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Strumenti per le indagini fiscali all’estero – Cooperazione fiscale tra le Amministrazioni finanziarie dei Paesi UE e non UE

Strumenti per le indagini fiscali all’estero – Cooperazione fiscale tra le Amministrazioni finanziarie dei Paesi UE e non UE

L’Amministrazione finanziaria dispone di diversi strumenti per individuare redditi prodotti e patrimoni detenuti all’estero da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia che consentono al Fisco di monitorare con apprezzabile precisione il movimento dei capitali esteri dei contribuenti fiscalmente residenti in Italia e di individuare i fenomeni di evasione ed elusione fiscale internazionale.

La cooperazione fiscale internazionale tra le Amministrazioni finanziarie dei diversi Paesi della comunità internazionale si sviluppa:

  • attraverso lo scambio di informazioni di rilevanza fiscale;
    • scambio di informazioni nell’Unione europea disciplinato dalla Direttive DAC, con riferimento al settore delle imposte dirette, e dalle Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA , per quanto concerne la cooperazione amministrativa e la lotta alla frode fiscale in materia IVA, che può essere:
      • scambio di informazioni su richiesta, basato su una richiesta effettuata dallo Stato membro richiedente allo Stato membro interpellato in un caso specifico;
      • scambio di informazioni automatico, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate ad un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti;
      • scambio di informazioni spontaneo, comunicazione occasionale, in qualsiasi momento e senza preventiva richiesta di informazioni ad un altro Stato membro;
    • scambio di informazioni con gli altri Paesi; 
      • Art. 26 Convenzioni  contro le doppie imposizioni;
      • Tax Information Exchange Agreement (TIEA);
      • Mutual Administrative Assistence in Tax matters (MAAT);
      • Common Reporting Standard (CRS);
      • Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA).
  • con il coordinamento delle operazioni di verifica da svolgersi sul territorio dei singoli Stati, cooperazione con le Autorità fiscali estere che agiscono sul territorio di riferimento quali:
    • squadre investigative comuni: che operano sul territorio di uno o più Paesi che le hanno costituite;
    • controlli multilateriali: svolti dalle Autorità fiscali dei rispettivi Stati sui propri territori, all’esito delle cui indagini i risultati vengono condivisi con le Amministrazioni fiscali estere;
    • verifiche simultanee: eseguite dalle Amministrazione finanziarie sui propri territori con riferimento a delle attività la cui tassazione può incidere sul potere impositivo di diversi Paesi.

Scambio di informazioni nell’Unione europea settore delle imposte dirette

La direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) del 15 febbraio 2011 che ha abrogato, con effetto dal 1° gennaio 2013, la direttiva n. 77/799/CEE, implementando “Mandatory Disclosure Rules” (MDR), stabilisce le norme e le procedure in base alle quali gli Stati membri cooperano tra loro ai fini dello scambio di informazioni fiscali per le Amministrazioni finanziarie volte ad arginare i meccanismi di pianificazione fiscale aggressiva introducendo sistemi di controllo ispirati alla c.d. cooperative compliance. Negli anni la DAC 1 è stata varie volte modificata, estendendone sempre più il suo ambito di applicazione.

Evoluzione delle Direttive DAC (Directive Administrative Cooperation) dal 2011 ad oggi

DAC  Direttiva del Consiglio Attuazione
1 15/02/2011 2011/16/UE  Cooperazione amministrativa nel settore fiscale, scambio automatico di informazioni dai periodi d’imposta dal 1o gennaio 2014 (abroga la Direttiva 77/799/CEE) D. Lgs.  4 marzo 2014, n. 29
2 09/12/2014 2014/107/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Amplia le categorie di reddito oggetto di scambio automaticoobbligo di trasmettere informazioni, per i periodi d’imposta a decorrere dal 1o gennaio 2016, per quanto concerne i Conti Bancari Normativa italiana di riferimento 
3 08/12/2015 2015/2376/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Estende lo scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento D. Lgs. 15 marzo 2017, n. 32 
4 25/05/2016 2016/881/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia di rendicontazione Paese per Paese Articolo 1, commi 145 e 146 della legge 28 dicembre 2015, n. 208D.M. 23/02/2017
5 06/12/2016 2016/2258/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio Legge 25 ottobre 2017, n, 163D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 60
6 25/05/2018 2018/822/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica. D.Lgs. n. 100/2020D.M. 17/11/2020
7 22/03/2021 2021/514/UErecante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale esteso alle piattaforme digitali In attesa di attuazione

La direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) del 15 febbraio 2011 che ha abrogato, con effetto dal 1° gennaio 2013, la direttiva n. 77/799/CEE stabilendo le norme e le procedure in base alle quali gli Stati membri cooperano tra loro ai fini dello scambio di informazioni fiscali per le Amministrazioni finanziarie. La direttiva è stata recepita nell’ordinamento giuridico interno con il D. Lgs.  4 marzo 2014, n. 29.

Per le regole tecniche di scambio dei dati di natura finanziaria, In ragione della sostanziale uniformazione delle procedure di scambio di informazioni relative ai conti finanziari previste dalla direttiva rispetto a quelle che si rinvengono dalle procedure adottate in sede OCSE,  occorre fare riferimento al DM 28.12.2015 (Attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 (Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act)) e della direttiva n. 2014/107/UE (DAC 2) del Consiglio del 9 dicembre 2014, che, come vedremo,  promuovendo lo scambio automatico di informazioni come standard europeo e internazionale di trasparenza e di cooperazione, ha ampliato,  per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, l’ambito di applicazione della direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1).

Nella Direttiva sono previste tre tipologie di scambio di informazioni:
  • «scambio di informazioni su richiesta»: lo scambio di informazioni basato su una richiesta effettuata dallo Stato membro richiedente allo Stato membro interpellato in un caso specifico;
  • «scambio automatico»: la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate ad un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti. Nel contesto dell’articolo 8 le informazioni disponibili sono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
  • «scambio spontaneo»: la comunicazione occasionale, in qualsiasi momento e senza preventiva richiesta di informazioni ad un altro Stato membro;

Su richiesta dell’autorità richiedente, l’autorità interpellata trasmette all’autorità richiedente le informazioni di cui sia in possesso o che ottenga a seguito di un’indagine amministrativa.

L’autorità competente di ciascuno Stato membro comunica all’autorità competente di qualsiasi altro Strato membro, mediante scambio automatico obbligatorio, le informazioni disponibili sui periodi d’imposta dal 1o gennaio 2014 riguardanti i residenti in tale altro Stato membro sulle seguenti categorie specifiche di reddito e di capitale ai sensi della legislazione dello Stato membro che comunica le informazioni:

  1. redditi da lavoro;
  2. compensi per dirigenti;
  3. prodotti di assicurazione sulla vita non contemplati in altri strumenti giuridici dell’Unione sullo scambio di informazioni e misure analoghe;
  4. pensioni;
  5. proprietà e redditi immobiliari.

La comunicazione di informazioni ha luogo almeno una volta all’anno, entro i sei mesi successivi al termine dell’anno fiscale dello Stato membro durante il quale le informazioni sono state rese disponibili.

Le informazioni sono trasmesse elettronicamente, per quanto possibile, utilizzando la piattaforma comune basata sulla rete comune di comunicazione (CCN) e sull’interfaccia comune di sistema (CSI), sviluppata dall’Unione per assicurare tutte le trasmissioni con mezzi elettronici tra le autorità competenti nel settore delle dogane e della fiscalità.

La direttiva del 2011, con l’obiettivo di contrastare la frode fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, è stata oggetto di rilevanti interventi di modifica:
  • direttiva n. 2014/107/UE (DAC 2) del Consiglio del 9 dicembre 2014, che ha ampliato l’ambito di applicazione della DAC 1 promuovendo lo scambio automatico di informazioni come standard europeo e internazionale di trasparenza e di cooperazione:
  • direttiva n. 2015/2376/UE (DAC 3) del Consiglio dell’8 dicembre 2015 che ha introdotto il nuovo art. 8-bis che estende lo scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento. La direttiva è stata recepita nell’ordinamento giuridico interno con il D. Lgs. 15 marzo 2017, n. 32;
  • direttiva n. 2016/881/UE (DAC 4) del Consiglio del 25 maggio 2016 che ha esteso il campo di applicazione dello scambio automatico di informazioni con l’introduzione del nuovo art. 8-bis bis concernente “Ambito di applicazione e condizioni dello scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia di rendicontazione Paese per Paese”. L’articolo 1, commi 145 e 146 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (stabilità 2016) ha previsto che la controllante capogruppo di un gruppo multinazionale, residente nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 73 del TUIR, deve presentare all’Agenzia delle Entrate una rendicontazione paese per paese. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti modalità, termini, elementi e condizioni per la trasmissione annuale della rendicontazione. E’ tenuta alla presentazione della rendicontazione la controllante capogruppo, avente l’obbligo di redazione del bilancio consolidato, con un fatturato consolidato, nel periodo d’imposta precedente a quello di rendicontazione, di almeno 750 milioni di euro e che non è controllata, direttamente o indirettamente, da altra impresa del gruppo multinazionale o da altri soggetti tenuti a tale obbligo.Parallelamente, l’obbligo di scambio automatico, le prime linee guida in merito all’obbligo di rendicontazione Country by Country Reporting  (CbCR) e allo scambio delle informazioni tra le amministrazioni finanziarie si rinvengono nel BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) cd. «Progetto BEPS» – Action 13 (“Guidance on the Implementation of Transfer Pricing Documentation and Country-by-Country Reporting”), pubblicato il 5 ottobre 2015, a conclusione dei lavori del progetto. Le indicazioni contenute nel BEPS – Action 13, in tema di rendicontazione paese per paese, sono state recepite nell’ordinamento interno con la Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
    Per la normativa italiana di riferimento vedi: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Comunicazioni/Scambio+Automatico+Finanziario+Internazionale/Normativa+di+riferimento+Scambio+Automatico+Finanziario+Internazionale/?page=schede
  • direttiva n. 2016/2258/UE (DAC 5) del Consiglio del 6 dicembre 2016 che modifica la direttiva del 2011 per quanto riguarda l’accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio.
  • direttiva n. 2018/822/UE (DAC 6) del Consiglio del 25 maggio 2018 che modifica la direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica.La Direttiva riflette ampiamente l’azione 12 (BEPS – Action 12: Disclosure of aggresive tax planning) del piano OCSE del 2013 per combattere la riduzione della base imponibile e il trasferimento degli utili a seguito di una pianificazione fiscale aggressiva.
    La Direttiva pone l’obbligo di comunicazione a carico degli intermediari (art. 3, punto 21: “qualunque persona che elabori, commercializzi, organizzi o metta a disposizione a fini di attuazione o gestisca l’attuazione di un meccanismo transfrontaliero soggetto all’obbligo di notifica”. Quindi per. es. commercialisti, avvocati….)
    I nuovi obblighi di segnalazione si applicheranno a partire dal 1 ° luglio 2020. Gli Stati membri saranno obbligati a scambiarsi informazioni ogni tre mesi, entro un mese dalla fine del trimestre in cui sono presentate le informazioni. Il primo scambio automatico di informazioni sarà quindi completato entro il 31 ottobre 2020.
  • direttiva n. 2021/514/UE (DAC 7) del Consiglio del 22 marzo 2021 che modifica la direttiva 2011/16/UE ponendo l‘obbligo  per le piattaforme digitali  di comunicare i dati in materia fiscale delle  transazioni di beni e servizi che vengono offerti attraverso le stesse.
    I gestori delle piattaforme online situate sia all’interno che all’esterno dell’Ue saranno chiamati a comunicare periodicamente al Fisco i corrispettivi percepiti dai venditori attivi sui loro portali.
    Le operazioni interessate sono:

    • la vendita di beni e di servizi personali:
    • il noleggio di qualsiasi mezzo di trasporto;
    • la locazione di immobili, compresi gli immobili residenziali e commerciali e gli spazi di parcheggio.

    I nuovi obblighi di segnalazione si applicheranno a partire dal 1 ° gennaio 2023.

A norma dell’art. 2 della direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) la stessa si applica alle imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto di uno Stato membro o delle sue ripartizioni territoriali.

L’Unione europea ha, però, siglato appositi accordi per estendere lo scambio dei dati relativi ai redditi finanziari in ossequio alla direttiva con:

  • La Svizzera (accordo firmato il 27.5.2015);
  • Il Liechtenstein (accordo firmato il 28.10.2015);
  • San Marino (accordo firmato l’8.12.2015);
  • Andorra (accordo formato il 12.2.2016);
  • Principato di Monaco (accordo firmato il 12.7.2016).

Scambio di informazioni nell’Unione europea settore Imposta sul Valore Aggiunto. Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA tra i Paesi dell’Unione Euopea

  • Regolamento (CE) n. 79/2012 della Commissione del 31 gennaio 2012  relativo alle modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento UE n.904/2010 del Consiglio relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro la frode in materia d’imposta sul valore aggiunto.
  • Regolamento (CE) n. 904/2010 del Consiglio del 7 ottobre 2010 relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro le frodi in materia d’imposta sul valore aggiunto (rifusione). Il Regolamento stabilisce le condizioni e le modalità secondo le quali le Autorità competenti degli Stati membri preposte all’applicazione delle norme che regolano l’IVA devono collaborare tra loro e con la Commissione per assicurarne l’osservanza.
  • Regolamento (CE) n. 37/2009 del Consiglio del 16 dicembre 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di Imposta sul valore aggiunto. Il Regolamento (CE) n. 37/2009 adegua le disposizioni del Regolamento (CE) n. 1798/2003 alle modifiche introdotte dalla Dir 2008/117/Ce del 16 dicembre 2008 riguardo al periodo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (INTRASTAT), nel contesto della cooperazione amministrativa.
  • Regolamento (CE) n. 143/2008 del Consiglio del 12 febbraio 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 per quanto concerne l’introduzione di modalità di cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni in considerazione delle disposizioni in materia di luogo delle prestazioni di servizi, regimi speciali e procedura di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. GU dell’Unione Europea 22.2.08 L 44/1.
  • Regolamento 1925/2004 del 29 ottobre 2004, sulle modalità di applicazione degli articoli 18, 35 e 37 del Regolamento 1798/2003, definisce alcuni aspetti procedurali dello scambio automatico di informazioni quali: le categorie di informazioni che possono formare oggetto di scambio senza preventiva richiesta, la periodicità e le modalità pratiche di trasmissione delle informazioni. GU dell’Unione Europea 5.11.2004 L331.
  • Regolamento 1798/2003 del 7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d’imposta sul valore aggiunto e che abroga il regolamento (CEE) n. 218/92 GU dell’Unione Europea 15.10.2003 L264.
    Il Regolamento abroga il Regolamento 218/92 che completava, per quanto riguarda l’Iva, il sistema di cooperazione istituito dalla Direttiva 77/799/CEE. Prevede un sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri, in base al quale le autorità amministrative competenti sono tenute a prestarsi mutua assistenza e a collaborare con la Commissione per assicurare la corretta applicazione dell’Iva alla fornitura di beni e alla prestazione di servizi, all’acquisizione intracomunitaria dei beni e all’importazione dei beni.

Scambio di informazioni con gli altri Paesi

L’art. 26 del Modello OCSE

L’art. 26 del Modello OCSE ha sempre rappresentato lo standard internazionale per lo scambio di informazioni tributarie tra stati: la sua prima ver­sione apparve nel Modello del 1963, e da allora sono stati più volte modificati sia la lettera dell’articolo che il Commentario.

Nel 2005 sono stati aggiunti,  con lo scopo principale di impedire allo Stato destinatario della richiesta di scam­bio di opporre determinate tipologie di legislazione nazionale, i parr. 4 e 5 all’art. 26.

L’informazione richiesta non può essere negata:

  1. solo perché lo Stato alla quale è richiesta non ha un interesse proprio nello scambio;
  2. perché l’informazione è detenuta da un istituto bancario, un’istituzione finanziaria, “un’agenzia”, ovvero una fiduciaria (con il chiaro intento dell’OCSE di contrastare il segreto bancario).

Tax Information Exchange Agreement (TIEA)

L’OCSE ha sviluppato uno strumento che può costituire la base giuridica per lo scambio di informazioni tri­butarie tra Stati e contribuire alla diffusione degli standard di trasparenza pro­mossi dall’organizzazione stessa il Model Agreement on Exchange on Information on Tax Matters (Tax Information Exchange Agreements (TIEA)).

Pubblicato nel 2002 costituisce la base per la negoziazione di accordi di cooperazione in materia fiscale mediante lo scambio di informazioni tributarie tra due o più stati; ne esistono due versioni: una “bilaterale”, ed una “multilaterale”.

Gli articoli dall’1 al 3 del TIEA ne delimitano l’ambito di applicazione ed il perimetro giuridico. Esattamente come l’art. 26 del Modello OCSE, l’art.1 del TIEA menziona lo standard della foreseeable relevance” (una richiesta di informazioni tributarie deve essere considerata “prevedibilmente rilevante), evidenziando così le stesse esigenze di bilanciamento tra l’effettività dello scambio ed i diritti del contribuente.

Lo standard “foreseeable relevance” è inteso a fornire lo scambio di informazioni in materia fiscale nella misura più ampia possibile e, allo stesso tempo, a chiarire che gli Stati membri non sono liberi di impegnarsi in “fishing expeditions” (ossia “richieste speculative di informazioni che non hanno nessi apparenti a un’indagine o indagine aperta) o di richiedere informazioni con improbabile rilevanza fiscale.

L’art. 5 del TIEA elenca e descrive le procedure per lo scambio delle informazioni tributarie tra stati. A differenza dell’art. 26 del Modello OCSE, il TIEA prevede unicamente lo scambio di informazioni “su richiesta” (upon re­quest), (Exchange Of Information on Request – EOIR). Nel Commentario dello stesso art. 5 è menzionata la possibilità di ampliare l’ambito dell’accordo e di utilizzare le modalità di scambio c.d. “automatico” e “spontaneo”, oltre alle “verifiche simultanee” (simultaneous examinations).

Lo scambio automatico,  Automatic Exchange of Information – AEOI, (modalità tipica del CRS o dell’accordo FATCA) riguarda la generalità dei contribuenti residenti in uno Stato che dispongono nell’altro Stato di redditi, o di attività, specifici. Lo scambio automatico viene effettuato a scadenze periodiche stabilite per legge senza la necessità di apposite richieste.

Lo scambio spontaneo viene fatto da uno Stato nell’interesse dell’altro Stato anche senza una specifica richiesta da parte di quest’ultimo.

Con riguardo alle procedure descritte (come, ad esempio, l’obbligo dello Stato al quale viene richiesta l’informazione di confermare il ricevimento dell’istanza e di informare tempestivamente il richiedente della eventuale impossibilità di soddisfarla),  alcuni dei limiti posti allo scambio sono quasi speculari a quelli posti dall’art. 26 del Modello OCSE:

  1. l’informazione tributaria deve essere scambiata indipendentemente dal fatto che la condotta del contribuente possa costituire un illecito nell’ordi­namento dello Stato cui la richiesta è indirizzata;
  2. devono essere utilizzati dallo Stato cui la richiesta è indirizzata tutti gli strumenti ad esso disponibili, indipendentemente dal fatto che l’informazione sia utile anche a que­st’ultimo;
  3. lo scambio di informazioni tributarie non può essere negato per il fatto che l’informazione è detenuta da un istituto bancario, un’istitu­zione finanziaria, un trustee, una fiduciaria, ecc. .

Il par. 5 dell’art. 5 del TIEA elenca i parametri che una richiesta di informazioni tributarie deve soddisfare per essere considerata foreseeable relevant senza essere fishing expedition.

Lo Stato richiedente deve fornire:

  1. l’i­dentità del contribuente soggetto ad accertamento;
  2. la specifica dell’in­formazione richiesta, inclusa la forma in cui deve essere inoltrata;
  3. la finalità dell’informazione stessa;
  4. motivazioni ragionevoli per ritenere che l’informazione tributaria sia disponibile nello Stato a cui è stata richiesta, ov­vero sia nella disponibilità di un soggetto di tale giurisdizione;
  5. se conosciuti, il nome e l’indirizzo di ogni soggetto che si ritiene essere in possesso dell’informazione richiesta;
  6. una dichiarazione che attesti la conformità della richiesta alle leggi dello Stato richiedente;
  7. una dichiarazione attestante il fatto che lo Stato richiedente ha esaurito tutti i mezzi per ottenere autonomamente l’informazione, con l’eccezione di quelli che avrebbero comportato “difficoltà non proporzionate” (disproportionate difficulties).

L’art. 6 TIEA fornisce la base giuridica per attività accertative svolte al­l’estero e regolamenta:

  • la c.d. “partecipazione attiva”, possibilità per i funzionari dell’amministrazione di uno Stato contraente di accedere al territorio dell’altro Stato contraente per svolgere una parte dell’accertamen­to, come ad esempio l’analisi di documenti;
  • la c.d. “partecipazione passiva”,  possibilità per funzionari stranieri di assistere all’attività accertativa svolta dalle autorità nazionali.

Gli artt. 7 e 8 TIEA, che normano la confidenzialità delle informazioni scambiate (si basano su principi che sono praticamente speculari a quelli proposti dall’art. 26 del Modello OCSE e dal relativo Commentario) stabiliscono che:

  1. la richiesta non può avere ad oggetto informazioni che la parte richiedente non potrebbe ottenere in forza della propria legislazione nazionale;
  2. la richiesta non può essere soddisfatta se comporta la divulgazione di segreti industriali, aziendali o professionali;
  3. la richiesta non può essere soddisfatta se comporta la divulgazione di comunicazioni di qualsiasi tipo intercorse tra un cliente ed il suo rappresentante legale;
  4. lo scambio di informazioni tributarie non può avere luogo nel caso in cui sia potenzialmente pericoloso per l’“ordine pubblico”;
  5. l’informazione ricevuta deve essere trattata come “confidenziale” (confidential), e può essere comunicata solamente a soggetti in qualche modo coinvolti nell’attività di accertamento e/o nella riscossione, che a loro volta potranno divulgarla solo dinanzi ad un giudice.

Mutual Administrative Assistence in Tax matters (MAAT)

La  Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale  (Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters ) è stata sviluppata congiuntamente dall’OCSE e dal Consiglio d’Europa nel 1988 e modificata dal Protocollo nel 2010. La Convenzione è lo strumento multilaterale più completo disponibile per tutte le forme di -operazione per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali.

