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Riforma dell’IVA nell’era digitale (VAT in the Digital Age (ViDA)

L’8 dicembre 2022, la Commissione europea (CE) ha pubblicato la sua proposta di riforma dell’IVA nell’era digitale (VAT in the Digital Age (ViDA) che si basa su tre pilastri:

  1. Single VAT Registration (Partita IVA Unica)  – Questo pilastro si concentra sulla semplificazione della registrazione IVA attraverso l’ampliamento del sistema One-Stop Shop (OSS) con l’estensione dal 2025 della dichiarazione IVA unica OSS per l’e-commerce e alcuni movimenti di merci B2B. Dal 1° luglio 2021 l’e-commerce transfrontaliero B2C (cioè verso i clienti finali) può essere regolato con l’utilizzo del One Stop Shop, che consente agli operatori che desiderano vendere ai consumatori in più di uno Stato membro di registrarsi una sola volta e di adempiere gli obblighi Iva attraverso un unico portale online. In altre ipotesi, invece, è ancora necessario registrarsi ai fini dell’Iva in altri Stati membri. La proposta della Commissione prevede di ampliare l’accesso al regime dello sportello unico ed introduce altre novità finalizzate a semplificare gli adempimenti per le imprese nelle operazioni transfrontaliere;
  2. Platform Economy 2025 Le nuove norme impongono alle piattaforme/intermediari, nei settori delle locazioni a breve termine e del trasporto passeggeri, di garantire la riscossione ed il versamento dell’Iva sulle operazioni che facilitano quando il fornitore effettivo non lo fa. Contestualmente anche le piattaforme potranno utilizzare le misure di semplificazione esistenti (ad esempio, il Sistema  OSS, One stop shop, e l’inversione contabile);
  3. Digital Reporting * and E-Invoicing (Rendicontazione e fatturazione digitale) Fatturazione elettronica obbligatoria  e rendicontazione digitale delle transazioni B2B di forniture intracomunitarie (intra-community supplies (ICS). Questo pilastro introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per le transazioni transfrontaliere business-to-business (B2B) all’interno dell’UE, con l’obiettivo di standardizzare la fatturazione tra gli Stati membri. Il sistema implementa anche requisiti di rendicontazione digitale quasi in tempo reale, consentendo alle autorità fiscali di monitorare più da vicino le transazioni e di combattere efficacemente le frodi IVA. Le imprese dovranno aggiornare la loro infrastruttura digitale per soddisfare questi standard di rendicontazione in tempo reale, che rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla presentazione periodica dell’IVA.

* I requisiti di rendicontazione digitale (Digital Reporting Requirements  (DRR)) sono l’invio digitale obbligatorio, in tempo reale o quasi in tempo reale, dei dati IVA a livello di transazione alle autorità fiscali, con l’obiettivo di ridurre le lacune fiscali e le frodiParte dell’iniziativa UE “IVA nell’era digitale” (ViDA) , queste norme standardizzano la fatturazione elettronica per le transazioni B2B transfrontaliere. Tra le tappe fondamentali figurano l’obbligo di fatturazione elettronica e rendicontazione per le transazioni intra-UE entro luglio 2030.

L’11 marzo 2025, con la Direttiva (UE) 2025/516 del Consiglio, dell’11 marzo 2025, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le norme IVA per l’era digitale, i 27 Stati membri dell’UE hanno adottato all’unanimità il pacchetto IVA nell’era digitale (ViDA) , la riforma più radicale del regime IVA nell’Unione dalla creazione del mercato unico nel 1993. Il pacchetto è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 25 marzo 2025 ed è entrato in vigore il 14 aprile 2025. Le modifiche saranno introdotte gradualmente entro il 1° gennaio 2035.

ViDA non è un regime separato, ma un pacchetto legislativo ( il c.d. “Pacchetto ViDA”) che modifica l’attuale direttiva IVA 2006/112/CE e che si compone

Gli atti normativi approvati prevedono un’ampia revisione dell’imposta, conformandola all’era digitale, agendo, come abbiamo visto, principalmente su tre pillars:

  1. una rendicontazione digitale in tempo reale delle operazioni relative al commercio transfrontaliero, basata sulla fatturazione elettronica europea armonizzata;
  2. l’obbligo per le piattaforme digitali, che facilitano i servizi nei settori del trasporto passeggeri e delle locazioni a breve termine, di riscuotere e versare l’Iva dovuta;
  3. la realizzazione di “a single VAT registration across the EU” attraverso il Vat one stop shop.

