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Database Ocse dei regimi fiscali preferenziali dannosi nel mondo – Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes 

Database Ocse dei regimi fiscali preferenziali dannosi nel mondo – Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes

Riconoscendo la necessità di riallineare la tassazione dei profitti con le attività sostanziali che li generano e di migliorare la trasparenza, l’OCSE ha iniziato a lavorare per affrontare la concorrenza fiscale dannosa alla fine degli anni ’90,  i risultati sono riportati in un rapporto del 1998,  Harmful Tax Competition: An Emerging Global Issue . Nell’ambito di questa iniziativa, l’OCSE ha anche creato il Forum sulle pratiche fiscali dannoseForum on Harmful Tax Practices (FHTP)). Dopo la sua creazione, l’FHTP è stato uno dei gruppi chiave con il mandato di monitorare e rivedere le pratiche fiscali delle giurisdizioni, concentrandosi sulle caratteristiche dei regimi fiscali preferenziali. Il gruppo Codice di condotta della Commissione europea svolge un ruolo simile.

Il 5 ottobre 2015, l’OCSE ha pubblicato la sua relazione finale sull’azione BEPS 5,  Contrastare le pratiche fiscali dannose in modo più efficace, tenendo conto della trasparenza e della sostanza.

La relazione sull’azione 5 copre due aree principali:

  • la definizione di un criterio di “attività sostanziale” da applicare per determinare se i regimi fiscali sono dannosi;
  • migliorare la trasparenza.

Nell’ottobre 2017, l’OCSE ha pubblicato la  Harmful Tax Practices – 2017 Progress Report on Preferential Regimes ,  che include i risultati della revisione di 164 regimi individuati dal Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) nel corso di cinque riunioni tenutesi tra novembre 2016 e settembre 2017, e rifletteva i risultati di ottobre 2017.

Nel maggio 2018, l’Inclusive Framework su BEPS ha rilasciato aggiornamenti ai risultati delle revisioni di 11 regimi fiscali preferenziali. Il 15 novembre 2018 l’OCSE ha pubblicato gli ultimi risultati sui regimi fiscali preferenziali che coprono la valutazione di 53 regimi.

Inoltre, il Rapporto del 1998,  Harmful Tax Competition: An Emerging Global Issue, definisce un quadro per affrontare il problema di come certe giurisdizioni (paradisi fiscali) con “nessuna o solo imposta nominale” e regimi fiscali “preferenziali dannosi”

  • influenzano l’ubicazione delle attività finanziarie e di altri servizi,
  • erodono le basi imponibili di altre paesi,
  • distorcono i modelli commerciali e di investimento e
  • minano l’equità, la neutralità e l’ampia accettazione sociale dei sistemi fiscali .

Data l’elevazione del requisito delle attività sostanziali nel lavoro sui regimi preferenziali nell’ambito del progetto BEPS, l’OCSE ha ritenuto opportuno riprendere l’applicazione del requisito delle attività sostanziali stabilito nel Rapporto 1998 per “nessuna o solo tassa nominale” giurisdizioni, nonché per fornire indicazioni sull’applicazione del requisito. Per questo motivo, l’Inclusive Framework su BEPS ha deciso di applicare il requisito delle attività sostanziali per le giurisdizioni  con”nessuna o solo imposta nominale”.

Nel febbraio 2021, l’OCSE ha pubblicato i termini di riferimento e la metodologia (BEPS Action 5 on Harmful Tax Practices – Transparency Framework – PEER REVIEW DOCUMENTS) aggiornati  sullo standard di BEPS (base erosion and profit shifting) Action 5 per lo scambio di informazioni sui ruling fiscali (il “quadro di trasparenza”) per gli anni 2021-2025, come approvato dal Framework inclusivo su BEPS.

BEPS Action 5 è uno dei quattro standard minimi BEPS che tutti i membri dell’Inclusive Framework si sono impegnati ad attuare:

  • combattere le pratiche fiscali dannose (BEPS azione 5),
  • prevenire l’abuso dei trattati fiscali, incluso il treaty shopping(Action 6)
  • migliorare la trasparenza con Country-by-Country
    Reporting (azione 13)
  • migliorare l’efficacia di risoluzione delle controversie (azione 14).

Una parte dello standard minimo dell’Azione 5 è il quadro di trasparenza per lo scambio spontaneo obbligatorio di informazioni su alcuni ruling fiscali che, in assenza di trasparenza, potrebbero sollevare preoccupazioni per il BEPS. Oltre 130 giurisdizioni (Members of the OECD/G20 Inclusive Framework on BEPS.) hanno aderito all’Inclusive Framework  e prendono parte alla revisione tra pari (ovvero gli altri Members of the OECD/G20 Inclusive Framework on BEPS) per valutare la loro conformità al quadro per la trasparenza.

Sono stati concordati termini di riferimento specifici e una metodologia per le revisioni tra pari per valutare l’attuazione dello standard minimo da parte di una giurisdizione. La revisione del quadro di trasparenza valuta le giurisdizioni rispetto ai termini di riferimento che si concentrano su cinque elementi chiave:

  1. processo di raccolta delle informazioni;
  2. scambio di informazioni;
  3. riservatezza delle informazioni ricevute;
  4.  statistiche sugli scambi di sentenze;
  5. trasparenza su alcuni aspetti dei regimi di proprietà intellettuale.

Il processo di revisione e monitoraggio tra pari è condotto dal Forum sulle pratiche fiscali dannoseForum on Harmful Tax Practices (FHTP)).

I termini di riferimento sono suddivisi in quattro aspetti, che catturano gli elementi chiave del quadro di trasparenza:

  1. Processo di raccolta delle informazioni;
  2. Scambio di informazioni;
  3. Riservatezza delle informazioni ricevute;
  4. Statistiche.

