Confutazione della tesi dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate che in caso di supposto mancato trasporto in una cessione intracomunitaria invoca il par. 2 dell’art. 62 della Legge IVA

Ai fini delle prove del trasporto al riguardo di acquisti o cessioni intracomunitarie (Vedi: BULGARIA – CESSIONI DEI BENI INTRACOMUNITARIE – PROVA DEL TRASPORTO O DELLA SPEDIZIONE DEL BENE) l’Agenzia nazionale bulgara delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)) quando trova discrepanze o contesta  la documentazione esibita invoca il paragrafo 2 dell’Art. 62 (Luogo di esecuzione dell’acquisizione intracomunitaria) della  legge sull’imposta sul valore aggiunto – Закон за Данък Върху Добавената Стойност (ЗДДС) che dspone che l luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio dello Stato Bulgaria), quando la persona che acquista i beni è registrata ai sensi della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) e li ha acquistati con un numero di identificazione rilasciato nello Stato bulgaro.

L’Art. 62 (Luogo di esecuzione dell’acquisizione intracomunitaria)  della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) dispone che:

“(1) Il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio del Paese, quando i beni arrivano e il loro trasporto termina nel territorio del Paese.

(2) Indipendentemente dal par. 1, il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio dello Stato, quando la persona che acquista i beni è registrata ai sensi della presente legge e li ha acquistati con un numero di identificazione rilasciato nello Stato.

(3) Il paragrafo 2 non si applica quando la persona ha la prova che l’acquisto intracomunitario dei beni è stato tassato nello Stato membro in cui i beni sono arrivati ​​o il loro trasporto è stato completato.
(4) Se l’acquisizione intracomunitaria è tassata ai sensi del par. 2 e successivamente la persona dimostra che tale acquisto intracomunitario è tassato anche nello Stato membro in cui i beni arrivano o termina il loro trasporto, la persona corregge il risultato dell’applicazione del par. 2.
(5) Indipendentemente dal par. 2, il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è lo Stato membro in cui i beni arrivano o termina il loro trasporto, quando ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni:
1. l’intermediario in operazione tripartita acquista i beni con il suo numero identificativo di cui all’art. 94, par. 2 ;
2. il soggetto di cui al comma 1 effettua la successiva consegna dei beni all’acquirente nell’operazione tripartita;
3. il soggetto di cui al punto 1 ha emesso fattura per la consegna di cui al punto 2, rispondente ai requisiti di cui all’art . 114 , in cui indicava di essere intermediario nell’operazione tripartita e che l’imposta di fornitura era dovuta dall’acquirente nell’operazione tripartita;
4. la persona di cui al punto 1 dichiara la consegna di cui al punto 2 nella dichiarazione VIES per il periodo d’imposta in questione.

(6) I documenti che attestano le circostanze di cui al par. 3, 4 e 5, e la procedura per apportare la rettifica di cui al par. 4 sono determinate dalle norme di attuazione della legge .”

Nei casi in cui viene contestato il trasporto e la consegna, a nostro parere, appare infondata la tesi dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) che si basa sull’art. 62, par. 2 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС).

L’art. 62, par. 2 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС), attiene al Luogo di esecuzione dell’acquisizione intracomunitaria.

Ora si tratta di stabilire cosa sia “acquisizione intracomunitaria”.

La definizione di acquisizione intracomunitaria è contenuta nell’art. 13 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che dispone che l’acquisto intracomunitario è l’acquisizione del diritto di proprietà dei beni e di ogni altro diritto di disporre dei beni in qualità di proprietario spediti o trasportati nel territorio dello Stato (Bulgaria) dal territorio di un altro Stato membro, quando il fornitore è un soggetto passivo registrato ai fini IVA in un altro Stato membro.

Quindi, per precisa disposizione dell’art. 13 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) per esserci un acquisto intracomunitario è necessario che i beni siano spediti o trasportati nel territorio della Bulgaria.

Secondo noi per una corretta interpretazione del paragrafo 2 dell’art. 62 non si può prescindere da una visione completa dell’art.62.

Infatti il paragrafo 3 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) dispone che Il paragrafo 2 dell’art. 62 non si applica quando la persona ha la prova che l’acquisto intracomunitario dei beni è stato tassato nello Stato membro in cui i beni sono arrivati o il loro trasporto è stato completato.

Quindi, secondo noi, il paragrafo 2 si riferisce al caso in cui i beni sono arrivati in altro Stato membro ed il soggetto passivo IVA non ha dato prova della tassazione nello Stato membro o che il trasporto sia stato completato.

Tutto questo è confermato dal fatto che il paragrafo 3 non dice “uno Stato membro”, ma dice “nello Stato membro”, riferendosi, appunto, specificatamente, al caso di cui al paragrafo 2.

Per cui, secondo noi, il paragrafo 2 dell’art. 62 si riferisce ad una Operazione triangolare (operazione tripartita – Тристранна операция)  in cui i beni sono acquistati da un soggetto passivo IVA bulgaro ed i beni vengono trasportati o tassati in un altro Stato membro ed il soggetto passivo IVA bulgaro non dà la prova di questo.