Commissione europea – Consultazione pubblica sull’ammodernamento delle norme Iva rispetto all’era digitale

La Commissione europea ha indetto,  per valutare la necessità di un “ammodernamento” delle norme Iva rispetto all’era digitale, una consultazione pubblica a cui è possibile partecipare fino al 15 aprile 2022.

La consultazione è disponibile sul portale “Di’ la tua” della Commissione europea dove è possibile lasciare commenti e rispondere al questionario online.

La Commissione ha messo in calendario, per il terzo trimestre del 2022, una nuova direttiva che sarà orientata a introdurre nel sistema Iva europeo i vantaggi della tecnologia digitale sotto forma di maggiori semplificazioni per le imprese e sul fronte di una maggiore efficacia nel contrasto alle frodi.

Il piano d’azione della Commissione per una tassazione equa e semplice sottolinea la necessità di riflettere sul modo in cui le autorità fiscali possono utilizzare la tecnologia per combattere la frode fiscale e offrire vantaggi alle imprese e sul fatto che le attuali norme in materia di IVA siano adeguate all’attività imprenditoriale nell’era digitale.

Il piano d’azione annuncia un intervento sul fronte della digitalizzazione dei processi Iva, una proposta legislativa per il 2022 sull'”IVA nell’era digitale”, che riguarderà:

  • gli obblighi di dichiarazione IVA e l’armonizzazione di forme di comunicazione dei dati da parte degli operatori sulle transazioni effettuate e/o l’introduzione futura della fatturazione elettronica obbligatoria per tutti gli Stati Ue;
  • regole ad hoc per la cosiddetta “economia delle piattaforme”, ossia per le transazioni che si svolgono sui portali online; modalità di identificazione unica in tutta l’Ue per gli operatori Iva, attraverso un’estensione ulteriore degli sportelli unici Oss e Ioss entrati in vigore il 1° luglio 2021 (DIRETTIVA (UE) 2017/2455 DEL CONSIGLIO del 5 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni);
  • la partita IVA unica nell’UE.

La Commissione aveva presentato nel luglio 2020 il PIANO D’AZIONE PER UNA FISCALITÀ EQUA E SEMPLICE A SOSTEGNO DELLA STRATEGIA DI RIPRESA , pacchetto di 25 azioni da realizzare entro il 2024. L’intervento sul fronte della digitalizzazione dei processi Iva era già previsto  in vista di più obiettivi sul fronte della fiscalità europea:

  • semplificazione degli adempimenti in capo agli operatori;
  • estensione della cooperazione amministrativa all’economia delle piattaforme digitali (concretizzatosi nella direttiva DAC (Directive Administrative Cooperation) 7 (Direttiva 2021/514/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE che ha esteso alle piattaforme digitali lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale));
  • revisione del Codice di condotta e dei parametri di valutazione delle giurisdizioni non cooperative.

La Commissione intende intervenire, con questo progetto specifico, sulle regole europee dell’Iva (direttiva n. 2006/112/Ue), introducendo elementi di novità frutto del progresso in campo digitale e tecnologico.

Il primo ambito di intervento è armonizzare, in modo da ridurre i costi di obblighi diversificati in capo alle imprese che operano in più Stati, le richieste, attualmente discipline in maniera differenziata nella Ue, nei confronti degli operatori, di comunicare all’amministrazione fiscale dati sulle proprie transazioni (digital reporting requirements).

I soggetti interessati sono chiamati a pronunciarsi:

  • sull’efficacia degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie per il contrasto alle frodi;
  • sulla possibilità di introdurre a livello europeo l’obbligo di fatturazione elettronica, sia nelle transazioni tra imprese che in quelle verso privati;
  • creazione di un sistema di registrazione Iva unico all’interno dell’Uecreazione di un sistema di registrazione Iva unico all’interno dell’Ue;
  • sull’introduzione nella direttiva Iva di  disposizioni specifiche per l’ “economia delle piattaforme digitali”, operazioni in cui interagiscono tre soggetti:
    • il venditore/prestatore;
    • il cliente;
    • una piattaforma digitale su cui si svolge l’incontro tra domanda e offerta.

Nella consultazione, a proposito delle “piattaforme digitali” si legge:

“Le attuali norme sull’Iva non sono adeguate nei confronti delle sfide dell’economia di piattaforma  ad esempio per garantire un’equa tassazione delle transazioni economiche sia online che tradizionali, e assicurare che gli Stati membri adottino un approccio uniforme all’applicazione delle norme sull’Iva per quanto riguarda il fornitore, la natura dei servizi, il luogo della prestazione e le dichiarazioni alla luce dei modelli di business differenti e in evoluzione”.