La metodologia definisce i meccanismi procedurali mediante i quali le giurisdizioni completeranno la revisione tra pari, compreso il processo per la raccolta dei dati pertinenti, la preparazione e l’approvazione dei rapporti, i risultati della revisione e il processo di follow-up. La metodologia prevede la raccolta dei punti dati rilevanti per la revisione tra pari utilizzando questionari standardizzati, inviati alla giurisdizione esaminata nonché agli altri Members of the OECD/G20 Inclusive Framework on BEPS.

Rapporti di revisione tra pari sullo scambio di informazioni sulle decisioni fiscali (Peer Review Reports on the Exchange of Information on Tax Rulings)

Una parte dello standard minimo dell’azione 5 si riferisce ai regimi fiscali preferenziali in cui viene intrapresa una revisione per identificare le caratteristiche di tali regimi che possono facilitare l’erosione della base e il trasferimento degli utili, e quindi hanno il potenziale di avere un impatto ingiusto sulla base imponibile di altre giurisdizioni.

Nel gennaio 2019, l’OCSE ha pubblicato Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes (potremmo definirlo come il database Ocse dei regimi fiscali preferenziali adottati complessivamente nel mondo), approvato dal Inclusive Framework on Base Erosion and Profit Shifting (BEPS). Il Progress Report include i risultati della revisione dei regimi fiscali preferenziali, che è stata intrapresa dal Forum on Harmful Tax Practices (FHTP) dall’inizio del progetto BEPS in conformità con lo standard minimo BEPS Action 5. Riflette i risultati a gennaio 2019. Mentre i risultati del regime consolidato sono ora contenuti nella Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes, Harmful Tax Practices – 2017 Progress Report on Preferential Regimes include importanti indicazioni sugli standard applicabili ai requisiti delle attività sostanziali per i regimi non di PI, i tempi per modificare o abolire i regimi e il monitoraggio di alcuni regimi nella pratica.

Il report Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes,  ha lo scopo di fornire un aggiornamento al report Harmful Tax Practices – 2017 Progress Report on Preferential Regimes  e riportare i risultati della revisione dei regimi fiscali preferenziali di tutti i Members of the OECD/G20 Inclusive Framework on BEPS che sono stati identificati.

Il report Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes registra l’avanzamento finora raggiunto dal Forum on Harmful Tax Practices (FHTP) nel monitoraggio dei trattamenti fiscali specifici messi a punto da singole giurisdizioni fiscali per favorire determinati tipi di attività, investimenti, zone geografiche. Quest’ultimo report mette in rilievo soprattutto gli sforzi compiuti dalle giurisdizioni che si sono impegnate ad eliminare dal proprio ordinamento regimi catalogati in precedenza come “dannosi” (harmful) e che ora sono stati aboliti del tutto oppure modificati in modo tale da rispettare i criteri di trasparenza delineati dall’Azione 5 del progetto Beps (base erosion and profit shifting).

Il Forum on Harmful Tax Practices (FHTP) dell’OCSE ha condotto, sin dalla sua creazione nel 1998, revisioni dei regimi preferenziali al fine di determinare se i regimi potessero essere dannosi per la base imponibile di altre giurisdizioni.

L’attuale lavoro del Forum on Harmful Tax Practices (FHTP) comprende tre aree chiave.

  • In primo luogo, la valutazione dei regimi fiscali preferenziali per identificare le caratteristiche di tali regimi che possono facilitare l’erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti, e quindi hanno il potenziale di avere un impatto ingiusto sulla base imponibile di altre giurisdizioni.
  • In secondo luogo, la revisione tra pari e il monitoraggio del quadro di trasparenza dell’azione 5 attraverso lo scambio spontaneo obbligatorio di informazioni pertinenti su decisioni specifiche del contribuente che, in assenza di tale scambio di informazioni, potrebbero sollevare preoccupazioni per BEPS
  • In terzo luogo, la revisione dei requisiti di attività sostanziali in giurisdizioni fiscali assenti o solo nominali per garantire condizioni di parità.
Il report Harmful Tax Practices – 2018 Progress Report on Preferential Regimes (aggiornamento del report 2015 BEPS Action 5 e del report 2017) contiene i risultati, riportati a gennaio 2019, della revisione dei regimi fiscali preferenziali di tutti i membri del “BEPS Inclusive Framework” che sono stati identificati dopo il progetto BEPS.  Inoltre, l'”Inclusive Framework” ha concordato un nuovo standard per i requisiti di attività sostanziali per giurisdizioni fiscali assenti o solo nominali. Questo rapporto include i dettagli di questo nuovo standard e gli altri lavori sulle aggiunte e revisioni del quadro delle pratiche fiscali dannose. Infine contiene i passaggi successivi per il lavoro sulle pratiche fiscali dannose.

La relazione sullo stato di avanzamento del 2018 comprende anche tre allegati contenenti aggiornamenti sostanziali sul quadro del Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP), compreso il nuovo standard per i requisiti di attività sostanziali all’interno di giurisdizioni fiscali assenti o solo nominali, linee guida interpretative sull’applicazione dei fattori esistenti per la valutazione dei regimi, e raccomandazioni sui punti dati e sul processo per effettuare il monitoraggio del grandfathering per i regimi non IP:

  1. Risultato del mandato BEPS Azione 5 per considerare revisioni o aggiunte al framework FHTP;
  2. Monitoraggio dei dati sui regimi non di proprietà intellettuale acquisiti; e
  3. Documenti di riferimento chiave.