Tutto ciò è confermato dal disposto del paragrafo 4 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che dispone che “Se l’acquisizione intracomunitaria è tassata ai sensi del par.2 e successivamente la persona dimostra che tale acquisto intracomunitario è tassato anche nello Stato membro in cui i beni arrivano o termina il loro trasporto, la persona corregge il risultato dell’applicazione del par.2.”

Quindi il paragrafo 4 conferma la tesi che il paragrafo 2 si riferisce ad una operazione tripartita (Тристранна операция) in cui i beni arrivano in altro Stato membro UE o in cui termina il trasporto.

Secondo noi il paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) si riferisce ad una operazione tripartita (Тристранна операция) in cui il soggetto passivo bulgaro è l’intermediario della cessione che compra da uno Stato Membro UE (Stato 1) e vende a soggetto passivo in altro Stato membro UE (Stato 2) con spedizione diretta da Stato 1 a Stato 2.

La nostra tesi trova conferma dal paragrafo 5 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che dispone che:

(5) Indipendentemente dal par. 2, il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è lo Stato membro in cui i beni arrivano o termina il loro trasporto, quando ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni:

  1. l’intermediario in operazione tripartita acquista i beni con il suo numero identificativo di cui all’art. 94, par. 2 ;
  2. il soggetto di cui al comma 1 effettua la successiva consegna dei beni all’acquirente nell’operazione tripartita;
  3. il soggetto di cui al punto 1 ha emesso fattura per la consegna di cui al punto 2, rispondente ai requisiti di cui all’art . 114 , in cui indicava di essere intermediario nell’operazione tripartita e che l’imposta di fornitura era dovuta dall’acquirente nell’operazione tripartita;
  4. la persona di cui al punto 1 dichiara la consegna di cui al punto 2 nella dichiarazione VIES per il periodo d’imposta in questione.”

Quindi per una corretta interpretazione del paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) non si può prescindere da un’attenta lettura dei restanti paragrafi (3,4,5) che evidentemente portano alla conclusione che:

  • Il paragrafo 1 si riferisce ad una situazione in cui il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio del Paese  (Bulgaria), quando i beni arrivano e il loro trasporto termina nel territorio del Paese (Bulgaria);
  • I restanti paragrafi dal 2 al 5 fanno riferimento ad un’operazione tripartita (Тристранна операция) in cui il soggetto passivo bulgaro è l’intermediario ed i beni vengono spediti da uno Stato Membro UE (Stato 1) ed arrivano e il loro trasporto termina nel territorio di un altro Stato membro UE (Stato 2).

Da tutto questo si evince che la tesi dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) è quanto meno contraddittoria in quanto sostiene che non vi è stato trasporto, ma, contemporaneamente, basa la sua pretesa sul paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che, per tutto quanto visto in precedenza, fa specificamente riferimento ad un’operazione tripartita che vede la sua base giuridica nel trasporto dei beni da uno Stato Membro UE (Stato 1) ad un altro Stato membro UE (Stato 2).

Ora consideriamo le norme comunitarie.

Per inquadrare al meglio la normativa su citata bisogna sempre tener presente che l’attuale principio ( in attesa di quello futuro (principio di tassazione nel Paese di origine)) che governa gli scambi intracomunitari è  il principio di tassazione nel Paese di destinazione, secondo cui l’imposta si applicata nel Paese in cui sono consumati i beni e i servizi.

L’art. 40 (Luogo degli acquisti intracomunitari di beni) della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 – Direttiva CE del Consiglio relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto dispone che: “E’ considerato  luogo  di un acquisto intracomunitario di beni il luogo in cui i beni  si  trovano  al momento dell’arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente.

Appare evidente che lart. 40 della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 è in pieno contrasto con l’interpretazione dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) del paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС).

Poniamo il caso che si parli di acquisti effettuati in in altro Stato membro da un soggetto passivo bulgaro e secondo l’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) non vi è stato trasporto.

Se  i beni non si sono spostati dall’altro Stato membro allora, in base all’art. 40 della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112, norma superiore rispetto alla norma nazionale Bulgara, il luogo dell’acquisto è l’altro Stato membro e non la Bulgaria.

Ancora una volta appare evidente come il paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) si riferisce ad una operazione tripartita (Тристранна операция) e non ad un semplice acquisto intracomunitario, altrimenti si avrebbe una evidente violazione da parte del paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) della norma superiore, l’art. 40 della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112.

A conferma della nostra tesi portiamo anche le norme della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 sulla operazione tripartita (Тристранна операция) semplificata.