La consultazione, sulla creazione di un sistema di registrazione Iva unico all’interno dell’Ue, parte dalla considerazione che il sistema One Stop Shop  (OSS) consente agli operatori aderenti di evitare di dover effettuare più registrazioni Iva nell’Ue per le transazioni transfrontaliere.

Un’opzione potrebbe essere estendere ulteriormente il One Stop Shop  (OSS) o  prevedere misure di semplificazione nelle vendite business to business (B2B) o  intervenire sull’ Import One Stop Shop (IOSS), regime speciale per le vendite a distanza dei beni di modico valore importati da territori terzi o paesi terzi nell’Ue.

La Commissione europea – consultazione pubblica per aggiornare le norme Iva rispetto all’era digitale

Nell’ambito  di una nuova direttiva che la Commissione ha previsto di emanare entro il terzo trimestre del 2022,  orientata a introdurre nel sistema Iva europeo i vantaggi della tecnologia digitale sotto forma di maggiori semplificazioni per le imprese e sul fronte di una maggiore efficacia nel contrasto alle frodi, fino al prossimo 15 aprile è possibile partecipare alla consultazione pubblica che la Commissione europea ha indetto per valutare la necessità di un aggiornamento delle norme Iva rispetto all’era digitale.

Il piano d’azione della Commissione per una tassazione equa e semplice sottolinea la necessità di riflettere sul modo in cui le autorità fiscali possono utilizzare la tecnologia per combattere la frode fiscale e offrire vantaggi alle imprese.

Il piano d’azione annuncia una proposta legislativa per il 2022 sull'”IVA nell’era digitale”, che riguarderà:

  • gli obblighi di dichiarazione IVA e la fatturazione elettronica, armonizzazione di forme di comunicazione dei dati da parte degli operatori sulle transazioni effettuate e/o l’introduzione futura della fatturazione elettronica obbligatoria per tutti gli Stati Ue;
  • il trattamento dell’IVA per l’economia delle piattaforme, regole ad hoc per la cosiddetta “economia delle piattaforme”, ossia per le transazioni che si svolgono sui portali online;
  • la partita IVA unica nell’UE, modalità di identificazione unica in tutta l’Ue per gli operatori Iva, attraverso un’estensione ulteriore degli sportelli unici One-stop shop (OSS) e Import one-stop shop (IOSS) entrati in vigore il 1° luglio 2021 (vedi: Modifiche al regime IVA e-commerce indiretto in ambito B2C – Regimi OSS e IOSS).

Nel luglio 2020, in vista di più obiettivi sul fronte della fiscalità europea, dalla semplificazione degli adempimenti in capo agli operatori all’estensione della cooperazione amministrativa all’economia delle piattaforme digitali (poi concretizzatosi nella direttiva Dac 7 approvata nella primavera del 2021, vedi: L’evoluzione delle Directive Administrative Cooperation sullo scambio automatico di informazioni fiscali dalla DAC 1 alla DAC 7), fino alla revisione del Codice di condotta e dei parametri di valutazione delle giurisdizioni non cooperative,  la Commissione aveva presentato  una roadmap fiscale da realizzare entro il 2024 in 25 innovazioni che intervengono in diversi ambiti delle regole fiscali comunitarie, alcune per semplificare gli adempimenti e ridurre gli oneri amministrativi, altre per rendere più incisivo il contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva e alle frodi.

Con questo progetto specifico, la Commissione intende intervenire sulle regole europee dell’Iva date dalla direttiva n. 2006/112/Ue, introducendo alcuni elementi di novità frutto del progresso in campo digitale e tecnologico.

Esistendo attualmente discipline differenziate in Ue, una prospettiva è armonizzare, in modo da ridurre i costi di obblighi diversificati in capo alle imprese che operano in più Stati, i digital reporting requirements ( richieste, nei confronti degli operatori, di comunicare all’amministrazione fiscale dati sulle proprie transazioni).

Per il contrasto alle frodi, i soggetti interessati sono chiamati a pronunciarsi:

  • sull’efficacia degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie
  • sulla possibilità di introdurre a livello europeo l’obbligo di fatturazione elettronica, sia nelle transazioni tra imprese che in quelle verso privati.