Nel 2017, sono stati presi impegni rispetto a oltre 80 regimi da rendere conformi allo standard minimo BEPS Azione 5. Nel 2018, le giurisdizioni hanno, in quasi tutti i casi, rispettato questi impegni, mentre il numero totale di regimi esaminati dall’inizio del progetto BEPS è ora 255. I risultati del 2018 mostrano anche che tutti i regimi di Intellectual Property (IP) sono, con un’eccezione, abolita o modificata per conformarsi all’approccio nexus.

Infine, la relazione sui progressi del 2018 definisce i prossimi passi per il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) nel continuare ad affrontare le pratiche fiscali dannose.

Nel novembre 2020, il quadro inclusivo ha pubblicato updated conclusions on the review of preferential regimes.

I risultati aggiornati coprono 53 regimi, portando il numero di regimi esaminati, o in corso di revisione, a 246.

La revisione ha riguardato non solo i regimi fiscali preferenziali, ma i risultati della revisione del fattore delle attività sostanziali per giurisdizioni non solo nominali.

Revisione del fattore di attività sostanziale per giurisdizioni fiscali assenti o solo nominali

Dopo aver concordato il nuovo standard sulle attività sostanziali per nessuna o solo giurisdizione fiscale nominale nel novembre 2018, le 12 “nessuna o solo giurisdizione fiscale nominale” identificate dal Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) hanno introdotto il quadro giuridico nazionale necessario per soddisfare lo standard. Lo standard richiede che per alcuni settori di attività aziendali altamente mobili, le attività generatrici di reddito di base devono essere condotte con dipendenti qualificati e spese operative nella giurisdizione.

Il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) ha ora riesaminato le nuove leggi nazionali delle 12 giurisdizioni fiscali assenti o solo nominali. Per 11 di queste giurisdizioni (Anguilla, Bahamas, Bahrain, Barbados, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Isole Cayman, Guernsey, Isola di Man, Jersey, Isole Turks e Caicos), l’FHTP ha concluso che il quadro giuridico interno è in linea con il standard e quindi “non dannoso”. Per quanto riguarda la restante giurisdizione esaminata dall’FHTP (Emirati Arabi Uniti), l’FHTP ha concluso che il quadro giuridico era in linea con lo standard ma con un punto tecnico in sospeso. A questo proposito, gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati ad apportare ulteriori modifiche legislative e la legge è ora “in procinto di essere modificata”.

Dal 2020, il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) avvierà un processo annuale di monitoraggio dell’efficacia dei meccanismi delle giurisdizioni per garantire la conformità allo standard nella pratica.

Revisione dei regimi fiscali preferenziali

Durante la riunione di giugno 2019, il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) ha adottato decisioni nuove e aggiornate su 56 regimi, alcuni dei quali sono stati riesaminati per la prima volta, come segue:

  • Sono stati aboliti 13 regimi (Capo Verde, Malesia, Mongolia, Montserrat, Marocco, Svizzera, Thailandia).
  • Tre regimi sono stati modificati per rimuovere le caratteristiche potenzialmente dannose (Capo Verde, Malesia, Mauritius) e quattro nuovi regimi sono stati classificati come “non dannosi”, in quanto progettati specificamente per soddisfare lo standard dell’Azione 5 (Malta, Polonia, Thailandia).
  • Quattro regimi sono in fase di modifica (Aruba, Grecia, Kazakistan).
  • Otto regimi sono risultati esclusi dal campo di applicazione dell’FHTP (Capo Verde, Nigeria, Paraguay e Vietnam).
  • Due regimi sono stati ritenuti potenzialmente dannosi ma in realtà non dannosi (Aruba, Viet Nam) e un regime non è operativo (Paraguay).
  • Un regime è stato ritenuto effettivamente dannoso (Giordania).
  • Attualmente sono stati riesaminati altri 21 regimi (Isole Cook, Dominica, Repubblica Dominicana, Giamaica, Marocco, Macedonia del Nord, Qatar).

Il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) ha riesaminato 287 regimi dall’inizio del progetto BEPS. I risultati di queste revisioni possono essere rappresentati come segue:

Conclusioni aggiornate della revisione dei regimi fiscali preferenziali

Secondo i risultati aggiornati, 18 ulteriori regimi sono stati identificati come in via di abolizione o modifica, poiché le giurisdizioni hanno mantenuto il loro impegno ad apportare le modifiche legislative pertinenti. Ciò comprende:

  • Andorra: regime di holding
  • Curaçao: regime degli impianti di esportazione
  • Spagna: esenzione parziale per reddito da alcune attività immateriali (regime federale)
  • Altri regimi di Andorra, Curaçao, Hong Kong (Cina), Mauritius e San Marino

Inoltre, i regimi nuovi o sostitutivi in ​​quattro regimi sono stati progettati specificamente per soddisfare lo standard dell’azione 5:

  • Lituania: regime di proprietà intellettuale
  • Mauritius: regime di esenzione parziale e banche titolari di una licenza bancaria ai sensi del regime del Banking Act 2004
  • San Marino: regime della proprietà intellettuale

I risultati aggiornati includono nuovi impegni per apportare modifiche legislative per modificare o abolire altri 10 regimi, tra cui:

  • Aruba: regime aziendale esente
  • Maldive: aliquote fiscali ridotte sui profitti generati al di fuori del regime delle Maldive
  • Mongolia: regime della zona di libero scambio
  • Altri regimi da Aruba, Australia, Montserrat, Filippine e Santa Lucia

Altri 17 regimi sono stati inseriti nel processo di revisione del  Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP)FHTP. Questi includono:

  • Gabon: regime di zona economica speciale
  • Grecia: regime di incentivi fiscali sui brevetti
  • Stati Uniti: regime di reddito immateriale derivato dall’estero (FDII)
  • Altri regimi di Aruba, Brunei Darussalam, Curaçao, Giordania, Kazakistan, Malesia, Panama, Paraguay e Saint Kitts e Nevis

Infine, l’aggiornamento include altri quattro regimi che sono risultati fuori ambito, non ancora operativi o che sono già stati aboliti o non possiedono caratteristiche dannose, ovvero:

  • Aruba: regime marittimo e aereo e regime di San Nicolas
  • Kenya: regime di zona economica speciale
  • Paraguay: regime di zona franca

Requisito per attività sostanziali per giurisdizioni “nessuna o solo imposta nominale”

L'”Inclusive Framework” su BEPS ha deciso di applicare il requisito delle attività sostanziali, come stabilito nel capitolo 4 del rapporto finale sull’azione 5, per la prima volta alle giurisdizioni con “nessuna o solo imposta nominale”.