Nella c.d. “triangolare comunitaria (operazione tripartita (Тристранна операция)) semplificata” (introdotta dalla Direttiva 1999/111/CEE), la cui disciplina a livello comunitario è contenuta negli artt. 141 (Adozione di misure particolari) e 197 (Altri soggetti passivi)  della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 – Direttiva CE del Consiglio relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto:

  • Sono presenti tre operatori economici, tutti soggetti passivi d’imposta (vale a dire titolari di partita IVA);
    • Promotore della triangolazione/ cessionario intermedio, vale a dire il soggetto che genera la triangolazione ed effettua due transazioni, una di acquisto e una di vendita;
    • Primo cedente, cioè il fornitore materiale del bene;
    • Secondo acquirenteDestinatario finale della merce o Cessionario finale, vale a dire colui che riceve materialmente la merce acquistata dal Promotore;
  • SI pongono in essere due cessioni di beni:
    • unaprima cessione tra il primo cedente e il cessionario intermedio;
    • una seconda cessione tra il cessionario intermedio e il cessionario finale;
  • soggetti in questione operano ciascuno in un paese differente appartenente all’Unione Europea;
  • Sebbene vi sia stato un doppio trasferimento della proprietà: dal Primo cedente al Promotore e da quest’ultimo al Destinatario finale, il bene oggetto di compravendita viene materialmente trasportato dal primo Paese, nello Stato membro dove è registrato il destinatario finale;
  • Si realizza un unico trasferimentodi beni dal Paese membro di partenza (Stato del primo cedente) a quello di destinazione (Stato del cessionario finale).

L’art.141 (Adozione di misure particolari) della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 ,  in deroga all’art. 2, paragrafo 1, lett. b) della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 (Sono soggette all’IVA le operazioni seguenti: ……. b) gli acquisti intracomunitari di beni effettuati a titolo oneroso nel territorio di uno Stato membro)sancisce che:

 Ciascuno Stato membro (Stato del Cessionario finale) prende misure particolari per non assoggettare all’IVA  gli acquisti intracomunitari di beni effettuati nel proprio territorio, a norma dell’articolo 40 (Luogo degli acquisti intracomunitari di beni: E’ considerato luogo di un acquisto intracomunitario di beni il luogo in cui i beni si trovano al momento dell’arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente.)qualora siano soddisfatte le condizioni seguenti:
a) l‘acquisto di beni sia effettuato da un soggetto passivo 
(Promotore della triangolazione) non stabilito nello Stato membro in questione (Stato del Cessionario finale), ma identificato ai fini dell’IVA in un altro Stato membro;
b) l‘acquisto di beni sia effettuato ai fini di una cessione successiva di tali beni 
(seconda cessione tra il cessionario intermedio e il cessionario finale)effettuata nello Stato membro in questione (Stato del Cessionario finale) dal soggetto passivo di cui alla lettera a) (Promotore della triangolazione) ;
c) i beni acquistati in tal modo dal soggetto passivo di cui alla lettera a) 
(Promotore della triangolazione) siano direttamente spediti o trasportati a partire da uno Stato membro diverso da quello all’interno del quale egli e’ identificato ai fini dell’IVA e a destinazione della persona nei confronti della quale egli effettua la cessione successiva (Cessionario finale);
d) il destinatario della cessione successiva 
(Cessionario finale) sia un altro soggetto passivo o un ente non soggetto passivo, identificati ai fini dell’IVA nello Stato membro in questione (Stato del Cessionario finale) ;
e) il destinatario di cui alla lettera d)
 (Cessionario finale) sia stato designato, conformemente all’articolo 197, come debitore dell’imposta dovuta per la cessione effettuata dal soggetto passivo che non e’ stabilito nello Stato membro in cui l’imposta e’ dovuta.

L’art.197 (Altri soggetti passivi)  della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 dispone che:

“1. L’IVA e’ dovuta dal destinatario della cessione di beni (Cessionario finale)quando sono soddisfatte le seguenti condizioni:
a) l’operazione imponibile e’ una cessione di beni effettuata alle condizioni di cui all’articolo 141 (Ciascuno Stato membro prende misure particolari per non assoggettare all’IVA  gli acquisti intracomunitari di beni effettuati nel proprio territorio, a norma dell’articolo 40, qualora siano soddisfatte le condizioni seguenti……);
b) il destinatario di tale cessione di beni (Cessionario finale) e’ un altro soggetto passivo, oppure un ente non soggetto passivo, identificati ai fini dell’IVA nello Stato membro dove e’ effettuata la cessione (Stato del Cessionario finale);
c) la fattura emessa dal soggetto passivo non stabilito nello Stato membro del destinatario (Promotore della triangolazione) è redatta conformemente al capo 3, sezioni 3, 4 e 5.
2. Qualora sia designato un rappresentante fiscale come debitore dell’imposta in applicazione dell’articolo 204, gli Stati membri possono prevedere una deroga al paragrafo 1 del presente articolo.

