Archivi categoria: Italia – Convenzioni per evitare le doppie imposizioni

Direttiva UE 2017/1852 – La procedura di mutuo accordo – Risoluzione delle controversie fiscali in materia di doppia imposizione tra gli Stati dell’UE – Attuazione in Italia

Direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea – Attuazione in Italia

Il Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 (Gazzetta Ufficiale n. 146 del 10 giugno 2020), emanato in attuazione della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europeastabilisce le norme relative alle procedure
amichevoli o ad altre procedure di risoluzione delle controversie tra l’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri dell’Unione europea che derivano dall’interpretazione e dall’applicazione degli Accordi e delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio di cui l’Italia è parte e della Convenzione 90/436/CEE, del 23 luglio 1990, relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate. Il Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 stabilisce inoltre i diritti e gli obblighi dei soggetti interessati quando emergono tali controversie.

La doppia imposizione si verifica quando due o più Stati rivendicano il diritto di tassare lo stesso reddito o utile di un’impresa o di una persona fisica. L’origine potrebbe risiedere, ad esempio, in un disallineamento fra la normativa nazionale di giurisdizioni diverse o in un’interpretazione divergente della stessa disposizione di un trattato fiscale bilaterale.
Fino all’emanazione della direttiva (UE) 2017/1852 era in vigore solo una convenzione multilaterale (Convenzione 90/436/CEE, del 23 luglio 1990che conferiva alle autorità fiscali la possibilità di sottoporre la controversia ad arbitrato.
 Il contribuente
  • non disponeva  dei mezzi per avviare il procedimento autonomamente;
  • né le autorità fiscali erano tenute a raggiungere un accordo finale.

Prima dell’introduzione della direttiva (UE) 2017/1852, l’obbligo di ottenere un risultato era previsto solo da alcuni trattati contro la doppia imposizione conclusi dall’Italia, come quelli con Croazia e Slovenia, e dalla Convenzione 90/436/CEE sull’arbitrato, il cui ambito di applicazione è limitato problemi relativi ai prezzi di trasferimento (transfer pricing).

Infatti, l’ambito delle procedure previste dalla direttiva (UE) 2017/1852 non è più limitato alle sole questioni di transfer pricing e allocazione degli utili, ma si estende piuttosto a qualsiasi controversia che porti alla doppia imposizione. Ad esempio, ciò includerebbe la valutazione delle stabili organizzazioni nascoste, lo stato di titolarità effettiva in relazione a dividendi, pagamenti di interessi e royalty e la qualifica della residenza fiscale.

Ai fini della direttiva (UE) 2017/1852, per “doppia imposizione” si intende l’applicazione da parte di due o più Stati membri delle imposte contemplate da un accordo o convenzione sullo stesso reddito o capitale imponibile, qualora comporti:
  • un onere fiscale aggiuntivo;
  • un aumento delle imposte dovute;
  •  l’annullamento o la riduzione delle perdite che potrebbero essere utilizzati per compensare gli utili imponibili.

Come chiarito dalle note esplicative del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 , la doppia imposizione si riferisce al caso in cui il reddito sia tassato più volte sia sullo stesso soggetto (es. Doppia imposizione legale) sia su soggetti diversi (es. Doppia imposizione economica).

Con l’art. 3 della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea, viene riconosciuta ai soggetti interessati la possibilità di presentare un “reclamo”, relativo ad una questione controversa in materia di doppia imposizione, all’autorità competente di ciascuno degli Stati membri interessanti, chiedendone la risoluzione.

  • i contribuenti coinvolti in controversie fiscali derivanti da accordi o convenzioni fiscali bilaterali che dispongono l’eliminazione della doppia imposizione possono ora avviare un procedimento di accordo reciproco con cui gli Stati membri in questione devono tentare di risolvere la controversia in via amichevole entro 2 anni;
  • se al termine di questo periodo non si è reperita una soluzione, il contribuente può chiedere l’istituzione di una commissione consultiva destinata a pronunciare un parere. La commissione consultiva, composta da 3 membri indipendenti nominati dagli Stati membri interessati e rappresentanti delle autorità competenti in questione, è tenuta a esprimere un parere entro 6 mesi, cui gli Stati membri devono attenersi, salvo nel caso in cui concordino una soluzione diversa entro 6 mesi dal parere.;
  • Il contribuente che ha accettato la decisione finale e ha rinunciato al diritto ai mezzi di impugnazione a livello nazionale, se la decisione non è attuata, entro 60 giorni dalla notifica,  può chiedere l’attuazione dinanzi al giudice nazionale..
Gli Stati membri sono tenuti a pubblicare, integralmente o in sintesi, la decisione finale, che deve essere comunicata ai contribuenti.
La direttiva (UE) 2017/1852 si applica a qualsiasi reclamo presentato dal 1° luglio 2019 relativo a questioni controverse riguardanti il reddito o il capitale percepito in un esercizio fiscale che ha inizio il 1° gennaio 2018 o in data successiva.
Le autorità competenti possono inoltre concordare di applicare la direttiva (UE) 2017/1852 a qualsiasi reclamo presentato prima del 1° luglio 2019 relativo a questioni controverse riguardanti il reddito o il capitale percepito in un esercizio fiscale precedente al 1° gennaio 2018.
Come abbiamo visto la direttiva (UE) 2017/1852 è stata recepita in Italia con il Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 che prevede le norme interne per l’applicazione delle nuove procedure. Le disposizioni del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 sono entrate in vigore il 25 giugno 2020 e si applicano ai reclami presentati a partire dal 1 ° luglio 2019 su questioni controversie relative a periodi d’imposta che iniziano il 1 ° gennaio 2018 o successivamente.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento  Prot. n. 381180/2020 del 16 dicembre 2020 recante “Modalità e procedure operative per l’attuazione delle disposizioni del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49  di attuazione della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea.

Le procedure previste dal Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 possono essere avviate dalla persona interessata da una questione contestata che può innescare una tassazione aggiuntiva, determinando così una doppia imposizione internazionale.