In generale, il requisito delle attività sostanziali esamina se un regime incoraggia operazioni o accordi puramente fiscali, poiché molti regimi fiscali preferenziali dannosi sono progettati in modo da consentire ai contribuenti di trarre vantaggi dal regime mentre si impegnano in operazioni puramente fiscali e non comportano attività sostanziali. A seguito dell’azione 5, il requisito delle attività sostanziali è considerato uno dei fattori principali per determinare se un regime è potenzialmente dannoso. La logica alla base di questo approccio è che, come tutti i regimi preferenziali per il reddito geograficamente mobile, ora devono soddisfare il requisito delle attività sostanziali.

Secondo lo Standard, il requisito delle attività sostanziali a nessuna giurisdizione fiscale o solo a quella nominale si applicherebbe alle giurisdizioni che non impongono un’imposta sul reddito delle società. Si applicherebbe anche alle giurisdizioni che si ritiene impongano solo l’imposta sul reddito delle società nominale per evitare i requisiti. Le giurisdizioni che sono state riviste sulla base dei regimi preferenziali che offrono sono escluse dal campo di applicazione dello Standard, a meno che non abbiano successivamente intrapreso riforme significative che hanno abolito o sostanzialmente abolito del tutto la loro imposta sul reddito delle società.

Per quanto riguarda il tipo di attività coperte, il requisito relativo alle attività sostanziali si applicherà alle attività geograficamente mobili, come le attività finanziarie e di altro tipo, compresa la fornitura di beni immateriali. Il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) ha tipicamente identificato questi tipi di attività mobili come appartenenti alle categorie di sedi centrali, centri di distribuzione, centri di servizi, finanziamenti, leasing, gestione di fondi, banche, assicurazioni, spedizioni, holding e fornitura di beni immateriali.

Sulla base della guida del Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) sulle attività sostanziali, esistono due categorie fondamentali di attività:

  • attività che generano reddito da non-Intangible Property (IP) (che è indicato nell’Allegato D (Substantial activities in regimes other than IP regimes ) della relazione sullo stato di avanzamento 2017);
  • attività per lo sfruttamento di Intellectual Property (IP) assets  (che è il nexus approach definito nella relazione dell’azione 5).

Per le attività che rientrano nell’ambito di applicazione che generano un reddito da non-Intangible Property (IP), ciò significherebbe che la giurisdizione fiscale “nessuna o solo imposta nominale” sarebbe tenuta a soddisfare lo stesso criterio delle attività sostanziali applicabile ai regimi di IP assets, il che significa che avrebbe bisogno di introdurre leggi per:

  • definire le attività principali generatrici di reddito per ciascun settore di attività rilevante;
  • garantire che le attività generatrici di reddito di base rilevanti per il tipo di attività siano svolte dall’entità (o siano svolte nella giurisdizione);
  • richiedere all’entità di avere un numero adeguato di dipendenti a tempo pieno con le qualifiche necessarie e che sostengano un importo adeguato di spese operative per intraprendere tali attività.

Laddove le attività aziendali sono lo sfruttamento di IP assets, i requisiti di sostanza utilizzati dal Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) sono il “nexus approach” che consiste di due parti:

  • una prima parte che definisce una formula per determinare l’importo del reddito ammissibile che possono beneficiare di un’aliquota fiscale inferiore;
  • una seconda parte che è una conseguenza del reddito non ammissibile che viene quindi tassato all’aliquota normale (ossia più elevata).

Per una giurisdizione “nessuna o solo imposta nominale”, la sfida è che anche se la formula potrebbe essere applicata (il cui risultato potrebbe essere che non vi è alcun reddito ammissibile), non è chiaro come applicare la seconda parte.

Al fine di applicare il principio alla base del nexus approach alle giurisdizioni “nessuna o solo imposta nominale”, lo Standard afferma che il modo migliore per procedere è applicare un concetto simile a quello che si applica per il reddito non-Intangible Property (IP), che è l’orientamento delle attività generatrici di reddito. Lo Standard fornisce inoltre una guida su come i requisiti relativi alle attività sostanziali si applicheranno alle giurisdizioni “nessuna o solo imposta nominale” per casi più specifici che generano reddito da Intellectual Property (IP) assets, ad esempio, brevetti e beni simili, immateriali di marketing e altri casi eccezionali.

Lo Standard sottolinea inoltre l’importanza di garantire la conformità tramite un approccio comune ed efficace.

A questo proposito:

  • dovrebbe prima esistere un meccanismo per identificare le entità che conducono le pertinenti categorie di attività mobili e per rilevare se le attività principali generatrici di reddito siano state svolte
  • dovrebbe esserci un meccanismo per agire nel caso in cui un’entità non sia riuscita a soddisfare il requisito delle attività sostanziali.
  • dovrebbe essere rafforzato anche lo scambio spontaneo di informazioni.