La Convenzione facilita la cooperazione internazionale per un migliore funzionamento delle leggi fiscali nazionali, nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti. Prevede tutte le possibili forme di cooperazione amministrativa tra gli Stati nella determinazione e riscossione delle imposte. Questa cooperazione spazia dallo scambio di informazioni, compresi gli scambi automatici, al recupero dei crediti fiscali esteri.

Dal 2009, il G20 ha costantemente incoraggiato i paesi a firmare la Convenzione, compreso l’ultimo al vertice del G20 a Buenos Aires nel 2018, dove il comunicato affermava: “Tutte le giurisdizioni dovrebbero firmare e ratificare la Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale”.

141 giurisdizioni (Tabella delle giurisdizioni partecipanti) attualmente partecipano alla Convenzione, comprese 17 giurisdizioni coperte da estensione territoriale. Ciò rappresenta un’ampia gamma di paesi, inclusi tutti i paesi del G20, tutti i BRIICS, tutti i paesi dell’OCSE, i principali centri finanziari e un numero crescente di paesi in via di sviluppo.

La Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale (la “Convenzione”), in virtù del suo articolo 6, richiede alle autorità competenti delle Parti della Convenzione di concordare reciprocamente la portata dello scambio automatico di informazioni e la procedura da rispettato. In tale contesto

Il CRS Multilateral Competent Authority Agreement

Con oltre 100 giurisdizioni che si sono impegnate a scambiarsi informazioni tra loro ai sensi del CRS, i rapporti di scambio tra giurisdizioni si basano tipicamente sulla Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters, a cui partecipano più di 100 giurisdizioni, e il CRS Multilateral Competent Authority Agreement (CRS MCAA), che si basa sul suo articolo 6. Le giurisdizioni possono in alternativa fare affidamento su un accordo bilaterale, come un trattato contro la doppia imposizione o un accordo sullo scambio di informazioni fiscali. Inoltre, alcuni scambi di CRS avranno luogo sulla base della direttiva UE pertinente, degli accordi tra l’UE e paesi terzi e accordi bilaterali, come gli accordi UK-CDOT.

Il CRS MCAA specifica i dettagli di quali informazioni verranno scambiate e quando. È un accordo quadro multilaterale. Un particolare rapporto bilaterale ai sensi del CRS MCAA diventa effettivo solo se entrambe le giurisdizioni hanno la Convenzione in vigore, hanno depositato le notifiche richieste ai sensi della Sezione 7 e si sono elencate reciprocamente.

Rapporti attivati ​​per lo scambio di report CbC

A marzo 2021, sono state attivate oltre 2900 relazioni di scambio bilaterale rispetto alle giurisdizioni impegnate nello scambio di rapporti CbC e i primi scambi automatici di rapporti CbC si sono svolti nel giugno 2018. Questi includono scambi tra i firmatari dell’accordo CbC Multilateral Competent Authority Agreement (CbC MCAA), tra gli Stati membri dell’UE ai sensi della direttiva del Consiglio dell’UE 2016/881 / UE e tra i firmatari di accordi bilaterali di autorità competenti per gli scambi ai sensi delle convenzioni sulla doppia imposizione o degli accordi sullo scambio di informazioni fiscali, compresi 41 accordi bilaterali con gli Stati Uniti. Le giurisdizioni continuano a negoziare accordi per lo scambio di rapporti CbC e l’OCSE pubblicherà aggiornamenti regolari, per fornire chiarezza ai gruppi multinazionali e alle amministrazioni fiscali.

Il CbC Multilateral Competent Authority Agreement

La Convenzione multilaterale  sull’assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale  (la Convenzione), in virtù del suo articolo 6, richiede alle autorità competenti delle Parti della Convenzione di concordare reciprocamente la portata dello scambio automatico di informazioni e la procedura da rispettare con. In tale contesto, è stato sviluppato l’accordo multilaterale dell’autorità competente sullo scambio di rapporti CbC (CbC MCAA), sulla base della Convenzione. Inoltre, sono stati sviluppati due ulteriori accordi modello delle autorità competenti per gli scambi di rapporti CbC, uno per gli scambi nell’ambito delle convenzioni sulla doppia imposizione e uno per gli scambi nell’ambito degli accordi sullo scambio di informazioni fiscali.

Lo scopo del CbC MCAA è quello di stabilire le regole e le procedure necessarie per le autorità competenti delle giurisdizioni che implementano l’azione 13 di BEPS per scambiare automaticamente i rapporti CbC preparati dall’entità segnalante di un gruppo multinazionale e depositati su base annuale presso le autorità fiscali della giurisdizione di residenza fiscale di tale entità presso le autorità fiscali di tutte le giurisdizioni in cui opera il Gruppo MNE. Una particolare relazione bilaterale ai sensi della CbC MCAA diventa effettiva solo se entrambe le giurisdizioni hanno la Convenzione in vigore, hanno depositato le notifiche richieste ai sensi della Sezione 8 e si sono elencate reciprocamente.

Common Reporting Standard (CRS)

La Convenzione per la mutua assistenza ai fini fiscali  ha carattere multilaterale,  diversamente da

che, seppure redatti secondo un modello standard, hanno carattere bilaterale (Vedi: Stati con i quali sussistono strumenti bilaterali per lo scambio di informazioni – Art. 26 del Modello OCSE – Tendenza a contrastare il segreto bancario).

Il Common Reporting Standard (CRS) , sviluppato in risposta alla richiesta del G20 e approvato dal Consiglio dell’OCSE il 15 luglio 2014, invita le giurisdizioni a ottenere informazioni dai loro istituti finanziari e scambiare automaticamente tali informazioni con altre giurisdizioni su base annuale. Stabilisce le informazioni sui conti finanziari da scambiare, gli istituti finanziari tenuti a segnalare, i diversi tipi di conti e contribuenti coperti, nonché le procedure comuni di due diligence che devono essere seguite dagli istituti finanziari.

Lo Standard è costituito dalle seguenti quattro parti chiave:

Particolare attenzione deve essere posta, come vedremo, anche per le Entità giuridiche controllate ed i Trust.

La  Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale  (Multilateral Convention on Mutual Administrative Assistance  in Tax Matters) è stata sviluppata congiuntamente dall’OCSE e dal Consiglio d’Europa nel 1988 e modificata dal Protocollo nel 2010. La Convenzione è lo strumento multilaterale più completo disponibile per tutte le forme di cooperazione per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali.

La Convenzione, nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti, facilita la cooperazione internazionale per un migliore funzionamento delle leggi fiscali nazionali. Prevede tutte le possibili forme di cooperazione amministrativa tra gli stati nella valutazione e riscossione delle imposte. Questa cooperazione spazia dallo scambio di informazioni, compresi gli scambi automatici, al recupero di crediti fiscali esteri.

Dal 2009, il G20 ha costantemente incoraggiato i paesi a firmare la Convenzione. Il comunicato del rilasciato durante il vertice del G20 di Buenos Aires nel 2018 i dichiarava “Tutte le giurisdizioni dovrebbero firmare e ratificare la Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale“.

L’Italia ha ratificato l’adesione alla Convenzione multilaterale con la Legge n. 19 del 10 febbraio 2005 ed il Protocollo emendativo con la legge n.193 del 27 ottobre 2011.

Attualmente partecipano alla Convenzione 141 giurisdizioni , tra cui 17 giurisdizioni coperte da estensione territoriale. Ciò rappresenta una vasta gamma di paesi, compresi tutti i paesi del G20, tutti i paesi BRIICS ( (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), tutti i paesi dell’OCSE, i maggiori centri finanziari e un numero crescente di paesi in via di sviluppo.

Oltre 150 giurisdizioni si sono impegnate allo scambio di informazioni su richiesta (Exchange Of Information on Request – EOIR) e oltre 100 a quello automatico (Automatic Exchange of Information – AEOI). 110 hanno aderito al Common reporting standard (CRS) scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali sulle attività finanziarie detenute dai contribuenti (Vedi: ELENCO DEGLI STATI CHE ANNO ADERITO AL CRS AGGIORNATA AL 29 Settembre 2020).

Nella sezione del sito OCSE dedicata al BEPS è pubblicata una mappa interattiva attraverso la quale è possibile verificare per ogni Stato la sua adesione:

In attuazione della Convenzione multilaterale, sono stati predisposti:

  • Un modello denominato “Model Competent Authority Agreement” (Model CAA o MCAA), che rappresenta la base legale per lo scambio automatico di informazioni;
  • Uno standard tecnico, denominato “Common Reporting Standard” (CRS), che detta le regole operative per la due diligence dei conti, l’acquisizione dei dati rilevanti da parte degli intermediari finanziari e il loro invio all’Amministrazione di competenza, la quale metterà gli stessi a disposizione delle Amministrazioni degli Stati di residenza dei soggetti interessati (Vedi: Archivi categoria: Common Reporting Standard (CRS))

Le versioni definitive del MCAA e del CRS sono state predisposte dall’OCSE in data 15.7.2014, unitamente ad un vasto Commentario e ad un Implementation Handbook.

Il Model Competent Authority Agreement:

Fornisce le definizioni di

  • Autorità Competente (per l’acquisizione dei dati)
  • Istituzione finanziaria
  • tutte le definizioni rilevanti per l’applicazione delle disposizioni sullo scambio automatico;
  • Definisce i dati oggetto di scambio automatico;
  • Prevede il termine di nove mesi per lo scambio di informazioni.

Il Model Competent Authority Agreement prevede i redditi e le attività oggetto di scambio automatico 

Redditi e attività oggetto di scambio automatico ai sensi del MCAA
Nome, indirizzo, numero di identificazione fiscale (TIN) e, nel caso di persone fisiche, data e luogo di nascita del titolare di conto (per le persone giuridiche, delle persone che ne esercitano il controllo)
Numero di conto (o equivalente funzionale in assenza di un numero di conto)
Nome ed eventuale numero di identificazione dell’Istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione
Saldo o valore del conto (compreso, nel caso di un contratto di assicurazione per il quale è misurabile un valore maturato o di un contratto di rendita, il valore maturato o il valore di riscatto) alla fine dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione ovvero, se il conto è stato chiuso nel corso di tale anno o periodo, alla chiusura del conto
Nel caso di un conto di custodia:importo totale lordo degli interessi, importo totale lordo dei dividendi e importo totale lordo degli altri redditi generati in relazione alle attività detenute nel conto, in ogni caso pagati o accreditati sul conto (o in relazione al conto) nel corso dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione;introiti totali lordi derivanti dalla vendita o dal riscatto delle attività finanziarie pagati o accreditati sul conto nel corso dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione in relazione al quale l’Istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione ha agito in qualità di custode, intermediario, intestatario o altrimenti come agente per il titolare del conto
Nel caso di un conto di deposito, importo totale lordo degli interessi pagati o accreditati sul conto nel corso dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione
Nel caso di un conto diverso da un conto di custodia o di un conto di deposito, importo totale lordo pagato o accreditato al titolare del conto in relazione allo stesso nel corso dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione in relazione al quale l’Istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione è l’obbligato o il debitore, compreso l’importo complessivo di eventuali pagamenti di riscatto effettuati al titolare del conto nel corso dell’anno solare o di altro adeguato periodo di rendicontazione

In relazione ad ogni conto oggetto di comunicazione l’art. 3 del DM 28.12.2015 (Attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale. (15A09780) (GU Serie Generale n.303 del 31-12-2015) prevede  i dati soggetti all’obbligo di comunicazione.

Il Common Reporting Standard” (CRS) prevede unapproccio che prevede varie fasi:

  • Individuazione delle istituzioni finanziarie tenute al monitoraggio (Reporting Financial Institutions o RFI);
  • Individuazione dei Conti Finanziari (Financial Accounts) e, al loro interno, dei conti che devono essere monitorati (Reportable Accounts);
  • Attivazione delle procedure di due diligence;
  • Comunicazione dei dati dall’Amministrazione finanziaria, la quale provvederà al loro scambio con le Amministrazioni degli Stati di residenza dei titolari.

L’Implementation Handbook del Common Reporting Standard” (CRS) riassume la procedura.

Sono tenute al monitoraggio le istituzioni finanziarie (persone giuridiche, e mai persone fisiche, anche se imprenditori) residenti in uno degli Stati che si sono impegnati allo scambio automatico (Vedi: ELENCO DEGLI STATI CHE HANNO ADERITO AL CRS AGGIORNATA AL 29 Settembre 2020)

L’Implementation Handbook, distingue le attività finanziarie che devono essere monitorate ( Financial Accounts that need to be reviewed) da quelle (Non-Reporting Accounts) non soggette a monitoraggio (Vedi Figure 8: Accounts which are Financial Accounts pag. 64).

Il capitolo 3 dell’Implementation Handbook tratta dei Conti finanziari oggetto di comunicazione.

I conti  devono essere relativi a persone fisiche residenti in uno Stato che ha anch’esso previsto lo scambio automatico o, se intestato a soggetti diversi dalle persone fisiche, relativo alle persone fisiche che detengono il controllo del soggetto formalmente proprietario del conto residente in uno di tali Stati.

Le procedure di due diligence dei conti, a carico degli intermediari finanziari, sono differenziate per quattro casistiche diverse:

  • Conti preesistenti di persone fisiche;
  • Nuovi conti di persone fisiche;
  • Conti preesistenti di entità;
  • Nuovi conti di entità.

Si considerano preesistenti i conti già accesi alla data nella quale ciascuno Stato inizia il procedimento di scambio di informazioni.

 Obblighi degli intermediari finanziari in relazione ai conti delle persone fisiche 

Tipologia di conto Procedure di due diligence
Contratti di assicurazione o di rendita non vendibili a soggetti non residenti Non soggetti a due diligence
Conti preesistenti di importo non rilevante (sino a 1.000.000 USD) Se la banca dispone di un indirizzo di residenza del titolare ritenuto attendibile, essa considera il titolare stesso residente ai fini fiscali nello Stato in cui si situa questo indirizzo. Se non esiste un indirizzo di residenza ritenuto attendibile, e sussiste uno degli indizi previsti nella Sezione III, § B.2, ottenuti con una ricerca elettronica (es. indirizzo in uno Stato estero, uno o più numeri telefonici in uno Stato estero e nessun numero telefonico nello Stato dove risiede la banca, ordini sistematici di trasferimento di fondi verso un conto intrattenuto con una banca estera, ecc.), la banca è tenuta a trattare il titolare del conto come residente fiscale dell’altro Stato.È però possibile fornire la prova contraria, con una autocertificazione del titolare che attesta di non essere residente nello Stato in questione, accompagnata da prove documentali che attestino questo fatto.
Conti preesistenti di importo rilevante (oltre i 1.000.000 USD) Per i conti di importo non rilevante, la due diligence si articola:in una ricerca in archivi elettronici, per verificare l’eventuale sussistenza di uno degli indizi previsti nella Sezione III, § B.2 (vedi sopra);in una ricerca in archivi cartacei per verificare dati quali la documentazione relativa all’apertura del conto, la più recente documentazione acquisita ai sensi della disciplina antiriciclaggio, procure e deleghe ecc. (ricerca non necessaria se gli archivi elettronici consentono l’acquisizione dei dati previsti nella Sezione III, § B.2);nella richiesta al Dirigente responsabile se ha una conoscenza effettiva del fatto che il titolare del conto deve essere sottoposto a monitoraggio.Se da queste verifiche il titolare del conto non risulta residente nello Stato estero, non sussistono i requisiti per il monitoraggio.In presenza di indizi che possano fare considerare il soggetto residente dell’altro Stato, la banca è tenuta a trattare il titolare del conto come residente fiscale dell’altro Stato.È però possibile fornire la prova contraria, con una autocertificazione del titolare che attesta di non essere residente nello Stato in questione, accompagnata da prove documentali che attestino questo fatto.
Nuovi conti (indipendentemente dal valore) All’atto dell’apertura del conto, la banca è tenuta ad acquisire un’autocertificazione di residenza fiscale del titolare.Se in base all’autocertificazione il soggetto risulta residente nell’altro Stato, la banca è tenuta a trattare il titolare del conto come residente fiscale dell’altro Stato.

Le procedure di due diligence delle entità, come ad es. le società,  (escluse per i conti il cui controvalore non supera i 250.000,00 USD) sono ancora più complesse, in quanto, in determinati casi, comportano una due diligence anche dei soggetti che detengono il controllo delle suddette entità, Account becomes a Reportable Account by virtue of the Controlling Persons (Vedi: Implementation Handbook – Reportable Accounts by virtue of the Account Holder’s Controlling  Persons).

Il capitolo 6 dell’Implementation Handbook regolamenta il Trattamento dei trust nel Common Reporting Standard” (CRS), Treatment of trusts in the CRS.

ELENCO DEGLI STATI CHE HANNO ADERITO AL CRS AGGIORNATA AL 10 Dicembre 2020

La pagina RAPPORTI DI SCAMBIO ATTIVATI PER INFORMAZIONI CRS (Ultimo aggiornamento: dicembre 2020) del sito OCSE( (Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD)) mostra tutte le relazioni di scambio bilaterali attualmente in essere per lo scambio automatico di informazioni CRS ai sensi dell’articolo 6 della convenzione multilaterale e del CRS MCAA (Multilateral Competent Authority Agreement), nonché nel quadro dell’UE. Inoltre, alcune giurisdizioni hanno concluso accordi bilaterali per lo scambio di informazioni CRS nell’ambito di trattati fiscali bilaterali o accordi sullo scambio di informazioni fiscali.

A dicembre 2020, sono state attivate oltre 4400 relazioni di scambio bilaterale rispetto a più di 100 giurisdizioni impegnate nel CRS, con i prossimi scambi tra queste giurisdizioni che avranno luogo alla fine di settembre 2021.

Per l’Italia risultano attive 75 relazioni di scambio bilaterali.

Foreign Account Tax Compliance Act ( FATCA)

L’accordo intergovernativo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act),  operativo a partire dal 1° luglio 2014, è volto a contrastare l’evasione fiscale, realizzata da cittadini e residenti statunitensi mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi, tramite lo scambio automatico di informazioni finanziarie.

Il Competent Authority Arrangement è un accordo amministrativo tra le autorità fiscali italiane e statunitensi per rendere operativo l’accordo FATCA IGA. In esso sono contenute le regole operative necessarie per la trasmissione/ricezione delle informazioni tra i due Paesi.

(Vedi: LEGGE 18 giugno 2015 , n. 95, Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act) , con Allegati, fatto a Roma il 10 gennaio 2014, nonché disposizioni concernenti gli adempimenti delle istituzioni finanziarie italiane ai fini dell’attuazione dello scambio automatico di informazioni derivanti dal predetto Accordo e da accordi tra l’Italia e altri Stati esteri)

Gli Stati Uniti non hanno aderito allo Standard CRS.

La  Bulgaria e gli Stati Uniti d’America hanno siglato formalmente l’accordo FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act).

L’Agenzia nazionale delle entrate bulgara ha collaborato con il Dipartimento delle finanze degli Stati Uniti sul testo dell’accordo FATCA.

Il governo degli Stati Uniti ha redatto due modelli dell’accordo intergovernativo ed il primo, IGA1, è stato implementato in Bulgaria . Secondo il FATCA , le istituzioni finanziarie prepareranno rapporti sulle informazioni fiscali sui cittadini statunitensi con conti bancari in Bulgaria , inviandoli a un’autorità centrale che li inoltrerà all’Internal Revenue Service statunitense.

Vedi pagine web Agenzia delle Entrate:  https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/comunicazioni/consultazione+documenti+fatca/scheda+informativa+consultazione+documenti+fatca

Vedi pagine web dell’Internal Revenue Service (IRS): https://www.irs.gov/businesses/corporations/foreign-account-tax-compliance-act-fatca

Vedi la lista delle nazioni aderenti: https://www.treasury.gov/resource-center/tax-policy/treaties/pages/fatca.aspx

 

Strumenti per le indagini fiscali all’estero – Cooperazione fiscale tra le Amministrazioni finanziarie dei Paesi UE

Strumenti per le indagini fiscali all’estero – Cooperazione fiscale tra le Amministrazioni finanziarie dei Paesi UE

L’Amministrazione finanziaria dispone di diversi strumenti per individuare redditi prodotti e patrimoni detenuti all’estero da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia che consentono al Fisco di monitorare con apprezzabile precisione il movimento dei capitali esteri dei contribuenti fiscalmente residenti in Italia e di individuare i fenomeni di evasione ed elusione fiscale internazionale.

La cooperazione fiscale internazionale tra le Amministrazioni finanziarie dei diversi Paesi della comunità internazionale si sviluppa:

  • attraverso lo scambio di informazioni di rilevanza fiscale;
    • scambio di informazioni nell’Unione europea disciplinato dalla Direttive DAC, con riferimento al settore delle imposte dirette, e dalle Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA , per quanto concerne la cooperazione amministrativa e la lotta alla frode fiscale in materia IVA, che può essere:
      • scambio di informazioni su richiesta, basato su una richiesta effettuata dallo Stato membro richiedente allo Stato membro interpellato in un caso specifico;
      • scambio di informazioni automatico, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate ad un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti;
      • scambio di informazioni spontaneo, comunicazione occasionale, in qualsiasi momento e senza preventiva richiesta di informazioni ad un altro Stato membro;
  • con il coordinamento delle operazioni di verifica da svolgersi sul territorio dei singoli Stati, cooperazione con le Autorità fiscali estere che agiscono sul territorio di riferimento quali:
    • squadre investigative comuni: che operano sul territorio di uno o più Paesi che le hanno costituite;
    • controlli multilateriali: svolti dalle Autorità fiscali dei rispettivi Stati sui propri territori, all’esito delle cui indagini i risultati vengono condivisi con le Amministrazioni fiscali estere;
    • verifiche simultanee: eseguite dalle Amministrazione finanziarie sui propri territori con riferimento a delle attività la cui tassazione può incidere sul potere impositivo di diversi Paesi.