Ai fini dell’applicazione del Provvedimento  Prot. n. 381180/2020 del 16 dicembre 2020:

a) Per “questione controversa” deve intendersi la questione che ha dato luogo alla controversia sorta tra l’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri dell’Unione europea in merito all’interpretazione e all’applicazione degli Accordi e delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio di cui l’Italia è parte e della Convenzione 90/436/CEE del 23 luglio 1990 relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate;

b) Per “competente ufficio dell’Agenzia delle entrate” o anche “l’Ufficio” deve intendersi l’Ufficio Risoluzione e prevenzione controversie internazionali, Settore Controllo, Direzione Centrale Grandi Contribuenti, Divisione Contribuenti, via Giorgione n. 106, 00147 Roma;

c) Per “procedura amichevole” deve intendersi la procedura avviata su richiesta del soggetto interessato al fine della risoluzione di una questione controversa, che si conclude con il raggiungimento ovvero il mancato raggiungimento di un accordo da parte dell’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri;

d) Per “risoluzione unilaterale della questione controversa” deve intendersi qualunque decisione adottata dalla Autorità competente italiana, mediante provvedimenti amministrativi o a seguito di provvedimenti giurisdizionali, che consenta di risolvere la questione controversa senza il coinvolgimento delle Autorità competenti degli altri Stati membri;

e) Per “data di conclusione dell’accordo” deve intendersi la data del verbale della riunione o di altro documento sottoscritto e/o scambiato anche a mezzo posta elettronica ordinaria, tra l’Autorità competente italiana e l’Autorità competente dello Stato membro interessato da cui risulta il raggiungimento ovvero il mancato raggiungimento di un accordo su come risolvere la questione controversa;

f) Per “Commissione consultiva” deve intendersi la Commissione istituita su richiesta del soggetto interessato al fine di adottare una decisione sull’accettazione dell’istanza di apertura di procedura amichevole ovvero di esprimere un parere su come risolvere la questione controversa in caso di mancato raggiungimento di un accordo da parte dell’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri;

g) Per “Commissione per la risoluzione alternativa delle controversie” deve intendersi la Commissione istituita dalle Autorità competenti degli Stati membri interessati in luogo della Commissione consultiva al fine di esprimere un parere su come risolvere la questione controversa in caso di mancato raggiungimento di un accordo da parte dell’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri;

h) Per “procedura di risoluzione delle controversie” deve intendersi l’eventuale procedura arbitrale avviata su richiesta del soggetto interessato che si conclude con un parere reso dalla Commissione consultiva o dalla Commissione per la risoluzione alternativa delle controversie su come risolvere la questione controversa in caso di mancato raggiungimento di un accordo da parte dell’Autorità competente italiana e le Autorità competenti degli altri Stati membri;

i) Per “Decreto” deve intendersi il Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 di attuazione della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea.

Accesso alla procedura amichevole

Per accedere alla procedura amichevole i soggetti interessati presentano un’istanza di apertura di procedura amichevole relativa a una questione controversa

  • al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate
  • e alle Autorità competenti degli altri Stati membri
    interessati.

L’istanza e’ presentata entro tre anni

  • dalla data del perfezionamento della prima notifica dell’atto o di altro documento equivalente
  • ovvero dalla data in cui e’ stato adottato il provvedimento o si verifica la misura che ha originato o potrebbe originare la questione controversa.

In caso di presentazione dell’istanza di procedura amichevole a seguito di consegna di processo verbale di constatazione il periodo di tre anni decorre dalla notifica del relativo avviso di accertamento.

La presentazione dell’istanza di apertura di procedura amichevole non e’ preclusa dalle procedure amministrative tributarie che comportano la definitivita’ dell’imposta e non richiede la preventiva instaurazione delle procedure contenziose nazionali.

L’istanza di apertura di procedura amichevole non puo’ essere presentata qualora sulla questione controversa sia intervenuta

La presentazione dell’istanza di apertura di procedura amichevole non preclude al soggetto interessato il ricorso ai mezzi di impugnazione previsti dall’ordinamento nazionale, in conformita’ delle disposizioni normative interne.

In caso di presentazione di ricorso sulla questione controversa alla commissione tributaria competente da parte del soggetto interessato, il processo puo’ essere sospeso ai sensi dell’articolo 39, comma 1-ter, lettera b), del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e, in tal caso, la riscossione e’ sospesa ai sensi dell’articolo 15, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Nell’ipotesi in cui il processo sia sospeso i termini di cui all’articolo 6, comma 1 o i termini di cui all’articolo 7, commi 1 o 2, iniziano a decorrere dalla data della sospensione medesima.

L’istanza di apertura di procedura amichevole deve includere le informazioni riportate nell’art. 3, comma 9, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49.

L’Ufficio, entro due mesi dal ricevimento dell’istanza, comunica al soggetto interessato ovvero al domiciliatario nazionale, anche a mezzo posta elettronica ordinaria, l’avvenuta ricezione dell’istanza.

L’Ufficio procede all’esame dell’istanza e della relativa documentazione e, qualora lo ritenga necessario a fini istruttori, può formulare richiesta, tramite posta elettronica
certificata o raccomandata, nazionale o internazionale, di informazioni supplementari specifiche entro tre mesi dalla data di ricevimento dell’istanza.

Il soggetto interessato risponde entro tre mesi dalla data di ricezione della richiesta. Le informazioni supplementari fornite in una lingua diversa da quella italiana devono essere corredate da una traduzione ufficiale in lingua italiana. Il soggetto interessato trasmette contemporaneamente copia della risposta alle Autorità
competenti degli altri Stati membri interessati.

