/03/1989 22/02/1991 05/05/1992
Micronesia (Stati Federati di) 06/09/1995 (a) 05/12/1995
Monaco 31/08/1992 (a) 29/11/1992
Mongolia 15/04/1997 (a) 14/07/1997
Montenegro 11 23/10/2006 (d) 03/06/2006
Marocco 28/12/1995 (a) 27/03/1996
Mozambico 13/03/1997 (a) 06/11/1997
Myanmar 01/06/2015 (A) 04/06/2015
Namibia 15/05/1995 (a) 13/08/1995
Nauru 12/11/2001 (a) 10/02/2002
Nepal 15/10/1996 (a) 13/01/1997
Paesi Bassi (Regno dei) –  12 22/03/1989 16/04/1993 (A) 15/07/1993
Nuova Zelanda 13 18/12/1989 20/12/1994 20/03/1995
Nicaragua 03/06/1997 (a) 01/09/1997
Niger 17/06/1998 (a) 15/09/1998
Nigeria 15/03/1990 13/03/1991 05/05/1992
Macedonia del Nord 16/07/1997 (a) 14/10/1997
Norvegia 22/03/1989 02/07/1990 05/05/1992
Oman 08/02/1995 (a) 05/09/1995
Pakistan 26/07/1994 (a) 24/10/1994
Palau 08/09/2011 (a) 07/12/2011
Panama 22/03/1989 22/02/1991 05/05/1992
Papua Nuova Guinea 01/09/1995 (a) 30/11/1995
Paraguay 28/09/1995 (a) 27/12/1995
Perù 23/11/1993 (a) 21/02/1994
Filippine 22/03/1989 21/10/1993 19/01/1994
Polonia 22/03/1990 20/03/1992 18/06/1992
Portogallo 6 26/06/1989 26/01/1994 26/04/1994
Qatar 08/09/1995 (a) 07/11/1995
Repubblica di Corea 28/02/1994 (a) 29/05/1994
Repubblica di Moldavia 02/07/1998 (a) 30/09/1998
Romania 27/02/1991 (a) 05/05/1992
Federazione Russa 22/03/1990 31/01/1995 01/05/1995
Ruanda 07/01/2004 (a) 06/04/2004
Saint Kitts e Nevis 07/09/1994 (a) 06/12/1994
Santa Lucia 09/12/1993 (a) 03/09/1994
Saint Vincent e Grenadine 02/12/1996 (a) 02/03/1997
Samoa 22/03/2002 (a) 20/06/2002
San Marino 31/05/2023 (a) 29/08/2023
Sao Tomé e Principe 12/11/2013 (a) 10/02/2014
Arabia Saudita 22/03/1989 07/03/1990 05/05/1992
Senegal 11/10/1992 (a) 02/08/1993
Serbia14 _ 18/04/2000 (a) 17/07/2000
Seychelles 05/11/1993 (a) 08/09/1993
Sierra Leone 01/11/2016 (a) 30/01/2017
Singapore 02/01/1996 (a) 01/04/1996
Slovacchia 8 28/05/1993 (d) 01/01/1993
Slovenia 07/10/1993 (a) 01/05/1994
Isole Salomone 25/08/2022 (a) 23/11/2022
Somalia 26/07/2010 (a) 24/10/2010
Sud Africa 05/05/1994 (a) 03/08/1994
Spagna1516 22/03/1989 07/02/1994 08/05/1994
Sri Lanka 28/08/1992 (a) 26/11/1992
Stato di Palestina 02/01/2015 (a) 02/04/2015
Sudan 01/09/2006 (a) 04/09/2006
Suriname 20/09/2011 (a) 19/12/2011
Svezia 22/03/1989 02/08/1991 05/05/1992
Svizzera 22/03/1989 31/01/1990 05/05/1992
Repubblica Araba Siriana 10/11/1989 22/01/1992 05/05/1992
Tagikistan 30/06/2016 (a) 28/09/2016
Tailandia 22/03/1990 24/11/1997 22/02/1998
Andare 02/07/2004 (a) 30/09/2004
Tonga 26/03/2010 (a) 24/06/2010
Trinidad e Tobago 18/02/1994 (a) 19/05/1994
Tunisia 10/11/1995 (a) 01/09/1996
Turchia 22/03/1989 22/06/1994 20/09/1994
Turkmenistan 25/09/1996 (a) 24/12/1996
Tuvalu 21/08/2020 (a) 19/11/2020
Uganda 03/11/1999 (a) 09/06/1999
Ucraina 08/10/1999 (a) 01/06/2000
Emirati Arabi Uniti 22/03/1989 17/11/1992 15/02/1993
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord –  715 06/10/1989 07/02/1994 08/05/1994
Repubblica Unita della Tanzania 04/07/1993 (a) 06/07/1993
Stati Uniti d’America17 22/03/1990
Uruguay 22/03/1989 20/12/1991 05/05/1992
Uzbekistan 07/02/1996 (a) 07/05/1996
Vanuatu 16/10/2018 (a) 14/01/2019
Venezuela (Repubblica Bolivariana di) 22/03/1989 03/03/1998 01/06/1998
Vietnam 13/03/1995 (a) 06/11/1995
Yemen 21/02/1996 (a) 21/05/1996
Zambia 15/11/1994 (a) 13/02/1995
Zimbabwe 01/03/2012 (a) 30/05/2012

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Dichiarazioni e riserve
(Se non diversamente indicato, le dichiarazioni sono state effettuate previa conferma formale, ratifica, accettazione, approvazione, adesione o successione.)

Algeria

Dichiarazione: Il Governo della Repubblica Democratica e Popolare d’Algeria dichiara, con riferimento all’articolo 20, paragrafo 2 della [Convenzione], che in ogni caso è necessario l’accordo di tutte le parti interessate per sottoporre una controversia al Tribunale Internazionale di Giustizia o all’arbitrato.

Cile

Dichiarazione: Il Governo del Cile ritiene che le disposizioni della presente Convenzione [. . .] contribuire a consolidare ed espandere il regime giuridico che il Cile ha stabilito attraverso vari strumenti internazionali sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, il cui ambito di applicazione copre sia il territorio continentale della Repubblica che la sua area di giurisdizione situata a sud di latitudine 60°S, conformemente alle disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 6, della presente Convenzione.

Colombia

Al momento della firma: La Colombia ritiene che l’attuazione della presente Convenzione non limiterà in nessun caso, ma piuttosto rafforzerà, l’applicazione dei principi giuridici e politici che, come [è stato] chiarito nella dichiarazione [fatta il 21 Marcia alla Conferenza di Basilea], disciplinano l’azione intrapresa dallo Stato colombiano nelle materie disciplinate dalla Convenzione; in altri termini, tra l’altro , quest’ultima non può in nessun caso essere interpretata o applicata in modo incompatibile con la competenza dello Stato colombiano Lo Stato applica tali principi e altre norme del suo ordinamento interno alla sua superficie terrestre (compreso il sottosuolo), allo spazio aereo, al mare territoriale, alla piattaforma continentale sottomarina e alla zona marittima economica esclusiva, in conformità con il diritto internazionale.

Dopo la ratifica: Il Governo della Colombia, ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 2, della [detta Convenzione], dichiara, ai fini dell’attuazione di questo strumento internazionale, che l’articolo 81 della Costituzione Politica della Colombia vieta l’introduzione di residui nucleari e rifiuti tossici nel territorio nazionale.

Cuba

Dichiarazione: Il Governo della Repubblica di Cuba dichiara, con riferimento all’articolo 20 della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento, che qualsiasi controversia tra le Parti circa l’interpretazione, l’applicazione o il rispetto di la presente Convenzione o qualsiasi protocollo ad essa correlato, saranno risolti mediante negoziazione per via diplomatica o sottoposti ad arbitrato alle condizioni stabilite nell’Allegato VI sull’arbitrato.

Danimarca

Dichiarazione fatta al momento della firma: la firma da parte della Danimarca della Convenzione globale sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento non si applica alla Groenlandia e alle Isole Faroe. 30 aprile 2008.

Dichiarazione: la Danimarca ha depositato il suo strumento di approvazione della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento il 6 febbraio 1994. Questo strumento non ha confermato l’esclusione territoriale relativa all’applicazione della Convenzione rispetto a Groenlandia e Isole Faroe, stipulata al momento della firma della Convenzione il 22 marzo 1989. L’approvazione della Convenzione nel 1994 comprende quindi sia la Groenlandia che le Isole Faroe.

Ecuador

Al momento della firma: gli elementi contenuti nella Convenzione firmata non possono in alcun modo essere interpretati in modo incompatibile con le norme giuridiche interne dello Stato ecuadoriano o con l’esercizio della sua sovranità nazionale.

Unione Europea

Dichiarazione ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 3: Come previsto dal Trattato CEE e alla luce della legislazione comunitaria esistente nel settore disciplinato dalla Convenzione di Basilea, in particolare del Regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio e della Direttiva 84 del Consiglio /631/CEE sulla supervisione e il controllo all’interno della Comunità europea delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi (come modificata), la Comunità possiede competenza a livello internazionale in questo campo. Gli Stati membri della Comunità economica europea hanno competenza anche a livello internazionale, anche su alcune materie disciplinate dalla Convenzione di Basilea.

Germania

Vedi nota finale 9
Dichiarazione fatta al momento della firma e confermata al momento della ratifica: Il Governo della Repubblica Federale di Germania ritiene che le disposizioni dell’articolo 4, paragrafo 12 della presente Convenzione non pregiudichino in alcun modo l’esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione come previsto dal diritto internazionale. Di conseguenza, il governo della Repubblica federale di Germania ritiene che nulla nella presente convenzione debba essere considerato esigere la notifica o il consenso di uno Stato per il trasporto di rifiuti pericolosi su una nave battente bandiera di uno Stato parte che esercita il suo diritto di passaggio inoffensivo nel mare territoriale o la libertà di navigazione in una zona economica esclusiva ai sensi del diritto internazionale.