Implicazioni

I risultati aggiornati della revisione dei regimi fiscali preferenziali dimostrano i progressi rapidi e geograficamente globali compiuti nell’attuazione dell’azione 5 BEPS. Affermano inoltre le azioni dell’Inclusive Framework sui membri BEPS che hanno assunto impegni significativi per modificare le loro norme fiscali. Il rilascio dei risultati aggiornati fornisce inoltre chiarezza ai contribuenti sullo status dei regimi preferenziali nelle giurisdizioni in cui possono operare.

Il Forum sulle pratiche fiscali dannose (FHTP) continuerà il suo lavoro, compreso il monitoraggio e la revisione dei regimi fiscali preferenziali che vengono modificati per conformarsi allo standard dell’azione 5. I contribuenti dovrebbero monitorare il lavoro dell’FHTP sui regimi ritenuti dannosi e che potrebbero essere in procinto di essere modificati o eliminati, soprattutto dato che alcuni paesi includono nelle loro leggi nazionali il riferimento ai pagamenti ai regimi preferenziali. Pertanto, l’inclusione nell’elenco OCSE può portare alla non deducibilità dei pagamenti.

Infine, il rilascio del requisito delle attività sostanziali sulle giurisdizioni “nessuna o solo imposta nominale” contribuirà, afferma l’OCSE, a garantire che le attività sostanziali debbano essere svolte rispetto agli stessi tipi di attività aziendali mobili, indipendentemente dal fatto che si svolgano in un regime preferenziale o in una giurisdizione “nessuna o solo imposta nominale”.

Va inoltre notato che valutazioni analoghe sono effettuate a livello europeo dal Consiglio attraverso l’elenco delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali. Le multinazionali con qualsiasi forma di struttura o transazione che coinvolga questi regimi e giurisdizioni dovrebbero continuare a monitorare da vicino gli sviluppi, nonché a valutare piani alternativi.

OCSE / G20 – Il progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting)

OCSE / G20 – Il progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting)

Il 12 febbraio 2013  l’OCSE ha pubblicato l’“Addressing Base Erosion and Profit Shifting” (Affrontare l’erosione della base e lo spostamento dei profitti). 

L’Addressing Base Erosion and Profit Shifting presenta gli studi ed i dati disponibili sull’esistenza e l’entità dell’erosione della base e del trasferimento dei profitti (BEPS). Il rapporto raccomanda lo sviluppo di un piano d’azione per affrontare le questioni BEPS in modo completo.

Il progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) dell’OCSE / G20 mira a creare un unico insieme di norme fiscali internazionali basate sul consenso per affrontare il BEPS e quindi a proteggere le basi imponibili offrendo al contempo maggiore certezza e prevedibilità ai contribuenti.

Nel quadro inclusivo OCSE / G20 sul BEPS, oltre 135 paesi stanno attuando  15 azioni  per contrastare l’elusione fiscale, migliorare la coerenza delle norme fiscali internazionali e garantire un ambiente fiscale più trasparente:

  • Azione 1 Sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazioneNecessità di individuare una corretta disciplina fiscale per l’economia digitale, caratterizzata da una crescente dicotomia tra luogo in cui avviene la vendita di beni e servizi e luogo della tassazione del  relativo reddito. Infatti, laddove un imprenditore ritrae utili da operazioni poste in essere online, svolte il più delle volte con clienti localizzati in un Paese diverso da quello della residenza fiscale della stesso imprenditore, allo stato attuale, si verifica una inadeguata allocazione dei diritti impositivi sui profitti d’impresa, per via della mancanza di regole che riconducano tali diritti impositivi alla giurisdizione fiscale  dello Stato in cui l’imprenditore ha la residenza fiscale ed in cui si esercita l’attività.
  • Azione 2 Neutralizzare gli effetti degli accordi di disallineamento ibrido  – I disalinneamenti da ibrido scaturiscono dalla mancanza di uniformità e convergenza fra i sistemi tributari dei singoli Stati. La Action 2 si basa sulla necessità di introdurre apposite disposizioni nei trattati  (per. es. le tie-breaker, incluse nei trattati fiscali per aiutare a determinare quale paese ha il diritto di tassare un individuo come paese di residenza nel caso in cui l’individuo si qualifichi come residente (ai fini fiscali) ai sensi delle leggi nazionali di entrambi i paesi.) e raccomandazioni volte a neutralizzare gli effetti (come ad esempio doppia deduzione, doppia non tassazione, differimento a lungo termine della tassazione) derivanti dall’utilizzo di strumenti ed entità ibride (vedi il precedente rapporto nel “Le Strutture Ibride (Hybrid Mismatch Arrangements): Tematiche di politica e compliance fiscale) per assicurare che queste non siano in “operazioni” di di mero arbitraggio fiscale (pratica di pianificazione fiscale aggressiva che consiste nello sfruttare a proprio vantaggio le differenze di carico fiscale in vigore in due o più differenti paesi, localizzando le proprie attività produttive dove subiscono un minor carico fiscale). Nell’ambito della Action 2 è sta pubblicato il rapporto “Neutralizzazione degli effetti degli accordi di disallineamento dei rami di azienda“.
  • Azione 3 Società estera controllata – Rafforzamento della disciplina Controlled foreign companies (cfc)
  • Azione 4 Limitazione delle detrazioni di interessi  -Identificazione di best practices che supportino l’elaborazione di regole volte a contrastare l’erosione della base imponibile che deriva da transazioni finanziarie infragruppo così da limitare l’eccessiva deducibilità di componenti negativi di reddito, laddove essa si presti a generare scenari di totale abbattimento fiscale.
  • Azione 5 Pratiche fiscali dannose  – Favorire azioni volte a prevenire pratiche fiscali dannose incrementando la trasparenza e facendo emergere la sostanza delle operazioni che effettivamente si intendono realizzare, anche attraverso l’incentivazione di scambi di informazioni.
  • Azione 6 Prevenzione dell’abuso dei trattati fiscali – Rafforzando le clausole antiabuso, evitare l’abuso delle convenzioni contro le doppie imposizioni con l’obiettivo di prevenire la concessione  di benefici  convenzionali in circostanze inappropriate (il “treaty shopping” rappresenta una particolare forma di international tax planning “elusivo” attuata attraverso l’indebito utilizzo delle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni sui redditi).
  • Azione 7 Definizione di stabile organizzazione – Il lavoro svolto nell’ambito dell’azione 7 di BEPS fornisce modifiche alla definizione di stabile organizzazione nel modello di convenzione fiscale dell’OCSE per affrontare le strategie utilizzate per prevenire artificiosi occultamenti di stabili organizzazioni ed evitare di avere una presenza imponibile in una giurisdizione ai sensi dei trattati fiscali, ad esempio tramite i cosiddetti  “commissionaire arrangements” privi di effettiva
    sostanza economica o non coerenti con funzioni e
    attivita` svolte.
  • Le modifiche limiteranno inoltre l’applicazione di una serie di eccezioni alla definizione di stabile organizzazione alle attività di natura preparatoria o ausiliaria e garantiranno che non sia possibile trarre vantaggio da queste eccezioni frammentando un’attività operativa coesa in più piccole operazioni; affronteranno anche le situazioni in cui l’eccezione applicabile ai cantieri è aggirata attraverso i contratti di scissione tra imprese strettamente collegate.
    Le modifiche alle definizioni di stabile organizzazione sono state integrate nel modello di convenzione fiscale dell’OCSE del 2017 e nella parte IV della  CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI (Multilateral Instrument (MLI)) (articoli da 12 a 15). Lo strumento multilaterale (MLI) è uno strumento flessibile che consente alle giurisdizioni di adottare misure relative ai trattati BEPS per contrastare il BEPS e rafforzare la loro rete di trattati. Il MLI è stato firmato da quasi 90 giurisdizioni e circa la metà dei firmatari del MLI ha finora adottato gli articoli del MLI che implementano le modifiche alla stabile organizzazione.
  • Azioni 8 – 9 -10 Prezzi di trasferimento – L’Ocse evidenzia la tendenza, nell’ambito delle multinazionali, all’allocazione dei profitti, a fini meramente fiscali, in Paesi diversi da quelli in cui ha effettivamente luogo l’attività economica, attraverso una inappropriata allocazione di rischi, intangible e capitali. Emerge quindi la necessità di adottare più chiare definizioni di questi ultimi nonchè di valorizzarli adeguatamente in maniera tale da consentire un’equa allocazione dei profitti, coerente con la creazione del valore.
  • Il rapporto contiene revisioni alle Linee guida OCSE sui prezzi di trasferimento per allineare i risultati dei prezzi di trasferimento con la creazione di valore. La guida rivista si concentra sulle seguenti aree chiave: questioni relative ai prezzi di trasferimento relative alle transazioni che coinvolgono beni immateriali; accordi contrattuali, inclusa l’allocazione contrattuale dei rischi e dei relativi utili, che non sono supportati dalle attività effettivamente svolte; il livello di ritorno al finanziamento fornito da un membro di un gruppo multinazionale ricco di capitale, se tale rendimento non corrisponde al livello di attività intrapresa dalla società di finanziamento; e altre aree ad alto rischio.
  • A tal proposito rileva evidenziare come la disciplina del transfer pricing, applicata con riferimento agli intangible, sia oggetto di particolare attenzione da parte dell’Ocse che, il 30 luglio 2013,  ha pubblicato il “Revised discussion draft on transfer pricing aspects on intangible” .
    Vedi: “Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations 2017.
  • Azione 11 Analisi dei dati BEPS – Il rapporto BEPS Action 11 Measuring and Monitoring BEPS ha stabilito metodologie per raccogliere e analizzare i dati sugli effetti economici e fiscali dei comportamenti di elusione fiscale e sull’impatto delle misure proposte nell’ambito del progetto BEPS.
  • Azione 12 Regole sulla divulgazione obbligatoria – L’azione è finalizzata a strutturare la condivisione, tra le varie Amministrazioni finanziarie, degli schemi di pianificazione fiscale aggressiva riscontrati. Il piano, mira inoltre a incentivare la trasparenza dei contribuenti che intendono attuare schemi di pianificazione fiscale attraverso specifiche disclosure rules.
  • Azione 13 Reporting paese per paese – Nell’ambito dell’azione 13 BEPS, tutte le grandi imprese multinazionali (MNE) sono tenute a preparare un rapporto paese per paese (CbC) con dati aggregati sulla ripartizione globale di reddito, profitto, imposte pagate e attività economica tra le giurisdizioni fiscali in cui opera . Questo rapporto CbC è condiviso con le amministrazioni fiscali di queste giurisdizioni, per l’utilizzo in prezzi di trasferimento di alto livello e valutazioni del rischio BEPS.
  • Azione 14 Procedura di mutuo accordo –  L’obiettivo è quello di agevolare le procedure di risoluzione dei conflitti attraverso lo sviluppo di innovative modalità di risoluzione delle controversie attraverso un solido processo di revisione tra pari che cerca di aumentare l’efficienza e migliorare la tempestività della risoluzione delle controversie sulla doppia imposizione.
  • Azione 15 Strumento multilaterale – per assicurare che le azioni siano prontamente attuate, saranno definiti strumenti multilaterali prevedendo la possibilità, per i paesi interessati, di modificare gli accordi bilaterali in modo da adeguarsi al rapido evolversi dell’economia globale.