Uno degli aspetti più rilevanti dettagliati dal Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 riguarda la possibilità di avviare un’istanza di apertura di procedura amichevole anche nel caso in cui il contribuente abbia omesso di presentare ricorso contro l’atto amministrativo innescante la questione contestata o abbia risolto la questione contestata con l’Agenzia delle Entrate a titolo di pre -Procedura giudiziale (stragiudiziale) di liquidazione fiscale (es. accertamento con adesione ). Si tratta di un aspetto innovativo in quanto supera la precedente posizione mantenuta dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 21 del 5 giugno 2012 (Composizione delle controversie fiscali internazionali. Le procedure amichevoli), secondo la quale anche procedure extragiudiziali di liquidazione fiscale precluderebbero la possibilità per il contribuente di risolvere la doppia tassazione attraverso una Procedura Amichevole ai sensi di una convenzione contro la doppia imposizione e / o della Convenzione 90/436/CEE sull’arbitrato.

Dopo aver ricevuto l’istanza presentata dal contribuente per avviare una Procedura Amichevole, l’Agenzia delle Entrate può decidere di risolvere unilateralmente la questione in controversia senza avviare la procedura.

In caso contrario, l’Agenzia delle Entrate è tenuta ad accettare la richiesta entro sei mesi dal suo ricevimento o, in alternativa, a respingerla. In caso di rigetto del reclamo, la persona interessata può presentare ricorso dinanzi al tribunale tributario competente contro il rigetto emesso dall’Agenzia delle Entrate.

Se la richiesta viene accettata, l’Agenzia delle Entrate e l’autorità competente dell’altro Stato membro interessato si adopereranno (ovvero non sono vincolate) a risolvere la questione in controversia entro due anni dalla data dell’ultima notifica della decisione che accetta la richiesta da parte di uno degli Stati membri. Il periodo di due anni potrebbe essere prorogato di un anno previa giustificazione scritta dell’Agenzia delle Entrate o dell’autorità competente dell’altro Stato membro interessato.

Nel caso sia stato avviato un procedimento per una delle condotte penali di cui al Titolo II (Delitti) del Decreto Legislativo 10 marzo 2000 n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto) in relazione alle stesse materie oggetto della Procedura Amichevole (es. Dichiarazione dei redditi infedele o omessa, omessa Pagamenti IVA, evasione fiscale fraudolenta) e le indagini penali siano svolte contemporaneamente alla procedura di risoluzione delle controversie, l’Agenzia delle Entrate può sospendere la procedura dalla data di accettazione del reclamo presentato dal soggetto interessato fino alla data dell’esito del procedimento penale.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di negare l’accesso alle procedure di risoluzione delle controversie

In ogni caso, una Procedura Amichevole viene risolta

  • se interviene una sentenza definitiva ( sentenza passata in giudicato ) sulla questione in controversia
  • quando il contribuente e l’Agenzia delle Entrate hanno eseguito una transazione giudiziaria ( conciliazione giudiziale ).

Svolgimento della procedura amichevole

La procedura amichevole si conclude entro due anni dalla data in cui è stata effettuata l’ultima notifica della decisione di accoglimento dell’istanza da parte di uno degli Stati membri. Qualora tale termine sia stato prorogato di un anno ai sensi dell’articolo 7, comma 2 del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49, l’Ufficio ne dà tempestiva comunicazione al soggetto interessato
ovvero al domiciliatario nazionale, tramite posta elettronica certificata o raccomandata nazionale o internazionale

Conclusione della procedura amichevole

In caso di raggiungimento dell’accordo tra l’Autorità competente italiana e l’Autorità competente dello Stato membro interessato, l’Ufficio comunica al soggetto interessato ovvero al domiciliatario nazionale a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata, nazionale o internazionale, la decisione adottata entro trenta giorni dalla data di conclusione dell’accordo

Il soggetto interessato entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui sopra comunica la volontà di accettare la decisione raggiunta dalle Autorità competenti. Entro lo stesso termine e con le stesse modalità il soggetto interessato comunica la rinuncia, anche parziale, al contenzioso, ove instaurato, e ad altri mezzi di impugnazione. Le suddette comunicazioni sono inviate all’Ufficio nonché alla Direzione regionale ovvero alla
Direzione provinciale ovvero al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate competente per ciascuno periodo d’imposta.

In caso di mancato accordo tra l’Autorità competente italiana e l’Autorità competente dello Stato membro interessato, l’Ufficio comunica al soggetto interessato ovvero al domiciliatario nazionale a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata, nazionale o internazionale, i motivi generali del mancato raggiungimento dell’accordo.

Istituzione della Commissione consultiva

Ai fini della risoluzione della controversia, il contribuente può chiedere l’istituzione di una commissione consultiva quando, tra l’altro, le autorità competenti non hanno raggiunto un accordo reciproco entro due anni (o tre anni in caso di proroga) e avvia l’arbitrato fase, al termine della quale le autorità competenti sono tenute a risolvere la questione controversa

Il soggetto interessato può presentare all’Ufficio e alla Autorità competente degli altri Stati membri interessati una richiesta di istituire la Commissione consultiva nei casi previsti dall’articolo 9, comma 3, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49.

Ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49, la Commissione consultiva e’ istituita nei seguenti casi:

a) quando l’istanza di apertura di procedura amichevole e’ stata rigettata da almeno una, ma non da tutte le Autorita’ competenti degli altri Stati membri interessati;

b) quando l’istanza di apertura di procedura amichevole e’ stata rigettata da tutte le Autorita’ competenti degli Stati membri interessati ed e’ stata emessa una sentenza favorevole al soggetto interessato, a seguito del ricorso da esso presentato nel caso di cui al comma 1 dell’articolo 8 del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 (Ricorso da parte dei soggetti interessati avverso la decisione di rigetto) presso il tribunale competente di uno degli Stati membri interessati avverso la decisione di rigetto da parte dell’Autorita’ competente di detto Stato membro;

c) quando le Autorita’ competenti degli Stati membri interessati hanno accolto l’istanza di apertura di procedura amichevole ma non sono riuscite a raggiungere un accordo su come risolvere la questione controversa mediante procedura amichevole entro il termine di cui all’articolo 7, commi 1 o 2 del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49.