Indonesia

Dichiarazione: Consapevole della necessità di adeguare le leggi e i regolamenti nazionali esistenti, le disposizioni dell’articolo 3 (1) della presente Convenzione saranno attuate dall’Indonesia solo dopo che le nuove leggi e regolamenti riveduti saranno stati emanati ed entrati in vigore.

Italia

Dichiarazione fatta il 30 marzo 1990 e confermata all’atto della ratifica: Il Governo italiano dichiara… di essere favorevole all’istituzione di un sistema di controllo globale per la gestione ecologicamente corretta dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi.

Giappone

Dichiarazione: Il governo del Giappone dichiara che nulla nella Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento può essere interpretato nel senso di richiedere un avviso o il consenso di uno Stato per il semplice passaggio di rifiuti pericolosi o altri rifiuti su una nave che esercita diritti e libertà di navigazione, poiché il paragrafo 12 dell’articolo 4 di detta Convenzione stabilisce che nulla nella Convenzione pregiudica in alcun modo l’esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione previsti dal diritto internazionale e riflessi nei pertinenti strumenti internazionali.

Libano

Al momento della firma: [Il Libano] dichiara che [esso] non può in nessuna circostanza consentire il seppellimento di rifiuti tossici e di altro tipo in nessuna delle aree soggette alla sua autorità legale in cui sono entrati illegalmente. Nel 1988 il Libano ha annunciato il divieto totale dell’importazione di tali rifiuti e ha adottato a tal fine la legge n. 64/88 del 12 agosto 1988. In tutte queste situazioni, il Libano si sforzerà di cooperare con gli Stati interessati e con gli altri Stati parti, in conformità con le disposizioni del presente trattato.

Messico

Dichiarazione fatta al momento della firma e confermata al momento della ratifica: il Messico firma ad referendum la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento perché tutela debitamente i propri diritti di Stato costiero nelle aree soggette alla sua giurisdizione nazionale, comprese il mare territoriale, la zona economica esclusiva e la piattaforma continentale e, per quanto rilevante, il suo spazio aereo, nonché l’esercizio in tali ambiti della sua competenza legislativa e amministrativa in relazione alla protezione e alla preservazione dell’ambiente, come riconosciuto dal diritto internazionale e, in particolare, dal diritto del mare. Il Messico ritiene che grazie a questa Convenzione siano stati compiuti importanti progressi nella protezione dell’ambiente attraverso la regolamentazione giuridica dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi. È stato stabilito un quadro di obblighi generali per gli Stati parti, fondamentalmente al fine di ridurre al minimo la produzione e il movimento transfrontaliero di rifiuti pericolosi e di garantirne una gestione ecologicamente razionale, promuovendo la cooperazione internazionale a tali fini, stabilendo un coordinamento e meccanismi di controllo e di regolamentazione dell’attuazione delle procedure per la risoluzione pacifica delle controversie. Il Messico auspica inoltre che, come complemento essenziale al carattere normativo della Convenzione, venga adottato quanto prima un protocollo che istituisca, in conformità con i principi e le disposizioni del diritto internazionale, procedure adeguate in materia di responsabilità e risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione transfrontaliera e dalla gestione dei rifiuti pericolosi.

Paesi Bassi (Regno dei)

Dichiarazione del 17 febbraio 2010: Il Regno dei Paesi Bassi dichiara, ai sensi del paragrafo 3 dell’articolo 20 della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, che accetta entrambi i metodi di risoluzione delle controversie di cui a tale paragrafo come obbligatorio in relazione a qualsiasi Parte che accetta uno o entrambi i mezzi di risoluzione delle controversie.

Norvegia

La Norvegia accetta i mezzi vincolanti per risolvere le controversie di cui all’articolo 20, paragrafi 3 (a) e (b), della Convenzione, mediante (a) la sottomissione della controversia alla Corte internazionale di giustizia e/o (b) l’arbitrato in secondo le procedure di cui all’allegato VI.

Polonia

Dichiarazione: Con riferimento all’articolo 20, paragrafo 2, della Convenzione, la Repubblica polacca dichiara di riconoscere ipso facto obbligatoria la sottomissione all’arbitrato secondo le procedure e alle condizioni previste nell’allegato VI della Convenzione .

Romania

Dichiarazione: In conformità con l’articolo 26, paragrafo 2, della Convenzione, la Romania dichiara che l’importazione e lo smaltimento sul suo territorio nazionale di rifiuti pericolosi e altri rifiuti possono avvenire solo previa approvazione delle autorità rumene competenti.

Federazione Russa

Comprensione: la definizione di “territorio” contenuta nelle Linee guida e nei principi del Cairo per la gestione ecologicamente corretta dei rifiuti pericolosi (decisione 14/30 del Consiglio direttivo dell’UNEP del 17 giugno 1987) a cui si fa riferimento nel preambolo della Convenzione è una formulazione speciale e non possono essere utilizzati per interpretare la presente Convenzione o qualsiasi delle sue disposizioni alla luce dell’articolo 31, paragrafo 2, o dell’articolo 32 della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati o su qualsiasi altra base.

Saint Kitts e Nevis

Dichiarazione: Con riferimento all’articolo 20, paragrafo 2 della Convenzione, il Governo di Saint Kitts e Nevis dichiara di riconoscere come obbligatoria ipso facto la sottomissione all’arbitrato secondo le procedure e le condizioni stabilite nell’allegato VI della Convenzione .

Singapore

Dichiarazione: Il Governo di Singapore dichiara che, ai sensi dell’articolo 4 (12), le disposizioni della Convenzione non pregiudicano in alcun modo l’esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione previsti dal diritto internazionale. Di conseguenza, nulla nella presente Convenzione richiede l’avviso o il consenso di uno Stato per il passaggio di una nave sotto la bandiera di una parte, che esercita il diritto di passaggio attraverso il mare territoriale o la libertà di navigazione in una zona economica esclusiva ai sensi del diritto internazionale.

Spagna

Dichiarazione: Il Governo spagnolo dichiara, ai sensi dell’articolo 26.2 della Convenzione, che la qualificazione penale del traffico illecito di rifiuti pericolosi o altri rifiuti, stabilita come obbligo degli Stati parti ai sensi dell’articolo 4.3, si svolgerà in futuro nel quadro generale di riforma dell’ordinamento penale sostanziale.

Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Dichiarazione fatta al momento della firma e confermata al momento della ratifica: Il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dichiara che, conformemente all’articolo 4 (12), le disposizioni della Convenzione non pregiudicano in alcun modo l’esercizio dei diritti di navigazione e libertà previste dal diritto internazionale. Di conseguenza, nulla nella presente Convenzione richiede la notifica o il consenso di uno Stato per il passaggio di rifiuti pericolosi su una nave battente bandiera di una parte, che eserciti il ​​diritto di passaggio attraverso il mare territoriale o la libertà di navigazione in una zona economica esclusiva ai sensi del diritto internazionale .

Uruguay

Al momento della firma: l’Uruguay firma ad referendum la Convenzione sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento perché tutela debitamente i suoi diritti come Stato rivierasco nelle aree soggette alla sua giurisdizione nazionale, compreso il mare territoriale, l’area esclusiva zona economica e della piattaforma continentale e, se del caso, dello spazio aereo sovrastante, nonché l’esercizio in tali settori delle sue competenze normative e amministrative in relazione alla protezione e alla preservazione dell’ambiente riconosciute dal diritto internazionale e, in particolare, , secondo la legge del mare.

Venezuela (Repubblica Bolivariana di)

Al momento della firma: il Venezuela ritiene che la Convenzione adottata protegga adeguatamente i suoi diritti sovrani come Stato rivierasco sulle aree sotto la sua giurisdizione nazionale, compreso il suo mare territoriale, la zona economica esclusiva e la piattaforma continentale e, se del caso, il suo spazio aereo. La Convenzione garantisce inoltre l’esercizio in tali ambiti della sua giurisdizione normativa e amministrativa allo scopo di proteggere e preservare l’ambiente e le sue risorse naturali in conformità con il diritto internazionale, e in particolare con il diritto del mare.

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Obiezioni
(Se non diversamente indicato, le opposizioni sono pervenute previa conferma formale, ratifica, accettazione, approvazione, adesione o successione)

Italia

Il Governo italiano, nel formulare le proprie obiezioni nei confronti delle dichiarazioni rese, all’atto della firma, dai Governi di Colombia, Ecuador, Messico, Uruguay e Venezuela, nonché ad altre dichiarazioni di analogo tenore che potrebbero essere rese in futuro , ritiene che nessuna disposizione di tale convenzione debba essere interpretata come restrittiva dei diritti di navigazione riconosciuti dal diritto internazionale. Di conseguenza, uno Stato parte non è tenuto a notificare alcun altro Stato o a ottenere da esso l’autorizzazione per il semplice passaggio attraverso il mare territoriale o per l’esercizio della libertà di navigazione nella zona economica esclusiva da parte di una nave battente la sua bandiera e trasportante un carico di rifiuti pericolosi .