Quindi:

L’art. 15 (Operazione tripartita (Тристранна операция))  della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) dispone che:

“Un’Operazione tripartita è la cessione di beni tra tre persone iscritte ai fini IVA in tre diversi Stati membri A, B e C, per la quale sono presenti contemporaneamente le seguenti condizioni:
1. una persona registrata nello Stato membro A (cedente) consegna beni a una persona registrata nello Stato membro B (intermediario), che a sua volta consegna tali beni a una persona registrata nello Stato membro C (acquirente);
2. la merce viene trasportata direttamente da A a B;
3. l’intermediario non è titolare di partita IVA negli Stati membri A e B;
4. l’acquirente addebita l’IVA come destinatario sulla consegna.”

Alla luce delle norme comunitarie appare evidente che il legislatore bulgaro, nel rispetto della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112, trattando nei paragrafi 2, 3, 4 e 5 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) fa riferimento ad un’operazione tripartita (Тристранна операция).

In un’operazione tripartita (Тристранна операция) semplificata tra operatori economici stabiliti in Stati diversi dell’Unione Europea l’operazione comporta una movimentazione fisica dei beni dallo Stato dove è stabilito il primo cedente direttamente allo Stato (altro Stato membro) di residenza del destinatario finale (cliente finale).
In base alla normativa il primo cedente effettua una cessione intracomunitaria senza applicazione dell’Iva ed il destinatario finale realizza di fatto un acquisto intracomunitario nel proprio Stato, dove assolverà l’imposta.

Tutto questo è in accordo con L’art. 13 (Acquisizione intracomunitaria)  comma 4 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che dispone che non è un acquisto intracomunitario l’acquisizione di beni da parte di una persona registrata ai sensi della presente legge, acquirente in un’operazione triangolare, da un intermediario in un’operazione triangolare.

Quindi in un’operazione tripartita (Тристранна операция):

  • la prima cessione, che vede cedente il primo cedente (soggetto passivo nello Stato 1) e cessionario dell’operazione il promotore dell’operazione (soggetto passivo nello Stato 2), è un acquisto intracomunitario senza applicazione dell’IVA (a patto che a norma del punto c del primo paragrafo dell’art. L’art.141 della Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 i beni acquistati in tal modo dal soggetto passivo di cui alla lettera a) (Promotore della triangolazione) siano direttamente spediti o trasportati a partire da uno Stato membro diverso da quello all’interno del quale egli è identificato ai fini dell’IVA e a destinazione della persona nei confronti della quale egli effettua la cessione successiva (Cessionario finale));
  • la seconda cessione, che vede cedente il promotore dell’operazione (soggetto passivo nello Stato 2) e cessionario dell’operazione il destinatario finale, cessionario finale (soggetto passivo nello Stato 3), realizza di fatto un acquisto  nel proprio Stato, dove assolverà l’imposta.
Il paragrafo 3 dell’Art. 17 (Luogo di adempimento per la consegna della merce) della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС)
disponendo che il luogo di adempimento per la cessione di beni da un intermediario in un’operazione tripartita a un acquirente in un’operazione tripartita (seconda cessione) è lo Stato membro in cui l’acquirente in un’operazione tripartita è registrato ai fini IVA, conferma che l’IVA, in un’operazione tripartita, sarà assolta nello Stato membro dell’acquirente finale.
La qualifica di acquisto intracomunitario per la prima cessione rimane vincolata al fatto che il soggetto passivo IVA Promotore della operazione tripartita (Тристранна операция) possa dimostrare che i beni da Lui acquistati  siano direttamente spediti o trasportati a partire da uno Stato membro diverso da quello all’interno del quale egli è identificato ai fini dell’IVA e a destinazione della persona nei confronti della quale egli effettua la cessione successiva (Cessionario finale)).

A questo punto, appare evidente che il paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) (Indipendentemente dal par. 1, il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio dello Stato, quando la persona che acquista i beni è registrata ai sensi della presente legge e li ha acquistati con un numero di identificazione rilasciato nello Stato) sia stato inserito dal legislatore bulgaro nella previsione in cui il Promotore bulgaro di una operazione tripartita (Тристранна операция) non possa dimostrare che i beni da lui acquistati siano direttamente spediti o trasportati a partire da uno Stato membro diverso dalla Bulgaria a quello a cui sono destinati (Stato del Cessionario finale). Infatti in questa ipotesi la prima cessione non sarà più per il soggetto passivo bulgaro un acquisto intracomunitario senza applicazione dell’IVA, ma si realizza di fatto un acquisto  in Bulgaria, Stato dove sarà  dovuta l’imposta.

Questo tesi concorda pienamente con:

  • il paragrafo 3 dell’art. 62 che dispone che Il paragrafo 2 non si applica quando la persona ha la prova che l’acquisto intracomunitario dei beni è stato tassato nello Stato membro in cui i beni sono arrivati o il loro trasporto è stato completato;
  • il paragrafo 4 dell’art. 62 che dispone che se l’acquisizione intracomunitaria è tassata ai sensi del par. 2 e successivamente la persona dimostra che tale acquisto intracomunitario è tassato anche nello Stato membro in cui i beni arrivano o termina il loro trasporto, la persona corregge il risultato dell’applicazione del par. 2.
  • il paragrafo 5 dell’art. 62 che evidentemente fa riferimento ad una operazione tripartita (Тристранна операция) .