Nel caso di cui al comma 3, lettera a)  dell’articolo 9 del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 il soggetto interessato puo’ presentare la richiesta di istituire una Commissione consultiva solo se:

a) ai sensi dell’ordinamento interno dello Stato membro in cui e’ stata emessa la decisione di rigetto non puo’ essere presentato ricorso avverso tale decisione;

b) non esiste un contenzioso pendente;

c) il soggetto interessato ha formalmente rinunciato, mediante una dichiarazione scritta, a presentare ricorso avverso la decisione di rigetto.

La richiesta di istituire la Commissione consultiva è presentata per iscritto entro il termine previsto dall’art. 9, comma 5, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49, ossia, entro cinquanta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui all’articolo 6, comma 1, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 (decisione in merito all’accoglimento o al rigetto dell’istanza di apertura di procedura amichevole) o all’articolo 7, comma 5, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 (decisione adottata) o entro cinquanta giorni dalla pronuncia della decisione del tribunale competente di cui al comma 3 lettera b) dell’articolo 9, comma 3, del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 (ricorso presentato dinanzi al tribunale competente di uno dei uno Stato membro interessato contro la decisione di rigetto dell’autorità competente di quello Stato membro).

La commissione consultiva esprime un parere indipendente su come risolvere la questione controversa entro sei mesi (con possibilità di proroga per ulteriori tre mesi) dalla data di costituzione.

L’esito della fase di arbitrato non è vincolante per l’Agenzia delle Entrate e per l’autorità competente dell’altro Stato membro interessato. Le autorità competenti, infatti, possono concordare una diversa soluzione della questione controversa entro sei mesi dalla notifica del parere della commissione consultiva.

Tuttavia, se l’Agenzia delle Entrate e l’autorità competente dell’altro Stato membro interessato non raggiungono un accordo su una possibile soluzione della questione controversa, sono vincolate al parere della commissione consultiva.

In alternativa all’istituzione della commissione consultiva, le autorità competenti degli Stati membri possono concordare di istituire una commissione alternativa di risoluzione delle controversie, anche sotto forma di comitato permanente, per esprimere un parere su come risolvere la questione controversa. In quest’ultimo caso, le autorità competenti possono fornire procedure o tecniche alternative di risoluzione delle controversie per risolvere la questione in modo vincolante, inclusa la procedura di arbitrato con “offerta finale”.

La procedura di risoluzione delle controversie in corso si conclude senza soluzione della questione in questione se interviene una sentenza definitiva ( sentenza passata in giudicato ) sulla questione in controversia o quando il contribuente e l’Agenzia delle Entrate hanno eseguito una transazione giudiziaria ( conciliazione giudiziale).

Esecuzione delle decisioni prese dalle autorità competenti

L’articolo 19 del Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 stabilisce le regole applicabili per dare esecuzione alle decisioni adottate dalle autorità competenti nell’ambito della Procedura Amichevole o della fase arbitrale.

Qualora l’accordo raggiunto nella Procedura Amichevoleo in fase di arbitrato determini una variazione del relativo reddito imponibile o delle imposte dovute dall’interessato , l’Agenzia delle Entrate provvede al rimborso o allo sgravio delle imposte indebite, ovvero alla riscossione delle imposte dovute. Ciò si applicherebbe anche se il contribuente si fosse avvalso di rimedi legali interni (es. Accertamento con adesione ) e, quindi, il rimborso, lo sgravio o la riscossione farebbero riferimento a imposte divenute definitive in base alla legge italiana.

Eventuali maggiori imposte dovute per effetto del ricalcolo ai sensi della decisione presa dalle autorità competenti saranno assoggettate a

  • sanzioni nazionali, salvo che le maggiori imposte dovute siano già state liquidate secondo le disposizioni di legge italiana (es. Accertamento con adesione );
  •  interessi di mora dalla data in cui viene presa la decisione.

In ogni caso l’Agenzia delle Entrate terrà conto degli importi già pagati dal contribuente.

Laddove la questione controversa fosse già stata risolta nell’ambito di una procedura di transazione interna, il rimborso delle sanzioni pagate in eccesso dal contribuente in base alla procedura di transazione rispetto alle sanzioni effettivamente applicabili in base alla decisione delle autorità competenti è consentito su presentazione di apposita istanza dalla persona interessata e solo se la richiesta fiscale originale avanzata dall’Agenzia delle Entrate è stata completamente annullata. Viceversa, laddove l’accordo stipulato tra le autorità competenti non comporti l’annullamento integrale del credito / accertamento originario (ovvero il credito / accertamento fiscale è solo parzialmente accolto), non è consentito alcun rimborso delle sanzioni eccedenti pagate dal contribuente.

Le decisioni prese dalle autorità competenti ai sensi delle procedure previste dal Decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 sono attuate se

  • l’interessato accetta per iscritto la decisione definitiva concordata dalle autorità competenti entro sessanta giorni dalla notifica di tale decisione;
  • nel contempo rinuncia ad altri rimedi legali in relazione alla questione controversa oggetto del contratto.

In caso di contenzioso pendente, l’interessato deve fornire prova, entro sessanta giorni dalla notifica della decisione definitiva, del ritiro, anche parziale, del contenzioso pendente e della rinuncia ad altri rimedi legali. Le decisioni prese dalle autorità competenti e accettate dalla persona interessata consentono all’Agenzia delle Entrate di procedere alla riscossione / rimborso di qualsiasi importo dovuto / indebito dal contribuente.

Italia – Convenzioni per evitare le doppie imposizioni

L’Italia ha stipulato con numerosi Paesi esteri, comunitari e non, Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio. Le stesse stabiliscono come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolamentando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito. Tali Accordi prevedono, a seconda delle tipologie interessate, la possibilità che entrambi gli Stati prelevino un’imposta sullo stesso reddito (tassazione concorrente) oppure talvolta la tassazione esclusiva da parte di uno Stato.