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Nota finale

1 . Ai fini dell’entrata in vigore della [Convenzione/Protocollo], qualsiasi strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione depositato da un’organizzazione di integrazione economica regionale non sarà conteggiato come aggiuntivo a quelli depositati dagli Stati membri di tale Organizzazione.
2 . Il 16 settembre 1992, ossia dopo la scadenza del termine di 90 giorni dalla data della sua diffusione (ossia il 10 giugno 1992), il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ha comunicato quanto segue in merito alle rettifiche proposto dal governo del Giappone all’articolo 7 della Convenzione:”Il governo del Regno Unito non ha obiezioni al primo degli emendamenti… suggeriti poiché si tratta della correzione di un errore tipografico piuttosto che di un cambiamento sostanziale. Per quanto riguarda la seconda modifica proposta, tuttavia, il governo del Regno Unito vorrebbe presentare un’obiezione per i seguenti motivi:
i) poiché la Convenzione è stata negoziata prevalentemente attraverso la versione in lingua inglese del progetto di Convenzione, modificare il testo di questa versione per conformarlo al testo delle altre versioni linguistiche sarebbe quello di allineare la versione originale alle traduzioni, piuttosto che viceversa, il che sembrerebbe più appropriato;
ii) Esiste una presunzione generale che una disposizione legislativa dovrebbe essere interpretata, se possibile, in modo dargli significato e sostanza. Se l’emendamento proposto dal Governo giapponese fosse accolto, l’articolo 7 confermerebbe quanto già esplicitato nell’articolo 6.1 della Convenzione (letto congiuntamente all’articolo 2.13 che definisce il termine “gli Stati interessati”). Se, tuttavia, l’articolo 7 rimane invariato, continuerà ad ampliare l’ambito di applicazione dell’articolo 6.2 e manterrà quindi un significato specifico;
iii) Il Regno Unito è del parere che la Convenzione di Basilea dovrebbe imporre alle Parti il ​​massimo livello possibile di notifica preventiva. Nel caso di una proposta di spostamento di una spedizione di rifiuti pericolosi dalla Parte di Basilea a una seconda Parte di Basilea tramite un non-Parte, desideriamo che la seconda Parte di Basilea invii una copia della sua risposta finale in merito al movimento al non-Parte . L’articolo 7, nella sua formulazione attuale, garantisce che ciò avvenga. La modifica proposta dal governo giapponese avrebbe tuttavia l’effetto di limitare, seppure in misura limitata, l’entità della notifica preventiva da parte delle parti dell’accordo in questione.
Di fronte a queste obiezioni, il governo del Regno Unito accoglie il primo degli adeguamenti proposti al testo inglese, ma non il secondo.”
L’11 gennaio 1993, il governo del Regno Unito ha notificato al Segretario generale la sua decisione di ritirare l’obiezione alla seconda modifica proposta dal Governo del Giappone all’articolo 7 della Convenzione.
3 . Alla quarta riunione della conferenza delle parti della convenzione, tenutasi a Kuching, in Malesia, dal 23 al 27 febbraio 1998, le parti hanno proposto un emendamento all’allegato I e hanno adottato due nuovi allegati (VIII e IX).
Ai sensi dei paragrafi 2, lettera c) e 3 dell’articolo 18, decorsi sei mesi dalla data della loro diffusione (il 6 maggio 1998), la modifica dell’allegato I e l’adozione degli allegati VIII e IX sono divenute effettive per tutti Parti della Convenzione che non avevano presentato una notifica conformemente alle disposizioni dell’articolo 18, paragrafo 2, lettera b), vale a dire il 6 novembre 1998.
A questo proposito, il Segretario generale aveva ricevuto dai governi dei seguenti Stati membri, notifiche alle date indicate di seguito:Austria (30 ottobre 1998):
“L’Austria non è in grado di accettare la modifica e gli allegati alla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento (Convenzione di Basilea) adottati con decisione IV/9 della quarta riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Basilea.
Questa obiezione ai sensi dell’articolo 18 paragrafo 2 lettera b) di detta Convenzione deve essere sollevata per motivi puramente tecnici, a causa della procedura parlamentare necessaria in Austria e sarà revocata immediatamente una volta che il Parlamento avrà accettato la modifica dell’allegato I nonché i nuovi allegati VIII e IX.
In questo contesto va tenuto debitamente conto del fatto che l’Austria è giuridicamente vincolata dal “Regolamento del Consiglio sulla supervisione e il controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno, in entrata e in uscita dalla Comunità europea”. Una modifica all’allegato V di questo regolamento del Consiglio è stata decisa con il sostegno dell’Austria il 30 settembre 1998 al fine di prendere pienamente in considerazione i rifiuti che figurano in eventuali elenchi di rifiuti definiti pericolosi ai fini della Convenzione di Basilea.”
La modifica all’allegato I e l’adozione degli allegati VIII e IX sono entrate in vigore per l’Austria il 26 ottobre 1999, data di deposito del suo strumento di accettazione presso il Segretario generale.Germania (4 novembre 1998):
alla quarta conferenza delle parti della convenzione di Basilea, tenutasi a Kuching, in Malesia, dal 23 al 27 febbraio 1998, la Germania ha approvato gli emendamenti e i nuovi allegati. Secondo la Legge fondamentale della Repubblica federale di Germania, prima dell’entrata in vigore delle modifiche alla Convenzione è necessaria l’approvazione formale da parte degli organi legislativi. Purtroppo non sarà possibile concludere questo processo entro il termine di sei mesi.
Per questo motivo e conformemente all’articolo 18, paragrafo 2, lettera b) della Convenzione di Basilea, la Repubblica federale di Germania dichiara di non poter accettare per il momento le modifiche dell’allegato I e dei nuovi allegati VIII e IX della convenzione di Basilea.
La modifica dell’allegato I e l’adozione degli allegati VIII e IX sono entrate in vigore per la Germania il 24 maggio 2002, data di deposito del suo strumento di accettazione presso il Segretario generale.
4 . Il 9 marzo 2020, il Segretario generale ha ricevuto una notifica dal Canada ai sensi dell’articolo 18 (2) (b) della Convenzione relativa alle modifiche agli allegati II, VIII e IX diffusa tramite notifica al depositario CN432.2019.TREATIES-XXVII .3 del 24 settembre 2019. (Cfr. CN92.2020.TREATIES-XXVII.3 del 10 marzo 2020 per la notifica.)
5 . Tale organizzazione è definita dall’articolo 2, paragrafo 20, di detta Convenzione come “un’organizzazione costituita da Stati sovrani alla quale i suoi Stati membri hanno trasferito la competenza nelle materie disciplinate dalla presente Convenzione e che è stata debitamente autorizzata, conformemente alle disposizioni sue procedure interne, firmare, ratificare, accettare, approvare, confermare formalmente o aderire ad esso”.

6 . Il 28 giugno 1999 il governo portoghese ha informato il Segretario generale che la convenzione si applicherà anche a Macao.
Successivamente, il 9 e 15 dicembre 1999, il Segretario Generale ha ricevuto comunicazioni relative allo status di Macao da parte dei governi del Portogallo e della Cina (vedi anche nota 3 sotto “Cina” e nota 1 sotto “Portogallo” riguardo a Macao nel “Libro Storico” Informazioni” nella prima parte di questo volume). Nel riprendere l’esercizio della sovranità su Macao, la Cina ha notificato al Segretario generale che la Convenzione con la si applicherà anche alla Regione amministrativa speciale di Macao.

7 . Il 6 e il 10 giugno 1997, il Segretario generale ha ricevuto comunicazioni relative allo status di Hong Kong da parte dei governi del Regno Unito e della Cina (vedi anche nota 2 sotto “Cina” e nota 2 sotto “Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ” riguardante Hong Kong nella sezione “Informazioni storiche” nella prima parte di questo volume). Dopo aver ripreso l’esercizio della sovranità su Hong Kong, la Cina ha notificato al Segretario generale che la Convenzione si applicherà anche alla Regione amministrativa speciale di Hong Kong.

8 . La Cecoslovacchia aveva aderito alla Convenzione il 24 luglio 1991. Vedi nota 1 sotto “Cechia” e nota 1 sotto “Slovacchia” nella sezione “Informazioni storiche” nella prima parte di questo volume.