È evidente che il paragrafo 3 dell’art. 62 facendo riferimento in un contesto di acquisto intracomunitario a

  • Stato membro in cui i beni sono arrivati
  • trasporto completato

si riferisce ad una operazione tripartita (Тристранна операция).

Per tutto quanto detto ribadiamo come la tesi dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) sia, quanto meno, contraddittoria in quanto, da un lato, sostiene che non vi è stato trasporto, ma, dall’altro,  basa la sua pretesa sul paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che fa specificamente riferimento, per tutto quanto visto in precedenza, ad un operazione tripartita (Тристранна операция) che vede la sua base giuridica nel trasporto dei beni da uno Stato Membro UE (Stato 1) ad un altro Stato membro UE (Stato 2).

È altrettanto evidente che  l’interpretazione  letterale , avulsa dagli altri paragrafi, che l’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) da del paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) (Indipendentemente dal par. 1, il luogo di esecuzione dell’acquisto intracomunitario è nel territorio dello Stato, quando la persona che acquista i beni è registrata ai sensi della presente legge e li ha acquistati con un numero di identificazione rilasciato nello Stato) è in evidente contraddizione con la norma superiore, l’art. 40 della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 che dispone : “È considerato  luogo  di un acquisto intracomunitario di beni il luogo in cui i beni  si  trovano  al momento dell’arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente.

Mentre appare in sintonia con l’art. 40 della  Direttiva Comunità Europea del 28/11/2006 n. 112 (È considerato  luogo  di un acquisto intracomunitario di beni il luogo in cui i beni  si  trovano  al momento dell’arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente.) l’interpretazione del paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) che  considera il caso in cui Promotore bulgaro di una operazione tripartita (Тристранна операция) non possa dimostrare che i beni da lui acquistati siano direttamente spediti o trasportati a partire da uno Stato membro diverso dalla Bulgaria a quello a cui sono destinati (Stato del Cessionario finale), caso nel quale non siamo in presenza di un acquisto intracomunitario.

Considerando il  paragrafo 2 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) in raccordo ai paragrafi  3, 4 e 5 dell’art. 62 della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) appare evidente che la dicitura di cui al paragrafo 3 se “il trasporto non è stato completato” si riferisce ad una operazione tripartita (Тристранна операция).

Inoltre siamo in presenza di un’ulteriore contraddizione da evidenziare nella tesi prospettata dall’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)).

Il paragrafo 1 dell’Art. 17 (Luogo di adempimento per la consegna della merce) della legge sull’imposta sul valore aggiunto (ЗДДС) dispone che il luogo di adempimento per la consegna di beni che non vengono spediti o trasportati è il luogo in cui i beni si trovano al momento del trasferimento della proprietà e ogni altro diritto di disporre della merce in qualità di proprietario.

Quindi se si accoglie la tesi dell’Agenzia nazionale bulgara delle entrate (  (НАП (NAP)) in base alla quale non vi è stato trasporto il luogo di adempimento per la consegna di beni che non vengono spediti o trasportati è il luogo in cui i beni si trovano al momento del trasferimento della proprietà, quindi nell’ipotesi in oggetto l’altro Stato membro.

 

 

Modello A1 – Certificato di distacco del lavoratore in paesi Ue

Modello A1 – Certificato di distacco del lavoratore in paesi Ue

Il distacco di lavoratori in un altro Stato membro dell’UE per la prestazione di servizi transfrontalieri o l’invio in un’altra occasione (formazione, negoziazione, partecipazione a eventi, ecc.) è una situazione comune.

Seguendo la regola di base (lex loci laboris), l’assicurazione dei lavoratori dovrebbe essere pagata secondo la legislazione dello Stato membro ospitante. Ma ciò comporterebbe serie difficoltà per tutti gli stakeholder (datore di lavoro, lavoratori e istituzioni competenti).

Un “lavoratore distaccato” è un lavoratore che viene inviato dal datore di lavoro per svolgere un servizio in un altro Stato membro dell’UE a titolo temporaneo, nell’ambito di un contratto di servizi, di un distacco infragruppo o di una locazione a titolo temporaneo agenzia .

Ad esempio , un fornitore di servizi può aggiudicarsi un contratto in un altro paese e inviare lì i suoi dipendenti per eseguire il contratto.

I lavoratori distaccati sono diversi dai lavoratori mobili dell’UE in quanto rimangono nello Stato membro ospitante solo temporaneamente e non integrano il suo mercato del lavoro.

La normativa dell’UE definisce una serie di norme obbligatorie relative ai termini e alle condizioni di lavoro da applicare ai lavoratori distaccati

  • per garantire che tali diritti e condizioni di lavoro siano tutelati in tutta l’UE
  • per garantire condizioni di parità ed evitare il “dumping sociale” in cui i fornitori di servizi stranieri possono minare i fornitori di servizi locali perché i loro standard di lavoro sono più bassi.

