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Anno fiscale 2018 – Art. 89 TUIR – SC 2019, Quadro RF Rigo 47 – Società con sede in Bulgaria

Di seguito esporremo una disamina dell’aspetto dichiarativo nel Modello Società di Capitali , Redditi 2018, degli utili derivanti dalla partecipazione in società Bulgare (gli artt. del TUIR presi in considerazione sono nella formulazione anteriore all’entrata in vigore (periodo d’imposta successivo al 31/12/2018) del D.Lgs. 29/11/2018 n.142).

In base al comma 2 dell’art. 89 del T.U.I.R.  gli utili distribuiti da societa’ sono esclusi dalla formazione del reddito della societa’ o dell’ente ricevente per il 95 per cento del loro ammontare (quindi concorrono a formare il reddito dell’esercizio in cui sono percepiti solo per il 5%)

Il comma 2 dell’art. 89 del TUIR, riferendosi agli “utili distribuiti” prevede, ai fini IRES, l’imposizione per cassa dei dividendi rivenienti dalle  società ed enti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a), b) e c) e d) .

Da considerare che  l’art. 48 del TUIR, Redditi imponibili ad altro titolo, dispone:

“1. Non costituiscono redditi di capitale gli interessi, gli utili e gli altri proventi di cui ai precedenti articoli conseguiti dalle società e dagli enti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), e dalle stabili organizzazioni dei soggetti di cui alla lettera d) del medesimo comma, nonché quelli conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali.

2. I proventi di cui al comma 1, quando non sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, concorrono a formare il reddito complessivo come componenti del reddito d’impresa.”

Quindi gli utili in esame concorrono a formare il reddito complessivo come componenti del reddito d’impresa.

Da cui, ai fini dell’esclusione di cui al secondo comma dell’art. 89, vanno considerati nelle poste del reddito d’impresa del Quadro RF tra le voci variazioni in diminuzione.

Il comma 3 dell’art. 89 del TUIR estende l’esclusione del comma 2  agli utili provenienti da soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), le societa’ e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalita’ giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.

Quindi gli utili provenienti da società estere sono esclusi dalla formazione del reddito della societa’ o dell’ente ricevente per il 95 per cento del loro ammontare.

Il comma 3 pone anche delle condizioni ed è da tener presente che il comma 3 dell’art. 89 è stato sostituito dall’art. 5 comma 1, lettera g)  del D.Lgs. 29 novembre 2018 n. 142 e che le disposizioni così come modificate si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.

Il D.Lgs. 142/2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2018 che ha dato attuazione alla Direttiva UE 2016/1164, Direttiva anti elusione fiscale (c.d. “Anti Tax Avoidance Directive” –  “Atad”),  ha portato a una revisione integrale del comma 3 dell’art. 89  del T.U.I.R. mediante una nuova formulazione .

Le modifiche si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, nonché agli utili percepiti e alle plusvalenze realizzate a decorrere dal medesimo periodo di imposta per cui, di norma, per i soggetti per cui  il periodo d’imposta coincide con l’anno solare la nuova formulazione del terzo comma si applica a partire dal 01/01/2019.

Quindi, per il periodo d’imposta 2018, dovremo esaminare il terzo comma dell’art. 89 del T.U.I.R. nella formulazione anteriore all’entrata in vigore del D. Lgs 142/2018.

In base al comma 3 l’esclusione del comma 2 si applica agli utili provenienti da societa’  non residenti nel territorio dello Stato se diverse da quelli residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato inclusi nel decreto o nel provvedimento emanati ai sensi dell’articolo 167, comma 4.

Il comma 4 dell’art. 167 nella formulazione anteriore all’entrata in vigore del D. Lgs 142/2018  considera privilegiati i regimi fiscali, anche speciali di Stati  laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia.

Esaminando in concreto il caso di soggetti con sede in Bulgaria, con una tassazione “bulgara” al 10% e un’IRES al 24%il livello nominale di tassazione risulta inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia.

Ma il primo comma dell’art. 167 dispone che la normativa CFC si applica a societa’  residenti  in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al comma 4, diversi da quelli appartenenti all’Unione europea.

La Bulgaria è uno stato UE, quindi per il primo comma, non è considerato Stato a regime fiscale privilegiato in base al parametro del quarto comma (tassazione nominale inferiore al 50 per cento di quella italiana).