9 . Il 31 gennaio 1995, il governo egiziano ha informato il segretario generale che il suo strumento di adesione avrebbe dovuto essere accompagnato dalle seguenti dichiarazioni:Prima dichiarazione: passaggio di navi che trasportano rifiuti pericolosi attraverso il mare territoriale egiziano:
la Repubblica araba d’Egitto, dopo aver aderito alla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento, stipulata il 22 marzo 1989 e rinviata in appresso denominata “la Convenzione” e, ai sensi dell’articolo 26 della Convenzione, dichiara che:
In conformità alle disposizioni della Convenzione e alle norme del diritto internazionale relative al diritto sovrano dello Stato sul suo mare territoriale e ai suoi obblighi proteggere e preservare l’ambiente marino, poiché il passaggio di navi straniere che trasportano rifiuti pericolosi o di altro tipo comporta numerosi rischi che costituiscono una minaccia fondamentale per la salute umana e l’ambiente; e
In conformità con la posizione dell’Egitto sul passaggio di navi che trasportano sostanze intrinsecamente pericolose o nocive attraverso il suo mare territoriale (Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, 1983), il governo della Repubblica araba d’Egitto dichiara che
1. Navi straniere che trasportano i rifiuti pericolosi o di altro tipo dovranno ottenere il permesso preventivo delle autorità egiziane per il passaggio attraverso il suo mare territoriale.
2. I movimenti di rifiuti pericolosi attraverso le zone sotto la sua giurisdizione nazionale devono essere preventivamente notificati, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 9, della Convenzione.Seconda dichiarazione: imposizione di un divieto totale sull’importazione di rifiuti pericolosi:
la Repubblica araba d’Egitto, dopo aver aderito alla Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento, firmata il 22 marzo 1989 e a cui si fa riferimento di seguito denominata “la Convenzione”, e
ai sensi dell’articolo 26 della Convenzione, dichiara che:
In conformità con i suoi diritti sovrani e con l’articolo 4, paragrafo 1( a ), della Convenzione, è imposto un divieto totale sull’importazione di tutti i rifiuti pericolosi o di altro tipo e sul loro smaltimento nel territorio della Repubblica araba d’Egitto. Ciò conferma la posizione dell’Egitto secondo cui il trasporto di tali rifiuti costituisce una minaccia fondamentale per la salute delle persone, degli animali e delle piante e per l’ambiente.Terza dichiarazione:
I governi di Bahrein, Belgio, Benin, Costa d’Avorio, Danimarca, Egitto, Repubblica Federale di Germania, Finlandia, Francia, Repubblica Democratica Tedesca, Ghana, Grecia, Ungheria, Italia, Giordania, Kenia, Kuwait, Libano, Lussemburgo, Malesia, Malta, Namibia, Paesi Bassi, Niger, Norvegia, Filippine, Portogallo, Arabia Saudita, Senegal, Svezia, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Svezia, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, nonché la Commissione dell’Unione Europea, che firmerà la Convenzione e/o il documento finale relativo al controllo dei movimenti transfrontalieri di Rifiuti pericolosi e loro smaltimento (di seguito denominata “la Convenzione”),
Preoccupato che i movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi costituiscono un grave pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
Considerando che i paesi in via di sviluppo hanno una capacità limitata di gestire i rifiuti , soprattutto quelli pericolosi, in modo rispettoso dell’ambiente,
Ritenendo che la riduzione della produzione di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento in condizioni rispettose dell’ambiente nel paese che li esporta debba essere l’obiettivo della politica di gestione dei rifiuti,
Convinto che la graduale cessazione dei trasporti transfrontalieri i movimenti di rifiuti pericolosi costituiranno senza dubbio un importante incentivo allo sviluppo di adeguate strutture nazionali per lo smaltimento dei rifiuti,
Riconoscendo il diritto di ogni Stato di vietare l’importazione o l’esportazione dal proprio territorio di rifiuti pericolosi, Accogliendo favorevolmente la firma della Convenzione,
Credendo è necessario, prima di applicare le disposizioni della Convenzione, imporre un controllo immediato ed efficace sui movimenti transfrontalieri, soprattutto verso i paesi in via di sviluppo, e ridurli.
Dichiarano quanto segue:
1. I firmatari della presente Convenzione affermano la loro ferma determinazione affinché i rifiuti vengano essere smaltiti nel paese di produzione.
2. I firmatari della presente Convenzione chiedono agli Stati che aderiscono alla Convenzione di compiere ogni sforzo possibile per realizzare una cessazione graduale dell’importazione e dell’esportazione di rifiuti per ragioni diverse dal loro smaltimento in impianti che saranno allestiti all’interno della Convenzione. quadro di cooperazione regionale.
3. I firmatari della presente Convenzione non permetteranno che i rifiuti siano importati o esportati da paesi che non dispongono delle competenze tecniche, amministrative e legali nella gestione dei rifiuti e nel loro smaltimento in modo ecologicamente corretto.
4. I firmatari della presente Convenzione affermano l’importanza dell’assistenza allo sviluppo di impianti adeguati destinati allo smaltimento finale dei rifiuti prodotti dai paesi di cui al paragrafo 3 sopra.
5. I firmatari della presente Convenzione sottolineano la necessità di adottare misure efficaci nel quadro della Convenzione per consentire la riduzione dei rifiuti al livello più basso possibile e il riciclaggio.
Nota:
il Belgio ritiene che la sua dichiarazione non pregiudichi l’importazione nel suo territorio di rifiuti classificati come materiali primari o secondari.
Tali dichiarazioni non sono state trasmesse al Segretario generale al momento dello strumento di adesione. In linea con la prassi di deposito seguita in casi simili, il Segretario Generale ha proposto di ricevere le dichiarazioni di deposito in questione in assenza di obiezioni da parte di uno degli Stati contraenti, sia al deposito stesso sia alla procedura prevista, entro il termine di 90 giorni dalla data della loro diffusione (ossia il 17 luglio 1995).A questo proposito, il Segretario generale ha ricevuto, nelle date indicate di seguito, le seguenti obiezioni:Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (9 ottobre 1995):
“Il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord non può accettare la prima dichiarazione d’Egitto (passaggio di navi che trasportano rifiuti pericolosi attraverso il mare territoriale egiziano) […]. Non solo questa dichiarazione è tardiva, ma come tutte le altre dichiarazioni di effetto simile, è inaccettabile nella sostanza. A questo proposito gli Stati Uniti Il governo del Regno Unito ricorda la propria dichiarazione al momento della firma confermata al momento della ratifica:
Per il testo della dichiarazione, vedere sotto “Riserve e dichiarazioni”.]Finlandia (13 ottobre 1995):
… “Secondo il governo della Finlandia le dichiarazioni d’Egitto sollevano alcune questioni giuridiche. L’articolo 26.1 della Convenzione di Basilea vieta qualsiasi riserva o eccezione alla Convenzione. Tuttavia, secondo l’articolo 26.2, uno Stato può, al momento dell’adesione alla Convenzione, fare dichiarazioni «al fine, tra l’altro, di armonizzare le sue leggi e i suoi regolamenti con le disposizioni della presente Convenzione…».
Senza prendere posizione sul contenuto delle dichiarazioni, che sembrano essere riserve, il governo finlandese fa riferimento all’articolo 26.2 della Convenzione di Basilea e constata che le dichiarazioni dell’Egitto sono state fatte troppo tardi. Per questo motivo il governo finlandese si oppone alle dichiarazioni e le considera prive di effetto giuridico.”Italia (13 ottobre 1995):
… Il Governo italiano si oppone al deposito delle predette dichiarazioni poiché, a suo avviso, esse devono considerarsi riserve alla Convenzione di Basilea e la possibilità di avanzare riserve è esclusa ai sensi dell’articolo 26, comma 1, della Convenzione.
In ogni caso, l’articolo 26, comma 2, prevede che uno Stato possa, entro certi limiti, formulare dichiarazioni soltanto “all’atto della firma, della ratifica, dell’accettazione, dell’approvazione,… della conferma o dell’adesione alla presente Convenzione”. Per tali ragioni non può essere consentito il deposito delle predette dichiarazioni, qualunque sia il loro contenuto.
Paesi Bassi (13 ottobre 1995):
“Mentre la seconda e la terza dichiarazione non richiedono osservazioni da parte del Regno, la prima dichiarazione che stabilisce il requisito del permesso preventivo per il passaggio attraverso il mare territoriale egiziano non è accettabile. Il Regno dei Paesi Bassi ritiene la prima dichiarazione di riserva alla Convenzione (di Basilea). La Convenzione vieta esplicitamente di formulare riserve nell’articolo 26 paragrafo 1. Inoltre, questa riserva è stata fatta due anni dopo l’adesione dell’Egitto alla Convenzione (di Basilea), e quindi troppo tardi.
Di conseguenza il Regno dei Paesi Bassi ritiene nulla la dichiarazione fatta dall’Egitto sulla necessità di un permesso preventivo per il passaggio nel mare territoriale.”Svezia (16 ottobre 1995):
“Il governo svedese non può accettare le dichiarazioni fatte dal governo egiziano […].
In primo luogo, tali dichiarazioni sono state fatte quasi due anni dopo l’adesione dell’Egitto contrariamente alla norma prevista dall’articolo 26, comma 2, della Convenzione di Basilea.
In secondo luogo, il contenuto della prima di tali dichiarazioni deve essere inteso come una riserva alla Convenzione, mentre la Convenzione di Basilea vieta espressamente le riserve (articolo 26, comma 1)
. La Svezia considera queste dichiarazioni nulle.” Alla luce di quanto sopra e in linea con la pratica di deposito seguita in questi casi, il Segretario generale ha ritenuto di non essere in grado di accettare queste dichiarazioni per il deposito.

10 . La Repubblica Democratica Tedesca aveva firmato la Convenzione il 19 marzo 1989. Vedi anche la nota 2 sotto “Germania” nella sezione “Informazioni storiche” nella prima parte di questo volume.

11 . Vedi nota 1 sotto “Montenegro” nella sezione “Informazioni storiche” nella prima parte di questo volume.

12 . Per il Regno in Europa.

13 . Con una dichiarazione di non applicazione a Tokelau “fino alla data di notifica da parte del governo della Nuova Zelanda che la Convenzione si estenderà a Tokelau”.

14 . Vedere la nota 1 sotto “ex Jugoslavia” e la nota 1 sotto “Jugoslavia” nella sezione “Informazioni storiche” nella prima parte di questo volume.