Per questo motivo, i regolamenti dell’UE prevedono la possibilità di continuare a versare i contributi previdenziali per i lavoratori distaccati ai sensi della legislazione dello Stato membro di invio. L’obiettivo è facilitare la libera circolazione dei lavoratori ed un  altro diritto fondamentale; la libera prestazione dei servizi nell’UE. Trattandosi di una sorta di eccezione alla regola di base, questa possibilità si realizza solo se sono soddisfatti cinque requisiti obbligatori:

  • l’applicabilità del diritto nazionale dello Stato membro di invio prima del distacco del lavoratore;
  • attività significativa del datore di lavoro nello Stato membro di invio;
  • legame diretto tra datore di lavoro e lavoratore distaccato;
  • divieto di sostituzione di altro lavoratore distaccato;
  • periodo di distacco fino a 24 mesi.

Tali norme stabiliscono che, anche se i lavoratori distaccati in un altro Stato membro sono ancora impiegati dalla società di invio e sono soggetti alla legge di tale Stato membro, hanno diritto a una serie di diritti fondamentali in vigore nello Stato membro ospitante .

Questo insieme di diritti è composto da:

  • aliquote minime di retribuzione;
  • periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;
  • ferie annuali minime retribuite;
  • le condizioni di assunzione dei lavoratori tramite agenzie di lavoro interinale;
  • salute, sicurezza e igiene sul lavoro;
  • parità di trattamento tra uomini e donne.

Tuttavia, la direttiva non si applica qualora le condizioni di lavoro applicabili al lavoratore secondo le norme dello Stato membro di invio siano più favorevoli di quanto risulterebbe dall’applicazione della direttiva.

La normativa dell’UE fornisce quindi un quadro chiaro per garantire una concorrenza leale e il rispetto dei diritti dei lavoratori distaccati in modo che sia le imprese che i lavoratori possano sfruttare appieno le opportunità del mercato interno.

La sicurezza sociale dei lavoratori distaccati è disciplinata dal Regolamento n. 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. È disponibile una guida dettagliata che spiega le regole applicabili .

Ai sensi del TITOLO II – DETERMINAZIONE DELLA LEGISLAZIONE APPLICABILE –  comma 1 dell’art. 12 del “REGOLAMENTO (CE) N. 883/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale” la persona che esercita un’attività subordinata in uno Stato membro per conto di un datore di lavoro che vi esercita abitualmente le sue attività ed è da questo distaccata, per svolgervi un lavoro per suo conto, in un altro Stato membro rimane soggetta alla legislazione del primo Stato membro a condizione che la durata prevedibile di tale lavoro non superi i ventiquattro mesi e che essa non sia inviata in sostituzione di un’altra persona.

Ai sensi dell’art.14 del Regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009 , che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale:

1.   Ai fini dell’applicazione dell’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, per «persona che esercita un’attività subordinata in uno Stato membro per conto di un datore di lavoro che vi esercita abitualmente la sua attività ed è da questo distaccata per svolgervi un lavoro per suo conto in un altro Stato membro» si intende anche una persona assunta nella prospettiva di tale distacco in un altro Stato membro, purché, immediatamente prima dell’inizio del rapporto di lavoro in questione, la persona interessata fosse già soggetta alla legislazione dello Stato membro in cui il suo datore di lavoro è stabilito.

2.   Ai fini dell’applicazione dell’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, per un datore di lavoro «che vi esercita abitualmente le sue attività» si intende un datore di lavoro che svolge normalmente attività sostanziali, diverse dalle mere attività di gestione interna, nel territorio dello Stato membro in cui è stabilito, tenendo conto di tutti i criteri che caratterizzano le attività dell’impresa in questione. I criteri applicati devono essere adatti alle caratteristiche specifiche di ciascun datore di lavoro e alla effettiva natura delle attività svolte.

L’art. 15 del Regolamento (CE) n. 987/2009  tratta delle Procedure per l’applicazione dell’art. 12 del regolamento di base, REGOLAMENTO (CE) N. 883/2004

1.   Salva disposizione contraria dell’articolo 16 del regolamento di applicazione, qualora la persona eserciti un’attività in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente a norma del titolo II del regolamento di base, il datore di lavoro o, per la persona che non esercita un’attività subordinata, l’interessato ne informa, se possibile preventivamente, l’istituzione competente dello Stato membro la cui la legislazione è applicabile. Detta istituzione senza indugio rende disponibili le informazioni relative alla legislazione applicabile all’interessato, a norma dell’articolo 11, paragrafo 3, lettera b), o dell’articolo 12 del regolamento di base, alla persona interessata e all’istituzione designata dall’autorità competente dello Stato membro in cui è svolta l’attività.