Scambio di informazioni nell’Unione europea settore delle imposte dirette

La direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) del 15 febbraio 2011 che ha abrogato, con effetto dal 1° gennaio 2013, la direttiva n. 77/799/CEE, implementando “Mandatory Disclosure Rules” (MDR), stabilisce le norme e le procedure in base alle quali gli Stati membri cooperano tra loro ai fini dello scambio di informazioni fiscali per le Amministrazioni finanziarie volte ad arginare i meccanismi di pianificazione fiscale aggressiva introducendo sistemi di controllo ispirati alla c.d. cooperative compliance. Negli anni la DAC 1 è stata varie volte modificata, estendendone sempre più il suo ambito di applicazione.

Evoluzione delle Direttive DAC (Directive Administrative Cooperation) dal 2011 ad oggi

DAC  Direttiva del Consiglio Attuazione
1 15/02/2011 2011/16/UE  Cooperazione amministrativa nel settore fiscale, scambio automatico di informazioni dai periodi d’imposta dal 1o gennaio 2014 (abroga la Direttiva 77/799/CEE) D. Lgs.  4 marzo 2014, n. 29
2 09/12/2014 2014/107/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Amplia le categorie di reddito oggetto di scambio automaticoobbligo di trasmettere informazioni, per i periodi d’imposta a decorrere dal 1o gennaio 2016, per quanto concerne i Conti Bancari Normativa italiana di riferimento 
3 08/12/2015 2015/2376/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Estende lo scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento D. Lgs. 15 marzo 2017, n. 32 
4 25/05/2016 2016/881/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia di rendicontazione Paese per Paese Articolo 1, commi 145 e 146 della legge 28 dicembre 2015, n. 208D.M. 23/02/2017
5 06/12/2016 2016/2258/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio Legge 25 ottobre 2017, n, 163D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 60
6 25/05/2018 2018/822/UE recante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica. D.Lgs. n. 100/2020D.M. 17/11/2020
7 22/03/2021 2021/514/UErecante modifiche alla direttiva 2011/16/UE Scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale esteso alle piattaforme digitali In attesa di attuazione

La direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) del 15 febbraio 2011 che ha abrogato, con effetto dal 1° gennaio 2013, la direttiva n. 77/799/CEE stabilendo le norme e le procedure in base alle quali gli Stati membri cooperano tra loro ai fini dello scambio di informazioni fiscali per le Amministrazioni finanziarie. La direttiva è stata recepita nell’ordinamento giuridico interno con il D. Lgs.  4 marzo 2014, n. 29.

Per le regole tecniche di scambio dei dati di natura finanziaria, In ragione della sostanziale uniformazione delle procedure di scambio di informazioni relative ai conti finanziari previste dalla direttiva rispetto a quelle che si rinvengono dalle procedure adottate in sede OCSE,  occorre fare riferimento al DM 28.12.2015 (Attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 (Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale e ad applicare la normativa F.A.T.C.A. (Foreign Account Tax Compliance Act)) e della direttiva n. 2014/107/UE (DAC 2) del Consiglio del 9 dicembre 2014, che, come vedremo,  promuovendo lo scambio automatico di informazioni come standard europeo e internazionale di trasparenza e di cooperazione, ha ampliato,  per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, l’ambito di applicazione della direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1).

Nella Direttiva sono previste tre tipologie di scambio di informazioni:
  • «scambio di informazioni su richiesta»: lo scambio di informazioni basato su una richiesta effettuata dallo Stato membro richiedente allo Stato membro interpellato in un caso specifico;
  • «scambio automatico»: la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate ad un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti. Nel contesto dell’articolo 8 le informazioni disponibili sono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
  • «scambio spontaneo»: la comunicazione occasionale, in qualsiasi momento e senza preventiva richiesta di informazioni ad un altro Stato membro;

Su richiesta dell’autorità richiedente, l’autorità interpellata trasmette all’autorità richiedente le informazioni di cui sia in possesso o che ottenga a seguito di un’indagine amministrativa.

L’autorità competente di ciascuno Stato membro comunica all’autorità competente di qualsiasi altro Strato membro, mediante scambio automatico obbligatorio, le informazioni disponibili sui periodi d’imposta dal 1o gennaio 2014 riguardanti i residenti in tale altro Stato membro sulle seguenti categorie specifiche di reddito e di capitale ai sensi della legislazione dello Stato membro che comunica le informazioni:

  1. redditi da lavoro;
  2. compensi per dirigenti;
  3. prodotti di assicurazione sulla vita non contemplati in altri strumenti giuridici dell’Unione sullo scambio di informazioni e misure analoghe;
  4. pensioni;
  5. proprietà e redditi immobiliari.

La comunicazione di informazioni ha luogo almeno una volta all’anno, entro i sei mesi successivi al termine dell’anno fiscale dello Stato membro durante il quale le informazioni sono state rese disponibili.

Le informazioni sono trasmesse elettronicamente, per quanto possibile, utilizzando la piattaforma comune basata sulla rete comune di comunicazione (CCN) e sull’interfaccia comune di sistema (CSI), sviluppata dall’Unione per assicurare tutte le trasmissioni con mezzi elettronici tra le autorità competenti nel settore delle dogane e della fiscalità.

La direttiva del 2011, con l’obiettivo di contrastare la frode fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, è stata oggetto di rilevanti interventi di modifica:
  • direttiva n. 2014/107/UE (DAC 2) del Consiglio del 9 dicembre 2014, che ha ampliato l’ambito di applicazione della DAC 1 promuovendo lo scambio automatico di informazioni come standard europeo e internazionale di trasparenza e di cooperazione:
  • direttiva n. 2015/2376/UE (DAC 3) del Consiglio dell’8 dicembre 2015 che ha introdotto il nuovo art. 8-bis che estende lo scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento. La direttiva è stata recepita nell’ordinamento giuridico interno con il D. Lgs. 15 marzo 2017, n. 32;
  • direttiva n. 2016/881/UE (DAC 4) del Consiglio del 25 maggio 2016 che ha esteso il campo di applicazione dello scambio automatico di informazioni con l’introduzione del nuovo art. 8-bis bis concernente “Ambito di applicazione e condizioni dello scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia di rendicontazione Paese per Paese”. L’articolo 1, commi 145 e 146 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (stabilità 2016) ha previsto che la controllante capogruppo di un gruppo multinazionale, residente nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 73 del TUIR, deve presentare all’Agenzia delle Entrate una rendicontazione paese per paese. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti modalità, termini, elementi e condizioni per la trasmissione annuale della rendicontazione. E’ tenuta alla presentazione della rendicontazione la controllante capogruppo, avente l’obbligo di redazione del bilancio consolidato, con un fatturato consolidato, nel periodo d’imposta precedente a quello di rendicontazione, di almeno 750 milioni di euro e che non è controllata, direttamente o indirettamente, da altra impresa del gruppo multinazionale o da altri soggetti tenuti a tale obbligo.Parallelamente, l’obbligo di scambio automatico, le prime linee guida in merito all’obbligo di rendicontazione Country by Country Reporting  (CbCR) e allo scambio delle informazioni tra le amministrazioni finanziarie si rinvengono nel BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) cd. «Progetto BEPS» – Action 13 (“Guidance on the Implementation of Transfer Pricing Documentation and Country-by-Country Reporting”), pubblicato il 5 ottobre 2015, a conclusione dei lavori del progetto. Le indicazioni contenute nel BEPS – Action 13, in tema di rendicontazione paese per paese, sono state recepite nell’ordinamento interno con la Legge 28 dicembre 2015, n. 208.
    Per la normativa italiana di riferimento vedi: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Comunicazioni/Scambio+Automatico+Finanziario+Internazionale/Normativa+di+riferimento+Scambio+Automatico+Finanziario+Internazionale/?page=schede
  • direttiva n. 2016/2258/UE (DAC 5) del Consiglio del 6 dicembre 2016 che modifica la direttiva del 2011 per quanto riguarda l’accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio.
  • direttiva n. 2018/822/UE (DAC 6) del Consiglio del 25 maggio 2018 che modifica la direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica.La Direttiva riflette ampiamente l’azione 12 (BEPS – Action 12: Disclosure of aggresive tax planning) del piano OCSE del 2013 per combattere la riduzione della base imponibile e il trasferimento degli utili a seguito di una pianificazione fiscale aggressiva.
    La Direttiva pone l’obbligo di comunicazione a carico degli intermediari (art. 3, punto 21: “qualunque persona che elabori, commercializzi, organizzi o metta a disposizione a fini di attuazione o gestisca l’attuazione di un meccanismo transfrontaliero soggetto all’obbligo di notifica”. Quindi per. es. commercialisti, avvocati….)
    I nuovi obblighi di segnalazione si applicheranno a partire dal 1 ° luglio 2020. Gli Stati membri saranno obbligati a scambiarsi informazioni ogni tre mesi, entro un mese dalla fine del trimestre in cui sono presentate le informazioni. Il primo scambio automatico di informazioni sarà quindi completato entro il 31 ottobre 2020.
  • direttiva n. 2021/514/UE (DAC 7) del Consiglio del 22 marzo 2021 che modifica la direttiva 2011/16/UE ponendo l‘obbligo  per le piattaforme digitali  di comunicare i dati in materia fiscale delle  transazioni di beni e servizi che vengono offerti attraverso le stesse.
    I gestori delle piattaforme online situate sia all’interno che all’esterno dell’Ue saranno chiamati a comunicare periodicamente al Fisco i corrispettivi percepiti dai venditori attivi sui loro portali.
    Le operazioni interessate sono:

    • la vendita di beni e di servizi personali:
    • il noleggio di qualsiasi mezzo di trasporto;
    • la locazione di immobili, compresi gli immobili residenziali e commerciali e gli spazi di parcheggio.

    I nuovi obblighi di segnalazione si applicheranno a partire dal 1 ° gennaio 2023.

A norma dell’art. 2 della direttiva n. 2011/16/UE  (DAC 1) la stessa si applica alle imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto di uno Stato membro o delle sue ripartizioni territoriali.

L’Unione europea ha, però, siglato appositi accordi per estendere lo scambio dei dati relativi ai redditi finanziari in ossequio alla direttiva con:

  • La Svizzera (accordo firmato il 27.5.2015);
  • Il Liechtenstein (accordo firmato il 28.10.2015);
  • San Marino (accordo firmato l’8.12.2015);
  • Andorra (accordo formato il 12.2.2016);
  • Principato di Monaco (accordo firmato il 12.7.2016).

Scambio di informazioni nell’Unione europea settore Imposta sul Valore Aggiunto. Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA tra i Paesi dell’Unione Euopea

  • Regolamento (CE) n. 79/2012 della Commissione del 31 gennaio 2012  relativo alle modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento UE n.904/2010 del Consiglio relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro la frode in materia d’imposta sul valore aggiunto.
  • Regolamento (CE) n. 904/2010 del Consiglio del 7 ottobre 2010 relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro le frodi in materia d’imposta sul valore aggiunto (rifusione). Il Regolamento stabilisce le condizioni e le modalità secondo le quali le Autorità competenti degli Stati membri preposte all’applicazione delle norme che regolano l’IVA devono collaborare tra loro e con la Commissione per assicurarne l’osservanza.
  • Regolamento (CE) n. 37/2009 del Consiglio del 16 dicembre 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di Imposta sul valore aggiunto. Il Regolamento (CE) n. 37/2009 adegua le disposizioni del Regolamento (CE) n. 1798/2003 alle modifiche introdotte dalla Dir 2008/117/Ce del 16 dicembre 2008 riguardo al periodo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (INTRASTAT), nel contesto della cooperazione amministrativa.
  • Regolamento (CE) n. 143/2008 del Consiglio del 12 febbraio 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 per quanto concerne l’introduzione di modalità di cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni in considerazione delle disposizioni in materia di luogo delle prestazioni di servizi, regimi speciali e procedura di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. GU dell’Unione Europea 22.2.08 L 44/1.
  • Regolamento 1925/2004 del 29 ottobre 2004, sulle modalità di applicazione degli articoli 18, 35 e 37 del Regolamento 1798/2003, definisce alcuni aspetti procedurali dello scambio automatico di informazioni quali: le categorie di informazioni che possono formare oggetto di scambio senza preventiva richiesta, la periodicità e le modalità pratiche di trasmissione delle informazioni. GU dell’Unione Europea 5.11.2004 L331.
  • Regolamento 1798/2003 del 7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d’imposta sul valore aggiunto e che abroga il regolamento (CEE) n. 218/92 GU dell’Unione Europea 15.10.2003 L264.
    Il Regolamento abroga il Regolamento 218/92 che completava, per quanto riguarda l’Iva, il sistema di cooperazione istituito dalla Direttiva 77/799/CEE. Prevede un sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri, in base al quale le autorità amministrative competenti sono tenute a prestarsi mutua assistenza e a collaborare con la Commissione per assicurare la corretta applicazione dell’Iva alla fornitura di beni e alla prestazione di servizi, all’acquisizione intracomunitaria dei beni e all’importazione dei beni.

 

Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA tra i Paesi dell’Unione Euopea

Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA tra i Paesi dell’Unione Euopea

Direttive dell’Unione Europea sulla Cooperazione amministrativa in ambito IVA tra i Paesi dell’Unione Euopea

  • Regolamento (CE) n. 79/2012 della Commissione del 31 gennaio 2012  relativo alle modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento UE n.904/2010 del Consiglio relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro la frode in materia d’imposta sul valore aggiunto.
  • Regolamento (CE) n. 904/2010 del Consiglio del 7 ottobre 2010 relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro le frodi in materia d’imposta sul valore aggiunto (rifusione). Il Regolamento stabilisce le condizioni e le modalità secondo le quali le Autorità competenti degli Stati membri preposte all’applicazione delle norme che regolano l’IVA devono collaborare tra loro e con la Commissione per assicurarne l’osservanza.
  • Regolamento (CE) n. 37/2009 del Consiglio del 16 dicembre 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di Imposta sul valore aggiunto. Il Regolamento (CE) n. 37/2009 adegua le disposizioni del Regolamento (CE) n. 1798/2003 alle modifiche introdotte dalla Dir 2008/117/Ce del 16 dicembre 2008 riguardo al periodo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (INTRASTAT), nel contesto della cooperazione amministrativa.
  • Regolamento (CE) n. 143/2008 del Consiglio del 12 febbraio 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 1798/2003 per quanto concerne l’introduzione di modalità di cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni in considerazione delle disposizioni in materia di luogo delle prestazioni di servizi, regimi speciali e procedura di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. GU dell’Unione Europea 22.2.08 L 44/1.
  • Regolamento 1925/2004 del 29 ottobre 2004, sulle modalità di applicazione degli articoli 18, 35 e 37 del Regolamento 1798/2003, definisce alcuni aspetti procedurali dello scambio automatico di informazioni quali: le categorie di informazioni che possono formare oggetto di scambio senza preventiva richiesta, la periodicità e le modalità pratiche di trasmissione delle informazioni. GU dell’Unione Europea 5.11.2004 L331.
  • Regolamento 1798/2003 del 7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d’imposta sul valore aggiunto e che abroga il regolamento (CEE) n. 218/92 GU dell’Unione Europea 15.10.2003 L264.
    Il Regolamento abroga il Regolamento 218/92 che completava, per quanto riguarda l’Iva, il sistema di cooperazione istituito dalla Direttiva 77/799/CEE. Prevede un sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri, in base al quale le autorità amministrative competenti sono tenute a prestarsi mutua assistenza e a collaborare con la Commissione per assicurare la corretta applicazione dell’Iva alla fornitura di beni e alla prestazione di servizi, all’acquisizione intracomunitaria dei beni e all’importazione dei beni.

Mutual Administrative Assistence in Tax matters (MAAT)

La  Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale  (Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters ) è stata sviluppata congiuntamente dall’OCSE e dal Consiglio d’Europa nel 1988 e modificata dal Protocollo nel 2010. La Convenzione è lo strumento multilaterale più completo disponibile per tutte le forme di -operazione per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali.

La Convenzione facilita la cooperazione internazionale per un migliore funzionamento delle leggi fiscali nazionali, nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti. Prevede tutte le possibili forme di cooperazione amministrativa tra gli Stati nella determinazione e riscossione delle imposte. Questa cooperazione spazia dallo scambio di informazioni, compresi gli scambi automatici, al recupero dei crediti fiscali esteri.

Dal 2009, il G20 ha costantemente incoraggiato i paesi a firmare la Convenzione, compreso l’ultimo al vertice del G20 a Buenos Aires nel 2018, dove il comunicato affermava: “Tutte le giurisdizioni dovrebbero firmare e ratificare la Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale”.

141 giurisdizioni (Tabella delle giurisdizioni partecipanti) attualmente partecipano alla Convenzione, comprese 17 giurisdizioni coperte da estensione territoriale. Ciò rappresenta un’ampia gamma di paesi, inclusi tutti i paesi del G20, tutti i BRIICS, tutti i paesi dell’OCSE, i principali centri finanziari e un numero crescente di paesi in via di sviluppo.

La Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale (la “Convenzione”), in virtù del suo articolo 6, richiede alle autorità competenti delle Parti della Convenzione di concordare reciprocamente la portata dello scambio automatico di informazioni e la procedura da rispettato. In tale contesto

Il CRS Multilateral Competent Authority Agreement

Con oltre 100 giurisdizioni che si sono impegnate a scambiarsi informazioni tra loro ai sensi del CRS, i rapporti di scambio tra giurisdizioni si basano tipicamente sulla Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters, a cui partecipano più di 100 giurisdizioni, e il CRS Multilateral Competent Authority Agreement (CRS MCAA), che si basa sul suo articolo 6. Le giurisdizioni possono in alternativa fare affidamento su un accordo bilaterale, come un trattato contro la doppia imposizione o un accordo sullo scambio di informazioni fiscali. Inoltre, alcuni scambi di CRS avranno luogo sulla base della direttiva UE pertinente, degli accordi tra l’UE e paesi terzi e accordi bilaterali, come gli accordi UK-CDOT.

Il CRS MCAA specifica i dettagli di quali informazioni verranno scambiate e quando. È un accordo quadro multilaterale. Un particolare rapporto bilaterale ai sensi del CRS MCAA diventa effettivo solo se entrambe le giurisdizioni hanno la Convenzione in vigore, hanno depositato le notifiche richieste ai sensi della Sezione 7 e si sono elencate reciprocamente.

Rapporti attivati ​​per lo scambio di report CbC

A marzo 2021, sono state attivate oltre 2900 relazioni di scambio bilaterale rispetto alle giurisdizioni impegnate nello scambio di rapporti CbC e i primi scambi automatici di rapporti CbC si sono svolti nel giugno 2018. Questi includono scambi tra i firmatari dell’accordo CbC Multilateral Competent Authority Agreement (CbC MCAA), tra gli Stati membri dell’UE ai sensi della direttiva del Consiglio dell’UE 2016/881 / UE e tra i firmatari di accordi bilaterali di autorità competenti per gli scambi ai sensi delle convenzioni sulla doppia imposizione o degli accordi sullo scambio di informazioni fiscali, compresi 41 accordi bilaterali con gli Stati Uniti. Le giurisdizioni continuano a negoziare accordi per lo scambio di rapporti CbC e l’OCSE pubblicherà aggiornamenti regolari, per fornire chiarezza ai gruppi multinazionali e alle amministrazioni fiscali.

Il CbC Multilateral Competent Authority Agreement

La Convenzione multilaterale  sull’assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale  (la Convenzione), in virtù del suo articolo 6, richiede alle autorità competenti delle Parti della Convenzione di concordare reciprocamente la portata dello scambio automatico di informazioni e la procedura da rispettare con. In tale contesto, è stato sviluppato l’accordo multilaterale dell’autorità competente sullo scambio di rapporti CbC (CbC MCAA), sulla base della Convenzione. Inoltre, sono stati sviluppati due ulteriori accordi modello delle autorità competenti per gli scambi di rapporti CbC, uno per gli scambi nell’ambito delle convenzioni sulla doppia imposizione e uno per gli scambi nell’ambito degli accordi sullo scambio di informazioni fiscali.

Lo scopo del CbC MCAA è quello di stabilire le regole e le procedure necessarie per le autorità competenti delle giurisdizioni che implementano l’azione 13 di BEPS per scambiare automaticamente i rapporti CbC preparati dall’entità segnalante di un gruppo multinazionale e depositati su base annuale presso le autorità fiscali della giurisdizione di residenza fiscale di tale entità presso le autorità fiscali di tutte le giurisdizioni in cui opera il Gruppo MNE. Una particolare relazione bilaterale ai sensi della CbC MCAA diventa effettiva solo se entrambe le giurisdizioni hanno la Convenzione in vigore, hanno depositato le notifiche richieste ai sensi della Sezione 8 e si sono elencate reciprocamente.

Le nuove regole IVA per il commercio elettronico – Regimi speciali: OSS; Non-Union OSS; IOSS

e nuove regole IVA per il commercio elettronico – Regimi speciali: OSS; Non-Union OSS; IOSS

Dal 1 ° luglio 2021 , le norme IVA sulle attività di commercio elettronico transfrontaliero business-to-consumer (B2C) cambieranno. La logica di questi cambiamenti è superare le barriere alle vendite online transfrontaliere e affrontare le sfide derivanti dai regimi IVA per le vendite a distanza di beni e per l’importazione di spedizioni di basso valore.

Attualmente, il Mini One Stop Shop (MOSS) è un sistema elettronico che consente ai fornitori di servizi che forniscono servizi di telecomunicazione, trasmissione ed elettronica (TBE) ai consumatori nell’UE di dichiarare e pagare l’IVA dovuta in tutti gli Stati membri dell’UE in un unico Stato membro.

Dal 1 ° luglio 2021 , il MOSS sarà esteso a tutti i servizi business-to-consumer (B2C) che si svolgono negli Stati membri dell’UE in cui il fornitore non è stabilito.

Questo nuovo  sportello unico (OSS) si applicherà anche a tutte le vendite a distanza di merci all’interno dell’UE e ad alcune forniture nazionali di merci agevolate da interfacce elettroniche a determinate condizioni. Inoltre, verrà creato un altro nuovo schema per la dichiarazione e il pagamento dell’IVA sulle vendite a distanza di merci di basso valore importate da paesi extra UE, denominato Import One Stop Shop (IOSS) .