15 . Per quanto riguarda il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e il territorio antartico britannico. Successivamente, il 30 ottobre 1995, il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ha notificato al Segretario Generale che la Convenzione si applicherà a Hong Kong, territorio delle cui relazioni internazionali è responsabile il Governo del Regno Unito.
Il 6 luglio 2001, il Segretario Generale ha ricevuto dal Governo argentino la seguente comunicazione: A seguito della notifica da parte dell’Agenzia per l’Ambiente del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord del possibile transito di un carico di rifiuti pericolosi, il Governo dell’Argentina ha respinto il tentativo britannico di applicare la suddetta Convenzione alle Isole Malvinas, Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi, nonché agli spazi marittimi circostanti e al settore antartico argentino.
La Repubblica Argentina riafferma la sua sovranità sulle Isole Malvinas, sulla Georgia del Sud e sulle Isole Sandwich del Sud e sugli spazi marittimi circostanti e respinge qualsiasi tentativo britannico di applicare la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento del 22 marzo 1989 al detti Territori e spazi marittimi. Desidera inoltre ricordare che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato le risoluzioni 2065 (XX), 3160 (XXVIII), 31/49, 37/9, 38/12, 39/6, 40/21, 41/40, 42 /19 e 43/25, che riconoscono l’esistenza di una disputa di sovranità e chiedono ai governi della Repubblica Argentina e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di avviare negoziati al fine di trovare i mezzi per risolvere pacificamente e definitivamente la controversia i problemi pendenti tra i due paesi, compresi tutti gli aspetti sul futuro delle Isole Malvinas, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite.
Inoltre, il 12 dicembre 2001, il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ha informato il Segretario Generale che “la Convenzione si estenderà all’Isola di Man delle cui relazioni internazionali è responsabile il Governo del Regno Unito” (su 27 novembre 2002: designazione dell’autorità: Dipartimento del governo locale e dell’ambiente, Murray House, Mount Havelock, Douglas, Isola di Man, IM1 2SF).Il 27 novembre 2002: per conto del Baliato di Guernsey. (designazione dell’autorità: “Board of Health, David Hughes, Chief Executive, States of Guernsey Board of Health, John Henry House, Le Vauquiedor, St Martin’s, Guernsey, GY4 6UU). Il 6 settembre 2006: nei confronti di Akrotiri e Dhekelia.
“Conformemente all’articolo 5 paragrafo 2 della Convenzione, le autorità competenti designate dal Regno Unito per le aree di sovranità di Dhekelia e Akrotiri sono:Aree di sovranità:
Autorità competente per l’area di sovranità occidentale: funzionario di area (sig. Kyprianos Matheou), ufficio di area, Akrotiri, BFPO 57 (telefono 00357 2527 7290).
Autorità competente per l’area di sovranità orientale: funzionario di area (sig. Christakis Athanasiou), ufficio di area, Dhekelia, BFPO 58 (telefono 00357 2474 4558).British Forces Cyprus:
Autorità competente: Defense Estates Support Manager (Mr P Pashas), Blocco D, quartier generale, British Forces Cyprus, Episkopi, BFPO 53 (telefono 00357 2596 2329).
Il Segretario di Stato per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali del Regno Unito è il punto focale ai fini dell’articolo 5 della Convenzione.” Il14 settembre 2007, il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ha informato il Segretario: Generale che “auspica che la ratifica della Convenzione da parte del Regno Unito… sia estesa a Jersey, per le cui relazioni internazionali il Regno Unito è responsabile.
Il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ritiene che l’estensione della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento… al Jersey avrà effetto dalla data di deposito della presente notifica… . .”
“Conformemente all’articolo 5, paragrafo 2 della Convenzione, le autorità competenti designate dal Regno Unito per Jersey sono:
Ministro della Pianificazione e dell’Ambiente: Direttore aggiunto, Protezione ambientale, Howard Davis Farm, La Rue de la Trinite, Trinity, Jersey JE3 5JP.”L’11 aprile 2013: “… il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord desidera che la ratifica della Convenzione da parte del Regno Unito come modificata sia estesa al territorio di Gibilterra per le cui relazioni internazionali il Regno Unito è responsabile.
Il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ritiene che la proroga a Gibilterra della suddetta Convenzione così modificata abbia effetto a partire dal novantesimo giorno successivo alla data di deposito della presente notifica…”Il 12 maggio 2015: In conformità con Articolo 5 paragrafo 2 della Convenzione, il Governo del Regno Unito dichiara che per l’Isola di Man l’autorità competente sarà:
Department of Environment, Food and Agriculture
The Slieau Whallian
Foxdale Road
St Johns
Isle of Man
IM4 3AS

16 . Il 1° novembre 2013, il Segretario Generale ha ricevuto dal Governo spagnolo la seguente comunicazione in merito all’Applicazione Territoriale del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord a Gibilterra:1. Gibilterra è un territorio non autonomo per il quale relazioni internazionali di cui è responsabile il governo del Regno Unito e che è soggetto a un processo di decolonizzazione in conformità con le pertinenti decisioni e risoluzioni dell’Assemblea Generale.2. Le autorità di Gibilterra hanno carattere locale ed esercitano competenze esclusivamente sugli affari interni che hanno origine e si basano sui poteri assegnati e conferiti loro dal Regno Unito, in conformità con la sua legislazione nazionale e nella sua qualità di sovrano Stato da cui dipende detto territorio non autonomo.3. Di conseguenza, qualsiasi coinvolgimento delle autorità di Gibilterra nell’attuazione della presente Convenzione si intenderà effettuato esclusivamente nel quadro degli affari interni di Gibilterra e non si riterrà che incida in alcun modo sul contenuto dei due paragrafi precedenti.4. La procedura prevista negli accordi relativi alle autorità di Gibilterra nel contesto degli accordi misti, concordati da Spagna e Regno Unito il 19 dicembre 2007 (insieme agli “Accordi relativi alle autorità di Gibilterra nel contesto dell’Unione europea e Strumenti comunitari e trattati connessi” del 19 aprile 2000) si applica alla presente Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e sul loro smaltimento (Basilea, 22 marzo 1989) e alla modifica della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e del loro smaltimento (Ginevra, 22 settembre 1995).5. L’attuazione della presente Convenzione e della sua modifica a Gibilterra non può essere interpretata come riconoscimento di diritti o situazioni riguardanti questioni non incluse nell’articolo 10 del Trattato di Utrecht del 13 luglio 1713, firmato dalle corone di Spagna e Gran Bretagna. .

17 . Il 13 marzo 1996, il Segretario generale ha ricevuto dal governo degli Stati Uniti d’America la seguente comunicazione:”(1) È opinione degli Stati Uniti d’America che, poiché la Convenzione non si applica alle navi e agli aeromobili che hanno diritto all’immunità sovrana ai sensi del diritto internazionale, in particolare a qualsiasi nave da guerra, ausiliaria navale e altre navi o aeromobili posseduti o gestiti da uno Stato e utilizzati per servizi governativi e non commerciali, ciascuno Stato garantisce che tali navi o aeromobili agire in modo coerente con la presente Convenzione, per quanto possibile e ragionevole, adottando misure appropriate che non pregiudichino le operazioni o le capacità operative delle navi immunitarie sovrane.(2) È inteso dagli Stati Uniti d’America che un Uno Stato è uno “Stato di transito” ai sensi della Convenzione solo se i rifiuti vengono spostati, o si prevede di spostarli, attraverso le sue vie navigabili interne, le sue acque interne o il suo territorio terrestre.(3) È interpretazione degli Stati Uniti di America che uno Stato esportatore può decidere che non ha la capacità di smaltire i rifiuti in “modo ecologicamente corretto ed efficiente” se lo smaltimento nel paese importatore fosse sia ecologicamente corretto che economicamente efficiente.”(4) È inteso dagli Stati Uniti d’America che l’articolo 9, paragrafo 2 non crea obblighi per lo Stato esportatore per quanto riguarda la bonifica, al di là del ritiro di tali rifiuti o del loro altrimenti smaltimento in conformità con la Convenzione. Ulteriori obblighi potranno essere determinati dalle parti ai sensi dell’articolo 12.
Inoltre, nel momento in cui gli Stati Uniti d’America depositeranno il proprio strumento di ratifica della Convenzione di Basilea, gli Stati Uniti si opporranno formalmente alla dichiarazione di qualsiasi Stato che rivendichi il diritto di esigere la sua previa autorizzazione o autorizzazione per il passaggio di navi che trasportano rifiuti pericolosi mentre esercita, ai sensi del diritto internazionale, il suo diritto di passaggio innocuo attraverso il mare territoriale o la libertà di navigazione in una zona economica esclusiva.”

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Regolamento (CE) n. 1013/2006 sulle spedizioni di rifiuti

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 (Testo originale anteriore alle modifiche) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006 disciplina la  spedizioni di rifiuti.

Negli anni il Regolamento (CE) n. 1013/2006 è stato

Modificato da:

REGOLAMENTO (CE) N. 1379/2007 DELLA COMMISSIONE del 26 novembre 2007
REGOLAMENTO (CE) N. 669/2008 DELLA COMMISSIONE del 15 luglio 2008
REGOLAMENTO (CE) n. 219/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell’11 marzo 2009
REGOLAMENTO (CE) N. 308/2009 DELLA COMMISSIONE del 15 aprile 2009
DIRETTIVA 2009/31/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009
REGOLAMENTO (UE) N. 413/2010 DELLA COMMISSIONE del 12 maggio 2010
REGOLAMENTO (UE) N. 664/2011 DELLA COMMISSIONE dell’11 luglio 2011
REGOLAMENTO (UE) N. 135/2012 DELLA COMMISSIONE del 16 febbraio 2012
REGOLAMENTO (UE) N. 255/2013 DELLA COMMISSIONE del 20 marzo 2013
REGOLAMENTO (UE) N. 1257/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2013
REGOLAMENTO (UE) N. 660/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014
REGOLAMENTO (UE) N. 1234/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 novembre 2014
REGOLAMENTO (UE) 2015/2002 DELLA COMMISSIONE del 10 novembre 2015
REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/2174 DELLA COMMISSIONE del 19 ottobre 2020

Rettificato da:

Rettifica, GU L 299, 8.11.2008, pag. 50 (1379/2007)
Rettifica, GU L 145, 31.5.2013, pag. 37 (255/2013)
Rettifica, GU L 334, 13.12.2013, pag. 46 (1013/2006)
Rettifica, GU L 277, 22.10.2015, pag. 61 (1013/2006)
Rettifica, GU L 296, 1.11.2016, pag. 25 (1013/2006)
Rettifica, GU L 090, 6.4.2018, pag. 117 (669/2008)
Rettifica, GU L 111, 2.5.2018, pag. 10 (1013/2006)

Noi faremo riferimento alla versione consolidata allo 01/11/2021 del Regolamento (CE) n. 1013/2006

Il primo comma dell’art.1 del REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi istituisce, per le spedizioni di rifiuti, le

  • procedure e
  • i regimi di controllo 

in funzione

  • dell’origine
  • della destinazione 
  • dell’itinerario di spedizione
  • del tipo di rifiuti spediti 
  • del tipo di trattamento da applicare ai rifiuti nel luogo di destinazione.