I rapporti finali del progetto BEPS, sono stati approvati e pubblicati il 5 ottobre 2015.

Dichiarazione esplicativa 2015 ( EN / FR / ES / DEU )
Azione 1: affrontare le sfide fiscali dell’economia digitale  ( EN  / FR )
Azione 2: neutralizzazione degli effetti di accordi ibridi non corrispondenti  ( EN  / FR / DEU )
Azione 3: progettazione di regole efficaci per società estere controllate  ( EN / FR  / ES )
Azione 4: Limitare l’erosione della base che comporta detrazioni di interessi e altri pagamenti finanziari ( EN / FR /  DEU  / KOR )
Azione 5: Contrastare le pratiche fiscali dannose in modo più efficace, tenendo conto della trasparenza e della sostanza ( EN / FR  / ES  / DEU )
Azione 6: Prevenire la concessione di vantaggi derivanti dal trattato in circostanze inadeguate ( EN / ES )
Azione 7: prevenire l’elusione artificiale di Stabile organizzazione di stato ( EN / FR  / ES )
Azioni 8-10: allineare i risultati dei prezzi di trasferimento con la creazione di valore ( EN / FR  / ES )
Azione 11: misurazione e monitoraggio BEPS ( EN )
Azione 12: norme sulla divulgazione  obbligatoria ( EN /  FR  / ES / KOR )
Azione 13: Guida alla documentazione sui prezzi di trasferimento e alla rendicontazione paese per paese ( EN / FR  / ES  / DEU )
Azione 14: rendere più efficaci i meccanismi di risoluzione delle controversie ( EN / FR  / ES  / KOR )
Azione 15: sviluppo di uno strumento multilaterale per modificare i trattati fiscali bilaterali ( EN / FR  / ES )

Nella sezione del sito OCSE dedicata al BEPS è pubblicata una mappa interattiva attraverso la quale è possibile verificare per ogni Stato la sua adesione:

OCSE – Multilateral Instrument (MLI) – CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

OCSE – Multilateral Instrument (MLI) – CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

Lo strumento multilaterale (Multilateral Instrument (MLI)) offre soluzioni concrete ai governi per colmare le lacune nei trattati fiscali internazionali trasponendo i risultati del progetto BEPS in trattati fiscali bilaterali in tutto il mondo. Il MLI consente ai governi di attuare standard minimi concordati per contrastare l’abuso dei trattati e migliorare i meccanismi di risoluzione delle controversie fornendo al contempo flessibilità per accogliere specifiche politiche dei trattati fiscali.

La Convenzione multilaterale per attuare misure relative al trattato fiscale per prevenire l’erosione della base e il trasferimento dei profitti (“Strumento multilaterale” o “MLI”) consente ai governi di modificare i trattati fiscali bilaterali esistenti in modo sincronizzato ed efficiente per attuare le misure del trattato fiscale sviluppate durante il BEPS Progetto, senza la necessità di spendere risorse rinegoziando bilateralmente ogni trattato.

Nel novembre 2016, oltre 100 giurisdizioni hanno concluso i negoziati sulla Convenzione multilaterale per attuare misure relative al trattato fiscale per prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti che implementeranno rapidamente una serie di misure del trattato fiscale per aggiornare le norme fiscali internazionali e ridurre le opportunità di elusione fiscale da parte delle multinazionali imprese. Il MLI copre già oltre 90 giurisdizioni ed è entrato in vigore il 1 ° luglio 2018. I firmatari includono giurisdizioni di tutti i continenti e di tutti i livelli di sviluppo e anche altre giurisdizioni stanno lavorando attivamente per la firma.

Il MLI è entrato in vigore il 1 ° luglio 2018 e le sue disposizioni sono entrate in vigore per le prime disposizioni il 1 ° gennaio 2019. Maggiori informazioni sull’entrata in vigore e sugli effetti per ciascuna Parte e sui relativi Accordi fiscali coperti sono disponibili nell’elenco dei Firmatari e delle Parti (MLI Positions) e MLI Toolkit & Database .

CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

 

OCSE – Neutralizzazione degli effetti degli accordi di disallineamento dei rami di azienda, Action 2 BEPS

La relazione del 2017 “Neutralising the Effects of Branch Mismatch Arrangements, Action 2” definisce le raccomandazioni per le regole di disallineamento delle filiali che allineano il trattamento di queste strutture con il trattamento degli accordi di disallineamento ibrido come stabilito nella relazione 2015 “Neutralizing the Effects of Hybrid Mismatch Arrangements, Action 2 – 2015 Final Report” sulla neutralizzazione degli effetti degli accordi di disallineamento ibridi (relazione dell’azione 2). I disallineamenti di filiale si verificano quando le regole ordinarie per la ripartizione delle entrate e delle spese tra la filiale e la sede centrale fanno sì che una parte del reddito netto del contribuente sfugga all’onere fiscale sia nella giurisdizione della filiale che in quella di residenza. A differenza dei disallineamenti ibridi, che derivano da conflitti nel trattamento legale di entità o strumenti, i disallineamenti delle filiali sono il risultato delle differenze nel modo in cui la filiale e la sede centrale tengono conto di un pagamento effettuato da o alla filiale. Il rapporto del 2017 identifica cinque tipi fondamentali di accordi di disallineamento delle filiali che danno luogo a uno dei tre tipi di disallineamenti: risultati di deduzione / nessuna inclusione (D / NI), risultati di doppia deduzione (DD) e deduzione indiretta / nessuna inclusione (indiretta D / NI) risultati. Questo rapporto include raccomandazioni specifiche per migliorare la legislazione nazionale intese a ridurre la frequenza dei disallineamenti delle filiali nonché norme mirate sui disallineamenti delle filiali che regolano le conseguenze fiscali nella giurisdizione di residenza o di filiale al fine di neutralizzare il disallineamento ibrido senza disturbare nessuno degli altri risultati fiscali, commerciali o regolamentari. Gli allegati del rapporto riassumono le raccomandazioni e forniscono una serie di esempi che illustrano il funzionamento previsto delle regole raccomandate.