In particolare saranno introdotti tre nuovi regime speciali:

  • il Non-Union OSS, Titolo XII, Capo VI, Sezione II, per i servizi prestati da soggetti passivi non UE (REGIME SPECIALE PER I SERVIZI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI NON STABILITI NELLA COMUNITÀ (N.D.R. IL TITOLO È IN VIGORE DAL 01/01/2021, IL TITOLO VIGENTE FINO A QUESTA DATA È IL SEGUENTE: ‘REGIME SPECIALE PER I SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE, DI TELERADIODIFFUSIONE O ELETTRONICI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI NON STABILITI NELLA COMUNITÀ’)), Artt. da 358 bis al 369 della direttiva 2006/112/CE
  • il regime OSS (One Stop Shop), per le vendite a distanza di beni spediti a partire da uno Stato membro e a destinazione di consumatori finali di altro Stato membro dell’Unione europea e per le prestazioni di servizi rese a consumatori finali assoggettate all’IVA nello Stato membro di consumo, previsto dal Titolo XII, Capo VI, Sezione III (REGIME SPECIALE PER LE VENDITE A DISTANZA INTRACOMUNITARIE DI BENI, PER LE CESSIONI DI BENI ALL’INTERNO DI UNO STATO MEMBRO EFFETTUATE MEDIANTE INTERFACCE ELETTRONICHE CHE FACILITANO TALI CESSIONI E PER I SERVIZI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI STABILITI NELLA COMUNITÀ MA NON NELLO STATO MEMBRO DI CONSUMO (TITOLO COME MODIFICATO AI SENSI DELLA DIR. UE 1995/2019)), Artt. da 369 bis al 369 duodecies della direttiva 2006/112/CE
  • ed il regime IOSS (Import One Stop Shop), per le vendite a consumatori finali di beni importati da paesi terzi in spedizioni di valore non superiore a 150 euro,  previsto dal Titolo XII, Capo VI, Sezione IV (REGIME SPECIALE PER LE VENDITE A DISTANZA DI BENI IMPORTATI DA TERRITORI TERZI O PAESI TERZI), Artt. da 369 ter decies al 369 quinquies et vicies della direttiva 2006/112/CE.

Le principali modifiche sono le seguenti:

  • I venditori online, compresi i mercati / piattaforme online, possono registrarsi in uno Stato membro dell’UE al nuovo One Stop Shop (OSS) e ciò sarà valido per la dichiarazione e il pagamento dell’IVA su tutte le vendite a distanza di beni e le prestazioni transfrontaliere di servizi ai clienti all’interno dell’UE.
  • Le soglie esistenti per le vendite a distanza di beni all’interno dell’UE saranno abolite e sostituite da una nuova soglia a livello di UE di 10.000 EUR . Al di sotto di questa soglia di 10.000 EUR, le prestazioni di servizi TBE (telecomunicazioni, radiodiffusione ed elettronica) e le vendite a distanza di beni all’interno dell’UE possono rimanere soggette all’IVA nello Stato membro in cui è stabilito il soggetto passivo.
  • Vengono introdotte disposizioni speciali in base alle quali i mercati / piattaforme online che facilitano la fornitura di beni si considerano “deemed suppliers (presunti fornitori)” ai fini IVA .
  • Vengono introdotti nuovi requisiti di conservazione dei dati per i mercati / piattaforme online che facilitano la fornitura di beni e servizi, anche laddove tali mercati / piattaforme online non siano considerati fornitori.
  • L’esenzione dall’IVA all’importazione di piccole spedizioni di valore fino a 22 EUR verrà rimossa. Ciò significa che tutte le merci importate nell’UE saranno ora soggette a IVA.
  • Verrà creato un nuovo regime speciale per le vendite a distanza di merci a basso costo importate da territori terzi o paesi terzi, l’ Import One Stop Shop (IOSS), creato per semplificare la dichiarazione e il pagamento dell’IVA.
  • Saranno introdotte misure di semplificazione per le vendite a distanza di merci importate in partite non superiori a 150 EUR, nel caso in cui non venga utilizzato il regime speciale IOSS.

Le transazioni coperte dalle nuove modifiche sono:

  • Vendite a distanza di beni all’interno dell’UE effettuate da fornitori o presunti fornitori;
  • Vendite di merci sul mercato interno da parte di presunti fornitori;
  • Forniture di servizi da parte di venditori dell’UE e di paesi terzi ai consumatori nell’UE;
  • Vendite a distanza di merci importate da territori terzi o paesi terzi effettuate da fornitori e “deemed suppliers (presunti fornitori”), ad eccezione delle merci soggette ad accise.

Dal 1 ° luglio 2021 , il MOSS sarà esteso a tutti i servizi business-to-consumer (B2C) che si svolgono negli Stati membri dell’UE in cui il fornitore non è stabilito.

Questo nuovo  sportello unico (OSS) si applicherà anche a tutte le vendite a distanza di merci all’interno dell’UE e, a determinate condizioni, ad alcune forniture nazionali di merci agevolate da interfacce elettroniche.

Inoltre, verrà creato un altro nuovo schema per la dichiarazione e il pagamento dell’IVA sulle vendite a distanza di merci di basso valore importate da paesi extra UE, denominato Import One Stop Shop (IOSS) .

Lo sportello unico semplifica gli obblighi IVA per le imprese che vendono beni e forniscono servizi ai consumatori finali in tutta l’UE, consentendo loro di:

  • Registrarsi per l’IVA elettronicamente in un unico Stato membro per tutte le vendite ammissibili di beni e servizi a clienti situati negli altri Stati membri;
  • Dichiarare l’IVA dovuta su tutte queste vendite di beni e servizi in un’unica dichiarazione OSS IVA elettronica ed effettuare un unico pagamento dell’IVA dichiarata;
  • Collaborare con l’amministrazione fiscale dello Stato membro in cui sono registrati per l’ OSS e in una lingua, anche se le loro vendite sono in tutta l’UE.

La tabella seguente indica quale sistema dovrebbe essere utilizzato per quale tipo di fornitura e / o soggetto passivo:

Regime Non-Union OSS Regime OSS Regime  IOSS
Tipi di forniture TUTTE le forniture di servizi B2C ai clienti nell’UE a) TUTTE le forniture di servizi B2C nell’UE

b) Vendite a distanza di merci all’interno dell’UE

c) Articolo 14a (2) cessioni di beni B2C nazionali

Vendite a distanza di merci importate in partite ≤ 150 EUR.
Soggetto passivo Stabilito al di fuori dell’UE a) Solo UE stabilita

b) UE e non UE stabilite

c) Interfacce elettroniche

Stabilito UE e non UE, comprese le interfacce elettroniche

Transazioni che possono essere segnalate nello sportello unico dell’Unione rispetto allo sportello unico non sindacale.

  Soggetto passivo / fornitore non residente nell’UE Soggetto passivo / fornitore stabilito nell’UE
Forniture di servizi ai consumatori (B2C) Regime Non-Union OSS Regime OSS
Vendite a distanza di merci all’interno dell’UE Regime OSS Regime OSS
Forniture domestiche di merci da parte di deemed suppliers (presunti fornitori) Regime OSS Regime OSS

Il 30 settembre 2020 la Commissione ha pubblicato note esplicative sulle nuove norme sull’IVA nel commercio elettronico.  Le note esplicative sono accompagnate dalla Guide to the VAT One Stop Shop, aggiornamento della Guida allo sportello unico Iva.

Regime OSS

L’Union One-Stop Shop (OSS) è il portale elettronico che le imprese possono utilizzare per adempiere ai propri obblighi in materia di IVA sulle vendite di e-commerce all’interno dell’UE ai consumatori a partire dal 1 ° luglio 2021 .

L’OSS è un portale elettronico che semplifica fino al 95% gli obblighi IVA per i venditori online e le interfacce elettroniche in tutta l’UE, in quanto consente loro di:

  • Registrarsi per l’IVA elettronicamente in un unico Stato membro per tutte le vendite a distanza intra-UE di beni e per le prestazioni di servizi tra imprese e consumatori;
  • Dichiarare e pagare l’IVA dovuta su tutte le forniture di beni e servizi in un’unica dichiarazione trimestrale elettronica;
  • Collaborare con l’amministrazione fiscale del proprio Stato membro e nella propria lingua, anche se le loro vendite sono transfrontaliere.

Chi può utilizzare l’OSS e per quali forniture

  1. Un soggetto passivo stabilito nell’UE (che non è un presunto fornitore) può utilizzare l’OSS dell’Unione per:
    • Forniture di servizi B2C che avvengono in uno Stato membro in cui non è stabilito;
    • Vendite a distanza di merci all’interno dell’UE.
  1. Un soggetto passivo non stabilito nell’UE per:
    • Vendite a distanza di merci all’interno  dell’UE.
  1. Un’interfaccia elettronica ( stabilita nell’UE o al di fuori dell’UE) che facilita le forniture di beni ( “deemed suppliers (presunti fornitori”) per:
    • Vendite a distanza di merci all’interno dell’UE;
    • Alcune forniture nazionali di beni.

Ogni Stato membro dell’UE disporrà di un portale OSS online in cui le imprese potranno registrarsi dal 1 ° aprile 2021  e potranno utilizzare per le transazioni effettuate a partire dal 1 ° luglio 2021

Questa registrazione unica sarà valida per tutte le forniture idonee effettuate da venditori online ( comprese le interfacce elettroniche ) o per le forniture agevolate da interfacce elettroniche.

Cosa cambia dal 1 luglio 2021

Online Sellers Interfacce elettroniche
Attualmente le imprese dell’UE che vendono beni all’interno dell’UE al di sopra di una certa soglia (35.000 o 100.000 EUR, a seconda dello Stato membro) ad acquirenti situati in un altro Stato membro dell’UE devono registrarsi e pagare l’IVA nello Stato membro dell’acquirente.

Dal 1 ° luglio 2021 questa regola sarà abolita e sostituita con una nuova soglia a livello di UE di 10.000 EUR. Al di sotto di questa nuova soglia è possibile continuare ad applicare le norme nazionali per l’IVA (compreso il regime di esenzione per le PMI) sul proprio confine i saldi. Se le tue vendite sono superiori a questa soglia, sei responsabile dell’IVA nello Stato membro in cui si trovano i tuoi acquirenti . Al di sopra di questa soglia, le aziende potranno registrarsi facilmente in un nuovo OSS, dove potranno facilmente dichiarare e pagare l’IVA .

Dal 1 ° luglio 2021 , se un’interfaccia elettronica (mercato, piattaforma, ecc.) Facilita la vendita a distanza di beni da parte di un venditore non stabilito nell’UE a un acquirente nell’UE, l’interfaccia elettronica è considerata il venditore ed è responsabile per pagamento dell’IVA. Per dichiarare e pagare questa IVA, l’interfaccia elettronica potrà registrarsi facilmente in uno speciale sistema elettronico chiamato One-Stop Shop (OSS).

Forniture di beni in regime OSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
  • Forniture di servizi B2C da parte di fornitori stabiliti nell’UE che avvengono in uno Stato membro in cui non è stabilito;
  • Vendite a distanza di beni all’interno dell’UE da parte di fornitori stabiliti e non stabiliti nell’UE.
  • Vendite a distanza di merci all’interno dell’UE tramite interfacce elettroniche che facilitano le vendite;
  • Alcune forniture nazionali di beni tramite interfacce elettroniche che facilitano le vendite.

Un’interfaccia elettronica è soggetta all’IVA quando facilita le seguenti cessioni di beni, effettuate da un venditore effettivo non stabilito nell’UE , ad acquirenti nell’UE:

  • vendite a distanza di beni all’interno dell’UE;
  • forniture domestiche di beni.

Si considera che l’interfaccia elettronica abbia facilitato la vendita di merci quando consente a un acquirente e un venditore di entrare in contatto tramite tale interfaccia elettronica, dove il risultato finale è la vendita di merci a tale acquirente.

Le imprese dovranno applicare l’aliquota IVA dello Stato membro in cui i beni vengono spediti o in cui vengono forniti i servizi. Le informazioni sulle aliquote IVA nell’UE sono disponibili sia sul sito web della Commissione Europea che sui siti web delle amministrazioni fiscali nazionali

Ogni Stato membro dell’UE disporrà di un portale OSS online in cui le imprese (comprese le interfacce elettroniche) possono registrarsi.

Questa registrazione unica, tuttavia, sarà valida per tutte le vendite ai consumatori in altri Stati membri dell’UE

Cosa fare se si utilizaa  l’OSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
  • applicare l’ aliquota IVA dello Stato membro in cui i beni vengono spediti o in cui vengono forniti i servizi;
  • riscuotere l’IVA dall’acquirente sulle vendite a distanza intra-UE di beni o sulle prestazioni di servizi;
  • presentare una dichiarazione IVA trimestrale elettronica tramite il portale OSS dello Stato membro in cui sei registrato per OSS;
  • effettuare un pagamento trimestrale dell’IVA dichiarata nella dichiarazione IVA allo Stato membro in cui sei registrato per OSS;
  • tenere traccia di tutte le vendite OSS idonee che facilita per 10 anni.
  • mostrare / visualizzare l’importo dell’IVA a carico dell’acquirente, al più tardi al termine del processo di ordinazione. L’ aliquota IVA è quella dello Stato membro in cui le merci vengono spedite / trasportate;
  • facilita la riscossione dell’IVA dagli acquirenti sulle vendite a distanza intra-UE di beni e sulle forniture nazionali;
  • presentare una dichiarazione IVA trimestrale elettronica tramite il portale OSS dello Stato membro in cui sei registrato per OSS;
  • effettuare un pagamento trimestrale dell’IVA dichiarata nella dichiarazione IVA allo Stato membro in cui sei registrato per OSS;
  • tenere traccia di tutte le vendite OSS idonee che facilita per 10 anni.

Regime Non-Union OSS

Dal 1 ° luglio 2021 il regime non comunitario è prorogato e può essere utilizzato:

  • Esclusivamente da venditori (online) non stabiliti nell’UE.
  • Per tutte le forniture di servizi B2C effettuate nell’UE da questi venditori online non UE.

Esempi di prestazioni di servizi ai clienti (un elenco non esaustivo) che potrebbero essere segnalati nell’ambito del regime non UE sono:

  • Servizi di alloggio svolti da soggetti passivi non stabiliti;
  • Ammissione ad eventi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, di intrattenimento o simili; come fiere e mostre;
  • Servizi di trasporto;
  • Servizi di stima e lavori su beni mobili materiali;
  • Attività di trasporto ausiliarie come carico, scarico, movimentazione o attività simili;
  • Servizi connessi a beni immobili;
  • Affitto di mezzi di trasporto;
  • Fornitura di servizi di ristorazione e catering per il consumo a bordo di navi, aerei o treni ecc.

Regime IOSS

L’Import One-Stop Shop (IOSS) è il portale elettronico che le aziende possono utilizzare dal 1 ° luglio 2021 per adempiere ai propri obblighi di e-commerce in materia di IVA sulle vendite a distanza di merci importate.

Secondo le norme sull’IVA applicabili fino al 1 ° luglio 2021 , non è necessario pagare l’IVA all’importazione per i beni commerciali di valore fino a 22 EUR.

Le nuove norme sull’IVA sul commercio elettronico aboliranno questa disposizione a partire dal 1 ° luglio 2021 . Pertanto, dal 1 ° luglio 2021 , tutti i beni commerciali importati nell’UE da un paese terzo o territorio terzo saranno soggetti a IVA indipendentemente dal loro valore.

L’IOSS consente ai fornitori e alle interfacce elettroniche che vendono beni importati ad acquirenti nell’UE di riscuotere, dichiarare e pagare l’IVA alle autorità fiscali, invece di far pagare l’IVA all’acquirente nel momento in cui le merci vengono importate nell’UE come era in precedenza il caso (per prodotti oltre 22 EUR).

L’IOSS facilita la raccolta, la dichiarazione e il pagamento dell’IVA per i venditori che effettuano vendite a distanza di merci importate ad acquirenti nell’UE. L’IOSS facilita anche il processo per l’acquirente, che viene addebitato solo al momento dell’acquisto, e quindi non deve affrontare commissioni a sorpresa alla consegna della merce. Se il venditore non è registrato nell’IOSS, l’acquirente deve pagare l’IVA e di solito una tassa di sdoganamento addebitata dal trasportatore.

Cosa cambia dal 1 luglio 2021

Online Sellers Interfacce elettroniche
Dal 1 ° luglio 2021 verrà rimossa l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) per l’importazione di beni non superiori a 22 EUR. Di conseguenza, tutte le merci importate nell’UE saranno soggette a IVA.

L’Import One-Stop Shop (IOSS) è stato creato per facilitare e semplificare la dichiarazione e il pagamento dell’IVA per le merci vendute a distanza da venditori dell’UE o di un paese o territorio extra UE. Inoltre, il pagamento dell’IVA è applicabile solo agli acquisti effettuati da un acquirente all’interno dell’UE e per beni di valore inferiore a 150 EUR.

Dal 1 ° luglio 2021, l’esenzione IVA per l’importazione di beni nell’UE non superiori a 22 EUR verrà rimossa. Di conseguenza, tutte le merci importate nell’UE saranno soggette a IVA.

Se la vendita di beni è facilitata tramite un’interfaccia elettronica agli acquirenti nell’UE, l’interfaccia elettronica sarà considerata aver effettuato la vendita ed è in linea di principio responsabile del pagamento dell’IVA.

Lo IOSS è stato creato per facilitare e semplificare la dichiarazione e il pagamento dell’IVA per le merci vendute a distanza da venditori dell’UE o di un paese o territorio extra UE. Inoltre, il pagamento dell’IVA è applicabile solo agli acquisti effettuati da un acquirente all’interno dell’UE e per beni di valore inferiore a 150 EUR.

Quali forniture di merci copre l’IOSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
L’IOSS copre la vendita di beni a distanza che sono:

  • spediti o trasportati dall’esterno dell’UE al momento della vendita;
  • spediti o trasportati in partite di valore non superiore a 150 euro complessivi (merce di scarso valore) anche se l’ordine contiene più di un articolo;
  • non soggetto ad accise (tipicamente applicate ad alcol o prodotti del tabacco).
Quando un’interfaccia elettronica facilita la vendita di merci importate da un fornitore e le merci sono:

  • spediti o trasportati dall’esterno dell’UE al momento della vendita;
  • spediti o trasportati in partite di valore non superiore a 150 EUR (merci di scarso valore);
  • non soggetto ad accise (tipicamente applicate ad alcol o prodotti del tabacco).

Si ritiene che l’interfaccia elettronica abbia facilitato la vendita di merci importate quando consente a un acquirente e un venditore di entrare in contatto tramite tale interfaccia elettronica, dove il risultato finale è la vendita di merci a tale acquirente.

Come funziona l’IOSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
I venditori registrati nell’IOSS devono applicare l’IVA quando vendono beni destinati a un acquirente in uno Stato membro dell’UE. L’aliquota IVA è quella applicabile nello Stato membro dell’UE in cui le merci devono essere consegnate. Le informazioni sulle aliquote IVA nell’UE sono disponibili sia sul sito web della Commissione Europea che sui siti web delle amministrazioni fiscali nazionali . Le interfacce elettroniche registrate nell’IOSS pagheranno l’IVA dovuta in vendita dall’acquirente anziché dal venditore soggetto a imposta in uno Stato membro dell’UE.

L’aliquota IVA è quella applicabile nello Stato membro dell’UE in cui le merci devono essere consegnate. Le informazioni sulle aliquote IVA nell’UE sono disponibili sia sul sito web della Commissione Europea che sui siti web delle amministrazioni fiscali nazionali .

Come ci si può registrare all’IOSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
Dal 1 ° aprile 2021, puoi registrare le imprese sul portale IOSS di qualsiasi Stato membro dell’UE. Se le imprese non hanno sede nell’UE, normalmente dovranno nominare un intermediario stabilito nell’UE per adempiere ai loro obblighi in materia di IVA ai sensi dell’IOSS. La registrazione IOSS è valida per tutte le vendite a distanza di merci importate ad acquirenti nell’UE. Puoi iniziare a utilizzare l’IOSS solo per le merci vendute a partire dal 1 luglio 2021. L’interfaccia elettronica può registrarsi sul portale IOSS di qualsiasi Stato membro dell’UE dal 1 ° aprile 2021. Se l’interfaccia elettronica non è stabilita nell’UE, normalmente dovrà nominare un intermediario stabilito nell’UE per adempiere agli obblighi IVA ai sensi dell’IOSS.

Questa registrazione IOSS è valida per tutte le vendite a distanza di merci importate ad acquirenti nell’UE.

Puoi iniziare a utilizzare l’IOSS solo per le merci vendute a partire dal 1 luglio 2021.

Cosa devi fare se usi IOSS

Online Sellers Interfacce elettroniche
  • fornire le informazioni richieste per lo sdoganamento nell’UE, compreso il numero di identificazione IVA IOSS alla persona che dichiara le merci alla frontiera dell’UE;
  • mostrare / visualizzare l’importo dell’IVA che l’acquirente deve pagare nell’UE, al più tardi al termine del processo di ordinazione;
  • garantire la riscossione dell’IVA dall’acquirente sulla fornitura di tutti i beni ammissibili con destinazione finale in uno Stato membro dell’UE;
  • assicurarsi che le merci idonee siano spedite in partite che non superano la soglia di 150 EUR;
  • per quanto possibile, indicare in fattura il prezzo pagato dall’acquirente in EUR;
  • presentare una dichiarazione IVA mensile elettronica tramite il portale IOSS dello Stato membro in cui si è identificati per IOSS;
  • effettuare un pagamento mensile dell’IVA dichiarata nella dichiarazione IVA allo Stato membro in cui sei identificato per IOSS;
  • tenere traccia di tutte le vendite IOSS idonee e / o le vendite agevolate nell’arco di 10 anni;
  • collaborare con il venditore effettivo delle merci per garantire che le informazioni richieste per lo sdoganamento nell’UE, compreso il numero di identificazione IVA IOSS, raggiungano la dogana dell’UE in cui le merci saranno importate.
  • mostrare / visualizzare l’importo dell’IVA che l’acquirente deve pagare nell’UE, al più tardi al termine del processo di ordinazione;
  • garantire la riscossione dell’IVA dall’acquirente sulla fornitura di tutti i beni ammissibili con destinazione finale in uno Stato membro dell’UE;
  • assicurarsi che le merci idonee siano spedite in spedizioni che non superano la soglia di 150 EUR, anche se questo totale è raggiunto solo da più di un articolo;
  • per quanto possibile, indicare in fattura il prezzo pagato dall’acquirente in EUR;
  • presentare una dichiarazione IVA mensile elettronica tramite il portale IOSS dello Stato membro in cui si è identificati per IOSS;
  • effettuare un pagamento mensile dell’IVA dichiarata nella dichiarazione IVA allo Stato membro in cui sei identificato per IOSS;
  • tenere traccia di tutte le vendite IOSS idonee e / o le vendite agevolate nell’arco di 10 anni;

Verranno applicate alcune eccezioni

Online Sellers Interfacce elettroniche
Non è necessario addebitare l’IVA sulle vendite di beni nelle seguenti circostanze:

  • Vendete più merci allo stesso acquirente e queste merci vengono spedite in un pacco di importo superiore a 150 EUR. Queste merci saranno tassate all’importazione nello Stato membro dell’UE;
  • Le tue vendite a distanza di merci sono agevolate da un’interfaccia elettronica come un mercato o piattaforme. In questa situazione l’interfaccia elettronica è responsabile dell’IVA dovuta.
L’EI non ha bisogno di riscuotere e / o dichiarare l’IVA sulle vendite di beni importati nelle seguenti circostanze:

  • Il venditore effettivo vende più merci allo stesso acquirente e queste merci vengono spedite in un pacco di importo superiore a 150 EUR. Queste merci saranno tassate all’importazione nello Stato membro dell’UE.