Il secondo comma dell’art.1 del REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 stabilisce che questi si applica alle spedizioni di rifiuti:

Il REGOLAMENTO (CE) N. 1013/2006 relativo alle spedizioni di rifiuti è così strutturato:

OCSE – Controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero



Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti

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Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti

Già nel 1970, le questioni ambientali erano state riconosciute come una preoccupazione importante per la politica pubblica nei Paesi dell’Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)( o in francese Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE)).

Fondato nel 1971, l’Environment Policy Committee (EPOC) – Comitato per la Politica Ambientale (EPOC) attua l’Environment Programme (Programma Ambientale) dell’Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)( o in francese Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE)).

L’Environment Policy Committee (EPOC) si riunisce a livello ministeriale circa ogni quattro anni.

L’Environment Policy Committee (EPOC) supervisiona il lavoro su: revisioni dei paesi, indicatori e prospettive, cambiamento climatico, gestione delle risorse naturali, strumenti politici e valutazione, ambiente e sviluppo , efficienza delle risorse e rifiuti, sostenuto dai sette gruppi di lavoro dell’EPOC, che collabora formalmente con altri comitati dell’OCSE, anche attraverso gruppi di lavoro congiunti su commercio e ambiente e su agricoltura e ambiente, nonché riunioni congiunte di esperti su fiscalità e ambiente. . Il comitato collabora anche con altri comitati dell’OCSE per garantire la coerenza dei messaggi per quanto riguarda l’ambiente e per garantire collegamenti orizzontali con altri lavori dell’OCSE.

Una serie di atti del Consiglio dell’OCSE stabiliscono un ampio quadro per il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi (control of transfrontier movements of hazardous wastes), come i residui tossici delle industrie chimiche e manifatturiere.

Nel 1989 è stata negoziata ed adottata, sotto l’egida del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, la “Convenzione di Basilea”  sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento.

Vedi: Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento

Dal marzo 1992, i movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero tra i paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ( OCSE) sono stati supervisionati e controllati nell’ambito di uno specifico sistema di controllo intra-OCSE.

Il Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti (The OECD Control System for waste recovery), istituito con “Decisione del Consiglio del 30 marzo 1992 relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero C(92)39-FINAL, come modificata, che istituisce un sistema di controllo operativo per i movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero “, mira a

  • facilitare, nell’area OCSE, il commercio di materiali riciclabili in modo rispettoso dell’ambiente ed economicamente efficiente utilizzando una procedura semplificata e un approccio basato sul rischio per valutare il livello necessario di controllo sui materiali;
  • fornire ai Membri dell’OCSE un quadro per controllare i movimenti transfrontalieri di rifiuti recuperabili all’interno dell’area OCSE in modo ecologicamente corretto ed economicamente efficiente.

I rifiuti esportati al di fuori dell’area OCSE, sia per il recupero che per lo smaltimento finale, non beneficiano di questa procedura di controllo semplificata.

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Decisione OECD/LEGAL/0266, relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero

La “Decisione OECD/LEGAL/0266, relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero“, adottata nella 1007a sessione [C/M(2001)13], in occasione della riunione ministeriale del 14 giugno 2001,  ha rivisto la “Decisione del Consiglio del 30 marzo 1992  C(92)39-FINAL” .

La decisione originaria “C(92)39-FINALè stata rivista dalla “Decisione OECD/LEGAL/0266” al fine di armonizzare le sue disposizioni con la convenzione di Basilea, in particolare per quanto riguarda la classificazione dei rifiuti soggetti a controllo.

Tuttavia, nella “Decisione OECD/LEGAL/0266“, sono stati mantenuti alcuni elementi procedurali della decisione originaria “C(92)39-FINAL, che non esistono nella convenzione di Basilea, come

  • i termini per il processo di approvazione;
  • il consenso tacito; e
  • le procedure di pre-approvazione.

Ulteriori modifiche sono state adottate con la 1024a sessione del del 28 febbraio 2002 [C/M(2002)4].

Successivamente è stata adottata la “Decisione C(2001)107/FINAL” consolidamento della decisione originaria “C(92)39-FINALcon i testi adottati dal Consiglio nelle sue 1007a e 1024a sessione del 14 giugno 2001 [C/M(2001)13] e del 28 febbraio 2002 [C/M(2002)4].

L’OCSE nel 2009 ha pubblicato un “MANUALE DI ORIENTAMENTO PER L’IMPLEMENTAZIONE DELLA DECISIONE C(2001)107/FINAL DEL CONSIGLIO, COME MODIFICATA, SUL CONTROLLO DEI MOVIMENTI TRANSFRONTALIERI DEI RIFIUTI DESTINATI AD OPERAZIONI DI RECUPERO”

Il 7 settembre 2020 è stato raggiunto un accordo sulle modifiche agli allegati 3 e 4 della Decisione. Tali modifiche sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2021.

A partire dal 1° gennaio 2021, la Decisione OECD/LEGAL/0266, relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero in vigore dal 1° gennaio 2021 stabilisce che ciascun Paese membro dell’OCSE conserva il diritto di controllare i rifiuti di plastica non pericolosi in conformità con la propria legislazione interna e diritto internazionale.
Vedi: Modifiche al testo
I paesi membri hanno concordato di informare tempestivamente il segretariato dell’OCSE sui controlli applicati ai rifiuti di plastica non pericolosi, nonché su eventuali modifiche future di tali controlli (Informazioni sui controlli sui movimenti transfrontalieri di rifiuti di plastica non pericolosi al 7 febbraio 2022). Vedi: Comunicato stampa  | Spiegazione tecnica

A seguito delle varie modifiche nel 2023 è stata pubblicato  “Decisione del Consiglio OCSE sugli strumenti giuridici dell’OCSE per il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero”

Noi faremo riferimento alla Decisione OECD/LEGAL/0266, relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero in vigore dal 1° gennaio 2021

La “Convenzione di Basilea” contiene otto allegati:

La Decisione OECD/LEGAL/0266riporta:

Per garantire la gestione e il recupero adeguati dei rifiuti, sono in corso i lavori per sviluppare linee guida internazionali per una gestione ecologicamente corretta dei rifiuti recuperabili  (international guidelines for environmentally sound management (ESM) of recoverable wastes) nell’impianto ricevente. Procedure per la gestione dei movimenti transfrontalieri di rifiuti esistono anche nell’ambito della Convenzione di Basilea e all’interno dell’Unione Europea, e l’armonizzazione delle procedure e dei requisiti dei diversi sistemi è ormai quasi completata.

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Stati aderenti al Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti

Gli Stati aderenti al Sistema di controllo dell’OCSE per il recupero dei rifiuti (The OECD Control System for waste recovery) sono:

Australia
Austria
Belgio
Canada
Cile
Colombia (La Colombia è diventata un paese aderente all’OCSE/LEGAL/0266 con un calendario specifico per l’attuazione. Pertanto attualmente non partecipa al sistema di controllo della decisione.)
Costa Rica
Repubblica Ceca
Danimarca
Estonia
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Ungheria
Islanda
Irlanda
Israele
Italia
Giappone
Corea
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Messico
Olanda
Nuova Zelanda
Norvegia
Polonia
Portogallo
Repubblica Slovacca
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera
Turchia
Regno Unito
stati Uniti

Tutti Stati Membri dell’OCSE.

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Procedure di controllo

Il Sistema di Controllo dell’OCSE, adottato con la “Decisione OECD/LEGAL/0266, relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero in vigore dal 1° gennaio 2021“, si basa su due tipi di procedure di controllo “Capitolo II, Sezione B (Disposizioni Generali), 2. (Procedure di controllo) della OECD/LEGAL/0266:

I controlli sulle spedizioni di rifiuti vengono effettuati dalle autorità nazionali competenti e dagli Uffici doganali a seconda dei casi, attraverso l’utilizzo di documenti di notifica e di movimento.

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Procedura di controllo verde

Capitolo II, Sezione B (Disposizioni Generali), 2. (Procedure di controllo) della OECD/LEGAL/0266” a) Procedura di controllo verde:

“I rifiuti che rientrano nella procedura di controllo verde sono quelli elencati nell’Appendice 3 della presente decisione. Questa appendice è composta da due parti:

· la parte I contiene i rifiuti di cui all’Allegato IX (Elenco B, Rifiuti non pericolosi) della Convenzione di Basilea, alcuni dei quali sono oggetto di nota ai fini della presente decisione;

· La parte II contiene ulteriori rifiuti che i paesi membri dell’OCSE hanno accettato di sottoporre alla procedura di controllo verde, in conformità ai criteri di cui all’appendice 6 della presente decisione.

La procedura di controllo Verde è descritta nella Sezione C”.