Quindi I lavoratori inviati per un periodo massimo di 24 mesi dal proprio datore di lavoro in un altro Paese dell’UE (lavoratori distaccati) restano assicurati, ai fini previdenziali, nel Paese di provenienza se vengono soddisfatte tutte le condizioni del distacco, previste dalla normativa comunitaria.

Il documento portatile A1 serve a certificare quale legislazione in materia di sicurezza sociale si applica al lavoratore che, per motivi di lavoro, si sposta in uno o più Stati dell’UE. In sostanza, il predetto documento stabilisce in quale Stato devono essere versati i contributi previdenziali.

Il documento portatile A1 è rilasciato dall’istituzione previdenziale del paese di cui si applica la legislazione.

Detto modello rimane valido fino alla data di scadenza in esso indicata o fino al ritiro da parte dell’istituzione che lo ha emesso.

A1 — Certificato relativo alla legislazione di sicurezza sociale applicabile all’interessato

Il modello A1

Il modello A1 certifica quale legislazione in materia di sicurezza sociale si applichi nel caso del titolare del modello. Solitamente è necessario nei casi in cui la persona interessata, in qualità di lavoratore autonomo o dipendente, abbia dei collegamenti con più di un paese dell’UE(1) in relazione al proprio lavoro autonomo o di dipendente. In base ai regolamenti dell’UE, una persona può essere soggetta unicamente alla legislazione di un paese per volta. Il modello A1 rilasciato dal paese di cui si applica la legislazione e serve a certificare che la persona non è soggetta alla legislazione di nessuno degli altri paesi con cui sono in atto dei collega-menti – in altre parole, che questa persona non è obbligata a versare contributi di sicurezza sociale (compresa l’assicurazione sanitaria) agli altri paesi. Il modello A1 rimane valido fino alla data di scadenza in esso indicata o fino al ritiro del modello da parte dell’istituzione che l’ha rilasciato.

  1. Dove e quando ottenere un modello A1

Nel caso di un lavoratore dipendente che si trasferisce tempo-raneamente per lavoro in un altro paese dell’UE, solitamente il datore di lavoro che richiede per lui il modello A1 all’ente competente del suo paese. Nel caso di dipendenti che normal-mente svolgono un’attività lavorativa in più di un paese dell’UE e dei lavoratori autonomi, la richiesta dev’essere fatta da loro personalmente. Si consiglia di chiedere al datore di lavoro quale procedura seguire.

In Bulgaria istituto competente è l’Agenzia nazionale delle entrate Bulgara ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP).

Consulta la pagina: https://nra.bg/wps/portal/nra/mezhdunarodni-deinosti/koordinaciq-na-sistemite-za-socialna-otgovornost/Dokumenti-obrazci-formuliari

In Italia l’INPS

L’INPS, con la  circolare n. 136 del 23 dicembre 2022 , ha reso noto che è disponibile sul sito dell’istituto l’applicativo per la trasmissione telematica delle domande di rilascio del documento portatile A1 presentate dal lavoratore.

La presentazione telematica è diventata il canale esclusivo a decorrere dal 1° aprile 2023.

Il documento descrive inoltre le nuove modalità di presentazione, tramite il canale telematico, della richiesta di rilascio della certificazione di distacco per il lavoratore domestico e di quella riguardante il dipendente pubblico.

  1. Uso del modello A1

Il modello A1 dev’essere tenuto a disposizione e presentato dal lavoratore o dal datore di lavoro all’ente del paese in cui si sta lavorando, al fine di confermare la propria posizione di sicurezza sociale e di indicare in quale paese dovranno essere versati i relativi contributi.

  1. Quali fattispecie contempla il modello A1?
  • Nel caso in cui il datore di lavoro trasferisca temporaneamente il lavoratore, per suo conto, in un altro paese dell’UE per un periodo massimo di 24 mesi. Questo caso è noto come “distacco”. Le condizioni relative al distacco sono spiegate nella Guida pratica sulla legislazione applicabile, disponibile sul sito al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=868. Se tutte le condizioni per il distacco sono soddisfatte, il mo-dello A1 è rilasciato automaticamente, per certificare che la persona interessata rimane soggetta alla legislazione dello Stato da cui è stata distaccata.
  • Nel caso in cui un lavoratore autonomo che di norma svolge la sua attività in un paese dell’UE, si rechi in un altro paese per proseguire un’attività analoga per un periodo non superiore a 24 mesi. Anche in questo caso, se tutte le condizioni per il distacco sono soddisfatte, il modello A1 certifica che la persona interessata rimane soggetta alla legislazione dello Stato di provenienza.
  • Nel caso in cui un lavoratore dipendente svolga di norma un’attività lavorativa in più di uno Stato dell’UE, contemporaneamente o alternativamente. A seconda della fattispecie, la persona potrebbe essere soggetta alla legislazione dello Stato di residenza o del paese in cui è si-tuata la sede legale o operativa del datore di lavoro.
  • Nel caso in cui un lavoratore autonomo svolga normalmente un’attività lavorativa in più di uno Stato dell’UE, contemporaneamente o alternativamente. A seconda della fattispecie, la persona potrebbe essere soggetta alla le-gislazione dello Stato di residenza o del paese in cui si trova il suo centro di interesse. Per avere maggiori informazioni sulle condizioni che stabiliscono quale legislazione trovi applica-zione si prega di consultare la Guida pratica sulla legislazione applicabile, disponibile sul sito al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=868.
  • Nel caso in cui un lavoratore svolga contemporanea-mente un’attività di lavoratore dipendente e di lavorato-re autonomo in diversi paesi dell’UE. In questa fattispecie, il modello A1 certificherà che la legislazione prevalente sia quella del paese in cui si svolge l’attività di lavoro dipendente.
  • Nel caso di un dipendente pubblico che svolga un’attività lavorativa in più di un paese dell’UE. In questa fattispecie, il modello A1 certificherà che il funzionario resta soggetto alla legislazione dell’amministrazione per cui pre-sta servizio
  • Nel caso in cui sia nell’interesse del lavoratore derogare ad una qualunque delle predette norme, a richiesta del datore di lavoro, due o più Stati dell’UE potrebbero con-cordare che il lavoratore sia soggetto alla legislazione di uno Stato diverso da quello previsto dalla normativa. Il modello A1 certificherà a quale legislazione sia soggetto il lavoratore.