 

Modifiche al regime IVA e-commerce indiretto in ambito B2C – Regimi OSS e IOSS

Modifiche al regime IVA e-commerce indiretto in ambito B2C – Regimi OSS e IOSS

Sono state previste importanti novità, nell’ambito del VAT e-commerce package, priorità  della Digital Single Market Strategy,  in tema di vendite a distanza ovvero per corrispondenza, tra cui rientra il commercio elettronico indiretto,  

Le disposizioni di cui all’art. 2 della Direttiva (UE) 2017/2455 sarebbo dovute entrare in vigore il  1° gennaio 2021, ma a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, con la Decisione europea n. 2020/1109 del 20 luglio 2020 e dei Regolamenti n. 2020/1108 e n. 2020/1112 di pari data è stata prevista la proroga al 1° luglio 2021 di tali disposizioni.

Da evidenziare, in particolare:

  • la modifica integrale del regime IVA sulle vendite a distanza nei confronti di privati consumatori della UE Business to Consumer (B2C)
  • introduzione di un’unica soglia annua di 10.000 euro per l’imposizione nello Stato membro di destinazione dei beni oggetto di vendita a distanza intracomunitaria
  • Estensione del campo di applicazione del MOSS, trasformandolo in One Stop Shop ( OSS ), a:
    • Forniture di servizi B2C diversi dai TBE Services (Telecommunications, broadcasting & electronic services)
    • possibilità di utilizzo del MOSS (Mini One Stop Shop) anche per il commercio elettronico indiretto oltre a quello diretto
    • Determinate forniture domestiche di beni agevolate da interfacce elettroniche
    • Vendite a distanza di merci importate da territori terzi e paesi terzi in partite di valore intrinseco massimo di 150 EUR
  • per i beni importati da Paesi o territori terzi di valore non superiore a 150 euro è possibile
    • aderire al regime speciale dello IOSS o,
    • in alternativa, dichiarare e pagare l’IVA all’importazione per conto degli acquirenti.

Il mini sportello unico (Mini One Stop Shop o Mini Sportello Unico (MOSS)) è un regime di tassazione opzionale introdotto come misura di semplificazione connessa al luogo di tassazione Iva applicabile alle prestazioni TTE e ai servizi elettronici B2C; la tassazione ai fini Iva di tali operazioni avviene nello Stato membro del consumatore finale (Stato membro di consumo) e non in quello del prestatore (Stato membro di identificazione).

Il MOSS evita al fornitore di identificarsi presso ogni Stato Membro di consumo per effettuare gli adempimenti richiesti (dichiarazioni e versamento).

In pratica, optando per il MOSS, il soggetto passivo trasmette telematicamente, attraverso il Portale elettronico, le dichiarazioni Iva trimestrali ed effettua i versamenti esclusivamente nel proprio Stato membro di identificazione, limitatamente alle operazioni rese a consumatori finali residenti o domiciliati in altri Stati Membri di consumo. Le dichiarazioni trimestrali e l’Iva versata acquisite dallo Stato membro di identificazione sono trasmesse ai rispettivi Stati Membri di consumo mediante una rete di comunicazioni sicura.

A decorrere dal 1° luglio 2021 il MOSS diventerà  uno sportello unico (OSS). I regimi OSS/IOSS (One Stop Shop e Import One-Stop Shop) introducono un sistema europeo di assolvimento dell’Iva, centralizzato e digitale ampliando il campo di applicazione del MOSS (Mini One Stop Shop concernente solo i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione – TTE  esteso

  • a tutti i servizi B2C che hanno luogo in Stati membri in cui il fornitore non è stabilito;
  • alle vendite a distanza intracomunitarie di beni;
  • ad alcune cessioni nazionali di beni.

Il 5 dicembre 2017 il Consiglio ha adottato il VAT e-commerce package composto da:

Il 21 novembre 2019 il Consiglio ha adottato le misure di attuazione per il VAT e-commerce package consistenti in:

Il 12 febbraio 2020 la Commissione ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2020/194 della Commissione  che stabilisce i dettagli sul funzionamento dello sportello unico IVA (interfaccia elettronica dello Stato membro d’identificazione, che permette a un soggetto passivo o a un intermediario che agisce per suo conto di registrarsi per beneficiare di uno dei regimi speciali e di presentare la dichiarazione di imposta sul valore aggiunto (IVA) allo Stato membro d’identificazione nell’ambito del relativo regime).

Il 30 settembre 2020 la Commissione ha pubblicato note esplicative sulle nuove norme sull’IVA nel commercio elettronico.  Le note esplicative sono accompagnate dalla Guide to the VAT One Stop Shop, aggiornamento della Guida allo sportello unico Iva.

È stata anche pubblicata la Guidance for Member States and Trade concerning the importation and exportation of low value consignments.

A causa delle difficoltà pratiche create dalle misure adottate per contenere la pandemia di coronavirus, sono stati adottati i seguenti atti che rinviano l’applicazione del pacchetto IVA e-commerce al 1 ° luglio 2021:

Può essere utile riassumere il quadro generale della disciplina Iva dell’Ecommerce fino al 30/06/2021.

Ai fini della disciplina Iva dell’Ecommerce sono necessarie due distinzioni:

  • la prima basata sull’oggetto della transazione:
    • diretto”, scambio di beni immateriali o digitalizzati, in cui l’intera transazione commerciale, inclusa la produzione e la consegna del bene, avviene per via telematica;
    • indiretto”, si attua uno scambio di beni;
  • la seconda fondata sui soggetti coinvolti:
    • soggetto imprenditore, Business to Business (B2B) ;
    • privato, Business to Consumer (B2C).

Ecommerce diretto:  l’IVA deve essere scontata nel Paese di destinazione dei beni immateriali indipendentemente dal luogo in cui è stabilito il prestatore e non assume alcun rilievo la distinzione B2B o B2C.

L’Ecommerce diretto ha per oggetto lo scambio di beni immateriali o digitalizzati, in cui l’intera transazione commerciale, inclusa la produzione e la consegna del bene, avviene per via telematica. Le norme comunitarie ne propongono una casistica esemplificativa contenuta nell’Allegato II della Direttiva 2006/112/CE e successive modifiche ed integrazioni. Sono espressamente esclusi dall’Ecommerce diretto le tipologie di servizio elencate dall’articolo 7, paragrafo 3, Reg. UE 282/2011 del 15 marzo 2011 ed i servizi di tele-radio diffusione e telecomunicazione.

Il presupposto oggettivo dell’Ecommerce Iva diretto è parificato alle prestazioni di servizi.

Il principio generale di tassazione per le prestazioni di servizi resi tramite mezzi elettronici è quello per cui l’IVA deve essere scontata nel Paese di destinazione dei beni immaterialiindipendentemente dal luogo in cui è stabilito il prestatore (c.d. “principio del luogo di stabilimento del committente”), non assume alcun rilievo la distinzione tra committente soggetto passivo (B2B) piuttosto che privato (B2C) e neanche la residenza, all’interno della UE o extra UE.

La qualificazione dello status fiscale del committente è molto importante perché pur non modificando la territorialità del tributo, variano diametralmente gli adempimenti dei soggetti coinvolti, con possibilità di errori e sanzioni non indifferenti.

Le pratiche operative con cui viene assolta l’imposta nel Paese di residenza del committente variano in base dello status giuridico rivestito dallo stesso committente :

  • nel caso in cui il committente è un imprenditore, soggetto passivo, e-commerce diretto B2B, l’imposta è assolta dal committente mediante applicazione del reverse charge (il debitore dell’imposta non è il soggetto che effettua l’operazione ed emette la fattura, ma colui che la riceve) 
  • per i committenti privati sarà lo stesso prestatore a dover assolvere l’imposta tramite:
    • identificazione diretta;
    • nomina del rappresentate fiscale;
    • regime del MOSS (Mini One Stop Shop o Mini Sportello Unico) .

Ecommerce indiretto B2B: applicazione dell’IVA nel paese di destinazione

La disciplina delle cessioni a titolo oneroso di beni mobili, ecommerce indiretto, all’interno della comunità europea tra soggetti passivi (B2B), è indirizzata ad applicare l’IVA nel Paese in cui avviene il consumo finale .

Ecommerce indiretto B2C: applicazione dell’IVA nel Paese di residenza del cedente entro le soglie di fatturato stabilite dai vari Paesi UE

Le cessioni di beni mobili di provenienza comunitaria, eseguite nei confronti di privati consumatori, scontano l’IVA nel Paese di residenza del cedente.

Tuttavia sono assoggettate ad IVA nel Paese del cedente solo qualora non siano superate le soglie di fatturato su base annua stabilite dai vari Paesi UE.

Le Soglie annuali di vendita a distanza dell’UE sono:

Austria € 35.000
Belgio € 35.000
Bulgaria BGN 70.000
Croazia 270.000 HRK
Cipro € 35.000
Repubblica Ceca 1.140.000 CZK
Danimarca 280.000 DKK
Estonia € 35.000
Finlandia € 35.000
Francia € 35.000
Germania € 100.000
Grecia € 35.000
Ungheria 8.800.000 HUF
Irlanda € 35.000
Italia € 35.000
Lettonia € 35.000
Lituania € 35.000
Lussemburgo € 100.000
Malta € 35.000
Olanda € 100.000
Norvegia N / A
Polonia 160.000 PLN
Portogallo € 35.000
Romania RON 118.000
Slovacchia € 35.000
Slovenia € 35.000
Spagna € 35.000
Svezia 320.000 SEK
Svizzera N / A


Superate queste soglie le cessioni sono assoggettate ad Iva nel Paese del cessionario
 ed il il venditore comunitario si troverà a dover adempiere l’obbligazione tributaria tramite l’identificazione diretta oppure la nomina del rappresentate fiscale.

 Disciplina Iva dell’Ecommerce dal 01/07/2021.

A decorrere dal 1° luglio 2021, per quanto riguarda il trattamento IVA delle operazioni di e-commerce indiretto Business to Consumer (B2C)  trovano applicazione le novità introdotte dalla Direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni.

Ai fini IVA le operazioni di e-commerce indiretto in ambito Business to Consumer:

  • continuano ad essere territorialmente rilevanti nello Stato membro di destinazione della merce;
  • non sono più previste le soglie di protezione di cui sopra (intese come acquisti totali effettuati da persone fisiche di uno Stato membro), al di sotto delle quali l’operazione scontava l’imposta del Paese del fornitore, pensate per evitare che i fornitori dovessero richiedere una posizione IVA in ogni Stato membro UE di destinazione della merce.

Dal 1° luglio 2021 viene previsto quanto segue (nuovo articolo 59-quater Direttiva 2006/112/CE):

  • fino alla soglia minima annua di 10.000 euro, l’IVA viene applicata nel Paese del cedente;
  • al superamento della soglia minima annua di 10.000 euro, da monitorare nel corso di un anno civile, si applicherà l’ordinario criterio impositivo basato sul luogo di destino dei beni, di cui all’articolo 33, lett. a), Direttiva 2006/112/CE. In tal caso (superamento delle soglie stabilite) il fornitore soggetto passivo IVA, potrà scegliere di applicare il regime One Stop Shop ( OSS ), al fine di bypassare l’onere dell’identificazione nei singoli Paesi in cui sono state effettuate le cessioni, nel rispetto delle regole di fatturazione del proprio Stato membro.

Sempre dal 1° luglio 2021 entreranno in vigore le modifiche alla Direttiva IVA 2006/112/CE, introdotte con l’obiettivo di semplificare gli obblighi IVA dei soggetti passivi, comprese le interfacce elettroniche, impegnati nel commercio transfrontaliero nei confronti di consumatori finali, che saranno recepite nell’ordinamento nazionale mediante apposito decreto legislativo approvato in sede preliminare dal Consiglio dei Ministri il 26 febbraio 2021 e attualmente all’esame delle commissioni parlamentari.

In base alle nuove disposizioni, il regime semplificato di identificazione IVA dello sportello unico – cosiddetto regime MOSS (Mini One Stop Shop), trasformato in One Stop Shop ( OSS ), sarà esteso

  • alle vendite a distanza 
  • alle prestazioni di servizi rese a consumatori finali. 

In particolare saranno introdotti tre nuovi regime speciali:

  • il Non-Union OSS, Titolo XII, Capo VI, Sezione II, per i servizi prestati da soggetti passivi non UE (REGIME SPECIALE PER I SERVIZI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI NON STABILITI NELLA COMUNITÀ (N.D.R. IL TITOLO È IN VIGORE DAL 01/01/2021, IL TITOLO VIGENTE FINO A QUESTA DATA È IL SEGUENTE: ‘REGIME SPECIALE PER I SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE, DI TELERADIODIFFUSIONE O ELETTRONICI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI NON STABILITI NELLA COMUNITÀ’)), Artt. da 358 bis al 369 della direttiva 2006/112/CE
  • il regime OSS (One Stop Shop), per le vendite a distanza di beni spediti a partire da uno Stato membro e a destinazione di consumatori finali di altro Stato membro dell’Unione europea e per le prestazioni di servizi rese a consumatori finali assoggettate all’IVA nello Stato membro di consumo, previsto dal Titolo XII, Capo VI, Sezione III (REGIME SPECIALE PER LE VENDITE A DISTANZA INTRACOMUNITARIE DI BENI, PER LE CESSIONI DI BENI ALL’INTERNO DI UNO STATO MEMBRO EFFETTUATE MEDIANTE INTERFACCE ELETTRONICHE CHE FACILITANO TALI CESSIONI E PER I SERVIZI PRESTATI DA SOGGETTI PASSIVI STABILITI NELLA COMUNITÀ MA NON NELLO STATO MEMBRO DI CONSUMO (TITOLO COME MODIFICATO AI SENSI DELLA DIR. UE 1995/2019)), Artt. da 369 bis al 369 duodecies della direttiva 2006/112/CE
  • ed il regime IOSS (Import One Stop Shop), per le vendite a consumatori finali di beni importati da paesi terzi in spedizioni di valore non superiore a 150 euro,  previsto dal Titolo XII, Capo VI, Sezione IV (REGIME SPECIALE PER LE VENDITE A DISTANZA DI BENI IMPORTATI DA TERRITORI TERZI O PAESI TERZI), Artt. da 369 ter decies al 369 quinquies et vicies della direttiva 2006/112/CE.

Al fine di rendere i nuovi regimi OSS e IOSS operativi dal 1° luglio 2021, le disposizioni europee prevedono che gli Stati membri autorizzino i soggetti passivi e gli intermediari che agiscono per loro conto a registrarsi ai fini di tali regimi speciali a partire dal 1° aprile 2021 (Vedi: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze – Comunicato – Dal 1° aprile 2021 è possibile la registrazione ai regimi Iva Oss e Ioss sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Altra novità, sempre in vigore dal 1° luglio 2021, riguarda le previsioni del nuovo articolo 14 bis della direttiva 2006/112/CE, secondo cui:

“1. Se un soggetto passivo facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato (marketplace), una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di beni importati da territori terzi o paesi terzi con spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 EUR, si considera che lo stesso soggetto passivo in questione abbia ricevuto e ceduto detti beni.

2. Se un soggetto passivo facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale (marketplace), una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le cessioni di beni effettuate nella Comunità da un soggetto passivo non stabilito nella Comunità a una persona che non è un soggetto passivo, si considera che lo stesso soggetto passivo che facilita la cessione abbia ricevuto e ceduto detti beni.

L’estensione del MOSS e le disposizioni speciali riguardanti gli obblighi delle interfacce elettroniche entreranno in vigore il 1 ° luglio 2021 poiché i sistemi IT devono essere adattati o sviluppati.

Quindi:

  • Le aziende che gestiscono interfacce elettroniche come mercati o piattaforme saranno, in determinate situazioni, considerate ai fini dell’IVA come fornitori di beni venduti ai clienti nell’UE da società che utilizzano il mercato o la piattaforma. Di conseguenza, dovranno riscuotere e pagare l’IVA su queste vendite.
  • Basandosi sul successo del MOSS per i servizi TBE, questo concetto verrà esteso e trasformato in un OSS :
    • Il regime non UE per la fornitura di servizi TBE da parte di soggetti passivi non stabiliti nell’UE sarà esteso a tutti i tipi di servizi transfrontalieri ai consumatori finali nell’UE;
    • Il regime dell’Unione per le prestazioni intra-UE di servizi TBE sarà esteso a tutti i tipi di servizi B2C, nonché alle vendite a distanza intra-UE di beni e ad alcune forniture nazionali agevolate da interfacce elettroniche. L’estensione alle vendite a distanza intra-UE di beni va di pari passo con l’abolizione dell’attuale soglia per le vendite a distanza , in linea con l’impegno ad applicare il principio di destinazione per l’IVA;
    • Verrà creato un regime di importazione (IOSS) che copre le vendite a distanza di merci importate da territori terzi o paesi terzi a clienti nell’UE fino a un valore di 150 EUR.

A differenza di oggi, quando viene utilizzato il regime di importazione, il venditore addebiterà e riscuoterà l’IVA nel punto vendita ai clienti dell’UE e dichiarerà e pagherà tale IVA a livello globale allo Stato membro di identificazione nell’IOSS . Queste merci beneficeranno quindi di un’esenzione IVA all’importazione, consentendo un rapido svincolo in dogana.

L’introduzione del regime di importazione va di pari passo con l’abolizione dell’attuale esenzione IVA per le merci in piccole spedizioni fino a un valore massimo di 22 EUR. Ciò è anche in linea con l’impegno ad applicare il principio di destinazione per l’IVA.

Laddove non viene utilizzato l’IOSS, sarà disponibile un secondo meccanismo di semplificazione per le importazioni. L’IVA all’importazione sarà riscossa dai clienti dal dichiarante doganale (es. Operatore postale, corriere, spedizionieri doganali) che la pagherà alle autorità doganali tramite pagamento mensile.

I regimi OSS/IOSS introducono un sistema europeo di assolvimento dell’IVA, centralizzato e digitale, che, ampliando il campo di applicazione del MOSS (concernente solo i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione) ricomprende le seguenti transazioni:

  • vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi (ad eccezione dei beni soggetti ad accise) effettuate da fornitori o tramite l’uso di un’interfaccia elettronica
  • vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da fornitori o tramite l’uso di un’interfaccia elettronica
  • vendite nazionali di beni effettuate tramite l’uso di un’interfaccia elettronica
  • prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi non stabiliti nell’UE o da soggetti passivi stabiliti all’interno dell’UE ma non nello Stato membro di consumo a soggetti non passivi (consumatori finali).

I soggetti iscritti al MOSS alla data del 30 giugno 2020 saranno automaticamente registrati al nuovo sistema OSS a partire dal 1° luglio 2021.

Lo sportello unico semplifica gli obblighi in materia di IVA per le imprese che vendono beni e forniscono servizi a consumatori finali in tutta l’UE, consentendo loro di:

  • registrarsi elettronicamente ai fini IVA in un unico Stato membro per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ammissibili a favore di acquirenti situati in tutti gli altri 26 Stati membri
  • dichiarare l’IVA tramite un’unica dichiarazione elettronica OSS IVA ed effettuare un unico pagamento dell’IVA dovuta su tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi
  • collaborare con l’amministrazione fiscale dello Stato membro nel quale sono registrati per l’OSS e in un’unica lingua, anche se le loro vendite avvengono in tutta l’UE.

Possono accedere al regime OSS UE

  • i soggetti passivi domiciliati nel territorio dello Stato, o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all’estero, per tutti i servizi resi negli altri Stati membri dell’Unione europea nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta, per tutte le vendite a distanza intracomunitarie di beni e per tutte le cessioni di beni facilitate tramite l’uso di interfacce elettroniche
  • i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato nonché dai soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea che non dispongono di una stabile organizzazione nell’Unione europea e che spediscono o trasportano i beni a partire dallo Stato. I soggetti Extra-ue, privi di stabile organizzazione, che spediscono o trasportano i beni a partire dallo Stato devono nominare un rappresentante fiscale al fine di registrarsi al regime.

Il regime include:

  • vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da fornitori o tramite l’uso di un’interfaccia elettronica
  • vendite nazionali di beni effettuate tramite l’uso di un’interfaccia elettronica
  • prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi non stabiliti nell’UE o da soggetti passivi stabiliti all’interno dell’UE ma non nello Stato membro di consumo a soggetti non passivi (consumatori finali).

Possono fare ricorso al regime OSS  non UE esclusivamente i soggetti passivi (fornitori) non stabiliti nell’UE, ossia soggetti passivi che non hanno stabilito la sede della propria attività economica e che non dispongono di una stabile organizzazione nell’UE. Anche se tale soggetto passivo è registrato o tenuto a registrarsi ai fini IVA in uno degli Stati membri per prestazioni diverse da quelle di servizi B2C, può comunque fare ricorso al regime non UE per le prestazioni B2C.

Il regime non UE include tutte le prestazioni di servizi (compresi i servizi TTE) con luogo di prestazione nell’UE effettuate dai soggetti passivi di cui sopra a favore di persone che non sono soggetti passivi (consumatori). Se il fornitore sceglie di far ricorso al regime non UE, deve utilizzare tale regime per dichiarare e versare l’IVA per tutte queste prestazioni di servizi B2C nell’UE.