Capitolo II, Sezione C  (Procedura di controllo verde) della OECD/LEGAL/0266

“I movimenti transfrontalieri dei rifiuti soggetti alla procedura di controllo Verde saranno soggetti a tutti i controlli esistenti normalmente applicati nelle transazioni commerciali.

Indipendentemente dal fatto che i rifiuti siano inclusi o meno nell’elenco dei rifiuti soggetti alla procedura di controllo verde (appendice 3), essi non possono essere soggetti alla procedura di controllo verde se sono contaminati da altri materiali in misura tale da (a) aumentare la rischi associati ai rifiuti in misura tale da renderli idonei a essere sottoposti alla procedura di controllo dell’ambra, tenendo conto dei criteri di cui all’appendice 6 della presente decisione, oppure b) impedisce il recupero dei rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente”

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Procedura di controllo ambra

Capitolo II, Sezione B (Disposizioni Generali), 2. (Procedure di controllo) della OECD/LEGAL/0266” a) Procedura di controllo ambra:

I rifiuti che rientrano nella procedura di controllo ambra sono quelli elencati nell’Appendice 4 della presente decisione. Questa appendice è composta da due parti:

· la parte I contiene i rifiuti di cui agli allegati II (Allegato II: Categorie di rifiuti che richiedono un esame speciale) e VIII (Allegato VIII: Elenco A, Rifiuti pericolosi) della Convenzione di Basilea, alcuni dei quali sono oggetto di nota ai fini della presente decisione;

· La parte II contiene ulteriori rifiuti che i paesi membri dell’OCSE hanno accettato di sottoporre alla procedura di controllo ambra, in conformità ai criteri di cui all’appendice 6 della presente decisione.

La procedura di controllo dell’ambra è descritta nella sezione D.”

Capitolo II, Sezione D  (Procedura di controllo ambra) della OECD/LEGAL/0266

D. PROCEDURA DI CONTROLLO AMBRA

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(1) Condizioni

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a) Contratti

I movimenti transfrontalieri di rifiuti nell’ambito della procedura di controllo ambra possono avvenire solo in base ai termini di un contratto scritto valido, o di una catena di contratti, o di accordi equivalenti tra strutture controllate dalla stessa persona giuridica, a partire dall’esportatore e terminando presso l’impianto di recupero. Tutte le persone coinvolte nei contratti o negli accordi devono avere uno status giuridico adeguato.

I contratti devono:

i) Identificare chiaramente: il produttore di ciascuna tipologia di rifiuto, ogni persona che avrà il controllo legale dei rifiuti e l’impianto di recupero;

ii) Garantire che i requisiti pertinenti della presente decisione siano presi in considerazione e siano vincolanti per tutte le parti contraenti.

iii) Specificare quale parte del contratto (i) si assumerà la responsabilità di una gestione alternativa dei rifiuti in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili inclusa, se necessaria, la restituzione dei rifiuti in conformità con la sezione D. (3) (a) di seguito e (ii), a seconda dei casi, dovrà fornire la notifica di riesportazione in conformità alla sezione D.(3) (b) di seguito.

Su richiesta delle autorità competenti dei paesi di esportazione o importazione, l’esportatore fornisce copia di tali contratti o parti di essi.

Qualsiasi informazione contenuta nei contratti previsti ai sensi del paragrafo precedente sarà mantenuta strettamente riservata in conformità e nella misura richiesta dalle leggi nazionali.

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b) Garanzie finanziarie

Ove applicabile, l’esportatore o l’importatore fornisce garanzie finanziarie in conformità ai requisiti del diritto nazionale o internazionale, per il riciclaggio alternativo, lo smaltimento o altri mezzi di gestione ecologicamente corretta dei rifiuti nei casi in cui non è possibile organizzare il movimento transfrontaliero e le operazioni di recupero effettuato come previsto.

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c) Movimenti transfrontalieri di rifiuti ambrati per analisi di laboratorio

I Paesi membri possono esentare dalla procedura di controllo Ambra il movimento transfrontaliero di un rifiuto, qualora sia espressamente destinato ad analisi di laboratorio per valutarne le caratteristiche fisiche o chimiche o per determinarne l’idoneità ad operazioni di recupero. La quantità di tali rifiuti così esentati sarà determinata dalla quantità minima ragionevolmente necessaria per eseguire adeguatamente l’analisi in ciascun caso particolare, ma non superiore a 25 kg. I campioni analitici devono essere adeguatamente imballati ed etichettati e rimangono soggetti alle condizioni stabilite nel capitolo II, sezione B. (1) (c) e (d) della presente decisione. Se un’autorità competente di un paese di importazione o di esportazione deve essere informata ai sensi della sua legislazione nazionale, l’esportatore informa tale autorità di un movimento transfrontaliero di un campione di laboratorio.

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(2) Funzionamento della Procedura di Controllo Ambra:

Le procedure sono previste nell’ambito della procedura di controllo Ambra per i seguenti due casi:

Caso 1: singoli movimenti transfrontalieri o spedizioni multiple verso un centro di recupero;

Caso 2: spostamenti transfrontalieri verso strutture di recupero pre-autorizzate

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Caso 1: Singoli movimenti transfrontalieri di rifiuti o spedizioni multiple verso un impianto di recupero.

a) Prima dell’inizio di ogni movimento transfrontaliero di rifiuti, l’esportatore fornisce una notifica scritta (“ notifica unica ”) alle autorità competenti dei paesi interessati. Il documento di notifica comprende tutte le informazioni elencate nell’appendice 8.A della presente decisione. In conformità con le leggi nazionali, le autorità competenti del paese di esportazione, al posto dell’esportatore, possono trasmettere tale notifica.

b) Nei casi in cui le autorità competenti che agiscono ai sensi delle loro leggi nazionali sono tenute a rivedere i contratti di cui alla sezione D. (1) di cui sopra, il contratto o i contratti o parti di essi da rivedere devono essere inviati insieme alla notifica documento affinché tale revisione possa essere eseguita in modo appropriato.

c) Le autorità competenti dei paesi interessati possono richiedere informazioni aggiuntive se la notifica non è completa. Al ricevimento del documento di notifica completo di cui al precedente paragrafo (a), le autorità competenti del paese di importazione e, se del caso, del paese di esportazione trasmettono una conferma all’esportatore con copia alle autorità competenti di tutti altri paesi interessati entro tre (3) giorni lavorativi dal ricevimento della notifica.

d) Le autorità competenti dei paesi interessati avranno trenta (30) giorni per opporsi , secondo le loro leggi nazionali, al proposto movimento transfrontaliero di rifiuti. Il periodo di trenta (30) giorni per un’eventuale contestazione decorrerà dal rilascio del riconoscimento da parte dell’autorità competente del Paese di importazione.

e) Qualsiasi obiezione da parte di una qualsiasi delle autorità competenti dei paesi interessati deve essere fornita per iscritto all’esportatore e alle autorità competenti di tutti gli altri paesi interessati entro il periodo di trenta (30) giorni.

f) Se non è stata presentata alcuna opposizione ( tacito consenso ), il movimento transfrontaliero dei rifiuti può iniziare allo scadere di questo periodo di trenta (30) giorni. Il consenso tacito scade entro un (1) anno solare dalla fine del periodo di trenta (30) giorni.

g) Nei casi in cui le autorità competenti dei paesi interessati non si oppongono e decidono di fornire il consenso scritto , questo deve essere rilasciato entro il periodo di trenta (30) giorni a partire dal rilascio della conferma di ricevimento della notifica da parte dell’autorità competente del paese di importazione. Il movimento transfrontaliero dei rifiuti può iniziare dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni. Copie dei consensi scritti saranno inviate alle autorità competenti di tutti i paesi interessati. Il consenso scritto è valido fino a un (1) anno solare dalla data del suo rilascio.

h) L’opposizione o il consenso scritto possono essere forniti tramite posta, e-mail con firma digitale, e-mail senza firma digitale seguita da posta o telefax seguita da posta.

i) Il movimento transfrontaliero dei rifiuti può avvenire solo durante il periodo in cui sono validi i consensi di tutte le autorità competenti (consenso tacito o scritto).

j) Ogni movimento transfrontaliero di rifiuti è accompagnato da un documento di movimento che comprende le informazioni elencate nell’appendice 8.B della presente decisione.

k) Entro tre (3) giorni dal ricevimento dei rifiuti da parte dell’impianto di recupero, l’impianto di recupero restituisce una copia firmata del documento di movimento all’esportatore e alle autorità competenti dei paesi di esportazione, transito e importazione. I paesi di transito che non desiderano ricevere una copia firmata del documento di movimento ne informano il segretariato dell’OCSE. L’impianto di recupero conserva l’originale del documento di movimento per tre (3) anni.

l) Non appena possibile, ma non oltre trenta (30) giorni dal completamento del recupero e non oltre un (1) anno solare dal ricevimento dei rifiuti, l’impianto di recupero invia un certificato di recupero all’esportatore e alle autorità competenti dei Paesi di esportazione e importazione tramite posta, posta elettronica con firma digitale, posta elettronica senza firma digitale seguita da posta, oppure telefax seguita da posta.

m) Nei casi in cui rifiuti essenzialmente simili (ad esempio quelli aventi caratteristiche fisiche e chimiche essenzialmente simili) devono essere inviati periodicamente allo stesso impianto di recupero dallo stesso esportatore, le autorità competenti dei paesi interessati possono scegliere di accettare una “notifica generale ” per tali spedizioni multiple per un periodo massimo di un anno. Ciascuna spedizione deve essere accompagnata da un proprio documento di movimento, che comprende le informazioni elencate nell’appendice 8.B della presente decisione.

n) La revoca dell’accettazione di cui al punto (m) di cui sopra può essere effettuata mediante notifica ufficiale all’esportatore da parte di una qualsiasi delle autorità competenti dei paesi interessati. La revoca dell’accettazione per i movimenti transfrontalieri precedentemente concessa ai sensi della presente disposizione sarà comunicata alle autorità competenti di tutti i Paesi interessati dalle autorità competenti del Paese che revoca tale accettazione.