In Bulgaria, la valutazione dell’attuazione dei cinque requisiti obbligatori:

  • l’applicabilità del diritto nazionale dello Stato membro di invio prima del distacco del lavoratore;
  • attività significativa del datore di lavoro nello Stato membro di invio;
  • legame diretto tra datore di lavoro e lavoratore distaccato;
  • divieto di sostituzione di altro lavoratore distaccato;
  • periodo di distacco fino a 24 mesi.

è effettuata dall’Agenzia nazionale delle entrate Bulgara ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP).

Un datore di lavoro dalla Bulgaria che invia/invia lavoratori in un altro Stato membro dell’UE è obbligato a informare la direzione territoriale competente dell’Agenzia nazionale delle entrate Bulgara. In linea di principio, brevi periodi di distacco/invio non esonerano il datore di lavoro da tale obbligo. A tale scopo si deve utilizzare  il modulo Окд-236.  Dopo aver ricevuto la notifica e se i cinque requisiti obbligatori sono soddisfatti, l’Agenzia nazionale delle entrate Bulgara emette un certificato A1 che attesta che la persona è assicurata in Bulgaria e la notifica, indipendentemente dal fatto che sia stato richiesto dal datore di lavoro e/o dal dipendente.

Il modulo A1 dimostra  che quando lavora all’estero, il lavoratore distaccato rimane assicurato in Bulgaria e libera la persona/datore di lavoro dagli obblighi assicurativi ai sensi della legislazione de Paese ospite.

Per i lavoratori assicurati in Bulgaria che sono distaccati nell’ambito della prestazione di servizi nell’UE, i contributi previdenziali sono dovuti sul reddito da lavoro dipendente,  ma non meno da il salario minimo nel paese ospitante e non oltre l’importo massimo mensile del reddito assicurativo .

Tariffe salariali minime  sono determinati dalla legge e/o dalla prassi nazionale dello Stato membro ospitante. Le informazioni sull’esistenza di salari minimi in altri Stati membri e sul loro importo sono fornite dall'”Agenzia esecutiva dell’Ispettorato generale del lavoro”, Изпълнителна агенция “Главна инспекция по труда”.

Per i lavoratori assicurati in Bulgaria, distaccati nell’ambito della prestazione di servizi in un paese dell’UE, in cui non si applicano tariffe salariali minime, l’assicurazione dovuto al reddito da lavoro dipendente, ma non inferiore alle soglie assicurative minime previste dalla legge bulgara e non superiore all’importo mensile massimo del reddito assicurativo.

 Se tutti o parte dei cinque requisiti obbligatori per il rilascio di un certificato A1 non sono soddisfatti,  l’Agenzia nazionale delle entrate Bulgara rifiuta e i contributi previdenziali per i lavoratori distaccati sono pagati secondo la legislazione del paese ospitante Stato membro.

Per avere maggiori informazioni sulle condizioni che stabiliscono quale legislazione trova applicazione puoi consultare la Traduzione della Practical guide on the applicable legislation in the European Union (EU), the European Economic Area (EEA) and in Switzerland -Guida pratica alla legislazione applicabile nell’Unione Europea (UE), nello Spazio Economico Europeo (SEE) e in Svizzera.

(1)  Le espressioni “paese dell’UE” o “Stato membro dell’UE” si riferiranno anche ad Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera non appena si applicheranno a tali Stati il “REGOLAMENTO (CE) N. 883/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale” e il Regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009 , che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale

 Guida pratica alla legislazione applicabile nell’Unione Europea (UE), nello Spazio Economico Europeo (SEE) e in Svizzera