 

Bulgaria – Modifiche alla legge sull’imposta sul valore aggiunto relative alle Forniture intracomunitarie di beni (Вътреобщностни доставки на стоки (ВОД))

Bulgaria – Modifiche alla legge sull’imposta sul valore aggiunto relative alle Forniture intracomunitarie di beni

Modifiche alla legge sull’imposta sul valore aggiunto, in vigore dal 01.01.2020.

DECRET № 274 promulgata nella SG, no. 96 del 06.12.2019 con Legge di modifica e integrazione della Legge per l’imposta sul reddito delle società modifiche e integrazioni sono state apportate alla Legge per l’imposta sul valore aggiunto (IVA) – dal § 30 al § 36 .

Occorre inoltre prestare attenzione ad un’altra modifica della legge sull’IVA ( art. 40, punto 1 ), che è entrata in vigore il 01.01.2020 ed è stata apportata dalla legge sui servizi sociali , DECRET № 48 promulgata in SG, n. 24 del 22 marzo 2019

Le principali modifiche alla legge sull’IVA, promulgate conDECRET № 274, sono relative all’introduzione nella legislazione bulgara della direttiva del Consiglio (UE) 2018/1910 del 4 dicembre 2018 che modifica la direttiva 2006/112 / CE relativa all’armonizzazione e alla semplificazione di alcune norme dal sistema dell’imposta sul valore aggiunto per la tassazione degli scambi tra Stati membri .

Si dovrebbe inoltre considerare quanto segue:

Stabiliscono regole per documentare determinate forniture ed è importante tenere presente che i regolamenti hanno effetto diretto .

Sono state apportate modifiche alla legge sull’IVA anche in relazione alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE , al fine di chiarire le disposizioni che creano difficoltà, nonché al fine di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.

Le principali modifiche riguardano le seguenti nuove norme e regolamenti :

  • introduzione di un regime di magazzinaggio di merci su richiesta – art. 15a della Legge sull’IVA ;
  • requisiti per i documenti di trasporto in relazione a cessioni intracomunitarie di beni – art. 53, par. 2 della Legge sull’IVA ;
  • disposizioni in materia di trattamento IVA delle cessioni successive di beni – art. 65a della Legge sull’IVA .

Modifiche relative alle Forniture intracomunitarie di beni   (Вътреобщностни доставки на стоки (ВОД)):

In relazione all’applicazione di un’aliquota zero, il numero di identificazione IVA dell’acquirente dei beni, rilasciato da uno Stato membro diverso da quello da cui è iniziato il trasporto dei beni, prima della nuova versione è considerato un requisito formale.

Con l’emendamento, il destinatario dovrebbe fornire il proprio numero di identificazione IVA al fornitore al fine di compilare correttamente la dichiarazione VIES dello stesso , poiché questa diventa una base per soddisfare una condizione giuridica sostanziale .

La mancata presentazione di una dichiarazione VIES o il mancato corretto riflesso in essa delle informazioni sulla fornitura intracomunitaria, salvo il caso in cui il fornitore possa giustificare le omissioni o gli errori, può comportare una tassazione generale .

Esistono varie possibilità per documentare il trasporto:

– quando le merci sono spedite o trasportate dal territorio del paese verso un altro Stato membro dal fornitore o da un terzo per suo conto , e

– quando le merci sono spedite o trasportate dal territorio del paese verso un altro Stato membro dal destinatario o da un terzo per suo conto.

Nel § 31 si chiarisce che le modifiche al VOD si applicheranno alle forniture intracomunitarie per le quali il fatto generatore dell’imposta si è verificato dopo il 1 gennaio 2020

Nuove modalità:

  • Modalità di conservazione su richiesta :

Le condizioni per l’applicazione di tale regime sono regolate nei testi dell’art. 6, par. 3, punto 3 e par. 7 , art. 15a , art. 99, par. 7 e par. 8 , art. 108, par. 1, punto 6 , art. 123, par. 5 – par. 9 , art. 124, par. 2 e par. 4 , art. 125, par. 2 , art. 181b , art. 181c , art. 181 e art. 181e e articolo 91 e articolo 92 del § 1 delle disposizioni aggiuntive della legge sull’IVA.

Questo regime mira a facilitare il trattamento IVA della spedizione di beni da parte di una persona registrata ai fini IVA dal territorio del paese al territorio di un altro Stato membro per un potenziale acquirente con un numero di partita IVA valido nel suo Stato membro.. Questa spedizione di merci non è una consegna alle condizioni specificate dalla legge ed è necessario tenere registri speciali e presentare una dichiarazione VIES. Al momento del trasferimento della proprietà di questo prodotto entro il periodo specificato (entro 12 mesi dall’arrivo) ci sarà una fornitura intracomunitaria per il fornitore bulgaro e un medico di famiglia per la controparte estera. Le disposizioni della legge sull’IVA prevedono anche altre possibilità: sostituire la persona destinataria, restituire la merce, annullare l’adempimento delle condizioni specificate, rispettivamente viene determinato il trattamento IVA in tali casi. Sono previste sanzioni nel caso in cui le persone non tengano i rispettivi registri, previsto dall’art. 123, par. 5 – par. 9 della Legge sull’IVA.

  • Consegne consecutive di merci:

In base alla disposizione dell’art. L’articolo 65 bis della legge sull’IVA stabilisce che le forniture degli stessi beni in una catena, compreso un fornitore intermedio, che è inviato o trasportato da uno Stato membro a un altro Stato membro direttamente dal primo fornitore al destinatario finale nella catena sono consegne consecutive delle merci.

Un fornitore intermedio è un fornitore in una catena di forniture successive di merci, diverso dal primo fornitore della catena, che spedisce o trasporta le merci personalmente o tramite terzi per suo conto.

La regola di base è che il regime Forniture intracomunitarie di beni   (Вътреобщностни доставки на стоки (ВОД)) si applicherà solo alla fornitura fatta al fornitore intermedio . In deroga alla regola, solo se il fornitore intermedio fornisce al fornitore la sua partita IVA dallo Stato membro di spedizione, il trasporto si riferirà alla consegna effettuata dal fornitore intermedio al suo cliente. Tutte le altre forniture sono soggette a tassazione – nel paese di partenza o nel paese di arrivo.

Queste nuove norme riguardano la necessità di un approccio uniforme al trattamento IVA di tali cessioni nei vari Stati membri.

Al § 32 si precisa che questo trattamento delle consegne successive si applica quando la merce è arrivata o il trasporto della stessa è completato dopo il 1 gennaio 2020.

Bulgaria – Monitoraggio e controllo delle merci ad alto rischio fiscale

Il destinatario / acquirente deve dichiarare all’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)) dati specifici per ciascuna spedizione di merci ad alto rischio fiscale  nel territorio della Repubblica di Bulgaria, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’esportazione o importazione all’interno dell’UE o di una consegna all’interno della Bulgaria.

Tutto questo nell’ambito delle procedure di controllo fiscale, un insieme di azioni delle autorità fiscali / dipendenti  dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)), svolte al fine di prevenire l’evasione fiscale e la frode fiscale, che vengono eseguite in relazione alla circolazione / trasporto / di merci ad alto rischio fiscale in Bulgaria.
Si applica  a tutte le merci ad alto rischio fiscale, indipendentemente dal luogo di ricevimento / scarico: il territorio dela Bulgaria, di un altro Stato membro dell’Unione Europea o di un paese terzo. Non si applica  alle merci in regime doganale.

L’elenco delle merci ad alto rischio fiscale comprende pesche, albicocche, ciliegie fresche, prugne, fragole, uva, angurie, kiwi, mele, pomodori, patate, peperoni, cetrioli, cipolle, zucchine, agrumi, banane, olive, caffè,  manzo, maiale, coniglio, agnello e pollo. Sono inclusi anche vari tipi di pesce, frutti di mare, noci, latte e derivati, combustibili.

L‘elenco delle merci ad alto rischio fiscale e relativi codici è disponibile alla pagina Elenco delle merci ad alto rischio fiscale e relativi codici del sito web dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)).

Sul sito web dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)) sono disponibili gli Indirizzi dei punti di controllo fiscale (Checkpoint fiscali) su tutto il territorio della Bulgaria.

Ogni produttore o commerciante dichiara i dati di consegna tramite un servizio elettronico dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)), che fornirà un numero univoco per ogni singola spedizione, ma non prima di 7 giorni prima dell’inizio. A tal fine sarà necessaria una firma elettronica qualificata. L’acquirente confermerà anche all’Agenzia quando riceverà la merce. Se pesano fino a 300 kg e valgono fino a 3.000 BGN senza IVA, la consegna non deve essere dichiarata.
Chi non adempie agli obblighi o dichiara dati non corretti, sarà multato del 40% del valore della merce, ma non inferiore a 5.000 BGN.

Il destinatario / acquirente dichiarerà all’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)) dati specifici per ciascuna spedizione di merci ad alto rischio fiscale, indipendentemente dal fatto che si tratti di esportazione o importazione all’interno dell’UE o consegna all’interno del paese .

Ogni produttore o commerciante dichiarerà i dati di consegna attraverso un servizio elettronico dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)), che fornirà un numero univoco per ogni singola spedizione, ma non prima di 7 giorni prima dell’inizio. A tal fine sarà necessaria una firma elettronica qualificata. L’acquirente confermerà anche all’Agenzia quando riceverà la merce. Se pesano fino a 300 kg e valgono fino a 3.000 BGN senza IVA, la consegna non deve essere dichiarata. 

Gli obblighi del destinatario / acquirente della merce sono regolati dall’art. 13, par. 1 e par. 3 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)) :

  • Assistere gli organi di controllo e fornire loro informazioni;
  • Avvisare immediatamente l’autorità delle entrate in caso di modifica della data, ora e luogo di ricevimento / scarico della merce con richiesta in un modulo inoltrato elettronicamente;
  • Presentarsi nel luogo, data e ora di ricevimento / scarico della merce indicati all’autorità fiscale o accertarsi della presenza di un rappresentante autorizzato;
  • Presenziare all’allontanamento dei mezzi tecnici di controllo, allo scarico delle merci e all’ispezione e ispezione delle merci nel luogo di ricevimento / scarico o accertarsi della presenza di un rappresentante autorizzato;
  • Non disporre della merce fino al suo ricevimento / scarico, salvo in caso di presentazione all’autorità delle entrate di una cauzione in contanti o di una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile con un periodo di validità non inferiore a 6 mesi, pari al 30 per cento del valore di mercato delle merci.

Importante!  Secondo l’Art. 13, par. 3, punto 4 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)), durante l’esecuzione del controllo fiscale, la persona – destinatario / acquirente della merce, è obbligata a  non disporre  della merce  fino al ricevimento / scarico, salvo in caso di presentazione all’autorità delle entrate della garanzia in contanti oppure una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile con un periodo di validità non inferiore a 6 mesi, pari al 30 per cento del valore di mercato della merce.

In caso di mancato rispetto di tale divieto, oltre all’irrogazione di una sanzione amministrativa, la legge prevede che venga costituita nei confronti del destinatario / acquirente una cauzione preliminare sotto controllo fiscale.

Per inadempimento degli obblighi il destinatario / acquirente della merce è responsabile:

L’accertamento di violazioni amministrative e l’imposizione di sanzioni amministrative devono essere effettuate in conformità con la legge sugli illeciti amministrativi.

Diritti della persona – destinatario / acquirente di beni ad alto rischio fiscale

  • Per dichiarare in anticipo la circolazione di merci ad alto rischio fiscale nel territorio della Bulgaria:

Un destinatario / acquirente interessato di merci ad alto rischio fiscale può preordinarne il trasporto inviando una domanda per via elettronica all’indirizzo e-mail  fisc.control@nra.bg . Le informazioni tempestive richieste vengono prese in considerazione quando si esegue il controllo fiscale per il rispettivo giorno. La domanda deve essere firmata con firma elettronica e si considera ricevuta dopo la conferma del suo ricevimento, analoga a quella disciplinata dall’art. 13, par. 4 dell’Ordinanza sui termini e le condizioni per il controllo fiscale sulla circolazione di merci ad alto rischio fiscale nel territorio della Repubblica di Bulgaria e i requisiti per la conferma dei punti di controllo fiscale del ricevimento di una richiesta presentata da un destinatario / acquirente (Allegato 3 Richiesta da parte del destinatario / acquirente di merce ad alto rischio fiscale).

La possibilità di preordinare il trasporto di merci ad alto rischio fiscale da parte del destinatario / acquirente viene creata per i clienti della NRA in base all’art. 17, par. 1, punto 5, b “e” del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)), in relazione al diritto delle persone obbligate a ricevere e fornire gratuitamente un’opportunità di scambio elettronico di dati con le autorità fiscali e gli esecutori pubblici.

  • Modificare l’ora di ricevimento / scarico;
  • Autorizzare il proprio rappresentante a presentarsi nel luogo, data e ora di ricevimento / scarico della merce indicati all’autorità delle entrate. La procura può essere emessa elettronicamente. In questo caso va firmato con una firma elettronica e inviato a e-mail:  fisc.control@nra.bg .

In caso di azioni intraprese per preventiva sicurezza sotto controllo fiscale, la persona – destinatario / acquirente ha diritto:

  • Presentare all’autorità delle entrate una cauzione in denaro o una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile con un periodo di validità non inferiore a 6 mesi, pari al 30% del valore di mercato della merce / determinata dall’autorità delle entrate nel protocollo emesso / e allo stesso tempo
  • Per pagare le spese di giacenza della merce / quando previste /;

In questo caso i beni per i quali sono stati presi provvedimenti ai sensi dell’art. 40 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)) per la raccolta delle prove / la merce sequestrata / viene rilasciato. Il divieto di smaltimento è revocato contro di essa.

  • Richiedere il pagamento delle imposte dovute in relazione alla merce sottoposta a controllo fiscale ad alto rischio fiscale con l’importo versato in cauzione preliminare.

Le ipotesi in cui l’accertamento preliminare della cauzione è sottoposto a controllo fiscale da parte di un pubblico esecutore e / o di un Ente delle Entrate (su base autonoma) sono tassativamente regolamentati dall’art. 121a, par. 1, articoli 1 – 4 e par. 2 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)). Questi sono:

  • violazione dell’integrità dei mezzi tecnici di controllo / TSC /;
  • inosservanza del divieto di cui all’art. 13, par. 3, punto 4 del TSSPC;
  • discrepanza tra il tipo e / o la quantità della merce indicata nei documenti e accertata in sede di controllo;
  • mancata comparsa del conducente del veicolo o del destinatario / acquirente della merce nel luogo di ricevimento / scarico;
  • accertamento da parte di un’Agenzia delle Entrate che in caso di successivo smaltimento dei beni la riscossione delle imposte dovute sarà impossibile o sarà notevolmente più difficile.

Sequestro di merci

L’autorità delle entrate si adopera per garantire le prove e sequestrare i beni e i documenti per esso alle condizioni di cui all’art. 121a, par. 3 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)), con un periodo di validità fino a 72 ore senza autorizzazione del tribunale. In questo caso il divieto di smaltimento di cui all’art. 13, par. 3, punto 4 continuerà la sua azione e le merci saranno svincolate previa presentazione della cauzione.

Lo svincolo della merce sequestrata  avviene previa presentazione di una garanzia in contanti o di una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile con un periodo di validità non inferiore a 6 mesi nella misura del 30 percento del valore di mercato della merce e previo pagamento dei costi sequestro e conservazione.

Termine per il pagamento della garanzia  – il  termine stabilito per il pagamento della garanzia 24/72 ore decorre dall’ultima ora di completamento dell’ispezione.

Importo della cauzione –  dovrà essere indicato nel protocollo predisposto, consegnato al destinatario / acquirente.

Deposito / garanzia di garanzie

L’importo della garanzia, che rappresenta il 30 percento del valore di mercato della merce, deve essere trasferito sul  conto bancario  del rispettivo TD dell’ANR.

La fideiussione bancaria o l’ordine di pagamento dell’importo trasferito deve essere presentato entro 24/72 ore al rispettivo responsabile del settore “Attività operative” presso il luogo di controllo fiscale e inviato all’indirizzo di posta elettronica:  fisc.control@nra .bg .

La garanzia bancaria  è emessa da:

  • una persona che ha ricevuto una licenza bancaria dalla Banca nazionale bulgara / BNB /;
  • una banca domiciliata in un paese terzo che ha ricevuto da BNB una licenza per operare nella Repubblica di Bulgaria tramite una filiale;
  • una banca, che ha ricevuto un’autorizzazione per l’esercizio dell’attività bancaria dalle autorità competenti di uno Stato membro, che fornisce servizi direttamente o tramite una succursale nel territorio della Repubblica di Bulgaria.

Conseguenze della mancata fornitura di garanzie

Nel caso in cui la cauzione non venga presentata entro 72 ore dal sequestro, e in caso di merce deperibile – entro 24 ore, la merce si intende abbandonata a favore dello Stato. Queste circostanze si riflettono in un protocollo sulla tipologia e quantità dei beni abbandonati a favore dello Stato e nel Registro del controllo fiscale.

Ricorso contro le azioni dell’autorità fiscale durante il controllo fiscale

Le azioni delle autorità fiscali nell’esercizio del controllo fiscale sulla circolazione di merci ad alto rischio fiscale possono essere impugnate entro 14 giorni dalla loro attuazione al direttore territoriale del TD dell’ANR presso l’ubicazione del sito / luogo di esecuzione, ai sensi all’art. 127g in connessione con l’art. 41 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)). Il reclamo non sospende le azioni intraprese.

Importante!  La sicurezza preliminare nel controllo fiscale può essere eseguita da:

Procedura

L’autorità delle entrate verifica i documenti dell’autista, delle persone che accompagnano le merci e delle merci stesse.

Controllo dell’identità

Dopo aver fermato un veicolo, l’autorità delle entrate verifica l’identità del conducente e di tutte le persone a bordo del veicolo che accompagnano la merce e stabilisce sulla base di documenti e / o in considerazione del fatto che il veicolo trasporta merci ad alto rischio fiscale.

Trasporto di merci ad alto rischio fiscale

Nei casi in cui vengono trasportate merci ad alto rischio fiscale, le autorità fiscali verificano i documenti che accompagnano le merci al fine di stabilire / identificare:

  • Il tipo e la quantità della merce;
  • Il fornitore / venditore della merce;
  • Destinatario / acquirente della merce;
  • La data e il luogo di ricevimento / scarico delle merci e quando il veicolo attraversa il territorio della Repubblica di Bulgaria da uno Stato membro dell’Unione europea, per un altro Stato membro – la data e il luogo attraverso il quale il veicolo deve lasciare il nazione.

Mancanza di documenti

In mancanza di documenti che accompagnano la merce, o non contengono i dati sopra descritti e / oi dati sull’ora prevista di ricevimento / scarico, l’autista del veicolo e / o la persona che accompagna la merce, compila / compila il  modulo di  dichiarazione e dichiara / indica il tempo previsto di ricevimento / scarico nella  domanda secondo un campione fornito dalle autorità fiscali.

Modifica data, ora e luogo di ricevimento / scarico della merce

La data e il luogo di ricevimento / scarico della merce, come dichiarato nei documenti o dichiarato dal conducente del veicolo / dall’accompagnatore della merce, nonché l’orario richiesto per il ricevimento / scarico possono essere modificati dal destinatario / acquirente su richiesta elettronica  . La richiesta viene inviata all’indirizzo  fisc.control@nra.bg  e si considera ricevuta dopo la conferma del suo ricevimento.

Importante! Quando si ordina l’ora di ricezione prevista, viene utilizzato il fuso orario bulgaro.

Obblighi del conducente che trasporta merci ad alto rischio fiscale

Gli obblighi del conducente del veicolo sono regolati dall’art. 13, par. 1 e par. 2 del  Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)) :

  • Assistere gli organi di controllo e fornire loro informazioni;
  • Presentare all’autorità delle entrate un documento di identità;
  • Presentare all’autorità delle entrate i documenti che accompagnano la merce;
  • Dichiarare all’autorità delle entrate i dati sul tipo e la quantità delle merci, lo speditore e il destinatario, il luogo e la data di ricevimento della merce, nonché indicare l’ora prevista di ricevimento / scarico, in caso di documenti mancanti o i documenti non contengono questi dati;
  • Notificare al soggetto indicato come destinatario / acquirente e / o speditore / venditore della merce il controllo fiscale effettuato sulla circolazione della merce e dei mezzi tecnici di controllo e l’obbligo del destinatario / acquirente di essere presente presso luogo di ricevimento / scarico della merce;
  • Preservare l’integrità e non danneggiare i mezzi tecnici di controllo fissati dall’autorità fiscale;
  • Consegnare la merce trasportata al luogo di ricevimento / scarico, inserito nei mezzi tecnici di controllo;
  • Consegnare la merce trasportata nel luogo attraverso il quale il veicolo dovrebbe lasciare il territorio del paese, nei casi di transito attraverso il territorio della Repubblica di Bulgaria;
  • Presenziare alla rimozione dei mezzi tecnici di controllo dal veicolo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Mancanza di documenti

In mancanza di documenti di accompagnamento della merce, o non contengano i dati sopra descritti e / oi dati sull’ora prevista di ricevimento / scarico, l’autista del veicolo compila il  modulo di dichiarazione .

Importante! Quando si ordina l’ora di ricezione prevista, viene utilizzato il fuso orario bulgaro.

Modifica data, ora e luogo di ricevimento / scarico della merce

La data e il luogo di ricevimento / scarico della merce indicati nei documenti o dichiarati, nonché l’orario richiesto per il ricevimento / scarico possono essere modificati dal destinatario / acquirente presentando una richiesta elettronica  in un modulo . La richiesta viene inviata all’indirizzo  fisc.control@nra.bg  e si considera ricevuta dopo la conferma del suo ricevimento.

Installazione di mezzi tecnici per il controllo / TSC /

In caso di trasporto di merci ad alto rischio fiscale, le autorità fiscali hanno il diritto di apporre il TSC sul veicolo e un timbro / timbro con la dicitura “rischio fiscale alto” sul documento di trasporto. Ogni TSC ha un numero univoco.

Deve essere redatto un verbale per i mezzi tecnici di comando installati, una copia del quale deve essere fornita al conducente del veicolo e all’accompagnatore delle merci.