Aggiornamento: 4 gennaio 2018

Paese contraente Stipula In vigore dal Convenzioni contro le doppie imposizioni
Albania Firma: Tirana 12.12.1994
Ratifica: L. 21.05.1998, n.175
21.12.1999 bandiera italiana bandiera inglese Albania – PDF in italiano e inglese
Algeria Firma: Algeri 03.02.1991
Ratifica: L. 14.12.1994, n.711
30.06.1995 bandiera italiana Algeria – PDF in italiano
Francese Algeria – PDF in francese
Arabia Saudita Firma: Riad 13.01.2007
Ratifica: L. 23.10.2009, n.159
01.12.2009 bandiera italiana bandiera inglese Arabia Saudita – PDF in italiano e inglese
Argentina

 

Firma: Roma 15.11.1979
Ratifica: L. 27.04.1982, n.282
15.12.1983 bandiera italiana Francese Argentina – PDF in italiano e francese
Protocollo di modifica
Firma: 
Bologna il 03.12.1997
Ratifica: 
L.28.10.1999, n.423
14.03.2001  bandiera italiana Francese Argentina – PDF in italiano e francese
Armenia Firma: Roma 14.06.2002
Ratifica: L.25.10.2007, n.190
05.05.2008 bandiera italiana bandiera inglese Armenia – PDF in italiano e inglese
Australia Firma: Canberra 14.12.1982
Ratifica: L. 27.05.1985, n.292
05.11.1985 bandiera italiana Australia – PDF in italiano
bandiera inglese Australia – PDF in inglese
Austria Firma: Vienna 29.06.1981
Ratifica: L. 18.10.1984, n.762
06.04.1985 bandiera italiana Austria – PDF in italiano
Protocollo di modifica
Firma: 
Vienna 25.11.1987
Ratifica: 
L.16.10.1989, n.365
01.05.1990 bandiera italiana Austria – PDF in italiano
Azerbaijan Firma: Bakù 21.07.2004
Ratifica: L. 03.02.2011, n. 6
13.08.2011 bandiera italiana bandiera inglese Azerbaijan – PDF in italiano e inglese
Bangladesh Firma: Roma 20.03.1990
Ratifica: L. 05.07.1995, n.301
07.07.1996 bandiera italiana bandiera inglese Bangladesh – PDF in italiano e inglese
Barbados Firma: Barbados 24.08.2015
Ratifica: 
L. 16.05.2017, n. 84
17.10.2017 bandiera italiana Barbados – PDF in italiano
Belgio Firma: Roma 29.04.1983
Ratifica: L. 03.04.1989, n.148