Nel terzo comma dell’art. 89 del T.U.I.R. nella formulazione anteriore all’entrata in vigore del D. Lgs 142/2018 si fa riferimento a   societa’  non residenti nel territorio dello Stato se diverse da quelli residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato inclusi nel decreto o nel provvedimento emanati ai sensi dell’articolo 167, comma 4.

La Circolare n. 35/E dell’Agenzia delle Entrate del 4 agosto 2016 che ha come oggetto la disciplina delle controlled foreign companies, modifiche ai criteri di individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata al

  • paragrafo 1.2.1 tratta dei regimi fiscali privilegiati in vigore fino al periodo d’imposta 2014 ed elenca quelli ricompresi nel D.M. 21 novembre 2001;
  • paragrafo 1.2.2 tratta dei regimi fiscali privilegiati in vigore nel periodo d’imposta 2015;
  • paragrafo 1.2.3 tratta dei regimi fiscali privilegiati a partire dal 1° gennaio 2016.

Ora c’è da evidenziare che in base ad una lettura letterale del terzo comma dell’art. 89 la Bulgaria non è ricompresa tra gli Stati elencati nel D.M. 21 novembre 2001.

Inoltre la Circolare n. 35/E dell’Agenzia delle Entrate del 4 agosto 2016 al paragrafo 1.2.3 considera che: <<Il comma 4 dell’articolo 167 del TUIR, nella sua formulazione attuale, prevede che: “I regimi fiscali, anche speciali, di Stati o territori si considerano privilegiati laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia”>>

Nel contempo: <<La legge di stabilità 2016, intervenendo sull’articolo 167, comma 1, del TUIR ha escluso espressamente dalla nozione di “Stati o territori a regime fiscale privilegiato” gli Stati appartenenti all’Unione europea ovvero quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni.>>

A questo punto, però, è doveroso fare un’ulteriore considerazione: l‘articolo 1 Comma 142, lett. b) n.4 della Legge del 28/12/2015 n. 208 ha esteso a “Stati appartenenti all’Unione europea ovvero a quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni” la disciplina del comma 8-bis dell’art. 167 del TUIR, introdotto dall’art. 13 lett. c) del  decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78,  convertito nella  Legge 3 agosto 2009, n. 102.

Nella derivata formulazione il comma 8-bis dispone che la disciplina di cui al comma 1 trova applicazione anche nell’ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati  in Stati appartenenti all’Unione europea ovvero a quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a piu’ della meta’ di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia;

b) hanno conseguito proventi derivanti per piu’ del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attivita’ finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla proprieta’ industriale, letteraria o artistica nonche’ dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la societa’ o l’ente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa societa’ che controlla la societa’ o l’ente non residente, ivi compresi i servizi finanziari.

Quindi, in base al comma 8-bis dell’art. 167 nella formulazione anteriore al D. lgs. 142/2018qualora ricorrono congiuntamente le condizioni previste ai punti a) e b) si è assoggettati alla disciplina CFC.

A complicare ulteriormente l’esame della fattispecie in oggetto vengono le istruzioni al  Quadro RF, SC 2019, Redditi società di capitali 2018, Rigo RF 47:

Nel rigo RF47, colonna 3, vanno indicati gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. a), b), e c) e d), del TUIR, esclusi da tassazione, ai sensi dell’art. 89 del TUIR. In particolare, in tale rigo va indicato il 95 per cento dell’importo percepito nel periodo d’imposta degli utili provenienti da soggetti residenti in Stati o territori non aventi un regime fiscale privilegiato, anche speciale, individuati ai sensi dell’art. 167, comma 4, del TUIR, e delle remunerazioni derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza allorché sia previsto un apporto diverso da quello di opere e servizi o, se ivi residenti, che sia dimostrato anche a seguito di istanza di interpello che dalle partecipazioni non consegua l’effetto di localizzare i redditi in detti Stati o territori a decorrere dall’inizio del periodo di possesso della partecipazione (comma 3 dell’art. 89 del TUIR). Si considerano provenienti da società residenti in Stati o territori a regime privilegiato gli utili relativi al possesso di partecipazioni dirette in tali società o di partecipazioni di controllo anche di fatto, diretto o indiretto, in altre società residenti all’estero che conseguono utili dalla partecipazione in società residenti in Stati o territori a regime privilegiato e nei limiti di tali utili. Tale limitato concorso alla formazione del reddito si applica al verificarsi della condizione prevista dall’art. 44, comma 2, lett. a), del TUIR.