Rimozione dei mezzi tecnici di controllo installati

Il TSC viene rimosso solo da un’autorità delle entrate:

  • Nel luogo di ricevimento / scarico della merce;
  • Entro e non oltre 4 ore dall’orario richiesto dall’autista, e quando viene presentata una richiesta da parte del destinatario – l’acquirente della merce per un cambio di data, ora e luogo di ricevimento / scarico, la rimozione del TSC viene eseguita no entro 24 ore dalla presentazione della richiesta.

Per inadempimento degli obblighi il conducente ha la responsabilità penale amministrativa:

Controllo delle merci in ingresso in Bulgaria

All’ingresso del veicolo nel territorio del Paese presso un punto di controllo fiscale, l’autorità fiscale ha facoltà di fermare il veicolo, di verificare se le merci trasportate sono merci ad alto rischio fiscale, di verificare l’identità del conducente e del persona che accompagna la merce i documenti che accompagnano la merce, per ispezionare la merce e apporre mezzi tecnici di controllo / TSC / del veicolo e un sigillo / timbro con la scritta “rischio fiscale alto – acquisto intracomunitario” sul documento di trasporto .

Installazione di mezzi tecnici per il controllo / TSC /

Deve essere redatto un protocollo di controllo fiscale per i mezzi tecnici di controllo installati, una copia del quale deve essere fornita al conducente del veicolo e all’accompagnatore delle merci. Il protocollo deve riflettere tutti i fatti e le circostanze del controllo fiscale effettuato.

I dati relativi a quanto segue sono inseriti nel Registro del controllo fiscale per:

  1. Lo speditore della merce;
  2. Il destinatario della merce;
  3. Il tipo e la quantità della merce;
  4. Il luogo di ricevimento / scarico della merce;
  5. La data e l’ora prevista di ricevimento / scarico della merce;
  6. Il numero di controllo dei mezzi tecnici installati per il controllo;
  7. La data e l’ora di installazione dei mezzi tecnici di controllo;
  8. Numero e data del protocollo;
  9. Altri dati dal protocollo.

Rimozione dei mezzi tecnici di controllo / TSC /

Le TSC vengono rimosse nel luogo di ricevimento / scarico della merce entro e non oltre 4 ore dalla richiesta dell’autista / persona che accompagna la merce, e quando viene presentata  una richiesta di campione , la rimozione dei mezzi tecnici di controllo viene eseguita non più tardi di 24 ore dalla presentazione della richiesta.

Dopo la rimozione dei mezzi tecnici per il controllo, un dipendente dell’ANR prepara un protocollo, una copia del quale viene consegnata all’autista e al destinatario / acquirente o al suo rappresentante autorizzato. Oltre a ciò, viene emesso un altro protocollo per le altre ispezioni eseguite, che viene consegnato al destinatario / acquirente. Questo rapporto deve riflettere i risultati della verifica della conformità o discrepanza tra il tipo e la quantità delle merci sui documenti di accompagnamento stabiliti durante l’installazione dei mezzi tecnici di controllo o dichiarati dal conducente del veicolo / persona che accompagna le merci e il tipo e quantità effettive della merce nel luogo di ricevimento / scarico.

Azioni intraprese per proteggere le prove

In caso di azioni intraprese per garantire prove, l’autorità delle entrate svincola i beni solo dopo aver fornito garanzia per l’importo delle passività fiscali che potrebbero sorgere a seguito della non conformità, ma non inferiore al 30% del valore di mercato del merci non conformi per tipologia e quantità. La garanzia può essere in contanti o una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile.

L’autorità delle entrate, che ha soppresso i mezzi tecnici di controllo, inserisce nel registro “Controllo fiscale” i dati per:

  1. La data e l’ora della rimozione dei mezzi tecnici di controllo;
  2. I numeri e le date dei verbali;
  3. Altri dati di protocollo;
  4. L’importo della garanzia imposta.

Controllo delle merci in movimento in Bulgaria

L’Agenzia delle Entrate ha facoltà di fermare il veicolo all’interno del Paese presso un punto di controllo fiscale e di verificare se le merci trasportate sono merci ad alto rischio fiscale, di verificare l’identità del conducente e della persona che accompagna la merce, di controllare i documenti di accompagnamento la merce, per ispezionare la merce e apporre mezzi tecnici di controllo del veicolo e un sigillo / timbro con la scritta “rischio fiscale alto – consegna interna” sul documento di trasporto.

Installazione di mezzi tecnici di controllo

 Deve essere redatto un protocollo di controllo fiscale per i mezzi tecnici di controllo installati  , una copia del quale deve essere fornita al conducente del veicolo e all’accompagnatore delle merci. Il protocollo deve riflettere tutti i fatti e le circostanze del controllo fiscale effettuato.

L’autorità delle entrate, che ha istituito mezzi tecnici di controllo, inserisce nel registro del controllo fiscale i dati relativi a:

  1. Lo speditore della merce;
  2. Il destinatario della merce;
  3. Il tipo e la quantità della merce;
  4. Il luogo di ricevimento / scarico della merce;
  5. La data e l’ora prevista di ricevimento / scarico della merce;
  6. Il numero di controllo dei mezzi tecnici di controllo;
  7. La data e l’ora di installazione dei mezzi tecnici di controllo;
  8. Numero e data del protocollo;
  9. Altri dati dal protocollo.

Rimozione dei mezzi tecnici di controllo

La rimozione del TSC viene eseguita da un’autorità delle entrate nel luogo di scarico delle merci. Dopo la rimozione dei  mezzi tecnici per il controllo , un dipendente dell’ANR prepara un protocollo, una copia del quale viene consegnata al destinatario / acquirente o al suo rappresentante autorizzato. La relazione deve riflettere la corrispondenza o la discrepanza tra il tipo e la quantità delle merci secondo i documenti di accompagnamento stabiliti durante l’installazione dei  mezzi tecnici di controllo  o dichiarati dal conducente del veicolo / dalla persona che accompagna le merci e il tipo effettivo e quantità della merce ricezione / scarico.

Azioni intraprese per proteggere le prove

In caso di azioni intraprese per garantire prove, l’autorità delle entrate svincola i beni solo dopo aver fornito garanzia per l’importo delle passività fiscali che potrebbero sorgere a seguito della non conformità, ma non inferiore al 30% del valore di mercato del merci non conformi per tipologia e quantità. La garanzia può essere in contanti o una garanzia bancaria incondizionata e irrevocabile.

L’autorità delle entrate, che ha soppresso  i mezzi tecnici di controllo , inserisce nel registro “Controllo fiscale” i dati per:

  1. La data e l’ora della rimozione dei mezzi tecnici di controllo;
  2. Numero e data del protocollo;
  3. Altri dati dal protocollo;
  4. L’importo della garanzia imposta.

Controllo delle merci prima di lasciare la Bulgaria

Prima che il veicolo lasci il territorio del paese in un punto di controllo fiscale, l’autorità delle entrate ha il diritto di fermare il veicolo, verificare se le merci trasportate sono merci ad alto rischio fiscale, verificare l’identità del conducente e della persona che accompagna la merce, per controllare i documenti che accompagnano la merce e ispezionare la merce.

L’assegno deve comprendere un controllo nel sistema della validità della partita IVA del fornitore / venditore indicato in fattura.

Nei casi in cui il controllo fiscale è stato precedentemente effettuato sulla circolazione delle stesse merci ad alto rischio fiscale nel paese, tra cui TSC, viene rimosso solo dall’autorità delle entrate del FCP prima di lasciare il veicolo dal paese.

L’Agenzia delle Entrate inserisce nel Registro del Controllo Fiscale i dati relativi a:

  1. Lo speditore della merce;
  2. Il destinatario della merce;
  3. Il tipo e la quantità della merce;
  4. Il paese di destinazione delle merci;
  5. Altri dati sul controllo fiscale effettuato.

Installazione di mezzi tecnici di controllo 

In caso di trasporto di merci ad alto rischio fiscale, le autorità fiscali hanno il diritto di apporre il TSC sul veicolo e un timbro / timbro con la dicitura “rischio fiscale alto” sul documento di trasporto. Ogni mezzo tecnico di controllo ha un numero univoco.

Deve essere redatto un protocollo di controllo fiscale per i mezzi tecnici di controllo installati, una copia del quale deve essere fornita al conducente del veicolo e all’accompagnatore delle merci. Il protocollo deve riflettere tutti i fatti e le circostanze del controllo fiscale effettuato.

Rimozione dei mezzi tecnici di controllo installati

TSC viene rimosso solo da un’autorità delle entrate come segue:

  • In caso di acquisto intracomunitario di beni ad alto rischio fiscale – nel luogo di ricevimento / scarico della merce;
  • In caso di merci ad alto rischio fiscale, che attraversano il territorio della Repubblica di Bulgaria da uno Stato membro dell’Unione europea, per un altro Stato membro – prima che il veicolo lasci il territorio del paese;
  • Nella circolazione di merci ad alto rischio fiscale nel paese – nel luogo di ricevimento / scarico delle merci.
  • In caso di consegna intracomunitaria di merci ad alto rischio fiscale – prima che il veicolo lasci il territorio del paese;

Importante!  Quando si scaricano merci in diversi luoghi, in ciascuno dei punti di scarico il TSC viene rimosso e dopo lo scarico delle merci viene posizionato un nuovo TSC.

Durante il trasporto di merci ad alto rischio fiscale e altre merci, durante lo scarico delle altre merci non è richiesta la presenza del suo destinatario / acquirente.

In caso di sospetto che veicoli con una capacità di carico inferiore a 3 tonnellate siano utilizzati per il trasporto di merci ad alto rischio fiscale, al fine di eludere il controllo, si applicano le disposizioni per lo svolgimento del controllo fiscale.

Maggiore sicurezza nel controllo fiscale

I casi in cui l’accertamento preliminare della cauzione è sottoposto a controllo fiscale da parte di un pubblico esecutore e / o di un Ente delle entrate sono tassativamente regolamentati dall’art. 121a, par. 1, articoli 1 – 4 e par. 2 del TSSPC.

Responsabilità penale amministrativa

Una persona che non adempie ai propri obblighi durante l’esecuzione del controllo fiscale sulla circolazione di merci ad alto rischio fiscale è responsabile della responsabilità penale amministrativa, che deve essere realizzata in conformità con la legge sulle violazioni e sanzioni amministrative.

Ricorso contro le azioni dell’autorità fiscale durante il controllo fiscale

Le azioni delle autorità fiscali nell’esercizio del controllo fiscale sulla circolazione di merci ad alto rischio fiscale possono essere impugnate entro 14 giorni dalla loro attuazione al direttore territoriale del TD dell’ANR presso l’ubicazione del sito / luogo di esecuzione, ai sensi all’art. 127g in connessione con l’art. 41 del Codice di procedura fiscale ed assicurativa ( ДАНЪЧНО-ОСИГУРИТЕЛЕН ПРОЦЕСУАЛЕН КОДЕКС(ДОПК)). Il reclamo non sospende le azioni intraprese.

Bulgaria – Intrastat

Vedi: REPUBBLICA DI BULGARIA –  Istituto nazionale di statisticaINTRASTAT

 Intrastat è un sistema di raccolta dei dati sugli scambi di merci comunitarie che non sono oggetto del Documento Unico Amministrativo tra gli Stati Membri dell’Unione Europea.

Il sistema Intrastat è stato introdotto sperimentalmente in Bulgaria il 1 settembre 2006 e il 1 gennaio 2007 è diventato obbligatorio per l’attuazione. Per il periodo della sua applicazione sperimentale, fino all’adesione della Repubblica di Bulgaria all’UE, non abrogherà né sostituirà in alcun modo il sistema doganale in vigore nel paese.

    Secondo la legge sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci (ЗАКОН ЗА СТАТИСТИКА НА ВЪТРЕШНООБЩНОСТНАТА ТЪРГОВИЯ – LSVOTS Promulgato, SG, no. 40 del 29.05.2012, in vigore dal 1.07.2012) organi competenti per la realizzazione dell’attività statistica per gli scambi intracomunitari di merci sono

Operatori Intrastat e obblighi di dichiarazione nel sistema Intrastat

    Le persone obbligate a presentare dichiarazioni nel sistema Intrastat (operatori Intrastat) sono le persone registrate ai sensi della legge sull’imposta sul valore aggiunto, che effettuano scambi intracomunitari di merci in volumi annuali in valori in BGN superiori a determinate soglie per la dichiarazione. Le soglie sono fissate separatamente per ciascuno dei due flussi commerciali – “spedizioni” e “arrivi”. Rappresentano i volumi annuali di scambi intracomunitari di merci al di sotto dei quali gli operatori non hanno l’obbligo di fornire dichiarazioni mensili nell’ambito del sistema Intrastat. Le soglie di dichiarazione e le tipologie di dati aggiuntivi determinate dall’ordine sono valide per tutto l’anno successivo.

Oltre a queste soglie per ciascuno dei flussi commerciali – arrivi e spedizioni, vengono fissate e pubblicate soglie che rappresentano i volumi annuali di scambi intracomunitari di merci comunitarie al di sotto dei quali gli operatori Intrastat non sono obbligati a dichiarare i dati sul valore statistico di merci (soglie per valore statistico) nelle dichiarazioni Intrastat mensili.

In Bulgaria le soglie per la dichiarazione secondo il sistema Intrastat sono stabilite dall’Istituto Nazionale di Statistica entro la fine di ottobre dell’anno in corso e sono valide per tutto l’anno successivo.

Vedi:  INTRASTAT

A seconda dei volumi annuali di scambi intracomunitari di merci, l’operatore Intrastat può avere l’obbligo di dichiarazione annuale o corrente (mensile). Un obbligo annuale di dichiarazione nell’anno successivo sorge quando la persona ha effettuato nell’anno in corso volumi di scambi intracomunitari di merci superiori alle soglie fissate per l’anno successivo separatamente per i due flussi. L’attuale obbligo (mensile) di dichiarazione nasce quando la persona non ha alcun obbligo annuale, ma entro l’anno in corso effettua volumi di scambio eccedenti le soglie per lo stesso anno.

Quali documenti vengono presentati e presso quale istituto?

I dati sugli scambi intracomunitari di merci sono presentati con dichiarazioni Intrastat, mensili e costituite da una parte comune e dati commerciali. Le dichiarazioni vengono presentate all’Agenzia nazionale delle entrate.

Importante! Dichiarazioni separate sono presentate per “spedizioni” e “arrivi”.

Tutti gli operatori Intrastat mantengono agende elettroniche separate per “spedizioni” e “arrivi”, in cui attualmente inseriscono i record per ogni transazione completata. L’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP) fornisce un software gratuito per la manutenzione del diario. Gli operatori sono obbligati, se necessario, a fornire informazioni da questi log su richiesta dei dipendenti dell’Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)).

Come vengono presentate le dichiarazioni?

Le dichiarazioni sono presentate in formato elettronico, firmate con firma elettronica. Questo viene fatto tramite il sito web della Agenzia nazionale delle entrate ( Национална агенция за приходите (НАП (NAP)). Prima di iniziare a presentare le dichiarazioni in formato elettronico, firmate con firma elettronica, gli operatori Intrastat devono presentare domanda di presentazione di documenti e richieste per via elettronica presso l’ufficio (direzione territoriale) della Agenzia nazionale delle entrate nel luogo di registrazione. La domanda può essere presentata anche online, firmata con firma elettronica.

In mancanza di capacità tecniche, le dichiarazioni Intrastat sono presentate alla direzione territoriale competente dell’Agenzia nazionale delle entrate (la direzione o l’ufficio nel luogo di registrazione del rispettivo operatore), dove vengono presentati anche i riferimenti – dichiarazioni e diari IVA. In via eccezionale, è consentito anche l’invio di dichiarazioni tramite un operatore postale autorizzato. In tal caso, la persona deve presentare su supporto cartaceo la parte generale della dichiarazione unitamente a un supporto tecnico contenente l’intera dichiarazione in formato elettronico, che può essere letto e riprodotto.

    L’operatore Intrastat può autorizzare un’altra persona (terzo dichiarante) a rappresentarlo dinanzi all’Agenzia nazionale delle entrate, inclusa la presentazione delle dichiarazioni Intrastat. A tal fine, l’operatore deve presentare presso l’ufficio Agenzia nazionale delle entrate al momento della registrazione una procura notarile, che contiene i dati della persona autorizzata, nonché il numero del suo certificato di firma elettronica.

Quali sono i termini per la presentazione delle dichiarazioni Intrastat?

    Le dichiarazioni Intrastat vengono presentate mensilmente all’Agenzia nazionale delle entrate. Per alcune merci specifiche e movimenti di merci è possibile applicare altri periodi di riferimento e altre modalità di approvvigionamento, descritti in dettaglio nell’Ordinanza del Consiglio dei Ministri su merci e movimenti specifici.

    Le dichiarazioni Intrastat devono essere presentate entro il 14 ° giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Solo quando l’obbligo sorge per la prima volta, la dichiarazione deve essere presentata entro il ventesimo giorno del mese successivo al primo periodo di riferimento. In presenza di un obbligo annuale, l’operatore Intrastat deve presentare dichiarazioni per tutti i 12 mesi del rispettivo anno. In presenza di un obbligo in corso, l’operatore Intrastat presenta dichiarazioni per tutti i mesi a partire da quello durante il quale viene superata la soglia di dichiarazione, fino alla fine dell’anno. L’obbligo dell’operatore di presentare le dichiarazioni Intrastat nell’anno successivo dipende anche dal fatto che il volume dei suoi scambi nell’anno in corso superi le soglie fissate per l’anno successivo.

    Se l’operatore non opera all’interno della Comunità per un certo periodo di tempo, è obbligato a inviare una dichiarazione di valore zero.

Riservatezza dei dati dichiarati 

    informazioni raccolte dall’Agenzia nazionale delle entrate, dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Agenzia delle dogane ai sensi della legge sulle entrate sono utilizzate solo a fini statistici.

Termini:

    “ Operatori Intrastat ” – i soggetti iscritti alla Legge sull’Imposta sul Valore Aggiunto, che effettuano scambi intracomunitari di beni in volumi annui, espressi in valore, superiori alle soglie di dichiarazione di cui all’art. 18, par. 2 della legge sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci , separatamente per ogni flusso commerciale – spedizioni o arrivi.

L’Agenzia nazionale delle entrate istituisce e mantiene un registro degli operatori Intrastat, inclusi i soggetti terzi dichiaranti;

Per ” arrivi ” si intendono le consegne, nel territorio della Repubblica di Bulgaria, provenienti dagli Stati membri della Comunità, di merci:
– verso la Comunità, ad eccezione di quelle che sono in normale circolazione tra gli Stati membri della Comunità;
– che sono stati precedentemente vincolati nel paese di spedizione al regime di perfezionamento attivo o trasformazione sotto controllo doganale e che nella Repubblica di Bulgaria rimangono soggetti a tale regime o sono immessi in libera pratica.

Per ” spedizioni ” si intendono le consegne, dal territorio della Repubblica di Bulgaria agli Stati membri della Comunità, di merci:
– la Comunità, ad eccezione delle merci che sono in normale circolazione tra gli Stati membri;
– che sono stati precedentemente vincolati nel paese di spedizione al regime di perfezionamento attivo o di trasformazione sotto controllo doganale.

Valore della merce – la base imponibile della fornitura, determinata ai sensi della legge sull’imposta sul valore aggiunto, ridotta del valore delle accise e dei dazi doganali e di altri crediti equivalenti, quando dovuti.

Se la spedizione o l’arrivo di merci non è collegato al verificarsi di un evento fiscale, il valore è il valore della fattura esclusa l’imposta sul valore aggiunto o, se ciò non è possibile, il valore che sarebbe fatturato in caso di acquisto o vendita .

    In caso di elaborazione, il valore prima e dopo tale elaborazione è l’importo totale che sarebbe fatturato in caso di acquisto o vendita.

Il valore è presentato con un numero intero positivo in lev bulgari.

Bulgaria – LEGGE SULLA STATISTICA DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI DI MERCI (INTRASTAT)

Bulgaria – LEGGE SULLA STATISTICA DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI DI MERCI (INTRASTAT)

LEGGE SULLA STATISTICA DEGLI
SCAMBI INTRACOMUNITARI DI MERCI

ЗАКОН ЗА СТАТИСТИКА НА ВЪТРЕШНООБЩНОСТНАТА ТЪРГОВИЯ

Promulgato, SG, no. 40 del 29.05.2012, in vigore dal 1.07.2012.

Capitolo primo

GENERALE

Art.1. (1) Questa legge regola:

  1. l’attuazione dell’attività statistica per gli scambi intracomunitari di merci tra la Repubblica di Bulgaria e gli Stati membri dell’Unione europea, in conformità con le normative dell’Unione europea in questo campo:

(a) Regolamento (CE) n. 638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, sulle statistiche comunitarie relative agli scambi di merci tra Stati membri e che abroga il regolamento (CEE) n. 3330/91 del Consiglio, di seguito “regolamento (CE) № 638/2004 “;

  1. b) Regolamento (CE) (222/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 638/2004 sulle statistiche comunitarie relative agli scambi di merci tra Stati membri (GU L 87 / 160 del 31 marzo 2009);
  2. c) Regolamento della Commissione (CE) n. 1982/2004 del 18 novembre 2004 che modifica il regolamento (CE) n. 638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle statistiche comunitarie relative agli scambi di merci tra Stati membri e che abroga i regolamenti della Commissione (CE) № 1901/2000 e (CEE) № 3590/92, di seguito “Regolamento (CE) № 1982/2004”;
  3. d) Regolamento della Commissione (CE) № 1915/2005 del 24 novembre 2005 che modifica il Regolamento (CE) № 1982/2004 al fine di semplificare la registrazione della quantità e delle specifiche di movimenti specifici di merci;

(e) Regolamento della Commissione (UE) n. 91/2010 del 2 febbraio 2010 che modifica il regolamento (CE) n. 1982/2004 che attua il regolamento (CE) n. 638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle statistiche comunitarie relative agli scambi di merci tra Stati membri per quanto riguarda l’elenco dei prodotti esclusi dalle statistiche, la trasmissione di informazioni da parte dell’amministrazione fiscale e la valutazione della qualità (GU L 31/1 del 3 febbraio 2010);

(e) Regolamento della Commissione (UE) n. 96/2010 del 4 febbraio 2010 che modifica il regolamento (CE) n. 1982/2004 che attua il regolamento (CE) n. 638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle statistiche comunitarie relative agli scambi di merci tra Stati membri per quanto riguarda la soglia di semplificazione, le caratteristiche degli scambi di imprese, le merci e i movimenti specifici e il codice del tipo di transazione (GU L 34/1 del 5 febbraio 2010);

  1. le funzioni e le competenze degli organi competenti per lo svolgimento dell’attività statistica per gli scambi intracomunitari di merci;
  2. il sistema Intrastat.