Protocollo aggiuntivo
Firma: Roma 19.12.1984
Ratifica: L.03.04.1989, n.148

29.07.1989 bandiera italiana Belgio – PDF in italiano
bandiera inglese Belgio – PDF in inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: Bruxelles 11/10/2004
Ratifica: L. 14/01/2013, n. 6
17.04.2013 bandiera italiana Belgio – 2° protocollo – PDF in italiano
Bielorussia Firma: Minsk 11.08.2005
Ratifica: L. 29.05.2009, n. 74
30.11.2009 bandiera italiana bandiera inglese Bielorussia – PDF in italiano e inglese
Brasile Firma: Roma 03.10.1978
Ratifica: L. 29.11.1980, n. 844
24.04.1981 bandiera italiana Brasile – PDF in italiano
bandiera inglese Brasile – PDF in inglese
Bulgaria Firma: Sofia 21.09.1988
Ratifica: L. 29.11.1990, n. 389
10.06.1991 bandiera italiana Francese Bulgaria – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Bulgaria – PDF in inglese
Canada Firma: Ottawa 03.06.2002
Ratifica: L. 24.03.2011 n.42
25.11.2011 bandiera italiana Canada – PDF in italiano
Cile Firma: Santiago 23.10.2015
Ratifica: L. 03.11.2016, n. 212
20.12.2016 bandiera italiana bandiera inglese Cile – PDF in italiano e inglese
Cina Firma: Pechino 31.10.1986
Ratifica: L. 31.10.1989, n.376
13.12.1990 bandiera italiana bandiera inglese Cina – PDF in italiano e inglese
bandiera inglese Cina – PDF in inglese
Cipro Firma: Nicosia 24.04.1974
Ratifica :
L.10.07.1982, n.564
09.06.1983 bandiera italiana bandiera inglese Cipro – PDF in italiano e inglese
Protocollo di modifica
Firma
: Nicosia 04.06.2009
Ratifica:L. 03.05.2010, n.70
23.11.2010 bandiera italiana bandiera inglese Cipro – PDF in italiano e Inglese
Congo Firma: Brazzaville 15.10.2003
Ratifica:L. 30.12.2005, n.288
26.06.2014 bandiera italiana Congo – PDF in italiano
Corea del Sud Firma: Seul 10.01.1989
Ratifica: L. 10.02.1992, n.199
14.07.1992 bandiera italiana bandiera inglese Corea del Sud – PDF in italiano e inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: Seoul 03.04.2012
Ratifica: L. 17.10.2014, n.156
23.01.2015 bandiera italiana bandiera inglese Corea del Sud – PDF in italiano e inglese
Costa d’Avorio Firma: Abidjan 30.07.1982
Ratifica: L. 27.05.1985, n.293
15.05.1987 bandiera italiana Costa d’avorio – PDF in italiano
bandiera inglese Costa d’avorio – PDF in inglese
Croazia Firma: Roma 20.10.1999
Ratifica: L. 29.05.2009, n.75
15.09.2009 bandiera italiana bandiera inglese Croazia – PDF in italiano e inglese
Danimarca Firma: Copenaghen 05.05.1999
Ratifica: L. 11.07.2002, n.170
27.01.2003 bandiera italiana bandiera inglese Danimarca – PDF in italiano e inglese
Ecuador Firma: Quito 23.05.1984
Ratifica: L. 31.10.1989, n.377
01.02.1990 bandiera italiana Ecuador – PDF in italiano
bandiera inglese Ecuador – PDF in inglese
Egitto Firma: Roma 07.05.1979
Ratifica: L. 25.05.1981, n.387
28.04.1982 bandiera italiana bandiera inglese Egitto – PDF in italiano e inglese
Emirati Arabi Uniti Firma: Abu Dhabi 22.01.1995
Ratifica: L.28.08.1997, n.309
05.11.1997 bandiera italiana bandiera inglese Emirati Arabi uniti – PDF in italiano e inglese
Estonia Firma: Tallinn 20.03.1997
Ratifica: L.19.10.1999, n.427
22.02.2000 bandiera italiana bandiera inglese Estonia – PDF in italiano e inglese
Etiopia Firma: Roma 08.04.1997
Ratifica: L. 19.08.2003, n.242
09.08.2005 bandiera italiana Etiopia – PDF in italiano
Federazione Russa Firma: Roma 09.04.1996
Ratifica: L. 09.10.1997, n.370
30.11.1998 bandiera italiana bandiera inglese Federazione Russia – PDF in italiano e inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: Lecce 13.06.2009
Ratifica:L. 13.05.2011 n.80
01.06.2012 bandiera italiana bandiera inglese Federazione Russia – PDF in italiano e inglese
Filippine Firma: Roma 05.12.1980
Ratifica: L. 28.08.1989, n.312
15.06.1990 bandiera italiana Filippine – PDF in italiano
bandiera inglese Filippine – PDF in inglese
Finlandia Firma: Helsinki 12.06.1981
Ratifica: L. 25.01.1983, n.38
23.10.1983 bandiera italiana bandiera inglese Finlandia – PDF in italiano
Francia Firma: Venezia 05.10.1989
Ratifica: L. 07.01.1992, n.20
01.05.1992 bandiera italiana Francia – PDF in italiano
bandiera inglese Francia – PDF in inglese
Georgia Firma: Roma 31.10.2000
Ratifica: L.11.07.2003, n.205
19.02.2004 bandiera italiana bandiera inglese Georgia – PDF in italiano e inglese
Germania Firma: Bonn 18.10.1989
Ratifica: L. 24.11.1992, n.459
26.12.1992 bandiera italiana Germania – PDF in italiano
bandiera inglese Germania – PDF in inglese
Ghana Firma: Accra 19.02.2004
Ratifica: L. 06.02.2006, n.48
5.07.2006 bandiera italiana Ghana – PDF in italiano
Giappone Firma: Tokyo 20.03.1969
Ratifica: L. 18.12.1972, n.855
17.03.1973 bandiera italiana bandiera inglese Giappone – PDF in italiano e inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: 
Roma il 14.02.1980
Ratifica: 
L.25.05.1981, n.413
28.01.1982 bandiera italiana bandiera inglese Giappone – PDF in italiano e inglese
Giordania Firma: Amman 16.03.2004
Ratifica: L. 23.10.2009, n.160
10.05.2010 bandiera italiana bandiera inglese Giordania – PDF in italiano e inglese
Grecia Firma: Atene 03.09.1987
Ratifica: L.30.12.1989, n.445
20.09.1991 bandiera italiana bandiera inglese Grecia – PDF in italiano e inglese
Hong Kong Firma: Hong Kong 14.01.2013
Ratifica: L.18.06.2015, n.96
10.08.2015 bandiera italiana Hong Kong – PDF in italiano
bandiera inglese Hong Kong – PDF in inglese
India Firma: New Delhi 19.02.1993
Ratifica: L. 14.07.1995, n.319
23.11.1995 bandiera italiana bandiera inglese India – PDF in italiano e inglese
Indonesia Firma: Giacarta 18.02.1990
Ratifica: L. 14.12.1994, n.707
02.09.1995 bandiera italiana bandiera inglese Indonesia – PDF in italiano e inglese
Irlanda Firma: Dublino 11.06.1971
Ratifica: L. 09.10.1974, n.583
14.02.1975 bandiera italiana Irlanda – PDF in italiano
bandiera inglese Irlanda – PDF in inglese
Islanda Firma: Roma 10.09.2002
Ratifica: L. 04.08.2008, n. 138
14.10.2008 bandiera italiana bandiera inglese Islanda – PDF in italiano e inglese
Israele Firma: Roma 08.09.1995
Ratifica: L. 09.10.1997, n.371
06.08.1998 bandiera italiana bandiera inglese Israele – PDF in italiano e inglese
Jugoslavia Ex: (1) Firma: Belgrado 24.02.1982
Ratifica: L. 18.12.1984, n.974
03.07.1985 bandiera italiana bandiera inglese Jugoslavia Ex – PDF in italiano e inglese
Kazakhistan Firma: Roma 22.09.1994
Ratifica: L. 12.03.1996, n.174
26.02.1997 bandiera italiana bandiera inglese Kazakhistan – PDF in italiano e inglese
Kuwait Firma: Roma 17.12.1987
Ratifica: L. 07.01.1992, n.53