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Caso 2: Movimenti transfrontalieri di rifiuti verso impianti di recupero preautorizzati

a) Le autorità competenti aventi giurisdizione su specifici impianti di recupero nel Paese di importazione possono decidere di non sollevare obiezioni riguardanti i movimenti transfrontalieri di alcune tipologie di rifiuti verso uno specifico impianto di recupero (impianto di recupero pre-autorizzato ) . Tali decisioni possono essere limitate ad un determinato periodo di tempo e possono essere revocate in qualsiasi momento.

b) Le autorità competenti che scelgono questa opzione informano il segretariato dell’OCSE del nome dell’impianto di recupero, dell’indirizzo, delle tecnologie impiegate, dei tipi di rifiuti a cui si applica il consenso preventivo e del periodo coperto. Eventuali revoche dovranno essere comunicate anche al segretariato dell’OCSE.

c) Per tutti i movimenti transfrontalieri di rifiuti verso tali impianti si applicano i paragrafi (a), (b) e (c) del Caso 1.

d) Le autorità competenti dei paesi di esportazione e transito avranno sette (7) giorni lavorativi per opporsi, secondo le loro leggi nazionali, al proposto movimento transfrontaliero di rifiuti. Il periodo di sette (7) giorni lavorativi per un’eventuale contestazione decorre dal rilascio del riconoscimento da parte dell’autorità competente del paese di importazione. In casi eccezionali in cui l’autorità competente del paese di esportazione necessita di più di sette (7) giorni lavorativi per ricevere dall’esportatore le informazioni aggiuntive necessarie per soddisfare i requisiti della propria legislazione nazionale, può informare l’esportatore entro sette ( 7) giorni lavorativi in ​​cui è necessario tempo aggiuntivo. Questo tempo aggiuntivo potrà arrivare fino a trenta (30) giorni a partire dal giorno del rilascio del riconoscimento da parte dell’autorità competente del Paese di importazione.

e) I paragrafi (e), (f) e (g) del Caso 1 si applicano con un periodo di sette (7) giorni lavorativi invece di trenta (30) giorni, tranne che per i casi eccezionali menzionati nel precedente paragrafo (d), in in tal caso il termine resterà di trenta (30) giorni.

f) Si applicano i paragrafi (h), (i), (j), (k) e (l) del Caso 1.

g) Nel caso di accettazione di una notifica generale, si applica il paragrafo (m) del Caso l, con l’eccezione che le spedizioni possono coprire un periodo fino a tre (3) anni. Per la revoca di tale accettazione si applica il comma (n) del Caso 1.

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(3) Obbligo di restituire o riesportare i rifiuti soggetto alla procedura di controllo dell’ambra

Quando un movimento transfrontaliero di rifiuti soggetti alla procedura di controllo ambra, al quale i paesi interessati hanno dato il loro consenso, non può essere completato in conformità con i termini del contratto, per qualsiasi motivo, ad esempio spedizioni illegali, l’autorità competente del paese di importazione dovrà informare immediatamente l’autorità competente del paese di esportazione. Se non è possibile adottare soluzioni alternative per recuperare questi rifiuti in modo ecologicamente corretto nel paese di importazione, si applicano le seguenti disposizioni, a seconda dei casi:

a) Ritorno da un paese di importazione al paese di esportazione:

L’autorità competente del paese di importazione informa le autorità competenti dei paesi di esportazione e di transito, indicando in particolare il motivo della restituzione dei rifiuti. L’autorità competente del paese di esportazione ammette la restituzione di tali rifiuti. Inoltre, le autorità competenti dei paesi di esportazione e di transito non si oppongono né impediscono la restituzione di tali rifiuti. La restituzione dovrebbe avvenire entro novanta (90) giorni dal momento in cui il paese importatore informa il paese esportatore o qualsiasi altro periodo di tempo concordato tra i paesi membri interessati. Qualsiasi nuovo paese di transito richiederebbe una nuova notifica.

b) Riesportazione da un paese di importazione verso un paese diverso dal paese di esportazione iniziale:

La riesportazione da un Paese di importazione di rifiuti soggetti alla procedura di controllo Ambra può avvenire solo previa notifica da parte di un esportatore del Paese di importazione ai Paesi interessati, oltre che al Paese di esportazione iniziale. La procedura di notifica e controllo segue le disposizioni di cui al caso 1 della sezione D. (2), con l’aggiunta che le disposizioni riguardanti le autorità competenti dei paesi interessati si applicano anche all’autorità competente del paese di esportazione iniziale.

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(4) Obbligo di restituire i rifiuti soggetti alla procedura di controllo dell’ambra da un paese di transito

Quando l’autorità competente del paese di transito constata che un movimento transfrontaliero di rifiuti soggetti alla procedura di controllo ambra, al quale i paesi interessati hanno dato il consenso, non soddisfa i requisiti della notifica e dei documenti di movimento o costituisce altrimenti una spedizione illegale, l’autorità competente del paese di transito L’autorità competente del paese di transito informa immediatamente le autorità competenti dei paesi di esportazione e importazione e qualsiasi altro paese di transito.

Se non è possibile adottare soluzioni alternative per recuperare tali rifiuti in modo ecologicamente corretto, l’autorità competente del paese di esportazione ammetterà la restituzione della spedizione di tali rifiuti. Inoltre, le autorità competenti del Paese di esportazione e degli altri Paesi di transito non possono opporsi o impedire la restituzione dei rifiuti. La restituzione dovrebbe avvenire entro novanta (90) giorni dal momento in cui il paese di transito informa il paese di esportazione o qualsiasi altro periodo di tempo concordato tra i paesi interessati.

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(5) Disposizioni relative ai commercianti riconosciuti

a) Un commerciante riconosciuto può agire come esportatore o importatore di rifiuti con tutte le responsabilità associate all’essere un esportatore o importatore.

b) Il documento di notifica di cui al Capo II sezione D (2), caso 1, lettera a) di cui sopra deve includere una dichiarazione firmata dall’esportatore che sono in essere gli opportuni contratti di cui al Capo II sezione D (1) (a) e sono legalmente applicabili in tutti i paesi interessati.

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(6) Disposizioni relative alle Operazioni di Cambio (R12) e di Accumulazione (R13).

Per i movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di scambio (R12) o di accumulo (R13) si applicano i paragrafi da (a) a (j), (m) e (n) del Caso 1. Inoltre:

a) Se i rifiuti sono destinati a uno o più impianti in cui ha luogo un’operazione di recupero R12 o R13 come indicato nell’appendice 5.B della presente decisione, l’impianto o gli impianti di recupero in cui avviene la successiva operazione di recupero R1-R11 come indicato nell’appendice 5. B abbia luogo o possa aver luogo, viene data indicazione anche nel documento di notifica.

b) Entro tre (3) giorni dal ricevimento dei rifiuti da parte dell’impianto o degli impianti di recupero R12/R13, gli impianti restituiscono una copia firmata del documento di movimento all’esportatore e alle autorità competenti dei paesi di esportazione e importazione. Le strutture conserveranno l’originale del documento di movimento per tre (3) anni.

c) Non appena possibile ma non oltre trenta (30) giorni dal completamento dell’operazione di recupero R12/R13 e non oltre un (1) anno solare dal ricevimento dei rifiuti, l’impianto R12 o R13(y) deve inviare un certificato di recupero all’esportatore e alle autorità competenti dei paesi di esportazione e importazione tramite posta, posta elettronica con firma digitale, posta elettronica senza firma digitale seguita da posta o telefax seguita da posta.

d) Quando un impianto di recupero R12/R13 consegna rifiuti per il recupero a un impianto di recupero R1-R11 situato nel paese di importazione, deve ottenere il più presto possibile e comunque entro un anno solare dalla consegna dei rifiuti, una certificazione da parte di l’impianto R1-R11 che il recupero dei rifiuti presso tale impianto è stato completato. L’impianto R12/R13 trasmette tempestivamente la/e certificazione/i applicabile/i alle autorità competenti dei paesi di importazione ed esportazione, identificando i movimenti transfrontalieri a cui la/e certificazione/i si riferisce.

e) Quando un impianto di recupero R12/R13 consegna rifiuti per il recupero a un impianto di recupero R1-R11 situato:

i) nel Paese di esportazione iniziale è necessaria una nuova notifica ai sensi della sezione D. (2); O

ii) in un paese terzo diverso dal paese di esportazione iniziale, è richiesta una nuova notifica conformemente alla sezione D. (3) (b).

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DATABASE OCSE SUI MOVIMENTI TRANSFRONTALIERI DEI RIFIUTI DESTINATI AD OPERAZIONI DI RECUPERO

Il database include informazioni rilevanti per completare i moduli per la notifica e i documenti di movimento richiesti dalle autorità nazionali competenti; ed è aggiornato dall’OCSE. Il database contiene informazioni divise in due parti:

i) i dati di contatto delle autorità competenti e delle strutture di recupero pre-autorizzate

(ii) dettagli sui rifiuti pre-assenso che includono il nome e il codice del rifiuto, il tipo di operazione di recupero applicata, il tipo di tecnologia utilizzata, la validità del pre-assenso e la quantità di rifiuti interessati.

 

Vedi: https://www.oecd.org/env/country-reviews/