(2) Le regole diverse o specifiche che si applicano a merci e movimenti di merci specifici, i periodi di riferimento, le modalità di comunicazione e dichiarazione, nonché le merci escluse dall’attività statistica per gli scambi intracomunitari di merci, è determinato da un’ordinanza del Consiglio dei ministri.

Capitolo due

AUTORITÀ. POTERI E INTERAZIONE

Art.2. Le autorità competenti per l’attuazione dell’attività statistica per gli scambi intracomunitari di merci sono l’Istituto nazionale di statistica, l’Agenzia nazionale delle entrate e l’Agenzia delle dogane.

Art.3. (1) Istituto nazionale di statistica:

  1. determina le soglie per la dichiarazione secondo il sistema Intrastat e le tipologie di dati oggetto di dichiarazione ai sensi dell’art. 9 (2) del Regolamento (CE) (638/2004;
  2. sviluppare e mantenere insieme all’Agenzia Nazionale delle Entrate le regole per la validazione dei dati raccolti con il sistema Intrastat;
  3. raccogliere dati su merci specifiche e movimenti di merci, che non sono dichiarate nel sistema Intrastat, da altre fonti amministrative;
  4. effettuare una convalida secondaria di tutti i dati raccolti o ricevuti dalle altre autorità competenti;
  5. inviare i dati di sintesi e di dettaglio per le statistiche sugli scambi intracomunitari di merci alla Direzione Generale “Eurostat” della Commissione Europea secondo quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento (CE) № 638/2004, nonché dell’Art. 25 del Regolamento (CE) № 1982/2004;
  6. conservare tutti i dati per il commercio intracomunitario di merci delle persone obbligate ai sensi della presente legge e tenere un registro per loro;
  7. predisporre analisi e relazioni sulla qualità dei dati per le statistiche sugli scambi intracomunitari di merci;
  8. fornire dati mensili sugli scambi intracomunitari di merci della Banca nazionale bulgara ai fini del conto corrente della bilancia dei pagamenti.

(2) L’Agenzia nazionale delle entrate deve:

  1. crea e mantiene un sistema di raccolta dati “Intrastat” – predispone metodologia, procedure e documenti di lavoro, nonché applicativi software, assicurando la preparazione delle dichiarazioni Intrastat;
  2. controllare l’ambito delle persone obbligate, e attraverso il controllo di convalida la qualità dei dati forniti nell’ambito del sistema Intrastat in conformità con i requisiti di cui all’art. 8 (2) del Regolamento (CE) (638/2004);
  3. fornire all’Istituto Nazionale di Statistica i dati raccolti con il sistema Intrastat;
  4. fornire dati di sintesi alle istituzioni e agli organismi statali, quando ciò è previsto da un atto normativo o sulla base di accordi conclusi con loro;
  5. informare gli operatori Intrastat dei loro obblighi in relazione al sistema Intrastat in conformità a quanto richiesto dall’art. 8 (3) del Regolamento (CE) (638/2004);
  6. controllare l’adempimento degli obblighi degli operatori Intrastat, accertare violazioni amministrative e irrogare sanzioni amministrative ai sensi della presente legge;
  7. utilizzare i dati disponibili per gli scambi intracomunitari di beni raccolti o ricevuti ai sensi della legge sull’imposta sul valore aggiunto e attraverso il Sistema europeo di informazione per lo scambio di informazioni sull’IVA (VIES), nonché da altre fonti amministrative come ulteriori per determinare il obblighi degli operatori Intrastat e il controllo dell’affidabilità dei dati forniti nell’ambito del sistema Intrastat secondo quanto richiesto dall’art. 8 (2) del Regolamento (CE) (638/2004);
  8. creare e mantenere un registro delle persone obbligate nel sistema Intrastat.

(3) L’Agenzia delle Dogane fornisce all’Istituto Nazionale di Statistica i dati sulle merci dalle dichiarazioni doganali (EAD) in conformità con i requisiti di cui all’art. 5 (2) del Regolamento (CE) (638/2004.

Art.4. Le soglie per la dichiarazione e le tipologie di dati oggetto di dichiarazione ai sensi dell’art. 3, par. 1, punto 1, sarà determinato da un ordine del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica, che sarà promulgato nella Gazzetta ufficiale entro il 31 ottobre dell’anno in corso. Le soglie di dichiarazione e le tipologie di dati aggiuntivi determinate dall’ordine sono valide per tutto l’anno successivo.

Art.5. (1) L’Agenzia Nazionale delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane forniscono all’Istituto Nazionale di Statistica tutti i dati disponibili per gli scambi intracomunitari di merci, necessari per l’adempimento degli obblighi previsti dalla presente legge, compresi i dati individualizzanti, di cui all’art. 9 (1) e (2) del Regolamento (CE) № 638/2004.

(2) Le tipologie di dati di cui al par. 1, la loro struttura, l’ordine e la periodicità per la loro presentazione all’Istituto nazionale di statistica saranno determinati su istruzioni congiunte del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica, rispettivamente del Direttore esecutivo dell’Agenzia nazionale delle entrate e del Direttore delle dogane Agenzia.

Capitolo tre

SISTEMA INTRASTAT

Art.6. (1) Il sistema Intrastat deve essere applicato per la raccolta dei dati per le spedizioni intracomunitarie da o per gli arrivi sul territorio della Repubblica di Bulgaria di merci dell’Unione europea.

(2) La procedura per l’applicazione del sistema Intrastat, compresa la presentazione e l’accettazione di dichiarazioni Intrastat e altri documenti o dati soggetti a presentazione e l’esecuzione del controllo e delle correzioni dei dati forniti, sarà determinata da un’ordinanza del Ministro Finanza.

Art.7. Soggetti obbligati a presentare dichiarazioni nel sistema Intrastat – Sono operatori Intrastat i soggetti iscritti alla Legge sull’imposta sul valore aggiunto, che effettuano scambi intracomunitari di merci in volumi annui, espressi in valore, superiori alle soglie di dichiarazione di cui all’art. 3, par. 1, punto 1, separatamente per ogni flusso commerciale – spedizioni o arrivi ai sensi dell’art. 7 (1) del Regolamento (CE) (638/2004.

Art.8. (1) Le dichiarazioni Intrastat sono:

  1. dichiarazioni mensili per arrivi o partenze;
  2. dichiarazioni correttive per arrivi o partenze.

(2) Se durante un dato periodo di riferimento l’operatore Intrastat non ha effettuato arrivi o spedizioni intracomunitarie, la dichiarazione mensile non deve contenere registrazioni con dati commerciali (dichiarazione zero).

(3) Le dichiarazioni di rettifica possono contenere registrazioni solo per quanto riguarda le dichiarazioni mensili già accettate.

Art.9. (1) Dichiarazioni Intrastat, la comunicazione di cui all’art. 10, oltre agli altri documenti o dati soggetti a presentazione da parte di Intrastat, gli operatori devono essere presentati all’Agenzia Nazionale delle Entrate in forma elettronica, firmati con firma elettronica qualificata.

(2) In via eccezionale nei casi di impossibilità tecnica da parte dell’operatore Intrastat o dell’Agenzia Nazionale delle Entrate, previsti dall’ordinanza dell’art. 6, par. 2, Dichiarazioni, notifiche, documenti o dati Intrastat possono essere presentati alla direzione territoriale competente dell’Agenzia nazionale delle entrate su un supporto tecnico, consentendo una riproduzione affidabile delle informazioni e soddisfacendo i requisiti per il formato della registrazione.

(3) I campioni di dichiarazioni Intrastat e altri documenti o dati soggetti a presentazione devono essere approvati dal direttore esecutivo dell’Agenzia nazionale delle entrate o da una persona da lui autorizzata e devono essere pubblicati sul sito web dell’agenzia.

Art.10. (1) Quando un operatore Intrastat per un certo periodo non effettua scambi intracomunitari di merci dell’Unione Europea, può notificarlo per iscritto al direttore esecutivo dell’Agenzia nazionale delle entrate. Per questo periodo l’operatore Intrastat non invia dichiarazioni Intrastat.

(2) L’operatore Intrastat è tenuto a riprendere la presentazione delle dichiarazioni Intrastat entro il termine di cui all’art. 11, par. 1, se nel periodo di cui al par. 1 ha effettuato scambi intracomunitari di merci dell’Unione europea. La presentazione della dichiarazione pone fine alla validità della comunicazione di cui al par. 1.

Art.11. (1) Gli operatori Intrastat devono presentare una dichiarazione Intrastat entro il 14 ° giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

(2) Gli operatori Intrastat con obbligo corrente sostenuto devono presentare una dichiarazione Intrastat entro il ventesimo giorno del mese successivo al primo periodo di riferimento. Per i periodi di riferimento successivi il termine è quello di cui al par. 1.

Art.12. (1) L’Agenzia nazionale delle entrate notifica agli operatori Intrastat gli errori riscontrati in una dichiarazione Intrastat presentata.

(2) In caso di mancata presentazione, presentazione dopo il termine delle dichiarazioni Intrastat o rilevamento di errori in esse, l’Agenzia nazionale delle entrate può richiedere a Intrastat gli operatori di presentare documenti contabili, commerciali e di altro tipo e supporti informativi, nonché di preparare rapporti al fine di stabilire l’affidabilità dei dati dichiarati.

(3) Le comunicazioni di cui al par. 1 e 2 devono essere inviati per via elettronica, firmati con una firma elettronica qualificata.

(4) L’eliminazione degli errori in una dichiarazione mensile o correttiva presentata deve essere eseguita dall’operatore Intrastat con la presentazione di una dichiarazione correttiva.

(5) In caso di nuove circostanze, possono essere effettuati adeguamenti per un periodo fino a 6 periodi di riferimento precedenti.

(6) L’operatore Intrastat ha adempiuto all’obbligo di presentare una dichiarazione Intrastat mensile entro un termine, se gli errori ammessi sono stati eliminati entro i termini di cui all’art. 11.

(7) L’operatore Intrastat deve fornire i documenti, i dati e le richieste di cui al par. 2, rispettivamente, presentano una dichiarazione di rettifica ai sensi del par. 4 e 5 entro 7 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione da parte dell’Agenzia Nazionale delle Entrate, rispettivamente dalla data in cui si sono verificate le circostanze di cui al par. 5.

Art.13. (1) L’Agenzia Nazionale delle Entrate comunica ad Intrastat gli operatori per accertate circostanze, diverse da quelle dichiarate per il rispettivo periodo di riferimento, in base ai poteri di cui all’art. 3, par. 2, punto 7 e richiede da loro la presentazione aggiuntiva di documenti e dati, nonché la presentazione di una dichiarazione correttiva per lo stesso periodo. Gli operatori Intrastat forniscono i documenti e i dati e presentano una dichiarazione correttiva entro 7 giorni dalla data di ricezione del messaggio.

(2) L’Agenzia Nazionale delle Entrate può apportare d’ufficio rettifiche dei dati nelle dichiarazioni Intrastat presentate dopo aver effettuato chiarimenti con gli operatori Intrastat o confronto con fonti dati, stabiliti in fase di attuazione dell’attività di controllo ai sensi dell’art. 3, par. 2, articolo 6.

(3) Al momento dell’esecuzione della successiva convalida, l’Istituto nazionale di statistica notifica all’Agenzia nazionale delle entrate per gli operatori Intrastat, rispetto ai quali devono essere intraprese le azioni di cui al paragrafo 1. 1 e Art. 3, par. 2, articolo 6.

Capitolo quattro

RISERVATEZZA.

OBBLIGO DI MANTENERE SEGRETO

Art.14. I dati e / o le prove raccolti in base all’ordine di questa legge possono essere utilizzati solo a fini statistici. I dati sui flussi di merci vengono diffusi, garantendo l’anonimato delle entità che li hanno forniti.

Art.15. (1) Un operatore Intrastat può chiedere al presidente dell’Istituto nazionale di statistica di estendere il segreto statistico per quanto riguarda il codice della nomenclatura combinata stabilito dal regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio del 23 luglio 1987 sulla nomenclatura tariffaria e statistica e la tariffa doganale comune, per determinate merci e flussi commerciali, nei casi in cui il valore annuo degli scambi rilevanti della persona con gli Stati membri dell’Unione europea e con i paesi terzi:

  1. costituisce più dell’85% del valore totale del commercio estero della Repubblica di Bulgaria per l’anno rispettivo con questa merce e con questo flusso;
  2. sommato a quello di un altro operatore o di due altri operatori, a condizione che anche questo secondo o questi due altri operatori abbiano richiesto una dichiarazione di riservatezza, il valore sarà superiore all’85 per cento del valore totale del commercio estero della Repubblica della Bulgaria per il rispettivo anno, questa merce e questo flusso.

(2) Alla richiesta di cui al par. 1 si applica:

  1. informazioni sul codice della nomenclatura combinata istituito dal regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, sulla nomenclatura tariffaria e statistica e sulla tariffa doganale comune e sul flusso per il quale si chiede l’estensione del segreto;
  2. giustificazione dei motivi della richiesta.

(3) Il presidente dell’Istituto nazionale di statistica si pronuncia entro 30 giorni sulla richiesta con una decisione motivata, con la quale consente l’estensione della riservatezza per i dati statistici per il commercio estero o respinge la richiesta.

(4) La decisione ai sensi del par. 3 può essere impugnato dall’ordinanza del codice di procedura amministrativa.

(5) Dopo l’emanazione della decisione di estensione della riservatezza, la diffusione dei dati sarà effettuata secondo il Capitolo Sei della Legge sulla Statistica.

(6) L’estensione della riservatezza è revocata con decisione del presidente dell’Istituto nazionale di statistica:

  1. su richiesta dell’operatore Intrastat;
  2. d’ufficio, nel caso in cui in due anni civili consecutivi non siano soddisfatte le condizioni di cui al comma 1. 1.

(7) Prima di annullare l’estensione della riservatezza per ordine del par. 6, punto 2, il presidente dell’Istituto nazionale di statistica comunica all’operatore Intrastat che può opporsi o presentare una nuova domanda entro 15 giorni dal ricevimento della notifica.

Art.16. (1) Gli organi competenti per l’attuazione della presente legge assicurano la protezione della persona e dei dati personali e la prevenzione dell’abuso nei loro confronti secondo l’ordine della Legge per le statistiche.

(2) Le autorità competenti sono obbligate ad adottare le misure organizzative e tecniche necessarie per l’adempimento dei requisiti del par. 1.

(3) Le persone che hanno accesso alle informazioni protette dalla legge devono firmare una dichiarazione con la quale le manterranno segrete e non le utilizzeranno per altri scopi se non per l’adempimento diretto dei loro doveri ufficiali.

Capitolo cinque

DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE E PENALI

Art.17. (1) L’operatore Intrastat, che non presenta la dichiarazione Intrastat, non la presenta nei termini previsti o fornisce dati inesauribili o errati nella dichiarazione Intrastat, sarà punito con una multa o con una sanzione patrimoniale da 500 a 5000 lev. .

(2) Chi, su richiesta dell’Agenzia delle Entrate, omette di fornire le informazioni di cui all’art. 12, par. 2 o Art. 13, par. 1, sarà punito con una multa o una sanzione pecuniaria per un importo compreso tra 200 e 2000 BGN.

(3) In caso di ripetuta commissione delle violazioni di cui al par. 1 e 2 la punizione sarà inflitta in doppio.

(4) In caso di commissione sistematica delle violazioni di cui al par. 1 e 2 la punizione sarà inflitta in triplice ammontare.

Art.18. Una persona, che ha accesso alle informazioni protette dalla presente legge, che le utilizza, le fornisce o le divulga per scopi diversi dall’esercizio diretto dei suoi doveri ufficiali, è punita con una multa da 1000 a 2000 lev, se il commesso non lo fa. costituire un crimine.

Art.19. (1) Le violazioni ai sensi della presente legge saranno stabilite da atti per l’accertamento di violazioni amministrative, redatti da funzionari, determinati dal direttore esecutivo dell’Agenzia nazionale delle entrate, ei decreti penali saranno emanati dal direttore esecutivo della Agenzia nazionale delle entrate o da alcuni suoi funzionari.

(2) L’accertamento delle violazioni, l’emissione, l’appello e l’esecuzione dei decreti penali devono essere eseguiti secondo l’ordine della Legge per le violazioni e le pene amministrative.

DISPOSIZIONI AGGIUNTIVE

  • 1.Ai fini della presente legge le definizioni, determinate nel regolamento di cui all’art. 1, par. 1.
  • 2.Ai fini della presente legge:
  1. “Valore” è la base imponibile della fornitura, determinata dall’ordinanza della Legge sull’Imposta sul Valore Aggiunto, ad eccezione delle specifiche movimentazioni e merci, descritte nell’ordinanza dell’art. 1, par. 2.
  2. “periodo di riferimento”: il mese di calendario durante il quale avvengono le spedizioni o gli arrivi di merci. Per alcune merci specifiche e movimenti di merci, è possibile applicare altri periodi di riferimento al di fuori del periodo specificato.
  3. “Ripetuta” è la violazione commessa entro un anno dall’entrata in vigore del decreto penale, che ha inflitto all’autore del reato una pena per la stessa tipologia di violazione.
  4. Per “sistematico” si intende la commissione di tre o più reati nell’arco di due anni.
  5. “Convalida” è un controllo della conformità dei dati nelle dichiarazioni Intrastat confrontandoli con altri dati e circostanze.
  6. “Nuove circostanze” sono documenti o fatti divenuti noti dopo la presentazione della dichiarazione mensile.
  7. “Direzione territoriale competente dell’Agenzia nazionale delle entrate” è una direzione determinata ai sensi dell’art. 8 del Codice di procedura fiscale-assicurativa.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

  • 3.La legge sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci (promulgata, SG 51 del 2006, modificata, SG 84/2007 e SG 100/2010) è abrogata.
  • 4.Quelle emesse in base all’art. 1, par. 4 e art. 13, par. 2 della legge abrogata sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci, lo statuto mantiene la sua efficacia.
  • 5.Quelle emesse in base all’art. 26, par. 2 della legge abrogata sulle statistiche sugli scambi intracomunitari di merci restano in vigore.
  • 6.Per ordine della presente legge si dichiarano anche gli invii e gli arrivi, effettuati dopo la data di entrata in vigore della presente legge, per i quali il periodo di riferimento ai sensi della presente legge è antecedente a tale data.
  • 7.Per ordine della presente legge non possono essere dichiarati invii e arrivi effettuati prima della data di entrata in vigore della presente legge, per i quali il periodo di riferimento è successivo a tale data e che sono stati dichiarati dall’ordinanza della legge abrogata.
  • 8. Lerettifiche dei dati dichiarati ai sensi della legge abrogata sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci devono essere effettuate secondo l’ordine della presente legge.
  • 9. Ledichiarazioni Intrastat per l’ultimo periodo di riferimento prima dell’entrata in vigore della presente legge devono essere presentate entro i termini di cui all’art. 11.
  • 10.Per il 2012 le soglie per la dichiarazione secondo il sistema Intrastat e le tipologie di dati aggiuntivi ai sensi dell’art. 9, par. 2 del Regolamento (CE) (638/2004, previa dichiarazione, determinato sulla base della Legge abrogata sulle statistiche degli scambi intracomunitari di merci.
  • 11.Nella legge sull’imposta sul reddito delle società (promulgata, SG, numero 105 del 2006; modificato, numeri 52, 108 e 110 del 2007, numeri 69 e 106 del 2008, numeri 32, 35 e 95 del 2009, numeri 94 del 2010 e numeri 19, 31, 35, 51, 77 e 99 del 2011) al § 2 delle disposizioni aggiuntive dopo le parole “lavoratori” il sindacato “E” è sostituito da una virgola e infine aggiunto “e alla Direttiva del Consiglio 2011/96 / UE del 30 novembre 2011 sul regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi (GU L 345/8 del 29 dicembre 2011) “.
  • 12.Nel Codice di procedura fiscale e assicurativa (promulgato, SG, numero 105 del 2005, modificato, numeri 30, 33, 34, 59, 63, 73, 80, 82, 86, 95 e 105 del 2006, nn. 46 , 52, 53, 57, 59, 108 e 109 del 2007, n. 36, 69 e 98 del 2008, n. 12, 32, 41 e 93 del 2009, n. 15, 94, 98, 100 e 101 del 2010 , Nn. 14, 31, 77 e 99 del 2011 e n. 26 del 2012) nelle disposizioni transitorie e finali della legge per la modifica e l’integrazione del codice di procedura fiscale e previdenziale (SG, numero 99 del 2011) § 23 è modificato come segue:

„§ 23. (1) Il non completato alla data di entrata in vigore della presente legge procedimento di revisione ai sensi dell’art. 114, par. 1 – 3, indipendentemente dalla data del loro inizio, devono essere completati secondo l’ordine corrente entro 5 mesi dall’entrata in vigore della presente legge.

(2) Il procedimento di revisione di cui all’art .. Sospeso dalla data di entrata in vigore della presente legge. 114, par. 1 – 3 devono essere completati secondo l’ordine corrente entro tre mesi dalla data della loro ripresa.

(3) I termini di cui al par. 1 e 2 possono essere prorogati dall’ordine e alle condizioni di cui all’art. 114, par. 4.

(4) I termini di cui al par. 1 e 2 non si applicano per i procedimenti di revocazione il cui termine è stato prorogato dall’ordinanza dell’art. 114, par. 4 prima dell’entrata in vigore di questa legge. ”

  • 13.La legge entra in vigore il 1 ° luglio 2012, ad eccezione del § 12, che entra in vigore il giorno della promulgazione della legge nella Gazzetta ufficiale dello Stato.

La legge è stata adottata dalla 41a Assemblea Nazionale il 16 maggio 2012 ed è stata sigillata con il sigillo ufficiale dell’Assemblea Nazionale.