Protocollo di correzione
Firma: Roma 15.12.1989
Ratifica: L.07.01.1992, n.53

11.01.1993 bandiera italiana bandiera inglese Kuwait – PDF in italiano e inglese
Protocollo di modifica
Firma: Kuwait City 17.03.1998
Ratifica: L.28.10.1999, n.413
 25.03.2000 bandiera italiana bandiera inglese Kuwait – PDF in italiano e inglese
Lettonia Firma: Riga 21.05.1997
Ratifica: L. 18.03.2008, n.73
16.06.2008 bandiera italiana bandiera inglese Lettonia – PDF in italiano e inglese
Libano Firma: Beirut 22.11.2000
Ratifica: L. 03.06.2011, n.87
21.11.2011 bandiera italiana bandiera inglese Libano – PDF in italiano e inglese
Lituania Firma: Vilnius 04.04.1996
Ratifica: L. 09.02.1999, n.31
03.06.1999 bandiera italiana bandiera inglese Lituania – PDF in italiano e inglese
Lussemburgo Firma: Lussemburgo 03.06.1981
Ratifica: L.14.08.1982, n.747
04.02.1983 bandiera italiana Lussemburgo – PDF in italiano
Protocollo aggiuntivo
Firma: Lussemburgo 21.06.2012
Ratifica: L. 03.10.2014, n. 150
20.01.2015 bandiera italiana Lussemburgo -protocollo – PDF in italiano
Macedonia Firma: Roma 20.12.1996
Ratifica: L. 19.10.1999, n.482
08.06.2000 bandiera italiana bandiera inglese Macedonia – PDF in italiano e inglese
Malaysia Firma: Kuala Lumpur 28.01.1984
Ratifica: L. 14.10.1985, n.607
18.04.1986 bandiera italiana bandiera inglese Malaysia – PDF in italiano e inglese
Malta Firma: La Valletta 16.07.1981
Ratifica: L. 02.05.1983, n.304
08.05.1985 bandiera italiana Malta – PDF in italiano
Protocollo di modifica
Firma: 
13.03.2009
Ratifica: 
L.30.04.2010, n.77
24.11.2010 bandiera italiana Malta – PDF in italiano
Marocco Firma: Rabat 07.06.1972
Ratifica: L. 05.08.1981, n.504
Protocollo aggiuntivo
Firma: Rabat 
28.05.1979
Ratifica: 
L.05.08.1981, n.504
10.03.1983 bandiera italiana Francese Marocco – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Marocco – PDF in inglese
Mauritius Firma: Port Louis 09.03.1990
Ratifica: L. 14.12.1994, n.712
28.04.1995 bandiera italiana Mauritius – PDF in italiano
bandiera inglese Mauritius – PDF in inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: Port Louis 09.12.2010
Ratifica: 31.08.2012, n.166
19.11.2012 bandiera italiana Maritius PDF in Italiano
Messico Firma: Roma 08.07.1991
Ratifica: L. 14.12.1994, n.710
12.03.1995 bandiera italiana Messico – PDF in italiano
bandiera inglese Messico – PDF in inglese
Protocollo di modifica
Firma: 
Città del Messico 23.11.2011
Ratifica: 
L.29.12.2014, n.203
16.04.2015 bandiera italiana Spagnolo Messico – PDF in italiano e spagnolo
Moldova Firma: Roma 03.07.2002
Ratifica: L.03.02.2011, n.8
14.07.2011 bandiera italiana bandiera inglese Moldova – PDF in italiano e inglese
Mozambico Firma: Maputo 14.12.1998
Ratifica: L.23.04.2003, n.110
06.08.2004 bandiera italiana Francese Mozambico – PDF in italiano e francese
Norvegia Firma: Roma 17.06.1985
Ratifica: L. 02.03.1987, n.108
25.05.1987 bandiera italiana bandiera inglese Norvegia – PDF in italiano e inglese
Nuova Zelanda Firma: Roma 06.12.1979
Ratifica: L. 10.07.1982, n.566
23.03.1983 bandiera italiana Nuova Zelanda – PDF in italiano
bandiera inglese Nuova Zelanda – PDF in inglese
Oman Firma: Mascate 06.05.1998
Ratifica: L. 11.03.2002, n.50
22.10.2002 bandiera italiana bandiera inglese Oman – PDF in italiano e inglese
Paesi Bassi Firma: L’Aja 08.05.1990
Ratifica: L. 26.07.1993, n.305
03.10.1993 bandiera italiana Francese Paesi Bassi – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Paesi Bassi – PDF in inglese
Pakistan Firma: Roma 22.06.1984
Ratifica: L. 28.08.1989, n.313
27.02.1992 bandiera italiana bandiera inglese Pakistan – PDF in italiano e inglese
Panama Firma: Roma e Città di Panama 30.12.2010
Ratifica: 
L. 03.11.2016, n.208
 01.06.2017 bandiera italiana bandiera inglese Panama – PDF in italiano e in inglese
Polonia Firma: Roma 21.06.1985
Ratifica: L. 21.02.1989, n.97
26.09.1989 bandiera italiana bandiera inglese Polonia – PDF in italiano e inglese
Portogallo Firma: Roma 14.05.1980
Ratifica: L. 10.07.1982, n.562
15.01.1983 bandiera italiana Portogallo – PDF in italiano
bandiera inglese Portogallo – PDF in inglese
Qatar Firma: Roma 15.10.2002
Ratifica: L. 02.07.2010, n.118
Protocollo di rettifica
Firma: Doha 19.03.2007
Ratifica: L.02.07.2010, n.118
07.02.2011 bandiera italiana bandiera inglese Qatar – PDF in italiano e inglese
Regno Unito Firma: Pallanza 21.10.1988
Ratifica: L. 05.11.1990, n.329
31.12.1990 bandiera italiana Regno Unito – PDF in italiano
bandiera inglese Regno Unito – PDF in inglese
Repubblica Ceca Firma: Praga 05.05.1981
Ratifica: L. 02.05.1983, n.303
26.06.1984 bandiera italiana Francese Repubblica Ceca – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Repubblica Ceca – PDF in inglese
Repubblica Slovacca Firma: Praga 05.05.1981
Ratifica: L. 02.05.1983, n.303
26.06.1984 bandiera italiana Francese Repubblica Slovacca – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Repubblica Slovacca – PDF in inglese
Romania Firma: Riga  25.04.2015