Se dovessimo seguire la lettera delle istruzioni al  Quadro RF, SC 2019, Redditi società di capitali 2018, Rigo RF 47, dovremmo considerare solo, in base al quarto comma dell’art. 167, come speciali i regimi fiscali di Stati laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50 per cento di quello applicabile in Italia.

Ma, come detto, il primo comma dell’art. 167 dispone che la normativa CFC si applica a societa’  residenti  in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al comma 4, diversi da quelli appartenenti all’Unione europea.

La Bulgaria è uno stato UE, quindi per il primo comma, non è considerato Stato a regime fiscale privilegiato in base al parametro del quarto comma (tassazione nominale inferiore al 50 per cento di quella italiana).

È opportuno richiamare il comma 8-bis dell’art. 167 che dispone che la disciplina di cui al comma 1 trova applicazione anche nell’ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati  in Stati appartenenti all’Unione europea ovvero a quelli aderenti allo Spazio economico europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni di cui ai punti a) e b).

Se si guarda allo spirito della normativa CFC sembrerebbe più corretto attenersi alla verifica delle suddette condizioni.

Riassumendo, con un’interpretazione ovviamente personale, possiamo concludere che ai fini dell’aspetto dichiarativo nel Modello Società di Capitali , Redditi 2018:

  • in base ad una lettura letterale del comma terzo dell’art. 89 del TUIR, gli utili derivanti dalla partecipazione in società Bulgare, non essendo la Bulgaria ricompresa negli Stati elencati nel D.M. 21 novembre 2001 ed essendo Stato UE, sono esclusi dalla formazione del reddito della societa’ o dell’ente ricevente per il 95 per cento del loro ammontare;
  • in base ad una lettura restrittiva, che pone il focus sullo spirito della normativa CFC, va effettuata la verifica del verificarsi congiuntamente delle due condizioni previste nell’art. 8-bis del 167 del TUIR. È evidente che in presenza delle predette condizioni non si dovrebbe poter beneficiare dell’esclusione di cui al comma 2 dell’art. 89 e si sarebbe assoggettati alla normativa CFC con conseguente compilazione del Quadro FC ed RM.

Ai fini dell’esclusione di cui al secondo comma dell’art. 89, gli utili derivanti dalla partecipazione in società estere, ricorrendo le suddette condizioni di esclusione vanno considerati nelle poste del reddito d’impresa del Quadro RF tra le voci variazioni in diminuzione.

Nel quadro RF, dedicato alla determinazione del reddito d’impresa, tra le variazioni in diminuzione, al rigo RF47, colonna 3, vanno indicati gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, lettera d), del TUIR, esclusi da tassazione, ai sensi dell’art. 89 del TUIR.

Nel quadro RF, dedicato alla determinazione del reddito d’impresa, tra le variazioni in diminuzione, al rigo RF47, colonna 3, va indicato il 95 per cento dell’importo percepito nel periodo d’imposta. l’imposta estera  può essere detratta dall’IRES per un ammontare pari al 5% del totale. Per la determinazione del Credito d’Imposta vedi il Quadro CE, il risultato del Rigo CE 26 va riportato nel Quadro RN al rigo RN 13.

Il concorso del residuo 5% non ha la funzione di duplicare, sia pure in parte, il prelievo attuato sulla società erogante, ma è motivato, per ragioni di semplificazione, della possibilità di includere nel calcolo del reddito i costi di gestione della partecipazione, che, diversamente, in quanto riferibili a proventi non partecipanti alla formazione del reddito, avrebbero dovuto essere recuperati a tassazione con evidenti difficoltà per la loro corretta individuazione.

L’art. 165, comma 10, del TUIR stabilisce che se un reddito estero concorre solo parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l’imposta estera deve essere ridotta in misura corrispondente.

Di conseguenza, l’imposta estera in caso di utili di fonte estera può essere detratta dall’IRES per un ammontare pari al 5% del totale in caso di utili tassati in misura ridotta

Vedi: Anno fiscale 2018 – Disciplina CFC – Società controllata con sede in Bulgaria – Condizioni ed aspetti dichiarativi