OCSE – Le Strutture Ibride (Hybrid Mismatch Arrangements) TEMATICHE DI POLITICA E COMPLIANCE FISCALE

La pianificazione fiscale aggressiva è una fonte di preoccupazione crescente per molti governi.  Il rapporto dell’OCSE, Hybrid mismatch Arrangements: Tax Policy and Compliance Issues descrive i tipi più comuni di accordi di disallineamento ibrido ( ossia accordi che sfruttano le differenze nel trattamento fiscale di strumenti, entità o trasferimenti tra due o più paesi) e gli effetti che intendono ottenere. Riassume le questioni di politica fiscale sollevate da questi accordi e descrive le opzioni politiche per affrontarle, con particolare attenzione alle norme di diritto interno che negano i benefici in caso di accordi di disallineamento ibrido e alle esperienze dei paesi riguardo alla loro applicazione. La relazione conclude che la stessa preoccupazione che esiste in relazione alle distorsioni causate dalla doppia imposizione esiste in relazione alla doppia non imposizione non intenzionale e raccomanda una serie di azioni da intraprendere.

Consulta in italiano: OCSE – Le Strutture Ibride (Hybrid Mismatch Arrangements) TEMATICHE DI POLITICA E COMPLIANCE FISCALE

Nell’ambito della Action 2 del progetto BEPS OCSE/ G20 è stato pubblicato successivamente: Neutralising the Effects of Branch Mismatch Arrangements, Action 2

CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

CONVENZIONE MULTILATERALE PER L’ATTUAZIONE DI MISURE RELATIVE ALLE CONVENZIONI FISCALI FINALIZZATE A PREVENIRE L’EROSIONE DELLA BASE IMPONIBILE E LO SPOSTAMENTO DEI PROFITTI

OCSE – Consiglio d’Europa: Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale

L’Italia ha aderito alla Convenzione OCSE – Consiglio d’Europa  sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale. La Convenzione è stata successivamente modificata dal Protocollo entrato in vigore il 1° giugno 2011 in linea con la normativa gli standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni.

Essa prevede tutte le forme possibili di cooperazione amministrativa tra gli Stati in materia di accertamento e riscossione delle imposte, ponendosi in particolar modo l’obiettivo di contrastare l’elusione e l’evasione fiscale.

La Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri delle due Organizzazioni internazionali che hanno partecipato alla sua elaborazione: il Consiglio d’Europa e l’OCSE. Inoltre, come emendata dal Protocollo 2010 è anche aperta alla firma di Stati non membri del Consiglio d’Europa né dell’OCSE, sulla base di una procedura specifica e di controlli previ sulla riservatezza e il trattamento dei dati.

L’aggiornamento delle firme e della ratifiche è disponibile presso il link seguente:

http://www.oecd.org/tax/exchange-of-tax-information/Status_of_convention.pdf+

Italia e Bulgaria hanno firmato la convenzione

Tale Convenzione consente alle Parti, – Stati membri del Consiglio d’Europa e paesi membri dell’OCDE – di sviluppare, su basi comuni e nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti, una vasta cooperazione amministrativa che copra tutte le imposte obbligatorie con l’eccezione dei diritti doganali. L’assistenza può realizzarsi in diversi modi: scambio di informazioni tra le parti, inchieste fiscali simultanee e partecipazione alle inchieste condotte in altri Paesi, il recupero di imposte dovute in altri Paesi e la notificazione di documenti prodotti in altro Paesi parte.

In oltre, ogni Stato che desideri aderire alla Convenzione può adattare i suoi impegni grazie ad un sistema di riserve previste espressamente dal testo; esso può limitare la sua partecipazione solo ad alcuni tipi di assistenza reciproca o all’assistenza solo a certi tipi di imposte.

La mutua assistenza prevista deve permettere di combattere l’evasione fiscale e si accompagna a delle misure di protezione dei contribuenti, si tratti di individui, di società o di economie nazionali. Ancora, una Parte può rifiutarsi di comunicare delle informazione se queste comportano la divulgazione di segreti commerciali, industriali o altri segreti professionali; la Parte può ugualmente rifiutare di fornire un’assistenza in riferimento ad un tipo di imposta che essa ritenga incompatibile con i principi generalmente ammessi in materia fiscale. In oltre, l’applicazione della Convenzione non può limitare i diritti e le garanzie riconosciuti agli individui dalla legislazione della Parte cui è richiesta l’assistenza. Precise regole assicurano la riservatezza delle informazioni ottenute in applicazione di tale testo convenzionale.

Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters as amended by the 2010 Protocol 

Testo in italiano 

Fonti: http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-comunitaria-e-internazionale/convenzioni-e-accordi/Convenzione-OCSE-Consiglio-dEuropa-sulla-mutua-assistenza-amministrativa-in-materia-fiscale/index.html

https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/127

OCSE – Modello di Convenzione contro la doppia imposizione

OCSE – Articoli del Modello di Convenzione contro la doppia imposizione (OCDE – Convention between (State A) and (State B) with respect to taxes on income and on capital)

2014 UPDATE TO THE OECD MODEL TAX CONVENTION

2017 UPDATE TO THE OECD MODEL TAX CONVENTION

Model Tax Convention on Income and on Capital: Condensed Version 2017

COMMENTARIES ON THE ARTICLES OF THE MODEL TAX CONVENTION