Ratifica: L. 16.05.2017, n.78
25.09.2017 bandiera italiana bandiera inglese Romania – PDF in italiano e inglese
San Marino Firma: Roma 21 marzo 2002
Ratifica: L 19.07.2013, n. 88
03.10.2013 bandiera italiana San Marino – PDF in italiano
Protocollo di modifica
Firma: Roma 13 giugno 2012
Ratifica: L 19.07.2013, n. 88
03.10.2013
Senegal Firma: Roma 20.07.1998
Ratifica: L. 20.12.2000, n.417
24.10.2001 bandiera italiana Senegal – PDF in italiano
Singapore Firma: Singapore 29.01.1977
Ratifica: L. 26.07.1978, n.575
12.01.1979 bandiera italiana Singapore – PDF in italiano
bandiera inglese Singapore – PDF in inglese
Protocollo aggiuntivo
Firma: Singapore 24.05.2011
Ratifica: L.31.08.2012, n. 157
19.10.2012 bandiera italiana Singapore – PDF in italiano
Siria Firma: Damasco 23.11.2000
Ratifica: L. 28.04.2004, n.130
15.01.2007 bandiera italiana bandiera inglese Siria – PDF in italiano e inglese
Slovenia Firma: Lubiana 11.09.2001
Ratifica: L. 29.05.2009, n.76
12.01.2010 bandiera italiana bandiera inglese Slovenia – PDF in italiano e inglese
Spagna Firma: Roma 08.09.1977
Ratifica: L. 29.09.1980, n.663
24.11.1980 bandiera italiana Spagna – PDF in italiano
Francese Spagna – PDF in francese
bandiera inglese Spagna – PDF in inglese
Sri Lanka Firma: Colombo 28.03.1984
Ratifica: L. 28.08.1989, n.314
09.05.1991 bandiera italiana bandiera inglese Sri Lanka – PDF in italiane inglese
Stati Uniti d’America
Firma: Washington 25.08.1999
Ratifica: L. 03.03.2009, n.20
16.12.2009 bandiera italiana Stati Uniti d’America – PDF in italiano
bandiera inglese Stati Uniti d’America – PDF in inglese
Sud Africa Firma: Roma 16.11.1995
Ratifica: L. 15.12.1998, n.473
02.03.1999 bandiera italiana Sud Africa – PDF in italiano
bandiera inglese Sud Africa – PDF in inglese
Svezia Firma: Roma 06.03.1980
Ratifica: L. 04.06.1982, n.439
05.07.1983 bandiera italiana Francese Svezia – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Svezia – PDF in inglese
Svizzera Firma: Roma 09.03.1976
Ratifica: 
L. 23.12.1978, n.943
Protocollo di modifica
Firma: Roma 28.04.1978
Ratifica: L.23.12.1978, n.943
27.03.1979 bandiera italiana Svizzera – PDF in italiano
Protocollo di modifica:
Firma: 
Milano il 23.02.2015
Ratifica: 
L. 4.05.2016, n.69
13.07.2016 bandiera italiana Svizzera PDF in italiano
Tanzania Firma: Dar Es Salam 07.03.1973
Ratifica: L. 07.10.1981, n.667
Protocollo di modifica
Firma: Roma 31.01.1979
Ratifica: L.07.10.1981, n.667
06.05.1983 bandiera italiana bandiera inglese Tanzania – PDF in italiano e inglese
Thailandia Firma: Bangkok 22.12.1977
Ratifica: L. 02.04.1980, n.202
31.05.1980 bandiera italiana bandiera inglese Thailandia – PDF in italiano e inglese
Trinidad e Tobago Firma: Port of Spain 26.03.1971
Ratifica: L. 20.03.1973, n.167
19.04.1974 bandiera italiana Trinidad e Tobago – PDF in italiano
bandiera inglese Trinidad e Tobago – PDF in inglese
Tunisia Firma: Tunisi 16.05.1979
Ratifica: L. 25.05.1981, n.388
17.09.1981 bandiera italiana Tunisia – PDF in italiano
bandiera inglese Tunisia – PDF in inglese
Francese Tunisia – PDF in francese
Turchia Firma: Ankara 27.07.1990
Ratifica: L. 07.06.1993, n.195
01.12.1993 bandiera italiana bandiera inglese Turchia – PDF in italiano e inglese
Ucrania Firma: Kiev 26.02.1997
Ratifica: L. 11.07.2002, n.169
25.02.2003 bandiera italiana Ucraina – PDF in italiano e inglese
Uganda Firma: Kampala 06.10.2000
Ratifica: L. 10.02.2005, n.18
18.11.2005 bandiera italiana Uganda – PDF in italiano
Ungheria Firma: Budapest 16.05.1977
Ratifica: L. 23.07.1980, n.509
01.12.1980 bandiera italiana Ungheria – PDF in italiano
bandiera inglese Ungheria – PDF in inglese
Francese
 Ungheria – PDF in francese
Unione Sovietica Ex: (1) Firma: Roma 26.02.1985
Ratifica: L. 19.07.1988, n.311
30.07.1989 bandiera italiana Unione Sovietica Ex – PDF in italiano
bandiera inglese Unione Sovietica Ex – PDF in inglese
Uzbekistan Firma: Roma 21.11.2000
Ratifica: L.10.01.2004, n.22
26.05.2004 bandiera italiana bandiera inglese Uzbekistan – PDF in italiano e inglese
Venezuela Firma: Roma 05.06.1990
Ratifica: L. 10.02.1992, n.200
14.09.1993 bandiera italiana Francese Venezuela – PDF in italiano e francese
bandiera inglese Venezuela – PDF in inglese
Vietnam Firma: Hanoi 26.11.1996
Ratifica: L. 15.12.1998, n.474
22.02.1999 bandiera italiana bandiera inglese Vietnam – PDF in italiano e inglese
Zambia Firma: Lusaka 27.10.1972
Ratifica: L. 27.04.1982, n.286
Protocollo di modifica
Firma: Lusaka 13.11.1980
Ratifica: L.27.04.1982, n.286
30.03.1990 bandiera italiana Zambia – PDF in italiano
bandiera inglese Zambia – PDF in inglese

(1) La Convenzione stipulata con la ex Jugoslavia si applica attualmente ai seguenti Paesi: Bosnia Herzegovina, Serbia e Montenegro.
La Convenzione stipulata con l’ex Unione Sovietica si applica attualmente ai seguenti Paesi: Kirghizistan e Tagikistan.

https://www.finanze.gov.it/opencms/it/fiscalita-comunitaria-e-internazionale/convenzioni-e-accordi/convenzioni-per-evitare-le-doppie-imposizioni/